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Notiziari Buteyko (2006-2010)
In questi notiziari,  dal titolo "Notizie Salutari", che sono inviati per e mail a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l'argomento, il consulente medico   per  Salutaris- Buteyko Italia, dr. Fiamma Ferraro, fornisce, oltre alle novità sulle date dei corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per riceverlo basta inviarci una e mail. ( fiafer@yahoo.com )
*  I  notiziari Buteyko hanno scopo informativo e   non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto può essere liberamente riportato purché sia indicata la fonte (tratto da "Notizie Salutari", scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per www.buteyko.it )
Questo avviso vale per tutti i numeri del Notiziario                                                                 Il libro della Dr. Ferraro
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NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro)- novembre  2010 


Ossigenazione dei tessuti
Sono da poco tornata dalla Germania,  dove ho partecipato  alla ”Medizinische Woche” (settimana medica) che ha luogo tutti gli anni in novembre a Baden-Baden,  e che è considerata la più importante manifestazione europea  (e del mondo) nel campo della medicina alternativa.  Sull’argomento vorrei ripetere quanto avevo scritto sull’argomento nel novembre 2007: “Tra i vari interventi e corsi ve ne sono stati alcuni, molto interessanti, dedicati a varie sostanze che provocano una migliore ossigenazione dei tessuti; peccato tuttavia che, come al solito, anche a Baden-Baden non si sia parlato di uno dei fattori principali per questa buona ossigenazione, e cioè del modo di respirare.”
Quest’anno non posso che ripetere questa considerazione. Tutti gli anni vedo anzi a Baden-Baden apparecchiature sempre più complesse, sofisticate (e costose!) dirette a migliorare, con vari meccanismi, l’ossigenazione dell’organismo. Ovviamente l’ossigenazione ottimale dei tessuti è un fattore fondamentale per il mantenimento/recupero della salute e non può che far piacere vedere come a questo fattore venga attribuita, in campo medico, un’importanza sempre maggiore. Fa piacere inoltre vedere come ci si renda sempre più conto del fatto che non serve a molto introdurre grandi quantità di O2 in alta concentrazione nei polmoni per migliorare l’ossigenazione dei tessuti. Peccato tuttavia che non si diriga mai l’attenzione sui fattori fondamentali per  migliorare questa ossigenazione, e cioè il modo di respirare e la CO2  Ovviamente non ho nulla contro queste apparecchiature; al contrario, ne uso una anch’io che, in particolare nei pazienti debilitati, è molto utile, ed anche in chi inizia il riaddestramento del respiro con il metodo Buteyko può in certi casi dare una utile accelerazione alla riossigenazione dell’organismo. Nella maggioranza dei casi tuttavia, per chi non è alle prese con consistenti problemi di salute, il metodo Buteyko (diretto appunto a conseguire, in base a principi fisiologici e scientifici assodati, una respirazione ottimale) pur non sostenuto né da ditte produttrici di macchinari né da ditte farmaceutiche, e quindi non ancora abbastanza conosciuto, è sufficiente per conseguire una buona ossigenazione di tutti i tessuti dell’organismo.

-Anidride carbonica e coccodrilli.
Questo abbinamento vi sembra strano? Ebbene: inizio con il riportare alcune frasi tratte da un ariticolo che avevo scritto tempo fa per un’ altra mia pubblicazione: “L’epidemia di influenza messicana ha recentemente sollevato nuovi allarmi tra il pubblico, sempre più preoccupato all’idea di “pandemie” che potrebbero essere diffuse da nuovi virus contro i quali mancano vaccini ed armi efficaci. Sollevano inoltre preoccupazioni anche dei batteri “vecchi” noti da tempo e divenuti resistenti agli antibiotici con i quali sono stati finora combattuti.  …Si stanno negli ultimi tempi approfondendo le ricerche sul ruolo svolto nel sistema immunitario dai peptidi antimicrobici …… e un aiuto efficace potrebbe venire, a quanto pare, dai peptidi antimicrobici tratti da alcuni animali.  … L’attenzione si è   concentrata negli ultimi anni sui coccodrilli, anche a seguito del clamore sollevato tempo fa da un reportage della televisione britannica, (1) in cui si metteva in evidenza la resistenza di questi animali, in cui le ferite profonde, che si procurano azzannandosi, si rimarginano senza problemi anche se restano in paludi con acque marce.
Il merito è, secondo alcuni ricercatori, appunto dei peptidi antimicrobici che si trovano nel sangue di questi animali, così come nelle rane, lucertole ed altri. In particolare nel sangue dei coccodrilli, è stata identificata una sostanza (“coccodrillina” ) molto attiva contro virus, batteri e funghi. A seguito di alcuni studi effettuati, sono stati già elaborati dei preparati, venduti all’estero come “integratori alimentari”. Anche se   preferisco consigliare ai miei pazienti delle sostanze più provate e sperimentate, in caso di microbi resistenti ad ogni approccio potrebbe forse valere la pena (ovviamente con la consulenza di un medico esperto) di fare un tentativo anche con i coccodrilli e le rane!” 
E veniamo ora all’anidride carbonica.
In un articolo  di Hennakao Koniyama, del Medical Research Council di Cambridge, pubblicato nel  gennaio 2009 sulla prestigiosa rivista inglese “Nature” si legge che i coccodrilli possono restare sott’acqua fino ad un ora e durante la permanenza sott’acqua si accumula nel loro sangue l’anidride carbonica, che poi si scioglie formando ioni di bicarbonato; questi ioni di bicarbonato si legano all’emoglobina, spiazzandone l’ossigeno, che diventa pertanto più disponibile per  andare ad ossigenare i tessuti dell’organismo. Nel sangue umano invece, continua l’articolo, gli ioni di bicarbonato non si legano all’emoglobina, che pertanto rilascia il suo ossigeno con più difficoltà rispetto a quanto avviene nel sangue dei coccodrilli (e in effetti nel sangue umano l’anidride carbonica, pur facilitando con varie reazioni chimiche il rilascio dell’anidride carbonica dall’emoglobina, non  spiazza direttamente, tramite gli ioni di bicarbonato, l’ossigeno dall’emoglobina in grande quantità).
I ricercatori di Cambridge hanno pertanto creato, con sangue umano e sangue di coccodrillo, un ibrido, un’emoglobina mezza umana e mezza “coccodrillesca”  e, sebbene non si sia ancora arrivati a risultati concreti,   il prof. H. Bunn, dell’Università di Harvard, osserva che  “Si può già pensare ad una situazione   di chirurgia in cui è difficile ossigenare il paziente e sarebbe molto utile avere a disposizione un’emoglobina in grado di scaricare l’ossigeno con un’efficienza superlativa” .
Quali conclusioni trarne? Innanzitutto anche questi studi confermano  (fatto peraltro  riportato in tutti i testi di fisiologia medica, anche se raramente se ne traggono le opportune conclusioni pratiche) il ruolo prezioso della CO2 (nella giusta quantità) per l’ossigenazione dell’organismo. 
Inoltre, anche se nell’organismo umano la CO2 spiazza l’ossigeno dall’emoglobina, rendendolo libero di andare ad ossigenare i tessuti, in modo meno efficiente di quanto non avvenga nel coccodrillo,  forse varrebbe la pena, (perlomeno in situazioni normali, in attesa che l’ibrido di emoglobina uomo/coccodrillo creato in laboratorio porti a risultati utilizzabili), di non dissipare, con una respirazione eccessiva, la preziosa CO2 che anche noi produciamo ed accumuliamo, pur in quantità minore di quella  accumulata dai coccodrilli nella lunga permanenza sott’acqua.
Se abbiamo in noi una quantità sufficiente di CO2 allora, pur se in modo meno efficiente che nei cocodrilli, anche la nostra CO2 fa andare più ossigeno dal sangue ai tessuti.

(1) Documentario della BBC, “ The Secret Life of Crocodiles”.
Sull’argomento ved anche : http://news.bbc.co.uk/hi/english/sci/tech/newsid_680000/680840.stm

-Coccodrilli ed eczema
Dopo aver visto l’efficienza del sistema immunitario (peptidi antimicrobici)  e   della ossigenazione nell’organismo  dei coccodrilli, vediamo ora  un’altra notizia sempre collegata a questi animali.
A quanto pare una sostanza tratta dal grasso dei coccodrilli sarebbe in grado di combattere con straordinaria efficacia dei problemi, spesso resistenti a varie forme di terapia, come eczema, neurodermatite e psoriasi. Una ditta farmaceutica americana si trova nelle fasi finali delle sperimentazioni  per mettere sul mercato una pomata basata sul grasso dei coccodrilli,  e in Sud Africa nel frattempo,  sulla base della considerazione  che si tratta di una sostanza naturale-alimentare (in varie parti del mondo in passato si mangiava carne di coccodrillo, lucertole ecc.) si è già messo da tempo in commercio un olio di coccodrillo (ora diffuso anche in Europa) che a quanto pare starebbe dando ottimi risultati sia per gli eczemi nei bambini, sia anche per ferite che non si rimarginano e bruciature.
Anche se mi sembra preferibile in questa fase non usare questo olio di coccodrillo su ferite e lesioni aperte, nel caso di eczemi e pruriti allergici resistenti ad altre terapie potrebbe valere la pena (sentito ovviamente il proprio medico) di fare un tentativo con questo olio.

-Allergie
In questa stagione le allergie respiratorie , particolarmente frequenti tra gli asmatici,  danno un po’ di tregua e, come è noto, per avviare una efficace strategia antiallergica, occorre agire ora,  prima che, nella tarda primavera, l’aria si riempia di pollini. Una delle prime cose da fare è pertanto –come avrete indovinato- iniziare o riprendere con costanza gli esercizi di respirazione Buteyko.  Inoltre, per accelerare il risanamento, oltre ovviamente alle terapie classiche sulle quali qui non mi soffermo- vorrei mettere in evidenza alcune terapie (considerate “alternative” ma a favore delle quali vi
sono comunque degli studi clinici): una è la microimunoterapia, che mi sta dando risultati molto buoni, e la seconda è basata su preparati tedeschi  diretti a ricostituire l’integrità della mucosa, sia quella delle vie respiratorie, sia quella del tratto intestinale (importante per le allergie ed intolleranze alimentari, in cui la reazione di allergia/intolleranza può essere dovuta anche al fatto che la mucosa intestinale, non integra, lascia passare nel sangue delle sostanze che non dovrebbero passarvi).

CORSI  
**con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
             Corsi per uso proprio:
              a) corsi di gruppo:    non sono ancora state fissate le date
              b)Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi) con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere integrato da una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi. 
Per informazioni: tel. 3456248926 ,   www.saluteglobale.com  , e-mail: fiafer@yahoo.com
             Corsi per istruttori:  Il prossimo primo livello del nuovo corso inizierà  l’anno prossimo.  Gli interessati possono comunque  già ora mettersi in contatto e segnalare il loro interesse. 


NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro)-ottobre  2010
-Premessa “ottimistica” (!)
“L’ultima volta che sono state contate, vi erano  15.000 malattie con un nome, e delle cure per 5000 di queste. Tuttavia il sogno di ogni giovane dottore è ancora quello di  di scoprire un nuova malattia, poiché si tratta del modo più rapido e sicuro per  diventare importanti nella professione medica. In termini pratici: è molto meglio  scoprire una nuova malattia che trovare una cura per una vecchia malattia; la cura scoperta sarà sperimentata e discussa e rimarrà controversa per molti anni, mentre una nuova malattia viene prontamente e rapidamente accettata.” (Michael Crichton)
Queste osservazioni, scritte in un libro del 1968, sono oggi più attuali che mai, e se già è così difficile far riconoscere una cura per una singola, “vecchia” malattia, figuriamoci quante possibilità di riconoscimento generale possano avere delle cure, non basate  su farmaci ma su comportamenti e stili di vita (il modo di mangiare, di fare attività e di respirare ecc.)  dirette alla prevenzione ed al miglioramento (e in certi casi anche alla guarigione) di non solo una ma di una lunga serie di malattie! 
-Problemi  comportamentali  nei bambini-
Il numero di bambini alle prese con problemi di mancanza d’attenzione ed iperattività,   con vari problemi di carattere comportamentale e   anche il numero di bambini autistici è purtroppo aumentato, negli ultimi anni,  in modo vertiginoso.    Sono indubbiamente numerose le cause che influiscono su tale fenomeno. In particolare per i bambini iperattivi credo che  in numerosi casi (e in questi casi si è appunto alle prese con una delle “nuove malattie” di cui sopra) la causa sia costituita principalmente dalla lunga immobilità per ore sui banchi di scuola, spesso  con inizio  in età molto precoce, un’età in cui un tempo i bambini sfogavano le loro grandi energie correndo  e saltando;  la mancanza di movimento è tra l’altro un  fattore principale, come spiego a lungo nel mio libro “Attacco all’Asma… e non solo” che porta ad acquisire cattive abitudini respiratorie. In altri casi più gravi  di deficit d’attenzione ed iperattività è tuttavia possibile che vi sia qualche fenomeno patologico in atto.
Una domanda che mi viene posta con una certa frequenza è se il metodo Buteyko possa essere utile anche per i bambini alle prese con questi problemi. Indubbiamente, l’ ottimizzazione della respirazione, portando ad un riassestamente di tutto il sistema ormonale, della produzione di endorfine,   d’energia e a molto altro, sarebbe molto utile in questi casi. Il problema pratico è tuttavia che è molto difficile indurre questi bambini ad impegnarsi in un programma di esercizi respiratori. In questi casi può quindi essere preferibile prendere prima di mira altri fattori, tra cui appunto il movimento (facendo attenzione a che non si respiri con la bocca aperta durante il movimento) e, soprattutto, il mangiare. Anche se in genere dico sempre che il primo fattore da migliorare è il modo di respirare, che è ancora più importante del modo di mangiare, in questi casi invece (quando non si riesce ad ottenere che il bambino si concentri ed impegni negli esercizi di respirazione)  occorre prendere di mira prima il mangiare.
E’ ormai ben noto il miglioramento che, nei bambini autistici, può essere ottenuto eliminando determinate sostanze dalla dieta; (per i bambini autistici si consiglia in genere di eliminare alimenti con glutine e caseina); ma anche nei casi di bambini alle prese con problemi  comportamentali più lievi il fattore cibo è molto importante, e le sostanze da eliminare possono variare caso per caso. Ci si sta sempre più rendendo conto di quanto importante sia il nesso tra “intestino e cervello”. Uno degli approcci che mi sta dando i migliori risultati è il sistema dietetico americano chiamato GAP (abbreviazione di “gut and psychology”, e cioè intestino e psicologia). Una volta ottenuto il miglioramento auspicato è però essenziale prendere di mira il modo di respirare, insegnando ai bambini il metodo Buteyko.
-Sostanze dannose
In vari numeri di questo Notiziario avevo segnalato i pericoli che possono derivare dal fluoro (contenuto in quasi tutti i dentifrici ed in certi paesi –per fortuna non da noi- aggiunto anche all’acqua di rubinetto). I pericoli sono ormai confermati da molte fonti : un recente articolo sul celebre giornale medico  The Lancet  descrive il fluoro come “una sostanza neurotossica” che può danneggiare il cervello in fase di sviluppo dei bambini. Il  National Research Council (NRC) ha identificato il fluoro come una sostanza che getta scompiglio nel sistema endocrino  e che può compromettere  il buon funzionamento della tiroide . E l’ultimo rapporo del Comitato scientifico dell’Unione Europea sulla salute ed i rischi ambientali mette in guardia quanto al fatto che i bambini allattati artificialmente  corrono dei rischi se il loro latte in polvere viene sciolto in acqua contenente fluoro .
Sembra quindi consigliabile cercare un buon dentifricio senza fluoro: è vero che le quantità di fluoro contenute nei dentifrici sono minime, ma questi dentifrici sono usati tre volte al giorno, per tutta la vita, e quindi la quantità si accumula. Nessuno può essere più convinto di me dei benefici di una buona respirazione, ma anche sforzandosi di fare esercizi  di respirazione per ore non è possibile eliminare completamente i danni che vengono da un quotidiano pur minimo avvelenamento con fluoro, mercurio ed altro. Almeno per le sostanze usate tutti i giorni è bene fare una ricognizione diretta ad  eliminare quelle contenenti sostanze dannose.
-Sostanze benefiche
In vari numeri di questo Notiziario e nel mio libro ho osservato come l’eccesso di respirazione provochi uno scompiglio nell’equilibrio metabolico ed elettrolitico dell’organismo, e come porti alla perdita di importanti elementi, tra i quali per gli asmatici è di particolare importanza il magnesio, che è quindi in genere in questi casi consigliabile assumere con integratori.
Questa raccomandazione è stata ora    confermata da un recente  studio in doppio cieco della durata di 28 settimane, condotto presso la Bastyr University di Washington nel febbraio scorso, (pubblicato su J. Asthma 2010; 47(1): 83-92). Lo studio ha constatato che negli asmatici non troppo gravi, un’assunzione di integratori  a base di magnesio ha provocato un notevole miglioramento (miglioramento che nel gruppo placebo non si è invece verificato).
E del resto   nel passato (ved. ad es un articolo pubblicato nel 1987 sul periodico della Associazione Medica Americana, -JAMA 1987;257: 1076-1078-) nei reparti d’emergenza degli ospedali i medici  avevano fatto  per lungo tempo ricorso ad iniezioni endovenose di magnesio quale misura salva-vita, per aprire le vie respiratorie, in casi di attacchi acuti di asma.
-Testimonianze
Ho in passato diramato in questo notiziario numerose testimonianze che mi  erano state scritte, da ogni parte dell’Italia, da miei pazienti che avevano ottenuto forti miglioramenti  dopo aver fatto con me dei corsi per ottimizzare la respirazione con il metodo Buteyko. Ho poi smesso di pubblicarle, sia per non diventare noiosa, sia perché, essendo indirizzate a me, mi sembrava di “darmi delle arie”.  Pubblico tuttavia ora questa bellissima,  entusiastica testimonianza, inviata non a me ma a   Gianni Girotto e Giusy Lo Nigro (i loro dati si trovano nell’elenco degli istruttori accreditati dalla nostra Associazione).Ecco il testo (un po’ abbreviato)
“Mi chiamo C..., sono un uomo di 42 anni che da sempre soffre di asma e da circa 15 anni di attacchi di panico.... Ciò che in questo momento vorrei scrivere richiederebbe intere pagine, tante sono le emozioni dentro me, ma così facendo però, mi rendo conto, potrei offuscare e ...sbiadire l’essenza del messaggio che voglio dare...  Cercherò quindi di essere sintetico ma incisivo ..Or dunque ... soffro di attacchi violenti di panico da circa 15 anni, periodo che coincide con la frequentazione costante di Medici Specialisti e con l’assunzione di psicofarmaci . Ad oggi la mia condizione legata al panico non può considerarsi positivamente; per fare qualche esempio della condotta della mia vita basta dire che evito la macchina, i luoghi affollati e tutta una serie di evitamenti che, chi soffre del mio male, conosce molto bene.  Anche l’asma negli ultimi anni è più incisiva ed invasiva. Qualche tempo fa acquistai, per caso, anzi il caso non esiste, un libro dal titolo “Attacco all’asma… e non solo” scritto dalla Dott.ssa Fiamma Ferraro.  E’ stato l’acquisto più importante della mia vita. Al suo interno, il libro, parlava del METODO BUTEYKO. Lette le prime pagine mi son detto: “Ecco qual è il mio problema!!”.
Ne parlai con mia moglie, la quale, immediatamente e amorevolmente, si mise in contatto telegrafico con l’Autrice e mediante quest’ultima con due  meravigliosi “Angeli”, Giusy e Gianni, Istruttori altamente qualificati del METODO BUTEYKO, due persone splendide, divenuti amici carissimi miei e di   mia moglie. Non potremmo più fare a meno di loro perché li amiamo...  Insieme ad altri amici del posto, abbiamo, intensamente per due giorni (a me sono sembrati cinque minuti), svolto il corso di apprendimento del METODO BUTEYKO.
Ebbene, sono passati due giorni dal corso, io VADO IN MACCHINA SERENAMENTE, ESCO, CAMMINO, PARLO, senza attacchi di panico né d’asma. E’ incredibile, il benessere è stato immediato e consiglio il corso Buteyko, con tutto il cuore, perché ho accertato i benefici in prima persona, a tutti coloro che soffrono di asma e/o ...di panico.
Le patologie che possono essere debellate col Buteyko sono tante, ma per questo vi invito ad acquistare il libro di Fiamma Ferraro.
Giusy, Gianni, non potrò mai ripagarvi per quello che avete fatto…Vi voglio bene.. Ho un bimbo di sei anni, A...., che amo più della mia vita, al quale trasmetterò ciò che ho appreso.”
E su queste note commoventi concludo questo numero del Notiziario.
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"NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro)  Agosto 2010  

-Buongiorno e ben tornati dalle vacanze, in cui spero abbiate fatto  delle belle nuotate ed un po’ più di movimento (senza aumentare troppo la respirazione, il che vanificherebbe i benefici del movimento!)
Nel mio libro “Attacco all’Asma.. ..e non solo”, di cui è appena uscita la seconda edizione ampliata ed aggiornata, parlo a lungo del modo migliore di fare movimento.
Per chi, non avendo ancora messo a posto il proprio modo di respirare con il metodo Buteyko, o a causa di altri problemi, non è in grado di fare abbastanza movimento fisico, segnalo una  possibilità interessante, messa in luce da uno studio  condotto dall’Università di Liegi  in doppio cieco su un gruppo di 42 anziani non autosufficienti, per controllare l’effetto delle pedane vibratorie. Dopo 6 settimane, in cui gli anziani erano rimasti su pedane vibratorie, ( tre volte alla settimana con 4 sessioni di un minuto), si è riscontrato un miglioramento del 77% nell’equilibrio, del 57% nel modo di camminare, del 41% nella riduzione di dolori e del 60% nell’aumento di energia e vitalità. Non c’è male per una pratica che ha richiesto solo 12 minuti alla settimana! Un altro beneficio di questa pratica è che mentre si è sulla pedana vibratoria non si corre il rischio di respirare troppo per lo sforzo, anzi, da quel poco che ho provato personalmente, mi sembra (ma è solo un’impressione; occorrerebbe un approfondimento) che quando si sta sulla pedana vibratoria si tenda a respirare di meno.

-Una notizia importante per chi soffre di asma ed allergie: un articolo recentemente pubblicato sull’ American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine ha constatato un chiaro collegamento  tra un farmaco molto usato per dolori, febbre, infiammazioni, e cioè il paracetamolo/acetaminofene (sostenza principale contenuta nei medicinali Tilenolo, Tralgan, Deidrossiacetanilide  Efferalgan, Tachipirina ed altri) con un  raddoppio  del rischio di asma ed eczema negli adolescenti.   E non si parla di un uso quotidiano: lo studio ha dimostrato che era sufficiente un uso una volta al mese per  far raddoppiare il rischio di asma.
Un analogo collegamento tra questa sostanza e l’asma era stato riscontrato in uno studio del febbraio scorso, pubblicato  su Thorax.
In questo studio, condotto su un gruppo di donne incinte, si era constatato che nel 34% di donne che avevano   preso il paracetamolo durante la gravidanza, il 27% dei bambini poi nati mostrava a 5 anni i primi sintomi di asma, ed il rischio era più elevato in diretto collegamento con la frequenza dell’uso del paracetamolo durante la gravidanza.
Questo nuovo  nesso tra il paracetamolo e l’asma si aggiunge alla lunga serie di rischi/effetti indesiderati collegati con questo farmaco di uso così frequente. Per fare un esempio:  la Divisione di Gastroenterologia dell’University of Washington Medical Center di Seattle  ha  condotto uno studio in base a dati   ottenuti dal gruppo   Acute Liver Failure Study Group, (un consorzio di 22 centri medici universitari negli Stati Uniti) che aveva esaminato  662 pazienti che nel periodo compreso tra il 1998 ed il 2003  avevano sofferta di insufficienza epatica acuta. In questo studio si è constatato che  tra  questi pazienti, nel 42%   dei casi l’insufficienza epatica era dovuta ad una  tossicità   indotta dal Paracetamolo. Si era inoltre rilevato che anche   l’incidenza annuale di casi di insufficienza epatica potenzialmente fatale causata dal Paracetamolo   era  aumentata dal 28% del 1998 al 51% del 2003.   

-Arrabbiarsi fa male! (e fa respirare più intensamente…)
Ricercatori del  National Institute on Aging (NIA), hanno pubblicato sul  Journal of the American Heart Association, i risultati di uno studio della durata di 3 anni, condotto su ben 5614 abitanti di 4 villaggi in Sardegna. Da questo studio è risultato che coloro che avevano caratteri aggressivi e facili alle arrabbiature, al termine dei 3 anni dimostravano un aumento del tasso di arteriosclerosi in misura notevolmente maggiore dei partecipanti con un carattere calmo e non aggressivo.
I ricercatori nel loro studio fanno varie ipotesi  ed esaminano vari fattori. Non viene però preso in esame (e questo ormai purtroppo non mi stupisce più!) il modo di respirare dei partecipanti allo studio. Anche senza necessità di studi clinci sappiamo tutti che quando siamo arrabbiati  ed agitati tendiamo a respirare molto di più che non quando siamo calmi, ed in chi tende ad arrabbiarsi spesso i continui episodi di iperventilazione (eccesso di respiro) tendono infine a far prendere l’abitudine di respirare costantemente in eccesso rispetto alle esigenze. Sono sicura   che se gli studiosi che hanno condotto l’esperimento avessero esaminato il modo di respirare dei  5614 partecipanti, avrebbero constatato che il gruppo  “arrabbiato” respirava costantemente più del gruppo calmo. Ovviamente l’eccesso di respiro non è l’unica causa della salute peggiore di coloro che si arrabbiano facilmente; molti altri fattori (fegato ecc.) influiscono su questo peggioramento ma anche il modo di respirare è importante,.
Come fare quindi se si ha un carattere inquieto e facile alle arrabbiature? Ovviamente sono possibili molti approcci (dalle sedute di psicoterapia a varie tecniche di meditazione e rilasamento) ma la procedura che a mio avviso funziona più rapidamente è quella  consistente nel riaddestrare il respiro con la tecnica Buteyko.  Quando si è calmi si respira automaticamente   di meno,  e questo collegamento funziona in entrambi i sensi: se si prova a calmare-rallentare il respiro con un esercizio Buteyko si calma automaticamente anche lo stato d’animo.

Chi ha un carattere collerico farebbe bene quindi a misurare la propria pausa-controllo ( nel nostro sito www.buteyko.it e più dettagliatamente nel mio libro si spiega come fare) e, se risulta troppo breve, dovrebbe cercare di normalizzare al più presto la respirazione con il metodo Buteyko.  

CORSI SUL METODO BUTEYK
**con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
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Per informazioni: tel. 3456248926 , fiafer@yahoo.com , www.saluteglobale.it

Corsi per istruttori
  Per assicurare la qualità dell’insegnamento il numero di partecipanti è molto ristretto; a causa di improvvise defezioni “vacanziere” si sono liberati due posti; eventuali interessati (ed anche chi aveva preannunciato la partecipazione senza perà confermarla)   sono pertanto invitati a mettersi in contatto al più presto ( tel. 3456248926)

 
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“Notizie Salutari”   (a cura della dott. Fiamma Ferraro)           Aprile 2010

Stanchezza, sensazione di mancanza d’aria,    persino svenimenti,  sono alcuni dei sintomi di una malattia    dei vasi sanguigni dei polmoni nota come Ipertensione Arteriosa Polmonare. Fino a poco tempo fa si trattava di una malattia poco conosciuta, ritenuta rara,  che veniva spesso confusa con l’asma, con la quale presenta alcuni sintomi in comune. Si è  ora invece accertato che la malattia è più diffusa di quanto non si pensi.   In sostanza, in questa malattia si verifica un restringimento dei vasi sanguigni nei polmoni, il che provoca un'aumentata resistenza al flusso del sangue pompato dal cuore.  Ciò determina un progressivo affaticamento per il ventricolo destro del cuore, che deve sforzarsi troppo per superare questa resistenza,  e  si può arrivare ad uno scompenso cardiaco. 
L'Ipertensione Arteriosa Polmonare può comparire  in modo isolato, ma più spesso è collegata ad altre patologie come ad esempio cardiopatie congenite, malattie immunologiche ed ipertensione portale. 
Negli ultimi anni sono stati fatti  molti  progressi nel trattamento di questa malattia. E’ importante, per trattarla, cercare di capire da cosa sia causata.
Per rispondere alla domanda che immagino  si ponga ora il lettore: non vi sono molte esperienze fatte con  la respirazione Buteyko in relazione a questa malattia . In linea generale questo metodo, provocando una dilatazione generale delle arterie, che in questa malattia sono ristrette nella zona polmonare, potrebbe essere utile, ma occorre procedere con molta cautela, ed assolutamente solo con la consulenza di un medico esperto.
Tra le precauzioni raccomandate in genere dagli esperti vi è quella di evitare i lunghi viaggi in aereo ed i soggiorni in montagna oltre i 1500 m.
Un’ottima risorsa per saperne di più su questa malattia si trova a questo link:
http://www.claudiaefederico.net/ipertensionepolmonare/html/ipertensione.htm

-Nell’ultimo numero del Notiziario avevo messo in guardia contro gli effetti negativi che possono essere provocati dal movimento fisico, nei casi in cui durante il movimento fisico non si respira “bene” (e cioè quando si iperventila /respira troppo) .
Tra i numerosissimi studi sull’argomento ne segnalo in particolare uno, dal titolo “Inadequate Cerebral Oxygen Delivery and Central Fatigue during Strenuous Exercise” di Lars Nybo; Peter Rasmussen, pubblicato su  Exerc Sport Sci Rev. 2007;35(3):110-118. © 2007  American College of Sports Medicine
In  questo studio si osserva come in condizioni di riposo il cervello sia in genere protetto contro la mancanza di ossigeno, perché quando diminuisce l’ossigeno la circolazione del sangue nel cervello diventa più intensa per compensare  questa  diminuzione ; quando invece si fa del movimento fisico intenso,  l’aumento della circolazione di sangue nel cervello può non essere sufficiente per compensare la carenza di ossigeno, perché, “l’iperventilazione (provocata dal movimento) fa diminuire il livello della CO2 presente il che porta ad una insufficiente ossigenazione   del cervello” e può provocare spossatezza ed anche svenimenti. 
Anche in questo studio, come vedete, viene dato per scontato (ed in effetti è così) che l’iperventilazione provoca una perdita eccessiva di CO2, il che provoca una carente ossigenazione del cervello (ed anche di altri tessuti). La domanda che tuttavia a questo punto sorge spontanea è: ma come mai invece pochi  riflettono sul fatto che l’iperventilazione può essere presente non solo durante il movimento ma anche quando si è a riposo, e sui danni che può provocare la carente ossigenazione  dei tessuti causata da questa iperventilazione  ? 

-Lo studio sopracitato mette ancora una volta in evidenza come sia importante, quando si  vuole  migliorare la salute,  agire in base ad un piano organico globale, in cui i vari fattori vengano affrontati in base  ad una scala di priorità adeguata; (cosa sempre più difficile nella nostra medicina ultraspecializzata, che difficilmente può affrontare l’organismo umano in base ad una visione integrale).
Per chiarire questo concetto nel mio libro “Attacco all’Asma.. e non solo” ho fatto l’esempio di una casa con 10 piani. Se vi è un guasto strutturale al pianterreno rischia di crollare tutto l’edificio, mentre se il guasto è al 10 piano crolla solo il decimo piano. Normalmente quindi, salvo caso di straordinaria urgenza che riguardano solo il decimo piano, occorre affrontare prima il guasto al pianterreno e poi quello al decimo. Se si ripara solo il decimo piano   tutto l’edificio rischia comunque di crollare,  data l’instabilità del pianterreno ed anzi i lavori di riparazione (trivellature e posa di nuove più pesanti struttre) rischiano di  accelerare il crollo.
In questo paragone, il modo di respirare, data la sua importanza fondamentale per l’organismo (non si sopravvive più di qualche minuto senza respirare) può essere paragonato al pianterreno. Se non è buona la respirazione (pianterreno) ne risentono tutte le altre funzioni dell’organismo. L’esigenza di fare movimento, pur molto importante nel nostro mondo nel quale pochi fanno abbastanza esercizio fisico, può invece essere paragonata ad un quarto piano: prima di mettere riparo alla carenza di movimento occorre mettere a posto il modo di respirare, altrimenti, con l’intensificazione dell’iperventilazione provocata dal piano di esercizi fisici intrapresi (palestra, corsa ecc.) si rischia un peggioramento globale della salute. Solo dopo aver eliminato l’iperventilazione abituale anche a riposo, si può affrontare un aumento dell’esercizio fisico che a questo punto, se fatto con le dovute cautele, non potrà che far bene.

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NOTIZIE SALUTARI” (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)- Marzo 2010
- Salve e buon inizio di primavera (si spera che sia finalmente arrivata!) Uno dei vantaggi del bel tempo primaverile è che viene voglia di uscire e fare passeggiate-movimento. Come tutti sanno, muoversi fa bene: quando si fa movimento fisico l’organismo produce molta CO2 e fare un po’ di movimento è uno dei modi più efficaci per far aumentare rapidamente il livello di CO2 nell’organismo. Il problema è tuttavia che l’aumento di respirazione che si verifica quando si fa movimento (quando si produce tanta CO2 è normale e fisiologico doverne eliminare un po’ accelerando la respirazione) può diventare eccessivo, in particolare in chi già tende ad iperventilare anche a riposo; alla fine ci si trova quindi in una situazione peggiore di quella di partenza, poiché non solo viene dissipata la CO2 supplementare prodotta con il movimento ma anche una parte delle riserve di CO2 che vi erano prima di iniziare a muoversi. Raccomando pertanto vivamente, prima di iniziare un programma di movimento fisico, di imparare ad ottimizzare la propria respirazione con il metodo Buteyko.- Segnalo questo studio condotto da ricercatori delle prestigiose Università di Stanford, di Basilea e di Dallas, dal titolo “ Targeting pCO2 in Asthma: Pilot Evaluation of a Capnometry-Assisted Breathing Training “ A. E. Meuret e Ritz Department of Psychology, Southern Methodist University, Dallas, TX USA, F. H. Wilhelm University of Basel, Basel, Switzerland, W. T. Roth, Stanford University Medical School, Stanford, CA, USA
Published online: 13 June 2007, Springer Science+Business Media, LLC 2007
Lo studio voleva provare l’effetto che un aumento della CO2 (tramite tecniche biofeedback di respirazione, assistite dall’uso di un capnometro) produce sul controllo dell’asma. In questo studio (in doppio cieco), nel gruppo di pazienti che avevano adottato le tecniche dirette ad aumentare il livello di CO2, si è registrato un notevole miglioramento; tanto che lo studio conclude osservando che “ I livelli medi di pCO2 sono saliti da situazioni di ipocapnia (carenza di CO2) alla normocapnia ( livello normale di CO2); la frequenza e gravità dei sintomi dell’asma è migliorata e si è ottenuto un migliore   controllo dell’asma”.
Una breve osservazione sullo studio: in un ambiente altamente tecnologico, con vari “camici bianchi”, all’interno di un ospedale e con l’impiego di raffinati macchinari e strumenti, si è ottenuto un risultato che, con metodi più "casalinghi", è possibile in genere raggiungere a casa propria, senza necessità di capnometri, imparando la tecnica di respirazione Buteyko, che porta appunto ad ottimizzare il livello di CO2. Il risultato è anzi indubbiamente migliore se, anziché respirare “bene” per poco tempo, come si è fatto nello studio con l’aiuto di tecniche di biofeedback, si riesce a modificare permanentemente, come avviene con Buteyko, il riflesso respiratorio automatico, in modo da respirare bene non solo quando si fanno gli esercizi ma sempre, anche quando si dorme.
-Restando sull’argomento delle sperimentazioni: come ho già avuto modo di osservare in questo Notiziario, l’utilità della CO2 è da tempo nota ed utilizzata nel campo della medicina d’emergenza (in caso di operazioni, anestesia ecc.) mentre è purtroppo trascurato nel campo della medicina quotidiana. Sull’argomento cito ora due altri articoli scientifici: uno (Pubblicato nel 1999 con aggiornamenti nel marzo del 2009), esamina gli effetti della “carbogen therapy” (inalazione di una miscela di gas formata da ossigeno e CO2 in dosaggio elevato), sulla perdita improvvisa dell’udito. Nell’ articolo dal titolo “Effect of carbogen inhalation on peripheral tissue perfusion and oxygenation in patients suffering from sudden hearing loss “ (effetto della inalazione di carbogeno sulla perfusione dei tessuti e l’ossigenazione in pazienti sodfferenti di improvvisa perdita dell’udito), pubblicato su “Annals of Otology, Rhinology & Laryngology 1/10/00, di Kallinen, Johanna ; Kuttila, Kari ; Aitasalo, Kalle; Grenman, Reidar), uno degli autori osserva : “ Ho trattato numerosi casi di improvvisa sordità…che non rispondevano a medicinali  vasodilatatori e che hanno invece risposto in modo spettacolare al carbogeno, anche quando è stato somministrato numerose settimane dopo l’evento. Sfortunatamente questo trattamento non ottiene successo quando è somminstrato troppo tardi, quando non vi è più un potenziale di rigenerazione”.
Un altro articolo riguarda invece i miglioramenti che è stato possibile ottenere con il carbogeno in caso di occlusione improvvisa dell’arteria centrale retinica. Nell’articolo, del 12/2/2009 dal titolo “ Central Retinal Artery Occlusion: Treatment & Medication “, (scritto da Robert H Graham, MD, Senior Associate Consultant, Department of Ophthalmology, Mayo Clinic, Scottsdale, Arizona, e Shehab A Ebrahim, MD, Assistant Professor, Department of Ophthalmology, Tulane University; Vitreoretinal Surgeon, The Retina Institute, LLC) si osserva che “con la CO2 si è ottenuta una dilatazione delle arterie retiniche ed un migliore rifornimento di O2 ai tessuti ischemici“.

- Come scritto in un numero precedente,  in  controlli effettuati su asmatici, si è riscontrata una produzione di acido gastrico inferiore alla norma. Si tratta di un problema, come ho osservato, che può dar luogo a trattamenti sbagliati perchè le difficoltà di digestione (bruciori ecc.) provocate dalla carenza di acido gastrico sono simili a quelle provocate da un eccesso di acidità, e sono  trattate con antiacidi che magari in questi casi danno un sollievo immediato ma peggiorano il problema. Tra le conseguenze della carenza di acido gastrico vi è anche un cattivo assorbimento di varie sostanze, tra cui in particolare la vitamina B12. Vale quindi la pena, in particolarre se si soffre sia di asma che di problemi di digestione, di controllare la situazione sotto questo aspetto,  per prendere le misure  appropriate.
NOTIZIE SALUTARI" (a cura della dr. Fiamma Ferraro)- Febbraio 2010

- Salve! Ci troviamo in questo periodo alle prese con un inverno molto freddo (in certi paesi il più freddo degli ultimi 100 anni). Ma gli esperti non ci avevano preannunciato un inverno caldo, nel quadro del generale "riscaldamento globale"?Come se non bastasse la “cattiva fama” di cui già gode la CO2, considerata erroneamente come un “prodotto di scarto” dell'organismo, ci si mette, in questo periodo, anche la problematica  del riscaldamento  e dell' "effetto serra", del quale viene attribuita la colpa alla CO2. Se ciò nonostante la buona fama del metodo Buteyko (basato appunto sull'effetto benefico della CO2 in giusta misura) continua ad aumentare in tutto il mondo è perché si è visto che il metodo funziona!
Ma vediamo un po' meglio l'effetto della CO2 sull'ambiente. In realtà, anche i peggiori detrattori della CO2 non si azzardano ad affermare che la CO2 di per sé eserciti un effetto dannoso sull'organismo umano: è infatti noto che dentro di noi dobbiamo avere una percentuale di CO2 pari al 3%-6%: la percentuale di CO2 nell'aria circostante è invece pari allo 0,03% ed anche se si avverassero le previsioni più catastrofiche aumenterebbe allo 0,05%. La nostra respirazione risentirebbe di qualche effetto negativo solo se la CO2 nell'aria  superasse il 5-6%.
In realtà, l'effetto negativo causato dalla CO2, del quale tanto si parla, consiste invece  solo nell'”effetto serra”, e cioè nell'aumento della temperatura ambientale che sarebbe causato dalla CO2.
A questo proposito,   va precisato che la   responsabilità dell'eventuale  riscaldamento globale va comunque attribuita   alla CO2   solo per il   20%. Inoltre, secondo alcuni esperti, stiamo andando verso una nuova era glaciale, causata da mutamenti nei fenomeni solari (macchie solari ecc.) e in questa situazione il riscaldamento pur lieve prodotto dalla CO2 sarebbe utilissimo. Intendiamoci:
non voglio con questo assolutamente sostenere che lo spreco di energia e di risorse ambientali non sia da combattere; viene però il sospetto che tutta questa campagna contro la CO2 voglia indurre l'opinione pubblica ad accettare l'energia nucleare, oppure voglia distrarre l'attenzione dai veri malfattori; a questo proposito basta considerare che gli impianti di produzione di energia dal carbone riversano nell'atmosfera, sulla terra e nel mare, una grande quantità di mercurio, sostanza velenosissima. Ben vengano quindi tutte le iniziative dirette al risparmio energetico e tutte le ricerche dirette alla produzione di energia con metodi ecologici (energia solare, eolica ecc.) ma i fattori che attualmente inquinano l'ambiente sono il mercurio, il monossido di carbonio e molti altri, e non certo la povera, innocente CO2, nutrimento delle piante e quindi, indirettamente, anche dell'uomo!
-A questo proposito vorrei tornare sul documento Mkultra della CIA (i servizi segreti americani) pubblicato sulla rivista tedesca Matrix, di cui ho parlato nel Notiziario del mese scorso: in questo documento che, come accennato, appare autentico, si legge  tra l'altro che : “
l'aumento della CO2 nell'aria inspirata costituisce un metodo importante per trattare gli stati d'ansietà causati dall'iperventilazione..... gli spastici e le vittime del morbo di Parkinsono possono ottenere un notevole beneficio dalla diminuzione della   tensione muscolare, diminuzione  causata da questo aumento della CO2.

- Nasce da ricerche   condotte presso il Policlinico di Milano, ed è in vendita da alcuni mesi in farmacia, un aerosol a base di acido ialuronico, contro l'asma ed altre malattie respiratorie. Sull'argomento vi sono pareri divergenti perché secondo alcuni medici  l'efficacia non sarebbe provata con un numero sufficiente di sperimentazioni. L'acido ialuronico è comunque una sostanza prodotta anche nell'organismo umano   e pur non risolvendo il problema di fondo (a questo scopo è necessario ottimizzare la respirazione con il metodo Buteyko), l'acido ialuronico  potrebbe accelerare la riparazione di danni al tessuto polmonare (nei casi in cui questi danni si siano già verificati) mentre l'ottimizzazione della respirazione con il metodo Buteyko impedisce e previene questi danni. Potrebbe quindi essere utile consultare il proprio medico  in merito all'eventuale assunzione di questo nuovo farmaco.

- In varie passate edizioni di questo Notiziario, e soprattutto nel mio libro “Attacco all'Asma.. e non solo” ho parlato della mancanza di movimento quale uno dei fattori che nella vita moderna, in cui ci si muove fisicamente ben poco, maggiormente danneggiano la salute. Molti, per cercare di mettere riparo all'inattività fisica quotidiana, si recano in palestra per fare movimento. Se tuttavia mentre si fa sport in palestra o jogging, si respira in modo sbagliato, si rischia di fare più male che bene alla salute. Tra le varie precauzioni da osservare quando si corre vi è anche quella dell'abbigliamento: chi corre con le moderne scarpe sportive rischia più danni alle articolazioni di chi corre a piedi nudi. Lo sostengono i ricercatori della University of Virginia, che hanno osservato l'allenamento su nastro trasportatore di 68 giovani sportivi -con e senza scarpe. Ebbene, la constatazione è stata che i fianchi, le ginocchia e le caviglie sono sottoposti a una pressione maggiore quando si usano le scarpe sportive che non  quando si corre a piedi nudi o con le calze. Non solo, lo stress sulle giunture supera quello di una camminata con i tacchi alti. I risultati si trovano  sul Journal of Injury, Function and Rehabilitation (vol.1, pg.1058) dell'Accademia statunitense di medicina sportiva e riabilitazione.  Saluti e ci risentiamo in marzo! 
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  "NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro)   Luglio 2010
-Salve, ed inizio con un consiglio per una buona lettura durante le vacanze. Innanzitutto, se si legge sulla spiaggia, con i riflessi del mare ed il sole forte, è importante, in particolare dopo una certa età, proteggersi con occhiali da sole di buona qualità. L’ultimo progresso in questo campo è costituito dalla lenti alla melanina: la melanina è la sostanza che protegge sia la pelle che gli occhi contro eventuali danni da raggi solari, e la sua concentrazione negli occhi diminuisce notevolmente con l’età (-30% a 50 anni.) Le lenti alla melanina, oltre a dare una protezione ottimale migliorano  i riflessi e contrasti, stancano meno gli occhi e proteggono anche la pelle intorno agli occhi contro le rughe; (non sto facendo pubblicità: non produco nè vendo queste lenti, purtroppo! J)
-Quanto invece al contenuto di quello che si legge, posso ora  (e qui sì che mi faccio pubblicità !J) dare la notizia che, come preannunciato  tempo fa,  da fine luglio sarà disponibile nelle librerie la nuova edizione, ampliata ed aggiornata, del mio libro “Attacco all’Asma... e non solo” (Bisedizioni/Macrolibri) . In questa nuova edizione  approfondisco maggiormente dei  problemi di salute diversi dall’asma (insonnia, tumori, stanchezza cronica ed altri) e presento delle forme di esercizi ancora più semplici ed efficaci. Il metodo Buteyko non è infatti chiuso e fossilizzato: si evolve continuamente in base alle esperienze di chi lo insegna e di chi lo pratica. La nuova edizione ha quasi 100 pagine in più della vecchia ma il costo è quasi uguale: ecco il link: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__attacco-asma-bis-edizioni.php

- Sempre nel campo delle “buone letture”,  sul supplemento “ In Salute” del n. 366 del periodico “BelPaese” è stato recentemente pubblicato un mio articolo sul metodo Buteyko.

-Durante le vacanze molti approfittano della disponibilità di tempo e della vita all’aria aperta per fare movimento, il che fa indubbiamente bene alla salute ma, se non si è prima imparato a respirare “bene” anche durante il mov imento, rischia di far male.   Ho accennato inoltre in precedenti numeri di questo Notiziario, ai problemi provocati dall’ernia iatale, che sarebbero aggravati da sport e da movimenti molto intensi.   L’ernia iatale (al giorno d’oggi piuttosto diffusa) provoca una protrusione verso l’alto di una porzione   dello stomaco  attraverso il foro del diaframma, (dal quale dovrebbe passare solo il tubo dell’esofago) e può  far funzionare in modo non ottimale sia la respirazione, sia la digestione, provocando appunto problemi di asma e riflusso gastroesofageo, e provoca una pressione sul nervo vago, che può compromettere anche il buon  funzionamento di vari organi, tra cui il cuore, e  l’equilibrio tra simpatico e parasimpatico, con conseguenti problemi di ansia, nervosismo e depressione. Anche a non voler prendere per buone le asserzioni di alcuni americani come Carey Reams, Steven  Horne, Theodor Baroody (è interessante, sull'argomento, il suo libro "Hiatal hernia syndrome, insidious link to major illness"- sindrome dell'ernia iatale, collegamento insidioso con  malattie  importanti), sembra che in effetti il problema dell'ernia iatale sia in genere sottovalutato.   Per correggere l’ernia iatale  è consigliabile  una visita da un bravo osteopata   ( ved. www.aior.it ) che sia al corrente di questa problematica . La rieducazione del riflesso respiratorio con il metodo Buteyko è di notevole importanza per il complesso dei problemi spesso presenti in caso di ernia iatale ma tentare   questo riaddestramento prima di una correzione meccanica del problema sarebbe difficile, poiché è prevedibile che non si riuscirebbe a modificare di molto il riflesso respiratorio.  E’ bene comunque, nel frattempo,  cercare di fare attenzione al respiro dal naso, e non dalla bocca, e inoltre: cercare di eliminare il sovrappeso spesso presente con una dieta adeguata . Sono consigliabili piccoli pasti frequenti  (per mantenere nella sua posizione lo stomaco ed impedirgli di andare verso l’alto attraversando il foro nel diaframma.  E’  a volte utile bere  un   buon bicchiere dì acqua tiepida, da prendere quando si sentono i primi sintomi di disagio gastrico provocato da questa ernia; bere l’acqua stando sulla punta dei piedi e lasciarsi poi  cadere  ripetutamente sui tacchi. Ciò è spesso sufficiente, con il peso dell’acqua, per far scendere verso il basso lo stomaco. Evitare   quantità elevate di cibi piccanti ed alcolici. Non troppo caffè. Non mangiare almeno 3 ore prima di andare a dormire e dormire di preferenza sul fianco sinistro, cercando di rialzare un pochino la metà superiore del materasso. Non portare cinture strette.

-Devo purtroppo continuare la serie ddegli avvertimenti: il caldo, la vita sulla spiaggia ed il desiderio di dimagrire, induce molti a sostituire il pasto di mezzogiorno con bevande sostitutive dei pasti,con shake  a base di proteine in polvere, pensando di fare qualcosa di sano. Purtroppo invece, in  una recente ricerca fatta   negli Stati Uniti su 15 marche molto popolari e diffuse di queste bevande, si è visto che ben 3 contenevano dei livelli di piombo, arsenico e cadmio in quantità superiore ai limiti di sicurezza vigenti.
E’ quindi consigliabile, anche per questo tipo di prodotti, fare attenzione e rifornirsi presso negozi con prodotti  organici.

-Un’ultima notizia: l'agopuntura potrebbe essere un rimedio efficace per le persone che perdono l'olfatto a seguito di un virus. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Otorinolaringology. Uno dei principali motivi di perdita dell'olfatto negli adulti e' un'infezione virale delle vie aeree superiori. La patologia e' spesso reversibile, ma in alcuni casi diventa cronica. Non ci sono cure definitive, ma di solito si consiglia il trattamento con steroidi o vitamina B. Nello studio i ricercatori dell'Universita' della Virginia hanno sottoposto 15 pazienti affetti da perdita dell'olfatto a 10 sedute di 30 minuti di agopuntura una volta alla settimana. Un gruppo di controllo e' stato invece trattato con vitamina B. Al termine del trattamento, 8 pazienti  (più del 50%) curati con l'agopuntura hanno recuperato l'olfatto, mentre tra quelli trattati con la vit. B solo 2 hanno ottenuto un buon risultato. "Anche se su un numero di casi limitato - scrivono gli autori - i risultati sono promettenti, e meritano trials su piu' pazienti".
Ho visto di persona i risultati che riesco ad ottenere quanto al miglioramento della vista con il sistema di agopuntura Boel (www.agopuntura.it), e so anche che è possibile con l’agopuntura ottenere miglioramenti dell’udito, ma questi risultati sul miglioramento dell’olfatto (problema che spesso interessa gli asmatici che hanno sofferto di infezioni alle vie respiratorie) mi giungono nuovi. Ovviamente vi è  ancora molto da scoprire/imparare sull’agopuntura e, come avevo accennato tempo fa, sarebbe anche interessante scoprire l’effetto che gli aghi collocati in determinati punti provocano sul riflesso respiratorio, ma ovviamente non vi sono sperimentazioni sull’argomento.
- E per concludere, tanti auguri di buone vacanze a tutti!
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NOTIZIE SALUTARI (a cura della Dr.ssa Fiamma Ferraro)                giugno 2010
Buongiorno a tutti! Inizio con un argomento "allegro": la risata. Le conferme scientifiche del valore terapeutico della risata sono ormai numerosissime . Recentemente,  negli Stati Uniti un gruppo di ricercatori presso l’Università di Loma Linda, coordinato dal Prof. Berk, ha condotto un nuovo studio  sulla risata. A 14 persone è stato chiesto di assistere a venti minuti di un filmato drammatico alternati da venti minuti di un video comico. I valori degli ormoni grelina e  leptina   sono stati misurati dopo la visione di entrambi i video e così gli studiosi hanno osservato che nessun cambiamento risultava evidente dopo la visione di immagini drammatiche,  mentre dopo il film divertente, i livelli di grelina aumentavano mentre quelli di leptina scendevano, un effetto del tutto simile a quello provocato da una moderata attività fisica; si è inoltre constatata una diminuzione della pressione, un aumento nella produzione di endorfine ed un potenziamento del sistema immunitario grazie all’aumento nella preduzione di interferone gamma, di IgA, IgG ed altre sostanze. Mentre la maggior parte degli studi dimostra gli effetti benefici del ridere, ve ne sono tuttavia anche alcuni che dimostrano  effetti negativi, ed è noto che nelle persone predisposte, delle risate eccessive possono provocare attacchi di asma, e durante gli attacchi di panico si possono verificare attacchi di riso isterico che peggiorano la situazione.
Tutti gli studi sul ridere prendono in genere in esame una infinità di fattori (dal battito del cuore al valore della pressione, dalla produzione di endorfine a quella di colesterolo), ma ovviamente nessuno si sofferma su un dato che sarebbe invece a mio avviso fondamentale: e cioè sulla connessione tra il ridere ed il modo di respirare. Ho fatto una ricerca internet sull’argomento ed ho trovato solo uno studio –fatto proprio in Italia-, in cui viene esaminata a fondo questa tematica.
  In questo studio:  -Respiratory dynamics during laughter  (Dinamica respiratoria durante il riso)  di Mario Filippelli et al  pubblicato su: Appl Physiol 90: 1441-1446, 2001; 8750-7587/01 -- si osserva come durante il riso  si verifica una notevole compressione dinamica delle vie respiratorie,  mettendo in rilievo che “un ulteriore stress meccanico si sarebbe verificato a carico di tutti gli organi situati nella cavità toracica se il diaframma non avesse attivamente impedito  che una parte dell’ aumento della pressione addominale venisse trasmessa alla cavità toracica. 
Si potrebbe quindi ipotizzare che anche per un’attività così spontanea come il ridere vi sia una modalità sana ed una meno sana : chi   tende a respirare in genere  con il diaframma  teso  e a “respirare troppo”,  conserva  il diaframma rigido e  respira troppo anche mentre ride. 
Vi è quindi un ulteriore motivo per migliorare il proprio modo di respirare; se si respira “bene” si può anche ridere “bene” e quindi godere in pieno degli effetti benefici per la salute di una buona risata.    
-I finanzieri del comando provinciale di Firenze hanno avviato una procedura per frode in commercio e frode fiscale nei confronti di   5 persone che vendevano porta a porta   un aspirapolvere, falsamente presentato come presidio medico chirurgico/elettromedico, capace di risolvere problemi di asma ed altre malattie respiratorie grazie ad un’azione contro gli acari. Gli aspirapolvere erano acquistati per  pochi dollari negli Stati Uniti e venduti ad un prezzo elevatissimo in Italia.
E’ indubbio che queste persone facessero male a non fatturare, a fare false dichiarazioni e a vendere per queste cifre esagerate. Resta  tuttavia il fatto che il problema degli acari è molto diffuso e ne risentono in particolare gli asmatici e le persone con tendenze allergiche. Può quindi essere utile cercare di migliorare la qualità dell'aria e dei materiali negli ambienti in cui si vive e si dorme, oltre ovviamente ad imparare comunque a migliorare la respirazione, il che fa già di per sè diminuire la sensibilità agli acari e ad altre sostanze allergizzanti.
-Si è in genere psicologicamente portati a dividere tutto in categorie opposte: buono/cattivo, intelligente/sciocco, benefico per la salute/nocivo ecc. La realtà è invece un po’ più complessa. L’esempio principale per chi conosce Buteyko è proprio la CO2 che, in particolare in questo periodo di cambiamenti climatici, gode più che mai di una cattiva fama di   sostanza di scarto di cui bisogna solo cercare di liberarsi al massimo mentre   -ovviamente nella giusta quantità- è essenziale per la vita e per l’ossigenazione dei tessuti.
Un’altra sostanza di cui ho parlato è il ferro, anch’esso essenziale per la vita ma che, se in eccesso (e al giorno d’oggi, con le grandi quantità di carne rossa mangiate da molti,  rischia facilmente di accumularsi) provoca  problemi.
Per altre sostanze, più che   i dosaggi, sono  le diverse qualità , caratteristiche  e circostanze a provocare  effetti a volte benefici  e a volte dannosi per la salute. Un esempio importante è l’acido lattico. Come molti sanno l’acido lattico  in genere non fa bene: quando si fanno sforzi fisici eccessivi, per i quali non si è preparati  l’organismo, invece dell’anidride carbonica prodotta in quantità durante l’esercizio aerobico, passando alla produzione anaerobia di energia,  anziché CO2  produce acido lattico  ; questo acido lattico provoca  il tipico indolenziamento nei muscoli dopo sforzi fisici  per i quali non si era abbastanza allenati.  Vi è tuttavia un tipo di acido .lattico  tutt’altro che dannoso: si tratta dell’acido lattico destrogiro,   (così chiamato in contrapposizione  all'acido lattico levogiro) , che a quanto pare ha    effetti benefici per la salute. L’argomento è stato studiato in particolare in Germania, dove nei supermenrati si vende lo yogurt con  “rechtsdrehende Milchsaure”  (acido lattico destrogiro) e dove in particolare la Dottoressa Waltraut Fryda  ha per molti anni studiato come combattere il cancro anche  con questa sostanza, contenuta in alto dosaggio in alcuni medicinali prodotti da ditte farmaceutiche tedesche. La Dr. Fryda è  morta pochi mesi fa  ultraottantenne,  continuando fino all’ultimo a lavorare a pieno ritmo come medico e scrivendo importanti libri sull’argomento. L’acido lattico è compreso in una strategia più complessa, da lei spiegata nel libro “Adrenalinmangel als Ursache der Krebsentstehung” (Mancanza di adrenalina come causa del sorgere del cancro). Sto finendo di leggere i suoi libri  e tornerò sull’argomento dopo averlo approfondito ulteriormente.  
-Concludo questo Notiziario confermando che nel corso dell’estate uscirà la nuova edizione, aggiornata ed ampliata, del mio libro “Attacco all’Asma... e non solo”.
Nel frattempo, buon inizio di vacanza e a risentirci in luglio!  
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“NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dott. Fiamma Ferraro) Maggio 2010

-Buongiorno a tutti. Inizio con una buona notizia: dovrebbe uscire nel
so dell’estate la nuova edizione del mio libro “Attacco all’Asma...
e non solo” (Bisedizioni/Macrolibri). Si tratta di una nuova edizione
rivista   ed ampliata, in cui approfondisco maggiormente dei problemi
di salute diversi dall’asma (insonnia, tumori, stanchezza cronica ed
altri) e presento delle forme di esercizi ancora più semplici. Il
metodo Buteyko non è infatti chiuso e fossilizzato: si evolve
continuamente in base alle esperienze di chi lo insegna e di chi lo
pratica. Vi avviserò quando la nuova edizione sarà disponibile.
-Dopo la buona notizia devo purtroppo  comunicare un nuovo allarme
riguardante alcuni medicinali molto diffusi tra chi soffre di problemi
alle vie respiratorie. Dopo diversi casi di difficolta' respiratorie o
di bronchite in lattanti, l'Agenzia francese sulla sicurezza sanitaria
dei  farmaci ( ved.
http://www.afssaps.fr/Infos-de-securite/Retraits-de-lots-et-de-produits/Rappel-des-lots-de-toutes-les-specialites-mucolytiques-strictement-indiquees-chez-le-nourrisson-de-moins-de-deux-ans)
ha  dichiarato controindicati  e vietato la vendita  per i bambini con
meno di due anni, di una lunga serie di farmaci mucolitici e
mucofluidificanti (sciroppi, granuli , ecc) come Fluimucil, Rhinathiol
o Carbocisteine,  Helicidine.
A meno che gli effetti negativi non siano prodotti da qualche
eccipiente o sostanza particolare contenuta nei medicinali (il che
sembra improbabile dato il gran numero di  diversi mucolitici
dichiarati controindicati) sembrerebbe proprio che Buteyko avesse
ancora una volta ragione quando, già verso il 1960, egli aveva
indicato che anche la formazione di muco è in un certo qual modo una
reazione difensiva dell’organismo, (diretta a contrastare  la perdita
eccessiva di CO2) reazione difensiva  che in quanto tale permane
finché ce n’è bisogno.   Come raccomandava Buteyko, bisogna
indirizzare l’intervento terapeutico non contro i sintomi e tanto meno
contro le reazioni di difesa ma contro la causa del problema
(l’eccesso di respiro). Indubbiamente anche le reazioni di difesa
(come ad es. la febbre   ) vanno tenute sotto controllo e magari
frenate, a volte anche con medicinali, per evitare di essere
danneggiati dal “fuoco amico”; è però essenziale, per arrivare alla
guarigione, intervenire anche sulla causa primaria del problema di
salute, sulla causa che provoca il permanere di queste reazioni di
difesa.
-Ancora in relazione a quanto fa la Francia: è entrata in vigore in
quel paese una legge che vieta la vendita dei biberon al bisfenolo A
(sostanza contenuta  in molti contenitori-bottiglie di plastica da
dove si diffonde nel liquido contenuto, soprattutto se caldo). Anche
la Danimarca ed il Canada hanno già preso misure analoghe, mentre si
attende ancora una decisione in proposito da parte dell’autorità
europea di sorveglianza (EFSA).  Secondo una ricerca apparsa su
Endocrinology il bisfenolo A può  danneggiare lo sviluppo cerebrale
dei bambini. L'allarme  era già sorto nel 1936 quando si trovò una
correlazione tra la sostanza e disturbi al sistema endocrino. Nel 2005
poi, ricercatori dell'University of Cincinnati (Usa) scoprirono che
importanti disturbi sul tessuto cerebrale dei bambini potevano essere
indotto anche a dosi molto basse. Nello stesso anno una ricerca
della Tufts University (Usa) dimostrava che il bisfenolo può indurre
tumori al seno e alla prostata. Oltre 150 studi scientifici su
roditori dimostrerebbero la pericolosità del composto anche a basse
dosi.
E’ bene quindi assicurarsi, quando si compra acqua minerale o altri
liquidi, che le bottiglie di plastica  non contengano bisfenolo A, o
almeno  bisogna fare attenzione a  non esporle al sole o al caldo.
-L’asma colpisce oltre 300 milioni di persone al mondo; la scienza,
non conoscendo ancora abbastanza le scoperte di Buteyko, (pur provate
da numerose speirmentazioni in doppio cieco) ritiene che si tratti di
una malattia controllabile ma non guaribile. Vengono pertanto
indirizzate anche verso la tematica dell’asma le ricerche relative
all’arma terapeutica ritenuta più promettente per il futuro, e cioè le
cellulle staminali.  Una recente tesi dei ricercatori del National
Institutes of Health  (ved.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20231466)     sembra indicare che
le  staminali provenienti dal midollo osseo potrebbero costituire una
opzione terapeutica valida per i pazienti con asma. Questo perché sono
in grado di ridurre la risposta infiammatoria dei polmoni, migliorando
così la prognosi della malattia. La terapia è stata per ora
sperimentata solo sui topi.  .
I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista
scientifica Proceedings della National Academy of Sciences. Dopo
l'iniezione di cellule staminali in topi affetti da asma, le cellule
hanno raggiunto i polmoni attraverso la circolazione sanguigna. Una
volta nei polmoni, le cellule staminali mesenchimali sembrano avere
una funzione benefica. La malattia è risultata più mite nei roditori
trapiantati, rispetto al gruppo di topi non curati: è risultata una
minore infiltrazione di cellule infiammatorie e i livelli di muco s
sono ridotti a livelli simili di individui sani.( Proc Natl Acad Sci U
S A. 2010 Mar 23;107(12):5652-7. Epub 2010 Mar 15.
In attesa che dagli esperimenti sui topi si arrivi ad applicazioni
concrete sugli asmatici sarebbe bene prendere in considerazione il
rimedio più semplice e promettente contro l’asma: migliorare il
proprio modo di respirare con il metodo Buteyko!
-Respirare “bene” è essenziale per evitare l’asma ed altri problemi;
si tratta del primo fattore da esaminare e correggere, ma non si
tratta certo dell’unico. E’ difficile conservare/riottenere una salute
ottimale se non si fa attenzione anche  all’alimentazione, spesso
carente di vitamine ed altri fattori essenziali. Sempre in relazione
all’asma, segnalo questo studio riguardante il ruolo della vitamina
B12 e del folato.
Come si osserva in questo articolo (Atopy, asthma, and lung function
in relation to folate and vitamin B12 in adults B. H. Thuesen 1 , L.
L. N. Husemoen , L. Ovesen , T. Jørgensen  , M. Fenger  , G. Gilderson
& A. Linneberg) la deficienza di folati appare associata all'asma e
ad altri disturbi respiratori   A suggerire la correlazione è uno
studio di Betina Thuesen del Glostrup university hospital (Danimarca)
e collaboratori, effettuato su un campione casuale di 6.784 persone di
età compresa tra 30 e 60 anni che hanno partecipato a un esame dello
stato di salute nel 1999-2001: di questi il 66,6% (4.512) è stato
ulteriormente esaminato 5 anni dopo. Gli esami comprendevano
spirometria, misure dei folati e di B12 nel siero, rilevazione di
allergeni IgE specifici, IgE totali e genotipizzazione di un
polimorfismo correlato a deficit metabolici dei folati. Sono state
raccolte inoltre informazioni sull'apporto dietetico di folati e
vitamina B12, sui sintomi respiratori e naturalmente sull'eventuale
diagnosi di asma. Da ciò è emerso che bassi livelli sierici di folati
sono associati a un'elevata prevalenza di asma   e di attacchi di
dispnea  .
A questo proposito attiro l’attenzione sul fatto che in un precedente
numero del Notiziario avevo  osservato che i preparati antiacidi presi
da tante persone  contro i bruciori di stomaco,     oltre ad altri
problemi causano un cattivo assorbimento  delle vitamine, in
particolare del gruppo B e soprattutto di B12. Se quindi si devono
proprio prendere questi preparati  può essere consigliabile
supplementare (sentito il proprio medico curante e con la sua
consulenza) perlomeno con  integratori a base  di vitamina B12.
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CORSI
**con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
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NOTIZIE SALUTARI" (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)    Gennaio 2010
- Buongiorno e Buon Anno a tutti! Come    negli anni passati, esorto ad includere tra i “buoni propositi” dell'anno nuovo anche quello di “respirare meglio”e quindi di riprendere con nuovo vigore gli esercizi Buteyko. Scusate se sono ripetitiva ma il modo di respirare è uno degli strumenti di salute/guarigione più potenti; lo abbiamo proprio “sotto il naso” ma non ce ne accorgiamo.
Non è stato sempre così: per millenni le culture dello yoga, qi gong ed altre, sono   state ben coscienti del potere del respiro per promuovere il benessere fisico e mentale, della sua funzione di “ponte di collegamento” tra corpo e spirito. Al giorno d'oggi ci si rende sempre più conto dell'importanza che lo stato d'animo ha sulla salute. Molte sperimentazioni scientifiche hanno dimostrato come la preoccupazione, l'ansia e l' ira provochino a lungo andare un deterioramento della salute e come invece il rilassamento e la calma esercitino un influsso favorevole.
In queste sperimentazioni si misurano tutti i possibili parametri: dalla pressione del sangue al livello di cortisolo ed ormoni vari, ecc.
Ciò che invece raramente si osserva e misura in queste sperimentazioni è il modo di respirare. Se lo si facesse si potrebbe osservare che quando si è calmi e rilassati si respira più lentamente e “di meno”. E se fosse proprio questo il fattore al quale è dovuto l'effetto favorevole del rilassamento sulla salute, accertato nelle sperimentazioni?
 
-Nel clima   freddo di questi giorni molti esperti, nei programmi televisivi, mettono in guardia, avvisando in particolare gli anziani ed ammalati, sui pericoli   derivanti dall'improvvisa esposizione al grande freddo quando si esce. Tra tutte le misure precauzionali consigliate, ne ho sentita solo una collegata al respiro: un medico esperto consigliava di coprire con una  sciarpa la parte inferiore del viso, in modo da riscaldare l'aria fredda che inaliamo. Anche questo esperto non ha però menzionato la prima, ancor più elementare precauzione, e cioè quella di respirare dal naso. Quando si respira dal naso, l'aria fredda inalata arriva ai polmoni già un po' più calda mentre se si respira dalla bocca questo riscaldamento non avviene. Quando l'aria esterna scende sotto i -15° anche respirando dal naso i minuscoli cristalli di ghiaccio contenuti nell'aria non vengono completamente sciolti prima che quest'aria arrivi ai polmoni, e il tessuto polmonare  può essere danneggiato da questi cristalli; (è bene quindi, in montagna, coprire naso e bocca con un berretto di lana); figuriamoci quindi cosa accade quando quest'aria così fredda viene inalata direttamente dalla bocca!
 
-Sulla edizione di novembre/dicembre ‘09 del periodico tedesco Matrix-Neues Denken   leggo  un interessante articolo dal titolo “Wir brauchen mehr CO2.  CI A Akten enthuellen schokierende Fakten” (abbiamo bisogno di più CO2. Dei documenti della CIA svelano dei fatti sconcertanti) . Ci si riferisce in questo articolo non alla CO2 nell’organismo ma a quella nell’ambiente e non sembra che gli articolisti siano a conoscenza di Buteyko, che non viene menzionato. Nell’articolo è riportato, con tanto di fotografia apparentemente autentica, un documento  dei servizi segreti americani, ( CIA )  rriguardante il progetto Mkultra, risalente al 1960,  dal titolo “Ricerca sui correlati psicofisiologici dell’anidride carbonica nell’ambiente”; in questo progetto è stato misurato l’effetto psico-fisiologico sulle persone esercitato dalla concentrazione di CO2  nell’ambiente , arrivando a conclusioni stupefacenti (stupefacenti per la CIA ma non per chi conosce Buteyko!) Ecco alcuni estratti dal documento della CIA : “Tra tutti i fattori ambientali che influenzano la salute umana, il più trascurato potrebbe essere quello svolto da uno dei gas componenti l’atmosfer: la CO2. Mentre la proporzione di CO2 nell’atmosfera si aggira solo sullo 0,03%, il sangue e le cellule dell’organismo hanno un contenuto di CO2 che si troverebbe in equilibrio con un’atmosfera contenente circa il 5% di CO2. I cambiamenti del contenuto in CO2 nel corpo sono correlati con molti processi fisiologici e psicologci. L’eccesso di respiro è una delle concomitanti dell’ansietà. La   riduzione di CO2 causata dall’eccesso di respiro provoca una vasocostrizione ed una aumentata tensione muscolare, con molti sintomi correlati. Questi sintomi possono essere molto  sgradevoli, e a loro volta accentuano l’ansietà. Questo circolo vizioso è difficile da interrompere poiché il respiro è una funzione in gran parte automatica...  “
L’articolo di Matrix continua con considerazioni sulla tematica della CO2 nell’ambiente, argomento sul quale , in particolare durante la Conferenza di Copenhagen appena terminata, si è concentrata l’attenzione dei media, e sul quale fervono le polemiche. Ho già scritto sull’argomento alcune considerazioni, ma tornerò ad approfondirlo nelle prossime edizioni.
 

NOTIZIE SALUTARI (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)- Dicembre 09

--Nel Notiziario di novembre avevo riferito la buona nuova riguardante l’articolo pubblicato   sul celebre “New York Times” in cui l’editorialista per la salute, in genere scettica verso  trattamenti non convenzionali, visti i risultati ottenuti da un suo conoscente con il metodo Buteyko, ne cantava le lodi. Come era prevedibile questo articolo ha  dato un grosso contributo alla  conoscenza e popolarità del metodo Buteyko negli Stati Uniti. Alcuni istruttori in America hanno riferito che sono stati loro inviati dei pazienti addirittura da parte di medici della celeberrima Mayo Clinic!
 
--La sclerosi multipla è purtroppo una  malattia che vedo abbastanza frequentemente, e che colpisce spesso dei giovani .  Ecco cosa avevo scritto sull’argomento nel Notiziario dell’agosto 2004:
“Il cervello è l'organo che più di tutti gli altri ha bisogno di ossigeno (costituisce il 2% del peso del corpo ma ha bisogno del 20% del flusso di O2) e quindi non è difficile immaginare i danni che può provocare una mancanza di ossigeno nei tessuti di quest'organo così importante. In numerose patologie, la quantità di sangue che giunge al cervello è insufficiente ed in questi casi il metodo Buteyko può migliorare a volte anche di molto la situazione, poiché perlomeno consente che dalla pur insufficiente quantità di sangue che circola nei vasi cerebrali, l'ossigeno passi più efficacemente, in maggiore misura, ai tessuti cerebrali, ed in molti casi agisce, seppure a più lunga scadenza, tramite vari meccanismi, in modo da aumentare l'afflusso di sangue nei vasi cerebrali. Il metodo Buteyko non può tuttavia far aumentare questo afflusso quando la causa che lo compromette è di natura meccanica. …..   A questo proposito   sembra interessante segnalare quanto asserito in merito alla sclerosi multipla e ad altre malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e l'Alzheimer, dal medico americano di origine cubana Fernandez Noda e poi applicato anche a Madrid dai medici spagnoli Perez Fernandez e Castillo Recarte. Secondo Fernandez Noda in molte -non in tutte- le persone colpite da queste malattie, la causa principale è costituita da una diminuzione dell'afflusso di sangue al cervello, causata da un problema di natura meccanica che compromette il flusso di sangue attraverso l'arteria vertebrale. Il dr. Noda ha infatti accertato che molte persone colpite dalle malattie in questione  presentavano la cosiddetta "sindrome della costa cervicale", (una compressione alla base del collo) in cui vi è una diminuzione del flusso di sangue al cervello, ed ha escogitato una tecnica chirurgica, più semplice di quelle generalmente usate in questi casi, che risolve il problema aumentando il flusso di sangue, e in questo modo è riuscito a quanto pare a guarire oltre 1500 casi. Il medico di Madrid Perez Fernandez, alla ricerca di qualcosa che potesse guarire la moglie colpita dalla sclerosi a placche, la portò in America dal dr. Noda che effettuò questa operazione e, a seguito della guarigione della moglie, il dr. Fernandez ha introdotto questa tecnica in Spagna.
I problemi di natura autoimmunitaria ai quali viene in genere attribuita la responsabilità della sclerosi multipla secondo il dr. Noda sarebbero in molti casi una conseguenza secondaria ma non sempre necessariamente la causa primaria della sclerosi multipla“
Scusate se mi sono un po’dilungata su quanto avevo scritto oltre 5 anni fa. Se lo faccio è perché in questa notizia, che è apparsa sulla stampa italiana in questi giorni (ved. http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=94433 ) e che ha sollevato molta attenzione mediatica in tutto il mondo medico (è stata riportata su giornali celebri in Canada ed altri paesi) viene riportata la scoperta del medico italiano prof. Zamboni che, spinto dal fatto che la moglie era stata colpita dalla sclerosi multipla, ha approfondito l’argomento ed ha scoperto come in molti  casi la sclerosi multipla sia associata al restringimento e alla chiusura del diametro delle vene primarie esterne del cranio. Una condizione chiamata “insufficienza venosa cronica cerebrospinale” (Ccsvi). Il restringimento, che  ostacola la normale circolazione del sangue  nel cervello, potrebbe provocare un danno al tessuto cerebrale e, quindi, la degenerazione dei neuroni. Con una semplice operazione   la moglie di Zamboni a quanto pare è guarita (da tre anni non ha più avuto alcun problema) ed ora sono state avviate delle sperimentazioni su più larga scala anche in Canada.
Senza nulla togliere al merito del prof. Zamboni non posso che osservare che  una scoperta molto simile, anche se per certi  aspetti diversa, era stata fatta già quasi 10 anni prima dal medico cubano dr. Nada, che ovviamente aveva  poche possibilità di farsi ascoltare nella comunità scientifica di lingua inglese. Ma c’è di più. Un’analoga scoperta era stata fatta già nel 1984 dal  prof. Stortebecker  dell'Istituto Karolinska di Stoccolma , che nell'articolo
"Motor Neuron Disorder. Deficiency of Arterial Blood Supply to Spinal Cord and Brain Stem " (J Neurol Neurosurg Psychiatry 1984;47:896 ) ,
aveva esposto anch'egli le sue osservazioni in merito al ruolo svolto da difetti nella circolazione di sangue nel cervello nello sviluppo di molte malattie neurologiche.
Comunque, nell’attesa che  gli approfondimenti ora avviati arrivino a conclusioni più sicure, ottimizzare la respirazione con il metodo Buteyko, pur in aggiunta alle terapie classiche, non può che far migliorare la situazione, sia per la sclerosi multipla che in numerose malattie neurologiche poiché, come scrivevo anche nel Notiziario del 2004 e come spiego in modo più approfondito nel mio libro “Attacco all’Asma... e non solo”, una cattiva respirazione compromette  notevolmente  l'ossigenazione del cervello , ed è comunque bene eliminare questo fattore negativo.

-Un altro fattore importante, sul quale ho attirato più volte l’attenzione in questo Notiziario e sul quale scrivo più diffusamente nel libro che sto terminando e che spero verrà pubblicato l’anno prossimo, riguarda l’influsso dannoso di alcuni metalli sull’organismo. Sono ben noti i danni provocati dal mercurio e dal piombo. Lo sono un po’ meno quelli provocati da altri metalli, pur utili ed anzi indispensabili, quando sono presenti in eccesso. Lo stesso dr. Zamboni,  (ved.sopra) ritiene che il restringimento delle vene al quale attribuisce una responsabilità determinante nella sclerosi multipla, sia a sua volta causato da un eccesso di ferro, eccesso che passa spesso inosservato.
Come non mi stanco di osservare, “la dose è tutto”; siamo psicologicamente portati a mettere certe sostanze nella categoria delle “buone” ed altri in quella delle “cattive”, e l’ossigeno e l’anidride carbonica sono un esempio tipico di questo atteggiamento; ed  invece tutti e due sono indispensabili  nella misura giusta e dannosi in eccesso. Altri metalli, come il ferro e il rame, sono anch’essi dannosi in eccesso e gli integratori che li contengono vanno presi solo se si accerta una carenza di questi metalli, e non in modo indiscriminato.
Data comunque la grande quantità di veleni ambientali, nei cibi e nell’aria, ai quali siamo tutti esposti, credo che una buona terapia disintossicante-chelante non possa che far bene alla maggior parte delle persone, e molto spesso  raccomando di abbinarla a Buteyko, in modo da ottenere risultati ottimali.

-Concludo augurando a tutti i lettori un Buon Natale ed un Felicissimo Anno Nuovo!
(Fiamma Ferraro)



NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)             Novembre    2009

-Buongiorno a tutti. Inizio con una  notizia proveniente dagli Stati Uniti dove, a seguito di un articolo apparso sul celebre, prestigioso  New York Times del 2  novembre scorso, la  popolarità del metodo Buteyko è letteralmente “esplosa”; (tra l’altro anche in Italia,  l’articolo apparso sull’edizione del 24 settembre di “Donna Moderna” ha causato un grosso aumento di richieste di informazioni).
L’articolo apparso sul New York Times  (    http://www.nytimes.com/2009/11/03/health/03brod.html  )ha fatto particolare sensazione anche perché l’editorialista per la salute di questo giornale, Janet Brody, seguace della medicina ufficiale/convenzionale, è nota per il suo atteggiamento contrario alle cure naturali/alternative.Il fatto che in questo articolo propugni un metodo naturale come la respirazione Buteyko ha quindi fatto sensazione e convinto anche persone  scettiche verso questo tipo di approcci naturali.
Nell’articolo, intitolato ”Una tecnica respiratoria offre aiuto agli asmatici”, Janet Brody  inizia   scrivendo : “in genere non raccomando terapie alternative per problemi medici seri”, ma passa poi a spiegare come mai in questo caso ritenga di dover fare un’eccezione, raccontando quello che ha visto accadere in un suo amico, sofferente d’asma da 48 anni: David Wiege, costruttore di violini e violoncelli, era costretto da molti anni a prendere broncodilatatori e cortisone ma recentemente aveva iniziato  a soffrire anche di gravi problemi di vista e l’oftalmologo gli aveva detto che, se non voleva andare incontro ad una perdita completa della vista, doveva smettere di prendere cortisonici. Wiege aveva seguito questo consiglio  ma si era trovato, per via dell’asma , in difficoltà tali che, pur sapendo  di rischiare di andare incontro ad una perdita completa della vista, aveva ripreso il cortisone per poter respirare e sopravvivere. A questo punto aveva però sentito parlare del metodo Buteyko contro l’asma ed aveva iniziato l’addestramento; i risultati, dopo quasi un cinquentennio d’asma, sono stati  tali da convincere anche la scettica giornalista Jane Brody della bontà del metodo Buteyko!
Questo suo articolo ha inoltre, a quanto si è visto, sollevato un vivissimo interesse perché si è trovato tra quelli per i quali i lettori hanno scritto al giornale in numero maggiore, per avere ulteriori chiarimenti ed informazioni.
-Un’altra buona notizia proveniente dal mondo di lingua inglese: nell’isola britannica di Guernsey, un gruppo di assistenti domiciliari che si prodigano a favore di ammalati ed anziani, ha ottenuto un premio di studio, al quale è stata data notevole rilevanza dai media, per approfondire lo studio di varie tecniche mediche utili a questo gruppo di persone, tra cui, appunto, anche il metodo Buteyko, ritenuto a quanto pare molto utile.
-Di fronte a queste notizie, lascia invece perplessi un articolo di altro tipo recentemente apparso sulla stampa americana, con il titolo trionfalistico di “La FDA  (organo statunitense di controllo di alimenti e trattamenti medici) approva il primo trattamento non-farmacologico dell’asma”. Dopo le notizie sopra riportate verrebbe spontaneo pensare che la FDA si sia finalmente accorta dei benefici che può apportare  il metodo non farmacologico Buteyko, che si è rivelato efficace anche in alcune sperimentazioni cliniche in doppio cieco, e che anche nel peggiore dei casi, se bene insegnato, non può far male, e che quindi, vista la mancanza di rischi e la non costosità, lo raccomandi ed approvi. Ed invece, anche questa volta niente da fare! Sapete qual è il “primo trattamento non farmacologico contro l’asma” raccomandato dalla FDA?  Ebbene, ne avevo parlato nel Notiziario del gennaio 2008, scrivendo: ”Si è svolto lo scorso dicembre a Firenze il 39° Congresso dei medici pneumologi, in cui si è messo in evidenza come le malattie respiratorie rappresentino ormai una vera emergenza sociale e come l'asma sia in realtà tra queste malattie la più preoccupante, e in costante crescita: ormai 9 milioni di italiani ne soffrono. Tra le nuove "cure leggere" per l'asma si è parlato di una nuova procedura, in fase sperimentale, detta "bronchial thermoplasthy", che viene eseguita introducendo nelle vie aere degli asmatici, allo scopo di allargarle permanentemente, un broncoscopio, con il quale viene posizionata una sacca espandibile con 4 elettrodi che liberano energia termica che riduce la massa della muscolatura liscia bronchiale, sostituita nel tempo da tessuto cicatriziale... Non mi sembra proprio una "terapia leggera"….! Perché non provare prima con il metodo Buteyko, che   in sperimentazioni cliniche in doppio cieco ha dimostrato di poter ridurre dell'80% l'uso di broncodilatatori?”
Questa “cura leggera” che porta ad una distruzione di parte del tessuto bronchiale, è ora   raccomandata anche dalla FDA, che la definisce come “la prima cura non farmacologica dell’asma”, ignorando un’altra cura non farmacologica e - questa si-”leggera”,  come il metodo Buteyko  la cui efficacia per l’asma è stata clinicamente provata . Ogni ulteriore commento è superfluo!
-E per concludere, vi segnalo questo studio che in realtà risale a qualche anno fa ma che mi è ora capitato sotto gli occhi:
“Aufderheide TP, Lurie KG, Death by hyperventilation: a common and life-threatening problem during cardiopulmonary resuscitation, Critical Care Medicine 2004 Sep; 32(9 Suppl): S345-351.
Department of Emergency Medicine, Medical College of Wisconsin , Milwaukee , Wisconsin , USA .”
Nell’articolo,  dal titolo “Morte per iperventilazione: un problema comune, che mette a repentaglio la sopravvivenza, durante la rianimazione cardio-polmonare”,   si conclude con la raccomandazione ad addestrare meglio il personale che presta assistenza d’ emergenza fuori dall’ospedale, perché un “eccesso di ventilazione” effettuato  sui pazienti durante la rianimazione porta ad un significativo aumento delle probabilità di decesso. 
Anche qui devo ribadire ciò che ho varie volte osservato: nella medicina d’emergenza è ben noto il pericolo della mancanza di di CO2 e dell’iperventilazione (che porta a mancanza di CO2); cosa si aspetta ad applicare questa conoscenza anche alla medicina ordinaria (non d’emergenza) e, ancora meglio, alla medicina preventiva?

-Sono appena tornata dalla  Germania, dove ho partecipato alla “Medizinische Woche” (la “Settimana Medica”) definita  come “il più grande congresso mondiale di medicina alternativa”.
Avrei vari commenti da fare su questo congresso, ma ve ne parlerò nel prossimo notiziario di dicembre. A risentirci!
CORSI
Le date dei prossimi corsi sono:
con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
Corso per istruttori: i Per garantire la qualità dell’insegnamento il numero di partecipanti è molti ristretto. Gli interessati alla prossima edizione sono quindi invitati a mettersi in contatto al più presto: tel. 3456248926 , e-mail: fiafer@yahoo.com
Corsi per uso proprio:
Con la Dott. Fiamma Ferraro
a)corsi di gruppo:      Per nformazioni:tel.3456248926
b)Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi)con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
Per informazioni: tel. 3456248926  ,www.saluteglobale.com , e-mail: fiafer@yahoo.com



“NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)     Ottobre    2009

Buongiorno a tutti! La conoscenza dei benefici che, per  la salute, può apportare l’ottimizzazione del modo di respirare con il metodo Buteyko, si sta per fortuna diffondendo sempre di più, anche in Italia. Sul   numero di Donna Moderna (periodico molto letto e diffuso, che ha un comitato scientifico che valuta l’attendibilità delle notizie mediche-scientifiche), uscito ieri 24 settembre, è pubblicato un articolo su Buteyko scritto dalla bravissima giornalista Valentina Bennati. Non perdetevi Donna Moderna  del 24 settembre!
E’ inoltre ancora nelle edicole il numero di “Scienza e Conoscenza” di luglio-agosto-settembre, di cui vi avevo parlato nel Notiziario di settembre, in cui è pubblicato un mio articolo sempre sul metodo Buteyko.

- Oltre un anno fa avevo messo in guardia contro l’uso di collutori,  molto diffusi, che contengono degli ingredienti potenzialmente dannosi. Purtroppo avevo ragione! Un nuovo avviso si aggiunge ai numerosi già pubblicati su questa tematica: un gruppo di ricercatori dell’Università australiana di Queensland, al termine di uno studio  su 3200 persone,  ha concluso che vi sono prove sufficienti  del collegamento tra  l’uso di collutori  contenenti alcol e il rischio di  tumori  orali e faringei, in particolare in chi beve e fuma, poiché l’alcol contenuto nei collutori  agevola la penetrazione nei tessuti  del cavo orale faringeo delle sostanze dannose contenute nel fumo delle sigarette.
Tra i fumatori che usavano collutori con alcol la frequenza di questi tumori è stata ben 9 volte superiore a quella riscontrata nei fumatori che non ne facevano uso.
Alla stessa conclusione erano arrivati, fin dal 1983 altri ricercatori che, in uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute in un gruppo di donne che non fumava ma usava questi collutori, aveva osservato una incidenza di tumori della bocca pari al doppio rispetto al gruppo di donne che non ne faceva uso.
Che fare quindi? Innanzitutto, mi sembra che il collutorio non sia un articolo   assolutamente indispensabile. Sono magari da usare, su consiglio del medico/dentista, solo da chi ha particolari problemi (alle gengive o altri) .
In generale dovrebbe essere sufficiente lavarsi bene i denti con un buon dentifricio e per il resto, il miglior collutorio naturale è la saliva, che contiene tutte le sostanze, anche disinfettanti, necessarie per mantenere in buona salute denti, gengive e cavo orale! Purtroppo in chi respira dalla bocca la saliva si prosciuga subito, soprattutto di notte, e non svolge la sua necessaria opera. In questi casi, in attesa di poter ristabilire una sana respirazione dal naso, potrebbe essere utile usare un collutorio, da scegliere però con cura  leggendo bene le etichette perché anche molti prodotti naturali contengono alcol.

-La mancanza di CO2 causata dall’iperventilazione provoca, attraverso complessi meccanismi fisiologici (la CO2 è infatti un regolatore essenziale per l’equilibrio acido/base e per altri processi  di vitale importanza) la perdita di sostanze utili e necessarie per l’organismo, tra cui  ad esempio il magnesio, sostanza essenziale per la vita; (quando manca possono verificarsi crampi,  contrazioni e molti altri problemi). Purtroppo il magnesio è carente  nell’alimentazione moderna ed oltretutto  non è facile rimpiazzare tramite integratori quello che viene perso dall’organismo  a causa di una respirazione sbagliata, anche perché il magnesio non viene sempre assimilato bene per via orale. E’ necessario prenderlo in determinate forme, e soprattutto cercare di non dissiparlo più  respirando male.
Un’altra sostanza  di vitale importanza nell’alimentazione moderna, e di cui è molto diffusa la carenza, è l’aminoacido taurina,  utile anche per la salute dei polmoni. In base alle conclusioni di uno studio pubblicato  (ved. Pulm Pharmacol Ther.) il 29 agosto scorso, la taurina avrebbe un effetto protettivo sui pneumociti (cellule del tessuto polmonare) che in presenza di taurina si sono rivelati in grado di difendersi meglio da infezioni,   con meccanismi immunitari più efficienti. In questo periodo di allarmi per l’influenza  vale forse la pena di prendere un po’ di taurina in più, oltre ovviamente a fare attenzione, come ho scritto in un precedente notiziario, a non respirare dalla bocca e a praticare il metodo Buteyko per evitare di “respirare troppo” (minore è la quantità d’aria introdotta nell’organismo minori sono le probabilità di introdurre, insieme all’aria, i germi dell’influenza), per non parlare degli effetti sul sistema immunitario.

-Come forse i lettori di più antica data di questo Notiziario avranno notato, anche se la mia specializzazione medica non è quella dell’oculistica, tendo a parlare spesso di problemi e malattie degli occhi,  (ved. i Notiziari dell’aprile 09 ed ottobre 06) sia perché il mio lavoro con l’agopuntura per le malattie degli occhi con il metodo Boel (ved. www.agopunturaocchi.it ) mi porta a seguire tutti gli sviluppi e novità in questa tematica, sia perché Il dr. Buteyko già nel 1960 aveva osservato come la perdita di CO2 provocata dall’eccesso di respiro   comprometta il buon funzionamento  anche    degli occhi, e quindi una delle prime cose da fare (se del caso insieme ad altre terapie come l’agopuntura Boel od altre)  per la salute degli occhi   è l’imparare a respirare bene.   Ho ora appena finito di leggere un libro molto interessante (purtroppo non ancora tradotto in italiano)  del dr.  Edward L.. Paul, dal titolo “Conquering Macular Degeneration- the latest breakthroughs and treatments” (Superare la degenerazione maculare- I trattamenti e le scoperte più recenti). In questo libro il dr. Paul,   pur non menzionando Buteyko e non conoscendone probabilmente l’esistenza, basandosi semplicemente su dati fisiologici e sugli studi da decenni esistenti in questo campo ma purtroppo in genere ignorati, dedica un capitolo alle “medicine che potenziano la CO2” ; (se conoscesse Buteyko saprebbe che non sono sempre necessarie delle medicine per  potenziare  la CO2; basta spesso non dissiparla con una respirazione eccessiva).
Ed ecco alcune frasi contenute in questo capitolo: “il miracolo (di cui riferisce la pagina precedente, di una paziente che aveva riacquistato gran parte della vista, ) è connesso all’anidride carbonica (CO2), che è di importanza cruciale per la vista. Gli occhi sani producono una quantità di CO2 sufficiente per dilatare i capillari sanguigni intorno alla retina e mantenere un buon flusso di sangue, mentre gli occhi in cattive condizioni non ne producono abbastanza. Ne discendono importanti conseguenze per il  trattamento di malattie oculari gravi come la degenerazione maculare collegata all’età ed il glaucoma…”
Il libro parla poi delle ricerche del Dr. Sponsel (di cui vi avevo riferito nei passati Notiziari), osservando come  questo dottore abbia  “scoperto che gli adulti che iperventilavano e quindi dissipavano rapidamente la CO2 del loro corpo avevano spesso problemi di vista, di circolazione e pressione oculare”
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CONFERENZE
Il 28 ottobre , conferenza introduttiva della Dr. Ferraro sul metodo Buteyko per l’Università Popolare di Siena. La conferenza avrà luogo presso l’Università per Stranieri di Siena (via dei Pispini, 1) dalle ore 17,30 alle ore 18,30- http://www.upsenese.it/programma.html
 
 
"Notizie Salutari"   (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                Settembre   2009  

- Buongiorno e ben tornati dalle vacanze. Sperando di rendere meno gravosa la ripresa del lavoro quotidiano vi faccio trovare subito il solito Notiziario|.

-Il numero 29 (luglio-agosto-settembre) dell’interessantissimo periodico "Scienza e Conoscenza"  pubblica un mio articolo sulla respirazione ed il metodo Buteyko. (“Respirare meglio non significa respirare di più. Il metodo Buteyko”) Scusate se mi faccio un po’ di pubblicità ma vi consiglierei di  procurarvi l’attuale numero di "Scienza e Conoscenza; oltre al mio contiene anche  altri articoli molto interessanti."  (ved. http://www.scienzaeconoscenza.it/rivista.php?idRivista=67 )

-L’ufficio stampa della casa editrice  Apogeo   mi ha gentilmente mandato il  libro, che hanno da poco pubblicato,  “Equilibrare la Postura” scritto dall’ americana Mary Bond, tra l’altro esperta in Rolfing. Poiché si tratta della traduzione italiana dell’originale pubblicato negli Stati Uniti, dove la tecnica Buteyko è  più conosciuta, Mary Bond dedica giustamente una   parte del testo ai nessi –molto importanti- tra postura e modo di respirare, e consiglia  il metodo Buteyko, scrivendo, tra l’altro, nel paragrafo  “Niente respiri profondi “ che  : “nei momenti di stress, il suggerimento di fare un respiro profondo può solo peggiorare il problema. Inspirando in profondità, infatti, espiriamo altrettanto profondamente, lasciando andare troppa anidride carbonica….;quando il livello di anidride carbonica è basso, l’organismo reagisce come se stesse soffocando…La sensazione di “fame d’aria” porta a rspirare ancora di più e quindi a riprodurre il problema….L’iperventilazione, l’’immissione di grandi quantità di caria nei polmoni è l’equivalente respiratorio di una grande abboffata di cibo. Quando prendiamo troppo di qualcosa, per quanto buono possa essere, se è più  di quel che il nostro organismo può gestire, soffriamo qualche conseguenza “
In effetti  è molto difficile, se non impossibile, respirare bene se la postura non è buona. Quando viene da me un bambino tutto curvo in genere so subito che probabilmente il bambino sta iperventilando e, insieme agli esercizi di respirazione Buteyko è necessario cercare di migliorare anche la postura, ricorrendo in certi casi anche  all’aiuto di un  esperto in materia.

-Nel numero del giugno 2006 scrivevo: "Già un anno fa questo Notiziario aveva messo in guardia in merito alle medicine contro l'asma contenenti salmeterolo    (Serevent ed Advair, della GlaxoSmithKline). Ora le nostre grida d'allarme ricevono purtroppo una conferma decisiva. Dei ricercatori delle Università americane di Cornell e Stanford, in un articolo apparso sul periodico della Cornell University il 9 giugno scorso, hanno pubblicato i risultati derivanti da  un esame delle cifre relative a  10 sperimentazioni cliniche che  hanno coinvolto 33.826 pazienti asmatici, arrivando alla conclusione che tra gli asmatici ai quali era stata somministrata questa  sostanza,  (oppure il formoterolo, contenuto nel Foradil,  della Novartis),   i decessi collegati all'asma sono stati superiori di oltre il triplo  (3,5) e le ospedalizzazioni di oltre il doppio (2,5)   rispetto agli asmatici che prendevano un placebo. La Dr.ssa Shelley Salpeter, professoressa alla facoltà di medicina dell'Università di Stanford, ha scritto    "valutiamo che    tra i 5.000 decessi   causati dall'asma che ogni anno avvengono negli Stati Uniti, 4.000 siano causati da questi beta-agonisti di lunga durata, e sollecitiamo vivamente il loro ritiro dal mercato".
Sembra ora che, a seguito di queste grida d'allarme e di nuovi casi di decessi,  l'Ente americano di controllo sui medicinali (FDA),   si stia finalmente muovendo per ordinare il ritiro dal mercato di alcuni broncodilatatori a lunga durata, ancora largamente usati dagli asmatici. Peccato che a questo tipo di notizie vanga data poca pubblicità, così come, per un altro verso, viene data poca pubblicità a studi che dimostrano l'efficacia contro l'asma di metodi naturali come l'addestramento respiratorio con il metodo Buteyko, o anche ad altri rimedi naturali che, seppure difficilmente possano agire da soli, (se cioè il modello respiratorio errato non viene corretto), possono tuttavia dare un aiuto   e sostegno importante contro l'asma. “
In questo articolo di 3 anni fa ero stata a quanto pare un po’ troppo ottimista, pensando che la FDA si stesse muovendo per ordinare il ritiro dal mercato di alcuni broncodilatatori di lunga durata ancora largamente usati.
La  FDA, sebbene abbia dovuto ordinare di interrompere prima del previsto uno degli studi  del 2006, perché ad una valutazione preliminare era già apparso evidente che il numero di decessi nel gruppo che prendeva il salmeterolo (24 su 13.179 partecipanti) era risultato pari al triplo rispetto ai decessi nel gruppo placebo (11 su 13.176)  si è limitata a raccomandare l’aggiunta nel foglietto illustrativo di un avviso sulla necessità di maggiori cautele e precauzioni nella somministrazione di questi farmaci.
Qualcuno potrebbe  forse dire che, pur trattandosi del triplo, un numero assoluto di    24 decessi su 13.176 è comunque poco, e quindi si potrebbe correre il rischio del salmeterolo. Sarei più che d’accordo se non esistessero  per l’asma altri rimedi efficaci e  meno rischiosi. In fondo quando si fanno delle scelte mediche bisogna sempre fare un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.  Per l’asma però questo rimedio   efficae esiste: regolarizzare la respirazione con il metodo Buteyko, se praticato bene,  non  presenta il minimo rischio ed è di efficacia clinicamente provata. Bisognerebbe quindi perlomeno fare un serio tentativo con Buteyko prima di passare a questi broncodilatatori di lunga durata.

-Per restare sulla tematica dei medicinali pericolosi: passo alle medicine spesso usate  per ansia ed attacchi di panico (un altro problema per il quale la respirazione Buteyko è di grande utilità). Uno studio della durata di 4 anni, fatto in Francia e pubblicato sul periodico BMC Geriatrics (Keith D Hill, Dina LoGiudice, Nicola T Lautenschlager, Catherine M Said, Karen J Dodd, Plaiwan Suttanon BMC Geriatrics 2009, 9:29 ) ha messo in evidenza come, in un gruppo di 6.343 partecipanti anziani, tra coloro che negli ultimi anni avevano preso ansiolitici a base di benzodiazepine (tra i più comuni) il rischio di vertigini e cadute (particolarmente pericolose per gli anziani,) era pari a circa il doppio rispetto al gruppo che non aveva preso queste medicine. Un analogo effetto era stato prodotto da medicine    dirette ad ottenere il rilassamento di tensioni muscolari e spasmi.
In realtà, uno degli effetti più comuni dell’eccesso di respirazione (iperventilazione) è il verificarsi di spasmi muscolari. Vale quindi anche in questo caso quanto detto sopra: prima di passare a medicamenti che comportano possibili effetti dannosi, in molti casi è  bene pensare a mettere a posto il modo di respirare (il che è comunque utile anche insieme ai medicamenti, quando è necessario assumerli).
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CORSI

Le date dei prossimi corsi sono:  
con la Dott.ssa Fiamma Ferraro
Corso per istruttori   Gli interessati sono quindi invitati a mettersi in contatto al più presto:  cell. 3403754383, 
e-mail: fiafer@yahoo.com
Corsi per uso proprio:
corsi di gruppo:   corsi individuali    tel.  cell. 3403754383, 
www.geocities.com/fiafer , e-mail: fiafer@yahoo.com 

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“NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)     Luglio-Agosto  2009 

Buongiorno a tutti. Spero che in questo periodo di vacanze vi stiate rilassando e riposando, e come vedete mi riposo anch’io  e lavoro di meno,  e  invece di scrivere il solito Notiziario mensile scrivo un solo Notiziario  per luglio /agosto!

-Tra le varie letture estive ho appena finito di leggere un articolo interessante pubblicato su Rejuvenation Research (Ricerca sul ringiovanimento) Vol.10, nr.2-2007, scritto dal medico Arkadi F. Protokov, dal titolo “Exploring overlooked natural mitochondria-rejuvenative intervention. The puzzle of bowhead whales and naked mole rats”, in cui e’ esaminato il motivo per cui certi tipi di balene e talpe vivono molto di piu’ di altri animali di specie analoghe e comparabili (circa 200 anni le  balene  e 28 anni  le talpe--8  volte piu’ dei topi di analoghe dimensioni),e non si ammalano  di tumori.
Con grande dovizia di riferimenti a studi e sperimentazioni, l’autore conclude che il motivo di questa longevita’ e salute e’ da ricercare nelle condizioni di vita di questi animali, e cioe’, oltre ad altri fattori, alle condizioni di IOR  (riduzione intermittente di ossigeno), e di ipercapnia (eccesso di anidride carbonica), anch’essa intermittente, causata nelle balene dalle immersioni sott’acqua, e nelle talpe dalle permanenze in cunicoli con poco ossigeno e molta anidride carbonica.  La carenza intermittente di ossigeno, a differenza di quella permanente,  mette infatti in moto,  come osserva Protokov, delle  rapide strategie di compensazione nell’organismo che pertanto, quando torna in condizioni di ossigenazione normale, e’ divenuto piu’ forte e resistente. Quanto all’ipercapnia (eccesso di CO2),  Protokov scrive che  “L’ipercapnia in vivo protegge contro gli effetti dannosi dell’ ischemia o ipossia (mancanza di ossigeno), il che e’ noto da decenni nella pratica clinica…Sono stati ipotizzati vari meccanismi per spiegare il ruolo protettivo dell’anidride carbonica in vivo. Uno dei piu’ significativi sembra  essere costituito dalla stabilizzazione del complesso ferro-transferrina, il che previene il coinvolgimento di ioni di ferro nell’avvio di reazioni di radicali liberi”:
Questo articolo non e’ che una delle innumerevoli dimostrazioni di quanto sia errata/semplicistica la comune percezione dell’ossigeno nel ruolo del  “buono” e della anidride carbonica nel ruolo del “cattivo”;  e di  quanto vi sia ancora da ricercare sull’argomento.

-Uno dei problemi nei quali vedo,  con il metodo Buteyko, dei successi impressionanti  nei miei pazienti, e’ quello dell’ansia/attacchi di panico. Ne ho parlato spesso in questo  Notiziario, ed ora vorrei aggiungere la citazione di un ulteriore,  non recentissimo articolo, che si aggiunge  al gran numero di articoli sulla responsabilita’ dell’iperventilazione in questo disturbo; ed il metodo Buteyko e’ appunto diretto ad eliminare l’iperventilazione (eccesso di respiro).
L’articolo, dal titolo    “Anxiety, Respiration and Cerebral Blood Flow: Implications for Functional Brain Imaging” (di Nicholas D. Giardino, Ph.D., Seth D. Friedman, Ph.D., and Stephen R. Dager, M.D-Departments of Radiology, Psychiatry and Bioengineering, University of Washington School of Medicine Seattle, WA,  pubblicato su Compr Psychiatry. 2007 ; 48(2): 103–112.) conclude che  “I pazienti con attacchi di panico sono tipicamente in condizioni di iperventilazione cronica, di instabilita’ respiratoria con frequenti sospiri, anche nei periodi in cui gli attacchi di panico sono assenti. Una iperventilazione di lunga durata causa una notevole riduzione del flusso di sangue nel cervello, ma anche un singolo sospiro puo’ produrre una diminuzione di 1-3 mm Hg nella CO2 (anidride carbonica), diminuzione sufficiente per far diminuire il flusso di sangue nel cervello. “  Attenzione quindi; niente sospiri  (meglio sorridere) e se vi capita di sospirare o di sentire che si avvicina un attacco di panico, fate subito dopo qualche minuto di esercizi di respirazione Buteyko.

-Ed ora, una notizia interessante per chi soffre di  problemi bronchiali-polmonari cronici ostruttivi: (COPD). Una nuova ricerca condotta dalla prestigiosa,  Johns Hopkins School of Medicine pubblicata sull’ American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine  indica che una sostanza naturale contenuta, tra l’altro, anche nei broccoli, il sulforafano,  porta a miglioramenti  in  chi soffre di questa malattia, agendo sui meccanismi di antiossidazione.
Sembra quindi comunque utile mangiare broccoli, che oltretutto  sembrano svolgere  anche un’azione favorevole su una serie di problemi di salute, tra cui alcuni squilibri ormonali femminili e pressione elevata.

-Continuano le discussioni interminabili  sull’opportunità o meno di seguire una dieta vegetariana. E’ noto che Buteyko  consigliava non solo di “respirare poco” ma anche di “mangiare poco, e niente carne” già nel 1960, quando questa tematica non era molto discussa ed in genere i medici consigliavano di mangiare carne, per diventare/restare forti. Un recente studio, importante per il numero di partecipanti e per  durata, sembra ora dare ragione a  Buteyko. L’università di Oxford, al termine di uno studio durato 12 anni, su 61.000 persone, ha  riscontrato che  le percentuali di tumori erano state del 3,7 % tra i vegetariani che mangiavano un po’ di pesce, del 4% tra i vegetariani, e del  6,8 % tra i carnivori. A prima vista le differenze nelle percentuali non sembrano elevate, ma se si considera il numero dei partecipanti, queste differenze percentuali portano ad una differenza considerevole nei numeri assoluti. Godetevi quindi, ora al mare, il buon pesce fresco, e ci risentiamo dopo le vacanze!


CORSI
Le date dei prossimi corsi sono:  

Corsi per uso proprio:

1) con la Dott.ssa Fiamma Ferraro :
corsi di gruppo:   
Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi)con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.

Per maggiori informazioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro, tel.  cell. 3403754383,

"NOTIZIE SALUTARI"   a  cura della Dr. Fiamma Ferraro)            Dicembre 2008

-Buongiorno a tutti! Il freddo e la pioggia che imperversano portano come avviene spesso all'inizio dell'inverno, alla  ripresa delle "epidemie" di influenza. In  caso di persone anziane, di immunodepressi e di  pazienti che già soffrono di consistenti problemi respiratori o di altre malattie, può in effetti essere consigliabile ricorrere alla vaccinazione. Nel caso invece di persone in buona salute, possono bastare alcuni rimedi preventivi, tra cui il primo è, ovviamente, quello di intensificare gli esercizi respiratori Buteyko (lo ripeto ogni volta all'inizio dell'inverno ma non si può mai ripeterlo troppo). Vi sono poi vari rimedi "naturali" diretti a  rinforzare il sistema immunitario e a troncare sul nascere raffreddori ed influenze. Dalla vitamina C all'echinacea, al samento, l'astragalo e  molti altri. Un preparato che, in base agli studi effettuati si è dimostrato particolarmente efficace è basato su una forma particolare di fermentazione el lievito di birra; un altro, diffuso particolarmente in Germania, svolge un'azione efficace per rinforzare la mucosa della gola e   delle vie respiratorie superiori.
Si è infatti constatato che, se si provvede per tempo a far risanare e rinchiudere delle microscopiche fessure ed abrasioni che si trovano su questa mucosa, i batteri e virus non riescono a penetrare facilmente nell'organismo. Conviene tuttavia chiedere consiglio ad un meidoc esperto perché non sempre un singolo preparato, pur "naturale", è adatto per tutti. Tanto per fare un esempio la vitamina C in forma isolata è controindicata in chi soffre di una tendenza ad accumulare ferro nell'organismo, poiché peggiora questa tendenza. La vitamina C che si trova invece non in forma isolata ma in alimenti naturali, come frutti e bacche, è   accompagnata da  bioflavonoidi e sostanze che contrastano l'assorbimento eccessivo di ferro.

-Una piccola buona notizia per chi soffre di asma. Uno studio recentemente pubblicato su Nutrition Research, effettuato   congiuntamente dall'Università dell'Arizona e dalla Università iraniana Mashad Medical University   (e lo studio sarebbe degno di nota già solo per il fatto che gli USA e l'Iran, su altre questioni ai ferri corti, uniscono le forze per combattere l'asma!) ha dimostrato che un estratto tratto dalla scorza di un frutto sudamericano, dal nome latino di   passiflora incarnata, popolarmente conosciuto come maracuia, si è rivelato particolarmente efficace, in uno studio in doppio cieco, nel ridurre, in un percentuale tra il 70 ed il 90%,  i sintomi dell'asma. Immaginiamo quindi quali sarebbero i risultati se, oltre a  mangiare la deliziosa maracuia  si imparasse anche a respirare bene   con il metodo Buteyko!
La notizia meno buona è invece che il numero di asmatici, valutato  a centinaia di milioni nel mondo, sta aumentando ad un ritmo impressionante. La colpa viene in genre data all'aggravarsi dell'inquinamento ambientale. E' indubbio che l'inquinamento ambientale -comunque da contrastare e responsabile di molti problemi di salute- svolga un  ruolo anche  per l'asma ma non posso non osservare che non è stata constatata una  correlazione  diretta tra qualità dell'ambiente e numero di asmatici. Vi sono paesi molto inquinati e con –relativamente- pochi asmatici e viceversa. Nel mio libro "Attacco all'asma… e non solo" mi sono soffermata su questa tematica, presentando alcune ipotesi a mio avviso fondate.
Tornando alla maracuia,  come se non bastassero le proprietà antiasmatiche, altri studi presso l'Università della Florida ed altre istituzioni ne hanno provato delle proprietà anticancerogene e contro la pressione elevata. 

-La problematica dell'asma viene spesso trattata insieme a quella dell'allergia, strettamente abbinata, per la quale si consiglia in genere, negli articoli di medicina popolare, di cercare di evitare le sostanze alle quali si è allergici. A parte tuttavia la difficoltà di identificare in modo sicuro le numerose sostanze   alle quali si è allergici, e a parte la difficoltà pratica di evitare, nella vita normale, queste sostanze spesso molto diffuse, quello che in genere mi stupisce è che in questi consigli di medicina popolare  che si trovano suqquotidiani e periodici molto diffusi, non si parli  quasi mai di una precauzione evidente e fondamentale anche contro le allergie. Non mi riferisco  qui all'importanza di diminuire la suscettibilità allergica normalizzando,la respirazione con il metodo Buteyko; (si tratta infatti purtroppo di un metodo relativamente poco conosciuta e non si può ancora pretendere che questi periodici la conoscano), ma mi
riferisco invece ad un altro consiglio che dovrebbe, questo sì, essere evidente, e cioè quello di fare attenzione a cercare di respirare dal naso a e non dalla bocca !. Ho già parlato a lungo dell'argomento in un recente articolo (ved. l'ottimo sito http://www.aipro.info/drive/File/70.pdf ) al quale rinvio e non mi soffermo ora su tutti gli aspetti  molto negativii per la salute che derivano da questa forma di respirazione; voglio qui solo mettere in rilievo che quando si respira dal naso molti fattori allergizzanti (dalle milbe ai peli di animali, acari, pollini ecc.) e veleni ambientali, vengono  parzialmente filtrati e trattenuti   nelle  cilia (micropeluria) del naso mentre quando si respira dalla bocca penetrano in massa e direttamente  nelle vie respiratorie.
Comunque, in relazione alle allergie, riporto qui quanto scrivevo oltre due anni fa su questo Notiziario: " Il numero di sostanze alle quali si reagisce in modo allergico, forse anche a causa del deterioramento della qualità dell'aria e degli alimenti, sempre più pieni di varie sostanze innaturali e nocive, sta aumentando; non è quindi facile identificare quali siano tutte le sostanze alle quali si reagisce in modo allergico, e quindi non è facile evitarle o effettuare il consueto programma di desensibilizzazione contro tutte queste sostanze. Mi sembrano pertanto interessanti due altri approcci basati su diversi principi ed approfonditi soprattutto in Germania. Il primo consiste nel prelevare un po' di sangue e nel mandarlo ad un laboratorio tedesco che lo sottopone ad uno speciale trattamento; il sangue così trattato viene poi reiniettato, partendo da un dosaggio minimo, al paziente, che viene cosi abituato a tollerare esattamente tutte le sostanze alle quali è allergico, rispecchiate nel sangue trattato. L'altro approccio, che ho visto nei miei pazienti dare risultati altrettanto soddisfacenti, è invece basato su un altro ragionamento: si parte dall'idea che una mucosa perfettamente integra (del naso, vie respiratorie ed anche intestinale, poiché ci sono varie interazioni e sinergie tra le allergie alimentari- di cui parlerò in modo più approfondito in un prossimo intervento- e quelle riguardanti sostanze contenute nell'aria) dovrebbe trattenere e non lasciar passare nel sangue le sostanze allergizzanti; accade invece che, a causa di un'eccessiva permeabilità, la mucosa lasci passare nel sangue queste sostanze, sia quelle nocive contenute nell'aria, che alcune delle sostanze alimentari prima che siano completamente digerite. Anziché cercare di identificare le sostanze che scatenano la reazione allergica, per eliminarle o abituare l'organismo a tollerarle, sarebbe forse preferibile cercare di restituire alla mucosa la sua integrità, in modo che questa trattenga tutte le sostanze che non ome fare per restituire alle mucose la loro integrità? Ricorro in genere ad approcci individualizzati. Ciò che invece vale per tutti è il consiglio di estrema importanza per la salute, di assicurarsi di respirare sempre dal naso, anche quando si dorme. Come fare? A parte i casi di malformazionie e problemi che richiedono un intervento operatorio, quando si tratta solo di una cattiva abitudine  e deformazioni lievi, vi sono vari altri approcci utili,  ed uno dei più efficaci è basato sull'utilizzo  un piccolo apparecchio giapponese, di cui ho parlato in un numero precedente, e che mi sta dando ottimi risultati. Questo apparecchio agisce tra l'altro rinforzando la muscolatura situata intorno alle labra (si tratta di un dato poco noto ma in  moltissimi studi effettuati in Giappone si è constatata una correlazione diretta tra la forza di questa muscolatura e l'età e le condizioni fisiche delle persone ) e migliorando anche la circolazione del sangue nel cervello.

-Un'altra breve notizia su un problema di proporzioni anche'esse epidemiche, e sul quale mi sono spesso soffermata.  Ho sempre decisamente sconsigliato ai miei pazienti che volevano dimagrire senza fatica l'uso del medicinale Rimonabant (Acomplia), attirando l'attenzione sul fatto che la prima cosa da fare per dimagrire è non  solo "mangiare di meno/meglio" ma sanche "respirare di meno/meglio", e facendo presente,quanto al Rimonabant,   la mia perplessità collegata al fatto che gli studi su larga scala sugli effetti a lunga durata del Rimonabant sarebbero stati conclusi solo nel 2011. Se in caso di malattie gravi contro le quali non vi sono rimedi più provati può essere  a volte accettabile  il rischio di ricorrere a medicine di cui non sono stati ancora accertati gli effetti a lunga durata, contro l'obesità vi sono invece altre strategie di più sicura innocuità. Già nel 2004 ad es.   nel periodico francese "Prescrire"  si metteva in guardia il pubblico, osservando che  "il principale beneficio del Rimonabant sarebbe una perdita di peso di 4-5 kg. all'anno, con un ritorno al peso precedente non appena si smette il trattamento. Questa ridotta perdita di peso non giustificherebbe gli effetti secondari provocati (sono segnalati ansia, depressione, vertigini, diarrea)."
Vedo ora che purtroppo avevo proprio ragione. Questo è infatti un comunicato rilasciato un mese fa: "24-10-2008 U.E. - ITALIA Ritirato dal mercato il farmaco antiobesita' Acomplia, aumenta il rischio di disturbi psichiatrici. L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha disposto il divieto di vendita del  medicinale Acomplia (rimonabant), prodotto dall'azienda Sanofi Aventis, su tutto  il territorio nazionale a seguito della raccomandazione Emea di sospenderne  l'autorizzazione all'immissione in commercio in tutti i Paesi europei. Il medicinale Acomplia , in commercio in Italia da 5 mesi, e' utilizzato per il  trattamento dell'obesita'. Il farmaco avrebbe come effetto collaterale un aumento del rischio di disturbi psichiatrici.

Concludo con i migliori auguri di Buon Natale e Buon 2009!         

(Fiamma Ferraro) 

NOTIZIE  SALUTARI  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)                Novembre  2008

-Buongiorno a tutti. Inizio con un piccola notizia che mi fa molto piacere: è ora disponibile la versione e-book del mio libro "Attacco all'Asma… e non solo". I lettori che, dopo aver sentito/letto del metodo Buteyko  hanno subito "captato" quanto l'argomento sia importante e sono impazienti di saperne di più, possono quindi, senza più  necessità di andare in libreria o di ordinare per posta l'edizione cartacea del libro, scaricare (per un prezzo ancora più favorevole) la versione informatica del libro. Sono inoltre disponibili a questi link alcune pagine gratuite estratte dal libro.
http://www.macroedizioni.it/libro.php?id_libro=1465
http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebooks-attacco-all-asma-e-non-solo.php?search1=&search2=9&search3=attacco%20all%27asma&cid=11
http://www.bisedizioni.it/approfondimenti/il_metodo_buteyko.php
http://www.macroedizioni.it/pdf/ESTRATTO_OMAGGIO_Attacco_all_Asma.pdf
Il mese scorso si e’ svolta una presentazione del libro all’Associazione Spadolini di Firenze, in cui ho riscontrato un vivvvo interesse da parte del folto pubblico intervenuto, e mi ha fatto molto piacere che il moderatore del dibattito, il noto  pneumologo (ora in pensione) dell’Università di Firenze, prof. Panuccio, abbia concordato pienamente sul fatto che l’eliminazione dell’iperventilazione, purché il tessuto polmonare non sia stato ancora danneggiato, può ristabilire la salute in caso di asma ed altri problemi.

- Un'altra "buona notizia": la più importante rivista in lingua tedesca sulla medicina naturale, il periodico "BIO" pubblica, nell'ultimo numero, (2008/5) un lungo articolo sul metodo Buteyko, a firma della dr.ssa Dagmar Beyer,   dal titolo "Endlich wieder frei atmen" (finalmente si respira di nuovo in modo libero).   in cui si mettono in rilievo i benefici derivanti dal metodo di respirazione Buteyko e si conclude che  "la respirazione Buteyko è una misura semplice ed efficace che può venire in aiuto a tutti coloro che respirano male, e che è di particolare utilità contro, asma, naso chiuso,  bronchite cronica e suscettibilità alle infezioni; ma anche per stanchezza cronica, mal di testa ed ansa".  L'articolo contiene anche un'intervista alla microbiologa Silvia Smolka (una bravissima istruttrice Buteyko, che  vedo  spesso  negli incontri internazionali di istruttori, e che ha fondato, in Germania, un'Associazione analoga alla nostra (www.atemweite.de), che riferisce sui successi ottenuti. Fa piacere vedere che il metodo Buteyko, ormai abbastanza conosciuto nei paesi  di lingua inglese, sta finalmente iniziando ad essere conosciuto ed apprezzato anche in altripaesi.

-Anche se ovviamente mi fa piacere che si scrivano sempre più articoli su Buteyko nei vari paesi, mi dispiace vedere che non se ne parli di piu’ anche in pubblicazioni di medicina convenzionale. Le basi scientifiche sulle quali è fondato il metodo Buteyko sono infatti    straprovate ed e’   assurdo che non se ne traggano, come ha invece fatto Buteyko, le logiche ed evidenti deduzioni pratiche quanto al modo di respirare. Riporto qui  ancora un estratto tratto dalle centinaia di articoli scientifici sull’argomento. Da:Il Pensiero Scientifico Editore, 12/07/2005
”Rischi dell'ossigeno-terapia: la risposta è l'anidride carbonica
Medici e paramedici che somministrano ossigeno ai loro pazienti potrebbero far loro più male che bene: lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista Chest e destinata a creare scompiglio nell’ambiente medico. “L’ossigeno puro riduce l’afflusso di sangue agli organi e ai tessuti aumentando la ventilazione”, spiega Steve Iscoe, pneumologo del Department of Anesthesia del Toronto General Hospital e leader del team di ricercatori della Queen’s University di Kingston in Canada autori dello studio. “L’aumento della ventilazione, colpevolmente quasi mai considerato, ‘spazza via’ l’anidride carbonica e questo restringe i vasi sanguigni. Quando si aggiungela CO2  alla miscela di aria contenuta nelle bombole però i vasi sanguigni tornano a dilatarsi, aumentando il flusso sanguigno e permettendo ad una maggior quantità di ossigeno di raggiungere le aree-chiave del cervello e del cuore”.
Un problema sottovalutato. La pratica di utilizzare aria espirata tramite respirazione bocca a bocca (anche senza sapere che si tratta di ossigeno e anidride carbonica) è antichissima: la prima testimonianza scritta risale al 1754, ma ci sono anche accenni nella Bibbia che fanno pensare che la pratica fosse diffusa già migliaia di anni fa. Ciononostante i testi medici non fanno cenno al fatto che l’inalazione di ossigeno abbassa drasticamente i livelli di anidride carbonica, e per questo l’aggiunta di anidride carbonica non è una pratica standard. “È sconcertante che un’idea tanto semplice abbia ricevuto così poca attenzione da parte dei medici”, aggiunge Iscoe. “La riduzione di flusso di ossigeno al feto, al cervello, al cuore e agli altri tessuti del corpo che può essere indotta dalla somministrazione di ossigeno è largamente non riconosciuta anche dai pneumologi come me”, ammette Peter Macklem, professore emerito di Medicina alla McGill University e vincitore nel 1999 del prestigioso Gairdner Foundation Wightman Award. “E se persino da parte dei pneumologi c’è una sottovalutazione di questo problema, allora è molto probabile che internisti, chirurghi, ostetrici, pediatri e medici di famiglia che sono in prima linea nel trattamento delle principali patologie siano poco e male informati”. …e “Dovremmo guardare all’anidride carbonica non come a un nemico, ma come ad un alleato”.
Bibliografia. Queen’s University press release 2005.
Iscoe S, Fisher JA. Hyperoxia-Induced Hypocapnia:An Underappreciated Risk. Chest 2005; 128: 430-33“

-Nel precedente numero del Notiziario avevo esaminato i problemi che rendono l'acqua di rubinetto ormai quasi ovunque imbevibile. Passo ora a vedere alcune possibili soluzioni quanto all'acqua migliore da bere. Premetto che sto ancora cercando perché finora non ho trovato una soluzione del tutto soddisfacente, e temo che purtroppo nulla potrà sostituire la pura acqua di sorgente che i nostri antenati avevano ancora la fortuna di poter trovare. Per noi si tratta invece di cercare il "meno peggio".  Ciò premesso, appare evidente l'importanza della raccomandazione di cercare di non dissipare la nostra acqua interna con una respirazione eccessiva. Con l'iperventilazione non si perde solo la preziosa CO2 ma anche la nostra acqua interna (oltre mezzo litro viene 
emesso con la respirazione nelle 24 ore), difficile poi da rimpiazzare. E tra l'altro, spesso si pensa che basti bere molto per idratare bene l'organismo. Non è purtroppo così: le nostre cellule contengono molta acqua quando siamo bambini ma con la vecchiaia  si disidratano e anche l'acqua che beviamo   non penetra   in quantità nelle cellule; anche qui si fa in sostanza lo stesso errore che si fa per l'ossigeno, quando si pensa che basti introdurlo in abbondanza nei polmoni per farlo andare nelle cellule. Analogamente, l'acqua bevuta, più che penetrare nelle cellule, viene eliminata e, se i reni non funzionano bene e   se si prende  troppo sale (un po' è indispensabile), gonfia  i tessuti. Vengono propagandati vari additivi che, come sostengono alcuni senza peraltro fornire prove attribuirebbero alle particelle d’acqua  una forma esagonale che la farebbe penetrare  nelle cellule. Vi è  in realtà da restare stupiti nel vedere come Buteyko avesse anche qui anticipato i tempi, consigliando, senza fornire spiegazioni,  di far gelare l'acqua e di berla – non troppo fredda-dopo averla lasciata scongelare. In effetti l'acqua quando si congela assume la forma esagonale dei bei cristalli di neve,  che conserva quando la si scongela, e in effetti  secondo alcuni la longevità dei Hunza ed altre popolazioni di alta montagna sarebbe dovuta anche al fatto che bevono l'acqua disciolta proveniente dai ghiacciai. Si tratta di un settore tuttavia in cui vi è ancora molto da ricercare.
Per il resto, sconsiglio, sia per motivi di rispetto dell'ambiente che per evitare sostanze tossiche che dalle bottiglie, soprattutto se riscaldate, passano nell’acqua,  di bere acqua minerale contenuta in bottiglie di plastica. Meglio quella in bottiglie di vetro. Consiglio inoltre di bere acqua che non contenga troppi minerali  (residuo fisso non superiore a 150 ml/L, come la Levissima o la Lauretana). E’ tuttavia costoso e faticoso aver a che fare con tutte queste pesanti bottiglie.  Si  puo’ ripiegare su acqua di rubinetto filtrata con i vari filtri tipo Brita, (facendo attenzione a cambiare spesso il filtro), che tolgono perlomeno il cloro ed altre sostanze dannose  (non tutte). L’unico sistema per toglierle tutte sarebbe quello di comprare un distillatore (ce ne sono per poche centinaia di euro, presto recuperati dal risparmio sull’acquisto di acqua minerale) e  bere acqua distillata. Molti sostengono che l’acqua distillata, completamente priva di minerali, non faccia bene, ma a ben guardare, l’uomo deve trarre i minerali dal cibo, (in cui i minerali  provenienti dalla terra sono gia’ stati elaborati dalle piante), e non   assimila  bene i minerali,  provenienti direttamente da terra e roccia, che si trovano nell’acqua. Inoltre la distillazione avviene anche in natura quando l’acqua di mari/fiumi/laghi evapora con il sole, il vapore acqueo si raffredda e condensa in alto nelle nuvole e ricade a terra come pioggia, e per secoli i nostri antenati hanno bevuto acqua piovana, che purtroppo oggi non e’ piu’ direttamente bevibile a causa delle impurita’ che la pioggia riassorbe attraversando l’atmosfera prima di ricadere a terra. E’ vero tuttavia che l’acqua della pioggia e’ vitalizzata dal sole/movimento/ossigeno ecc. mentre l’acqua fornita da un distillatore casalingo non e’ molto “vitale”. Se si sceglie di comprare un distillatore e’ pertanto bene, prima di bere l’acqua distillata, lasciarla per un po’ al sole e all’aria, e rimestarla con un movimento a vortice, e non bere sempre acqua distillata ma alternarla ad acqua minerale leggermente mineralizzata. Vi sono poi vari apparecchi che sostengono di “vitalizzare”  l’acqua, con magnetismo o altri sistemi ma mi sembra che non vi sia anche qui nulla di provato.


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"NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)                          Giugno  2009 

-Durante il 24 Congresso AIOT  dei medici esperti in omeopatia, omotossicologia e medicina biologica, al quale ho partecipato a Roma a fine maggio, ho sentito tra l’altro una interessantissima relazione del Prof. Vladimir L.Voeikov, dell’Università di Mosca, il quale ha parlato su “Il ruolo chiave dell’acqua nella Respirazione”.  Il Prof. Voeikov (nessun collegamento specifico con Buteyko), ha dimostrato    ancora una volta  come ormai    la conoscenza sul ruolo essenziale della CO2 (in giusta misura) per la salute dell’organismo umano,  rientri in Russia nel normale bagaglio di  conoscenze mediche-scientifiche e non costituisca una novità. Nella sua relazione il prof. Voeikov ha insistito sul fatto che l’acqua (H2O) e l’anidride carbonica  (CO2) non sono meri “sottoprodotti” del meccanismo di produzione di energia (ATP) dell’organismo ma svolgono invece un ruolo chiave  per la prosecuzione/completamento di questa produzione d’energia. Non sono purtroppo in grado di scrivervi tutte le formule chimiche e le raffinate dimostrazioni del prof. Voeikov; alcune delle sue conclusioni più interessanti sono tuttavia che  nell’organismo si deve verificare una lenta “combustione” dell’acqua, in cui l’energia di bassa densità prodotta nella prima fase viene trasformata in energia ad alta intensità. A questo scopo sono necessarie delle riserve di CO2 ,    necessarie  per promuovere l’ossidazione dell’acqua  (“water burning”). Indubbiamente vi è ancora molto da ricercare su questo argomento, che apre prospettive affascinanti!

-Aumenta sempre di più il numero dei pazienti che vengono da me perché sono alle prese con problemi di fibromialgia (dolori diffusi in tutto il corpo). Questi pazienti sono in genere sorpresi quando inizio innanzitutto a controllare il loro modo di respirare, poiché non è certo intuitivo il collegamento tra il respiro e questi dolori. Tuttavia, a ben pensare, vi è una   somiglianza tra i dolori agli arti che si provano dopo aver svolto uno sforzo fisico e questo tipo di dolori. Quando si svolge uno sforzo fisico troppo intenso l’organismo passa dalla produzione aerobica d’energia , in cui si producono come “sottoprodotti” acqua e CO2; (sull’argomento è possibile leggere l’apposito capitolo del mio libro “Attacco all’Asma.. e non solo”.) alla produzione anaerobica d’energia, in cui   invece della CO2 si produce acido lattico; facendo riposare i muscoli normalmente l’acido lattico viene smaltito ed i dolori passano . Nella fibromialgia invece i dolori sono cronici. Anche se  influiscono  probabilmente anche altre cause (non è ancora stata del tutto chiarita l’eziologia di questa malattia) a mio avviso  un ruolo importante, come viene del resto ipotizzato da alcuni, spetta all’acido lattico. E’ noto che vi è in genere, per via di vari meccanismi, un rapporto inverso tra CO2 ed acido lattico, nel senso che quando nell’organismo vi è poca CO2, vi è più acido lattico, e vice versa. La quantità di acido lattico presente nell’organismo è per me un indicatore importante e  quando, tra l’altro, nell’apposito test risulta la presenza di elevate quantità di acido lattico  vi è in genere anche un problema di iperventilazione cronica. Regolarizzando la respirazione si normalizza in genere anche  il tasso di acido lattico ; spesso però in questi casi è necessario, prima   di  iniziare gli esercizi per  ottimizzare la respirazione, far diminuire, con  preparati specifici, lo stato generale di acidosi dell’organismo. 

-Si continua a parlare dell’influenza “messicana”,  e molti continuano a domandarsi come mai questa influenza in Messico abbia fatto  numerose vittime, mentre negli Stati Uniti ed in Europa si  sta rivelando  come non peggiore  (anche se più contagiosa, data la “novità del virus contro il quale nessuno è già immunizzato) di una ”normale” influenza. Alcuni hanno dato la colpa all’aria molto inquinata di Città del Messico (ma molte vittime  abitavano in  villaggi), altri alle carenze del locale sistema sanitario .
Un’altra ipotesi interessante che ho letto è che vi potrebbe essere nel Messico un indebolimento immunitario causato dall'arsenico nell'acqua potabile. In Usa c'e' il limite di 10 ppb, ma in alcune aree del mondo si superano i 100 ppb. "Non sappiamo se i messicani malati abbiano bevuto di quell'acqua",  osserva  Joshua Hamilton della Dartmouth Medical School, "ma sappiamo che in molte regioni del Messico c'e quel tipo d'acqua, anche in quelle dove s'e' manifestata la malattia".

-A questo proposito non posso fare a meno di ricordarvi che, come ho messo in evidenza in varie occasioni, subito dopo il respirare, come importanza “vitale” viene il bere; e quando si “respira troppo” si perde non solo la preziosa CO2 ma anche molta acqua (il vapore diventa visibile nell’aria espirata quando fa freddo). Anche da noi l’acqua che esce dai rubinetti, quando non è contaminata dal rame rilasciato nelle tubature, ha quasi ovunque un alto tasso di sostanze non certo benefiche per la salute, e sarebbe troppo ottimistico pensare che ottimizzare la respirazione con il metodo Buteyko sia sufficiente per contrastare il danno che può fare un’acqua di cattiva qualità, bevuta ogni giorno. Se si respira bene si è indubbiamente più resistenti a questo danno ma vale comunque la pena di fare uno sforzo per ottimizzare anche la qualità dell’acqua che si beve.

-Sempre a proposito del bere (argomento d’attualità nell’avvicinarsi del caldo estivo): chi, vista la cattiva qualità dell’acqua, pensi eventualmente di ripiegare su succhi di frutta, “soft-drinks” ed altri tipi di bevande preconfezionate rischia di cadere dalla padella alla brace. Come se non bastassero i coloranti/ quantità eccessive di zucchero/aspartame ed altre sostanze dannose, leggo ora che  la vitamina C, contenuta o spesso aggiunta in queste bevande,  reagisce con   il benzoato di sodio spesso contenuto come conservante nelle stesse bevande, dando   luogo alla formazione di   benzene, una sostanza dalle note proprietà carcinogene. Recentemente, l’organo di controllo americano FDA ha testato  molte marche di “soft-drinks” ed ha constatato che   in 54 di queste marche erano contenuti livelli di benzene superiori di 16 volte a quelli ammessi nell’acqua potabile. Pertanto, se non si ha il tempo di fare delle spremute fresche di arance o altri frutti, è meglio    controllare le etichette di tutte le bevande in bottiglia e scartare tutte quelle che elencano il “sodio benzoato” tra gli ingredienti. 

-Tornando sull’influenza,: nello scorso numero del Notiziario avevo messo nuovamente in evidenza l’importanza, anche per evitare contagi vari, di respirare  sempre (anche quando si dorme) dal naso e non dalla bocca. L’importanza di questo fattore è essenziale in particolare per i bambini, in cui una respirazione dalla bocca provoca tra l’altro delle deformazioni delle arcate dentarie e cattivi posizionamenti della lingua, i quali a loro volta influiscono negativamente non solo sul respiro e sulla postura ma anche sulla deglutizione. E’ pertanto importante, se esiste già qualche problema meccanico-strutturale che impedisce la respirazione dal naso, far fare al più presto le visite dagli specialisti medici-odontoiatrici del caso. Un grosso aiuto può venire anche da alcuni apparecchi giapponesi o tedeschi, di uso abbastanza semplice.

Corsi: 
Le date dei prossimi corsi sono: 
Corso per istruttori con la Dr. Ferraro:  mail: fiafer@yahoo.com 

Corsi per uso proprio:
1) con la Dott.ssa Fiamma Ferraro :
corsi di gruppo:   
Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi)con consulenza medica, su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore).Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
Per maggiori informazioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro,
cell. 3403754383,
www.geocities.com/fiafer , e-mail: fiafer@yahoo.com



  "NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della dr. Fiamma Ferraro  )                              Maggio 2009

                  1)-Buongiorno a tutti. Questo inizio di Primavera coincide purtroppo con gli allarmi per l’influenza suina. Molti pazienti mi telefonano preoccupati, e quindi inizio subito con alcune considerazioni su questo argomento.
Innanzitutto, nel leggere    le consuete raccomandazioni che vengono formulate per evitare i contagi ( non andare in luoghi affollati ed eventualmente mettere le mascherine, lavarsi le mani e non portarle alla bocca o al naso  ecc.) mi stupisce (o meglio, ormai non mi sorprende più di tanto!) vedere che manca una raccomandazione fondamentale, e cioè quella di cercare di respirare dal naso e non dalla bocca. Le mucose delle vie nasali esercitano infatti un’azione di filtraggio dell’aria che viene introdotta, trattenendo molte sostanze nocive. Serve a poco mettere una mascherina sul viso se poi si trascura questa prima, fondamentale precauzione. E’ vero peraltro che, quando non sono presenti ostacoli strutturali che impediscono il passaggio dell’aria dal naso,  la respirazione dalla bocca è una “cattiva abitudine” che non è facile cambiare , ma forse potrebbe trattarsi della “volta buona”  e dello stimolo  supplementare per sforzarsi di acquisire migliori e più sane abitudini.
Respirare dal naso è quindi  essenziale; tuttavia, anche respirando dal naso si tende in genere, come i lettori di questo Notiziario ben sanno, a “respirare troppo”. Nel mio libro “Attacco all’Asma… e non solo” riporto i riferimenti dei numerosissimi studi medici  in cui si è riscontrato che gli asmatici e molti altri ammalati,  anche se hanno la sensazione di non riuscire a respirare una quantità d’aria sufficiente, respirano in realtà una quantità d’aria doppia o tripla rispetto al normale.
Tuttavia anche molte persone sane tendono a respirare ben più del volume di 5-6 L d’aria al minuto considerato normale e fisiologico. E’ noto che il contagio dell’influenza si verifica tramite le goccioline microscopiche di saliva/vapore acqueo, contenenti il virus, introdotte nell’organismo con l’aria respirata ( e le mascherine hanno appunto il compito di trattenere queste goccioline). E’ ovvio che se, anziché 5 L si introducono ogni minuto 10-15 L d’aria nei polmoni, allora si raddoppia-triplica anche la possibilità/probabilità che nell’aria introdotta siano contenute le fatidiche goccioline con il virus.

Quindi “respirare di meno”, anche da un punto di vista puramente “volumetrico” aiuta a ridurre i rischi di contagio tramite le vie respiratorie. Chi è “nuovo” sull’argomento penserà forse: “si ma in questo modo si riduce anche la benefica quantità di ossigeno introdotto nell’organismo”. E invece, come ben sa chi  legge da tempo il Notiziario ed ha approfondito l’argomento, quando si introduce meno aria nei polmoni, la quantità d’ossigeno introdotta viene assimilata molto meglio dall’organismo e quindi alla minore respirazione corrisponde una maggiore ossigenazione dei tessuti. Questa migliore ossigenazione rende l’organismo più resistente alle varie malattie, tra cui anche l’influenza.
Per chi conosce già bene gli esercizi di respirazione Buteyko può anche essere utile, quando si deve restare per un po’ in  un luogo affollato, effettuare ad intervalli alcuni  degli esercizi consueti.  

2)- Poiché tuttavia l’acquisizione di nuove, migliori abitudini respiratorie richiede un po’ di tempo   e quindi non è di immediato aiuto, cerco di dare qualche ulteriore consiglio  in relazione all’influenza suina. Innanzitutto, in chi respira troppo, oltre alla scarsa ossigenazione dei tessuti si verifica in genere, attraverso vari meccanismi che qui non posso esporre in modo approfondito, una perdita di sostanze essenziali, ed uno squilibro elettrolitico. Sarebbe bene quindi, con il consiglio di un medico esperto in questa tematica, cercare  di rimpiazzare al più presto, con alcuni integratori, che vanno però consigliati in base ad una valutazione del caso singolo, le sostanze di cui  si è carenti.

Vi sono  inoltre anche molte sostanze utili in via generale per prevenire il contagio dell’influenza, o comunque nell’attenuarne i sintomi se la si dovesse contrarre. Alle sostanze  già note e consigliate   vorrei aggiungerne una: si tratta del resveratrolo, sostanza naturale ben nota, contenuta ad es. nella buccia degli acini di uva rossa e in numerose altre piante, ed usata in molti integratori naturali, in genere per le sue proprietà antiossidanti. Uno studio   pubblicato su J Infect Dis. 2005 May 15;191(10):1719-29 ha messo in rilievo che in questo caso, ad agire contro il contagio influenzale non sono le sue proprietà antiossidanti, ma  dei meccanismi cellulari, stimolati appunto dal resveratrolo, che  ostacolano il processo di riproduzione del virus responsabile dell’influenza di tipo A, ed il virus dell’influenza suina H1N1, è appunto di tipo A .
Il resveratrolo si trova in numerosi integratori naturali  e per prevenire contagi influenzali è bene prenderne 200-300 mg al giorno. 

3) In questo periodo di “pulizie primaverili”  vorrei segnalare uno studio, condotto dall’Istituto di ricerca medica di Barcellona su oltre 3.500 persone e pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, in cui  è stato messo in evidenza come l’uso di prodotti di tipo spray,   per pulire la casa, mobili e vetri, faccia aumentare notevolmente il rischio di asma. Lo studio ha riscontrato che nelle case in cui si usano questi prodotti (in particolare gli spray per profumare l’aria, e quelli per pulire i vetri ed i mobili) il rischio di contrarre l’asma è superiore in misura del 30-50%, ed ha concluso che l’esposizione a questi  spray potrebbe essere responsabile di un 15% circa di tutti i casi di asma.

Che fare allora? Si può certo rinunciare alla bomboletta per profumare l’aria ma per il resto non si può vivere nella sporcizia. L’unico consiglio che mi viene in mente, oltre a quello, ovviamente, di cercare di comprare  delle buone marche di detersivi con componenti naturali (aceto, cera d’api e simili) purtroppo spesso care, è quello di evitare sostanze che si spruzzano nell’aria e vengono quindi inalate, e di utilizzare i guanti quando si fanno queste pulizie. 

CORSO PER ISTRUTTORI : con la dr. Fiamma Ferraro i  Per maggiori informazioni:   cell. 3403754383, sito web:  www.geocities.com/fiafer/corsi , e-mail:  fiafer@yahoo.com
CORSI PER USO PROPRIO:   con la Dott.ssa Fiamma Ferrar o
Corsi di gruppo:   

Corsi individuali:ali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi ), su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.

Per maggiori informazioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro,
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"Notizie Salutari "   (a cura della dr. Fiamma Ferraro )                                      Aprile 2009

Nell’interessante libro di   Naifeh KH, (autore che non sembra aver mai sentito parlare di Buteyko) Ed. B.H. Timmons  R. Ley, dal titolo “Behavioural and Psychological Approaches to Breathing Disorders”  (Un approccio comportamentale e psicologico verso i disordini respiratori), leggo  questo interessante paragrafo:”In circostanze normali, quando il sangue ritorna ai polmoni per rifornirsi nuovamente d’ossigeno, nell’emoglobina si trova ancora   circa il 73% dell’ossigeno che vi si era legato con il respiro precedente,  …. ma quando c’è poca CO2 questa percentuale di ossigeno trattenuta nell’emoglobina aumenta all’84%. Ciò significa che circa un 10% in meno di ossigeno è consegnato alle cellule  dei tessuti quando il modo di respirare è  anormalmente  rapido.”
Fa piacere vedere che un numero sempre maggiore di ricercatori, pur non conoscendo  quanto Buteyko è andato ripetendo dal 1960, si sta rendendo conto che per aumentare l’ossigenazione spesso è sufficiente respirare di meno! (evitando in tal modo di dissipare  troppa CO2)

-Sempre su questo argomento, riporto qui alcune righe che sembrano quasi prese   dal mio libro o da un sito Buteyko. Si tratta invece della pubblicità di un prodotto che sostiene di migliorare la capacità dell’organismo di utilizzare l’ossigeno.
“IL 75% DELL’OSSIGENO INSPIRATO VIENE ESPIRATO SENZA ESSERE UTILIZZATO.
In 24 ore respiriamo in stato di riposo ben 400 litri di ossigeno che aumentano notevolmente se si esercita attività fisica. L’uomo non è in grado di sfruttare a fondo l’aria che respira. L’organismo umano è in grado di utilizzare solo circa il 25% del 21% di ossigeno contenuto nell’aria che inspiriamo. Il 75% viene espirato senza essere utilizzato- la rianimazione tramite respirazione bocca a bocca funziona proprio per questo motivo.
PIÙ L’ORGANISMO È DEBOLE O VECCHIO, MENO OSSIGENO SARÀ IN GRADO DI UTILIZZARE.
Con l’avanzare dell’età, in caso di malattie, a causa di stress, mancanza di movimento, alimentazione poco sana e per via degli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera, l’organismo non è più in grado di utilizzare l'ossigeno in modo ottimale. A questo proposito bisogna ricordare che ognuna delle cellule del nostro organismo (se ne contano circa 60 bilioni) ha bisogno di ossigeno per produrre energia e questo ogni singolo secondo della nostra vita. L’ossigeno innesca nelle cellule fino a 1 miliardo di reazioni chimiche al secondo.
Il problema è quindi non tanto aumentare la quantità di ossigeno o la sua concentrazione, ma ottimizzare la capacità del nostro organismo di utilizzare nelle cellule l’ossigeno di cui dispone abbondantemente. Il semplice apporto suppletivo di ossigeno non può avere quindi alcun effetto benefico.
LA SOLUZIONE OTTIMALE: LA QUALITÀ RISPETTO ALLA QUANTITÀ
La soluzione consiste quindi non in un aumentato apporto di ossigeno, bensì nell’ottimizzazione dell'utilizzazione dell'ossigeno da parte dell'organismo.”
Può anche darsi che  il prodotto reclamizzato porti qualche beneficio, non ho approfondito l’argomento. Quello che è sicuro è che, per  ottimizzare, con ognuno dei nostri respiri, l’utilizzazione dell’ossigeno nel nostro organismo,  non basta mandare giù qualche pasticca (né omeopatica-“naturale” né  farmaceutica); occorre  invece un   riaddestramento del riflesso respiratorio automatico per far sì che l’organismo trattenga, e non disperda con una respirazione eccessiva, 24 ore su 24, la sua provvista di CO2,  il che tra l’altro non costa nulla. Basta  un po’ di pazienza e perseveranza!

-Un’altra notizia  interessante in questo periodo di riacutizzarsi delle allergie, riguarda  una piccola sperimentazione, peraltro non pubblicata su alcun periodico di prestigio ( purtroppo non vi sono molte persone interessate a far conoscere e pubblicizzare dei sistemi di guarigione che non richiedono l’acquisto di alcun prodotto-macchinario, ma solo la modifica di abitudini respiratorie). Ecco la notizia:
L’ospedale regionale di Limerick, in Irlanda, ha condotto l’anno scorso, con il prof. John Fenton, uno  studio pilota con 50 asmatici sofferenti di rinite allergica, che sono stati trattati con il metodo Buteyko. Il risultato ha consentito di dimostrare una diminuzione dell’80% dei sintomi della rinite, diminuzione non venuta meno nei successivi 3 mesi in cui i partecipanti allo studio sono stati seguiti.

-Come ho messo spesso in rilievo, migliorare /ottimizzare la respirazione fa bene non solo per lßasma ma in generale, per tutta la salute dell’organismo. E’ soprattutto notevole l’ottimizzazione della circolazione del sangue, il che produce effetti benefici anche per la circolazione negli occhi e quindi per i problemi di degenerazione maculare, glaucoma ed altro. In particolare, nel Notiziario dell’ottobre 2006, scrivevo: ” un professore universitario direttore di ricerca a tribuisce il miglioramento della vista all'effetto vasodilatatore della CO2 (pur noto in campo medico da quasi cent'anni!)e al fatto che l'occhio sia "indotto con l'astuzia", dagli inibitori dell'anidrasi carbonica, (medicine usate in caso di pressione elevata nell’occhio-glaucoma) a mantenere la sua riserva di CO2;  ". . . .il dr. Sponsel ha portato avanti questa linea di ricerca dopo aver scoperto che NELLE PERSONE CHE IPERVENTILAVANO E SOFFIAVANO VIA RAPIDAMENTE LA LORO RISERVA DI CO2 SI VERIFICAVA UNA DIMINUZIONE DELLA VISTA…….i miei complimenti al dr. Sponsel che mi sembra veramente perspicace, anche se la sua scoperta  non può essere ritenuta "nuova"  poiché il dr. Buteyko già nel 1960 aveva osservato come la perdita di CO2 provocata dall'eccesso di respiro (iperventilazione cronica) comprometta il funzionamento di tutti gli organi, compresi gli occhi.  (nel Notiziario dello scorso febbraio sono citati anche altri studi universitari sull'argomento).”
Ricevo ora, su questo argomento, la seguente testimonianza, il cui autore mi ha gentilmente autorizzata a pubblicare sia il suo nome che il suo indirizzo e-mail:
Fu durante una visita oculistica aziendale nel 2004 che ho scoperto di avere la pressione degli occhi elevata (circa 22 mmHg in ciascun occhio).
Da allora ho iniziato a ripetere misurazioni di pressione periodicamente (con frequenza annuale) e a fare l'esame del campo visivo in quanto la pressione alta può causare danni al nervo ottico, in particolare può trasformarsi in una malattia conosciuta come Glaucoma.
L'anno scorso ho comprato il libro "Attacco all'asma e non solo" della dott.sa Ferraro e ho iniziato a seguire i vari consigli e gli esercizi descritti, per mettere in pratica il metodo Buteyko. Il motivo principale che mi ha spinto ad acquistare il libro, è stato il fatto che io ho sempre sofferto di allergia e asma e quindi il titolo del libro mi ha molto interessato. Ora nonostante il libro non può sostituire la frequenza di un corso ad uso proprio, io ho ottenuto molti benefici dalla sola lettura del libro: l'asma si è ridotta e l'allergia si è limitata a qualche sporadico starnuto.
A dicembre ho rieseguito la visita oculistica per la misura della pressione oculare e con mia grande sorpresa, dopo 5 anni di pressione alta, ho appreso con estremo piacere che la mia pressione si è abbassata a 16 mmHg in un occhio e 17 mmHg nell'altro.
Dopo tutti questi risultati mi sono avvicinato di più al metodo, seguendo prima un corso ad uso proprio tenuto dalla dott.sa Ferraro e ora sto cercando di diventare un istruttore Buteyko attraverso dei corsi mirati tenuti sempre dalla dott.sa Ferraro.
Se avete qualche problema di salute, il mio consiglio è di provare a vedere se può essere risolto con Buteyko, magari contattando un buon istruttore.
Grazie per l'attenzione,
Salvatore La Terra – slaterra@gmail.com”
Concludo con i migliori auguri di Buona Pasqua!      
(Fiamma Ferraro)
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CORSO PER ISTRUTTORI con la dr. Fiamma Ferraro il 12-13-14 giugno a Casciano di Murlo, (Siena), nuovo 1° livello. Per maggiori informazioni: tel. 0577817693 cell. 3403754383, sito web:  www.geocities.com/fiafer/corsi , e-mail:  fiafer@yahoo.com

CORSI PER USO PROPRIO:
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       Corsi individuali: a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi ), su appuntamento (anche nel fine settimana). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore). Per chi non vuole imparare il metodo solo a scopo preventivo ma per  far fronte a problemi di salute, è in genere preferibile un corso individuale, che può essere inquadrato in una consulenza medica durante la quale possono anche essere prescritti/modificati, se necessario, dei dosaggi di medicinali, sia convenzionali che alternativi.
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ATTENZIONE; AVVISO IMPORTANTE. Questo notiziario, che viene inviato a coloro che si sono messi in contatto con   l'Associazione ed hanno dimostrato interesse per l'argomento, ha scopo informativo-divulgativo e non intende in alcun modo dare consigli medici . Ogni eventuale applicazione pratica delle informazioni in esso contenute avviene sotto l'esclusiva responsabilità degli interessati. Chi non desideri più ricevere il Notiziario è pregato di rispondere al presente messaggio scrivendo nell'oggetto "cancellare".  Questo avviso vale per tutti i numeri del Notiziario.
Il contenuto del Notiziario può essere liberamente riportato,  purché sia indicata la fonte


"NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)         Marzo  2009    

-Buongiorno a tutti. La conoscenza dei benefici che può portare l’ottimizzazione della respirazione in base ai principi messi in evidenza da Buteyko  si sta per fortuna diffondendo sempre di più anche nel nostro paese: sulle pagine dedicate alla salute del quotidiano Repubblica del 19 febbraio è stata data la notizia che una pubblicazione  della Mayo Clinic (tempio della medicina convenzionale/ufficiale in America), segnala il metodo Buteyko come “promettente” contro l’asma, mentre mette in evidenza che non vi sono prove attendibili per   altri metodi di medicina alternativa come  varie tecniche di rilassamento,  agopuntura, omeopatia ed altri. (Mayo Foundation for Medical Education and Research-Oct.4.2007)
Inoltre,  nella trasmissione  “Salute Insieme” su Rai 1 di domenica 1 marzo si è parlato positivamente, anche se per pochi minuti, della tecnica di respirazione Buteyko.

- L’asma e l’allergia sono fenomeni che colpiscono in misura elevata i bambini (il che sembra confermare  quanto ha osservato Buteyko sul fatto che l’asma, più che una malattia, è una reazione difensiva dell’organismo,  e in effetti l’organismo dei bambini è meglio in grado di produrre reazioni difensive di quanto non lo sia un organismo più anziano, e si difende con l’asma più spesso che non gli adulti. Pertanto, anche se  la mia specializzazione medica non è quella della pediatria, sono  portata ad occuparmi   della salute dei bambini, di cui parlo spesso in questo Notiziario. Eccovi quindi sull’argomento alcune brevi notizie.
-L'Ufficio per la tutela dei consumatori di Duesseldorf (Germania)  segnala che diversi articoli  d’abbigliamento per bambini contengono colori a dispersione, suscettibili di causare allergie, e nel peggiore dei casi  possibilmente anche  cancerogeni .
Alcune T-shirt per bambini contengono un tasso elevato di ftalati, componenti chimici potenzialmente cancerogeni, e anche dei residui alcalini che possono  causare irritazione, avverte l'Istituto nazionale del consumo (INC, Francia) in uno studio apparso il 28 gennaio scorso sul mensile "60 millions de consommateurs". 
Anche le disposizioni relative alla sicurezza dei giocattoli, approvate con la nuova direttiva UE, il 18 dicembre 2008, non sono sufficienti a tutelare la salute dei bambini. Alcune di queste disposizioni potrebbero, addirittura, portare ad un
aumento dei rischi. Questa e' la conclusione dell'Istituto federale per la
valutazione dei rischi (BfR, Germania), che e' particolarmente critico nei
confronti dei nuovi valori limite per i metalli pesanti nei giocattoli per
bambini, che potrebbero rilasciare maggiori quantita' di piombo rispetto alle disposizioni in vigore fino ad oggi.  La direttiva, inoltre, non offre una protezione sufficiente ai bambini relativamente alle sostanze allergizzanti contenute nei profumi ed al nichel.
Sono quindi molte le cose alle quali, nel nostro ambiente inquinato,   devono fare attenzione  i genitori che si preoccupano della salute dei bambini. Molti fanno in realtà anche troppa attenzione (è bene  non esagerare e  non avere paura di tutto). Pochi invece fanno attenzione ad un fattore ancora molto più importante, e cioè al modo di respirare dei bambini. Quando si respira bene l’organismo viene messo in grado di confrontarsi meglio con i veleni ambientali, che in parte sono inevitabili.

-Restando sulla tematica dei bambini, da un’indagine effettuata in Olanda è risultato che sono circa 750.000 i bambini olandesi dai 5 ai 15 anni -il 34,2% di quella fascia d'eta'-  che a fine 2008 prendevano farmaci contro l'ADHD (deficit d'attenzione e iperattivita'). E' un numero enorme, molto superiore a quello che si registra in altri paesi europei  e le autorita' olandesi stanno cercando la spiegazione per l'aumento allarmante di prescrizioni di questi farmaci .
Trudy Dehue, psicologa e filosofa dell'Universita' di Groningen  osserva  che se per alcuni ragazzi il trattamento farmacologico e' opportuno, in molti casi servirebbe un approccio piu' sociologico che individuale: "Scuole piu' piccole; meno attivita' extrascolastiche; meno pressione per apparire migliori di quello che si e', piu' spazio per giocare all'aperto". 
Anche qui non si può non osservare che se in effetti i bambini avessero più possibilità di  fare movimento, respirando bene,  il problema dell’iperattività   sarebbe indubbiamente  di dimensioni minori.
-Tornando sull’argomento dell’asma  come reazione di difesa, è noto che Buteyko, già 40 anni fa, sosteneva che l’organismo di chi soffre di asma è più sano di altri, perché è in grado di reagire subito (pur se in modo non certo gradevole  e da controllare) ad una perdita eccessiva di CO2 che, se non trattenuta, porterebbe con il tempo a problemi di salute più gravi. Questa tesi  di Buteyko sembra ricevere conferma anche da alcuni recenti studi resi possibili dal progresso della genetica. In questi studi della Ohio State University si è arrivati alla conclusione che alcuni polimorfismi genetici  che portano a soffrire di asma ed allergia sono collegati con un rischio   più basso del normale di certe forme di tumori.  (Medical News Today, July 17,2005).

-Ricevo spesso delle domande da pazienti che mi chiedono se la respirazione  Buteyko sia utile anche per problemi gastrici e di digestione, che vedo in aumento vertiginoso, per tutta una serie di cause,  anche non connesse al modo di respirare; tuttavia il depauperamento di CO2  causato da un eccesso di respirazione può provocare spasmi e contrazioni in tutto l’organismo e quindi anche nell’esofago e nello sfintere gastroesofageo, e problemi d  ernia iatale ,  con conseguenti reflussi di acido gastrico e quindi bruciori di stomaco e cattiva digestione.  Correggendo la respirazione pertanto la situazione non può che migliorare, anche se quasi sempre è necessario intervenire anche su altri fronti,  tra cui in particolare quello della dieta.
-Saluti e ci risentiamo in primavera!
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"NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)      Febbraio 2009    

Ho letto questo piccolo interessante  studio  su  J Allergy Clin Immunol. 2008 Jan;121(1):105-9.. Nello studio, dal titolo "Intranasal noninhaled carbon dioxide for the symptomatic treatment of seasonal allergic rhinitis",  i ricercatori espongono come 10 minuti dopo  una singola somministrazione  di anidride carbonica nelle narici i pazienti, allergici e con il naso turato, abbiamo potuto respirare liberamente dal naso., e visto attenuarsi anche  bruciore e lacrimazione degli occhi, mentre  nel gruppo placebo al quale era stata somministrata nelle narici della normale aria ambientale, l'effetto non era stato pronunciato. La studio conclude dicendo che i ricercatori non hanno ancora individuato  il meccanismo specifico che spiega questo effetto benefico. I lettori di questo Notiziario invece, che conoscono le osservazioni di Buteyko sugli effetti dell'anidride carbonica e magari  hanno già provato come   un semplice esercizio di respirazione Buteyko sia spesso sufficiente per aprire un naso turato, la  spiegazione la conoscono già.

- Il periodo dedicato al sonno e quindi alla rigenerazione è molto importante per la salute. Ritorno a proposito del sonno sulla necessità di una buona posizione (non sulla schiena) e della respirazione dal naso. Numerose persone allergiche e asmatiche hanno dei problemi  a  causa degli acari o altri microorganismi che  si diffondono facilmente sul cuscino. A questo proposito segnalo che molti hanno trovato utile disinfettare brevemente ogni tanto il cuscino con un apparecchietto che distrugge acari , virus ed altri microrganismi con  raggi di luce UV-C. Questo tipo di disinfezione, usata negli ospedali e che un tempo richiedeva apparecchiature costose, ora può essere fatta a casa  in 10 secondi con un piccolo apparecchio non costoso e che molti portano anche in giro per disinfettare posate, maniglie di gabinetti pubblici, cibi ed altro (non può però essere usato per disinfettare mani e corpo). Ricordo peraltro a questo proposito che le persone che non hanno una immunità indebolita non devono avere troppa paura dei microbi ed esagerare con le disinfezioni. Un po' di microbi (non troppi!) rinforzano e tengono in allenamento il sistema immunitario.

-Il libro  di Win Wenger„The Einstein Factor, a proven new Method  for increasing your Intelligence" (Il fattore Einstein, un nuovo metodo provato per aumentare la vostra intelligenza) di cui ho gia' parlato in passati numeri di questo Notiziario, esamina a fondo le relazioni tra modo di respirare e intelligenza-concentrazione, mettendo in rilievo il ruolo positivo svolto dal tasso fisiologico di anidride carbonica per la circolazione del sangue (e quindi per l'ossigenazione) del cervello.. Nel libro, Wenger descrive tra l'altro la reazione dell'organismo  a seguito dell'attivita' sportiva e in particolare la "reazione dell'immersione",e cioe'  la reazione che si verifica quando ci si immerge sott'acqua. A questo proposito egli scrive che "Ogni tipo di training sportivo intenso, come ad es. jogging o correre su per le scale, aumenta il tasso di anidride carbonica e migliora quindi il rifornimento di sangue del cervello. Ma nuotare sott'acqua e'  piu' efficace a questo scopo di ogni altro sport… e provoca una forma di  afflusso di sangue che dai biologi del mare e' chiamata "reazione dell'immersione". Quando ci immergiamo sott'acqua aumenta la circolazione del sangue non solo nel cervello ma in tutti gli organi. Questa reazione e' comune a tutti i mammiferi, e spiega forse perche' le balene e i delfini – che possono trattenere il respiro piu' a lungo di tutti gli altri animali- hanno sviluppato dei cervelli che sembrano complessi e ricchi di prestazioni come quelli umani".
………ora osservatevi: scommetto che nel leggere queste frasi, che accennano a come  migliorare il funzionamento del cervello, stavate trattenendo il respiro, come si fa in genere quando si legge qualcosa  che  suscita il nostro interesse (e spero di averlo suscitato!) Esercitare quindi un'attivita' sportiva, in particolare il nuoto , pur con le precazioni d'obbligo,  (in particolare quanto al modo di respirare, sulle quali insisto molto nel mio libro ) non puo' che essere raccomandato, in particolare  in questa stagione invernale in cui in genere si fa poco movimento all'aperto e nell'acqua.

-Ho parlato varie volte nel Notiziario dei collegamenti tra respiro e canto/musica. Vi segnalo a questo proposito l'interessante blog del clarinettista Davide Bandieri, per il quale avevo scritto l'articolo "Musica e Respiro" che trovate a questo link.  http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=172895380&blogID=373899322

-Fa piacere vedere che la conoscenza del metodo Buteyko sta iniziando a diffondersi sempre di più anche negli ambienti della medicina "ufficiale"; e in realtà il metodo Buteyko viene in genere compreso nella medicina  "alternativa/nonconvenzionale" perché non è basato sull'uso di preparati farmaceutici, ma è in realtà più che "ufficiale" perché la sua efficacia è stata provata in studi randomizzati in doppio cieco condotti con tutti i criteri della medicina "ufficiale".
Segnalo  a questo proposito che il dr. A. Donzelli, Direttore del Servizio Educazione Sanitaria della ASL di Milano, ha redatto due articoli molto interessanti sulla cura e prevenzione dell'asma con lo stile di vita, in cui si parla anche dell'attenzione da riservare al modo di respirare, e del metodo Buteyko. Chi è interessato li può trovare sulle riviste "Pillole di buona pratica clinica" (per medici) e "Pillole di educazione sanitaria" (per cittadini), numeri novembre-dicembre 2008, reperibili presso CIS Editore ciseditore@ciseditore.it o tel. 02-46.94.542.
Saluti e a risentirci in marzo!

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"NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                             Gennaio 2009
Buongiorno e Buon Anno a tutti!

Spero che tra i buoni propositi dell'Anno Nuovo vi sia anche quello di intensificare/riprendere se interrotti, gli esercizi di respirazione Buteyko! Si tratta, come non mi stanco di ripetere, di  una delle misure più importanti per il riacquisto/mantenimento della salute,e  per  ottimizzare la forma, fisica e mentale .
  -Iniziamo con le "buone notizie". Ricevo, dai miei pazienti   e dai lettori del mio libro "Attacco all'Asma…e non solo", tanti di quei riscontri positivi sul successo del metodo Buteyko in casi di asma/ipertensione/ansia ecc.  che ormai resto sorpresa solo nei rari casi in cui  il successo manca (e quasi sempre il motivo consiste nel fatto che non vi e' stata perseveranza nel  portare avanti il programma di esercizi consigliati). Ora vorrei però  riportare un messaggio riguardante una situazione più inusuale, che mi è appena pervenuto, da Paola Piasentin (che mi ha gentilmente autorizzata a pubblicare il suo nome ed email: paolpias@tin.it   ). Ecco il  messaggio "….Il 22 ottobre ho dato un concerto al teatro Politeama di Lecce, da molti anni non facevo più concerti di un certo rilievo, ero terribilmente agitata e il cuore andava a mille, per la perdita dell'abitudine a suonare per un pubblico (c'era anche la tele locale che riprendeva, e questo mi agitava ancora di più) e per il poco tempo che ho avuto per prepararlo. Che fare?  Mi sono isolata mezz'oretta nel camerino, e ho fatto mezz'ora di esercizi Buteyko, risultato: il cuore si è calmato tantissimo e mi sentivo mentalmente molto più tranquilla e concentrata, ho suonato bene ed è andato tutto bene. Se lo avessi saputo in passato, mi sarei risparmiata tanti patemi e corse alla toilette… "
Quello dell'"ansia da prestazione" è un problema molto comune che, anche se non ha in genere conseguenze negative per la salute, può tuttavia farci mancare occasioni importanti, in cui avremmo voluto "dare il massimo" e  non ci siamo riusciti a causa  di quest'ansia. Quante volte, davanti  ad un esaminatore/possibile datore di lavoro/capoufficio, in una recita o discorso in pubblico ecc. improvvisamente  ci siamo trovati alle prese con  amnesia/batticuore/voce tremolante, e abbiamo magari fatto una "brutta figura".  Purtroppo, la costituzione del nostro organismo è ancora quella dell'uomo preistorico e, quando dobbiamo "dare il meglio" l'organismo, nella sua grande saggezza innata, pensa che, come capitava ai nostri antenati preistorici, dovremo affrontare un nemico armato di clava o un leone,  e non un esaminatore o capoufficio, e quindi ci mette a disposizione tutte le reazioni che ci sarebbero utili se dovessimo rendere al meglio per affrontare non una prestazione  mentale-artistica, ma un grosso sforzo fisico,  e quindi ci fa accelerare la respirazione (e questa intensificazione della respirazione non sarebbe dannosa  ma anzi utile e necessaria se si dovesse in effetti fare movimento fisico). Basta questa riflessione per capire che, quando lo sforzo che dovremo affrontare non è fisico ma mentale, sarebbe bene non intensificare la respirazione (e quindi niente "bei respiri profondi" ) ma al contrario diminuirla.. Forse i nostri discendenti, tra migliaia di anni, avranno un organismo che in situazioni di stress reagira' automaticamente  mettendo l'organismo in condizioni tali da ottimizzare le prestazioni intellettuali e non quelle fisiche. Nel frattempo,  varrebbe la pena di  imparare il metodo  di respirazione Buteyko anche solo per rendere intellettualmente al massimo in queste  situazioni (per non parlare dei benefici per la salute!)

-Nel Notiziario di qualche mese fa avevo messo in guardia contro l'assunzione indiscriminata di preparati contro l'acidità di stomaco che, pur necessari in certi casi, vengono spesso presi (si tratta di una delle categorie di farmaci più venduti) anche  senza ricetta e consiglio medico, in ogni caso di  bruciore di stomaco. Avevo osservato che l'acido gastrico che spesso, come la CO2, viene presentato nelle vesti del "malfattore", è invece indispensabile, in giusta quantità, per l'assimilazione  dei cibi e per la distruzione di germi ingeriti con i cibi; la produzione di questo acido diminuisce con l'età ed i sintomi della sua mancanza sono per certi aspetti simili a quelli provocati dall'eccesso. Avevo anche scritto che spesso negli asmatici si riscontra una carenza di acido gastrico. Una nuova ricerca conferma ora questa constatazione, e questo nesso tra asma e carenza di acido gastrico: il periodico "Clinical and Experimental Allergy di gennaio pubblica i risultati di uno studio di ricercatori  del Children's Hospital di Boston.  I ricercatori hanno esaminato i dati di ben 585.000 bambini nati tra il 1995 ed il 2004, ed hanno constatato che se le madri, durante la gravidanza, avevano assunto farmaci contro l'acidita' di stomaco, i bambini  nati a queste madri risultavano  allergici o asmatici in una misura superiore del 43% rispetto a quelli nati da madri che non avevano usato questi farmaci durante la gravidanza. Pur non pronunciandosi quanto alla causa, i ricercatori mettono anch'essi in rilievo il fatto che gli anti-acidi inibiscono l'assimilazione nell'organismo materno di sostanze come la vitamina B12 e  le proteine.

-Un interessante articolo pubblicato   sul "New Scientist"  (nr.2689), con il titolo "How your friends can affect your mood," mette in rilievo come lo stato d'animo  delle persone che ci circondano influenzi il nostro umore molto piu' di quanto non pensiamo. Cio' vale non solo per le persone che ci sono care,   ma anche per le persone con le quali non abbiamo particolari legami di amicizia e parentela, ma con le quali siamo in contatto per periodi di una certa durata. Lo stato d'animo di queste persone, (allegria, felicita', noia, depressione, stanchezza ecc.)  tende a "contagiarci" senza che ce ne rendiamo conto. L'articolo, nel mettere in rilevo che  "le sensazioni possono essere contagiose come un virus", osserva che  tendiamo a copiare ed imitare, senza rendercene conto, le espressioni visive, le inflessioni della voce e il "linguaggio corporeo" delle persone che ci circondano (ne parlo brevemente, accennando ai neuroni-specchio, anche nel mio libro "Attacco all'Asma…e non solo").   L'articolo non menziona ovviamente il modo di respirare tra quei fattori che tendiamo a copiare, e questo non mi sorprende, poiche' anche medici e scienziati di tutto rispetto tendono a non dedicare particolare attenzione, nei loro studi e nelle loro osservazioni, al modo in cui le persone respirano. Mi sembra tuttavia indubbio, (e basta osservarsi con una certa attenzione per rendersene conto) che tendiamo ad imitare il modo di respirare  delle persone che ci circondano, soprattutto quando queste persone ci parlano (una persona che ci parla inspirando ogni due parole tende a far respirare anche noi in modo affannoso ecc.). E se questo fattore (l'imitazione del modo di respirare) fosse proprio quello che, piu' ancora degli altri menzionati nello studio,  ci trasmette lo stato d'animo di serenita' o depressione delle persone che ci circondano? Sull'argomento vi sarebbe molto da approfondire; vorrei qui solo  sottolineare l'importanza, per  genitori, insegnanti, e per  coloro che  devono lavorare parlando molto, di "mettere in ordine" il proprio modo di respirare, non solo per il bene della propria salute ma anche per quella dei bambini e adulti che li ascoltano .


(FiammaFerraro)

 
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CORSO PER ISTRUTTORI con la dr. Fiamma Ferraro i
Corsi per uso proprio:
con la Dott.ssa Fiamma Ferraro:   nei suoi studi medici a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi), su appuntamento (anche nel fine settimana ). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore), ma in alcuni casi, e per chi lo preferisca (e questo riflette la necessaria individualità dell'insegnamento) si  può, sempre su appuntamento, prenotare un corso della durata di 5-7 giorni (1-2 ore al giorno, a Casciano di Murlo).
Per maggiorii informazioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro,
tel. cell. 3403754383, sito web:
e-mail: fiafer@yahoo.com    per le date attuali dei corsi ved. www.buteyko.it

 
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-Corso per  istruttori: con la dr. Fiamma Ferraro  il 13-14-15 dicembre a Casciano di Murlo, (Siena). Per maggiori informazioni: tel. 0577817693 cell. 3403754383, sito web: www.geocities.com/fiafer/corsi

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NOTIZIE  SALUTARI  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)          Ottobre  2008   

Buongiorno a tutti!
1) In occasione del meeting annuale della European Respiratory Society (ERS), a Berlino, si è messo in luce come  bronchite cronica e asma bronchiale colpiscano in Italia oltre quattro milioni di persone, pari al  6,4% della popolazione,  mentre  la  Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco) nel nostro Paese provoca 18 mila morti l'anno. Il dato ancora piu' preoccupante sulla salute respiratoria degli italiani è però quello della scarsa consapevolezza: un malato su due, come si è osservato a Berlino, non sa di esserlo, il 30% degli asmatici e fino al 75% dei pazienti con bronchite cronica non ha mai ricevuto una diagnosi. 
Da parte mia non posso pertanto che incoraggiare ed esortare a fare regolarmente i controlli diagnostici-medici di prammatica, aggiungendo l'invito a fare anche il test della pausa-controllo (gergo "buteykiano" ben noto ai lettori consueti del Notiziario e, per i "nuovi arrivati" consiglio di andare al link www.buteykoitalia.homestead.com/controllosalute.html o, per un approfondimento, di leggere il mio libro "Attacco all'Asma….e non solo"), test che costituisce uno strumento prezioso per valutare l'esistenza non solo di  malattie respiratorie ma anche di altri problemi in una fase precoce, in cui è quindi più facile prendere le misure opportune per evitare l'emergere di futuri problemi di salute.

2) Da un'indagine   che ha coinvolto circa 46.000 bambini in 2.610 scuole elementari,  coordinata dall'Istituto superiore di sanità, con il Miur e con l'Istituto nazionale di ricerca e nutrizione, è emerso che sono più di un milione i bimbi italiani tra i sei e gli undici anni che avrebbero bisogno di perdere peso: ogni 100 alunni di terza elementare, 24 sono risultati in sovrappeso e 12 obesi. Sembra quindi trattarsi di un problema che coinvolge un piccolo su tre.
In un recente numero del Notiziario ho accennato alla mia preoccupazione per il fatto che  molti  bambini che vedo nel mio studio medico  dovrebbero dimagrire, e al fatto che spesso i genitori  (ovviamente con lodevoli eccezioni) sembrano non rendersi conto del problema e reagiscono quasi con irritazione quando  lo metto in rilievo. Questa mia impressione è confermata dall'indagine in questione, in cui si osserva che è particolarmente allarmante il fatto che  le mamme italiane sembrino non vedere guance piene e girovita allargato dei loro figli. Sembra, infatti, che ben quattro mamme su dieci con bimbi in sovrappeso non ritengano che il proprio figlio abbia un problema di questo tipo.
Se questa è la situazione per il mangiare, figuriamoci come possano andare le cose per il respirare; nelle scuole non si fanno indagini e non si controlla –salvo problemi patologici già pronunciati-- il modo di respirare dei bambini ma, da quanto vedo nella mia attività medica, sono veramente pochi i bambini che respirano  bene/poco e, come ho messo spesso in rilievo, l'obesità è un problema collegato anche al modo sbagliato di respirare, poiché se non si respira bene  funziona male anche la produzione d'energia e le calorie ingerite non vengono bruciate adeguatamente.

3)In un recente dibattito tra istruttori/medici "buteykiani"di lingua inglese, qualcuno ha espresso vivaci critiche verso uno dei medici americani più conosciuti nel campo della medicina naturale, (il dr. Majid Ali, che ha approfondito in particolare la tematica dell'ossigeno e ossidazione) perché nel partecipare ad una trasmissione radiofonica molto ascoltata negli Stati Uniti, egli avrebbe  ripreso le teorie del dr. Buteyko senza però menzionarne in alcun modo la fonte e quindi senza alcun riferimento al metodo "Buteyko". Mi sono a questo proposito trovata nella necessità di dissentire  dai colleghi:  è bensì vero che quanto scritto dal dr. Ali in un suo  articolo sembra tratto pari-pari dal sito web di qualche associazione Buteyko; (riporto qui la traduzione di    un brano di un suo articolo dal titolo "MENO RESPIRI, PIU' ENERGIA"   „….Noi esseri umani siamo ormai una specie che respira troppo e ci rendiamo così ammalati in mille modi. Un modo di respirare affannato, rapido e superficiale è ormai il marchio distintivo dei nostri temp, che lentamente ma costantemente sconvolge il sottile equilibrio tra ossigeno, anidride carbonica, acidità e attività dei radicali liberi nei polmoni, nel sangue in circolazione e nei mitocondri (le strutture cellulari che generano energia in base ad un processo energetico stimolato dall'ossigeno.
Se le mie considerazioni su un respiro lento fossero accettate, ne conseguirebbe che saremmo in grado di trattare mille disordini semplicementi respirando di meno, a ritmi più lenti…"); non credo tuttavia che il r. Ali abbia "copiato" Buteyko per i seguenti motivi: innanzitutto egli aveva scritto un libro in cui esponeva questi concetti fin dal 1988, quando ancora nessuno fuori dall'allora Unione Sovietica aveva sentito parlare di Buteyko (forse l'unica era   Rosa Maria Chicco che, come scrivo nella premessa del  mio libro, ne aveva sentito parlare a Dublino da un suo collega dell'Ambasciata dell'Unione Sovietica in Irlanda  e ne era rimasta così colpita che nel 1999 aveva scritto il primo libro italiano sull'argomento e aveva fondato l'Associazione Buteyko Italia).Iinoltre, e soprattutto, come ho già osservato in passati numeri del Notiziario, il dr.Buteyko non ha in realtà elaborato alcuna teoria nuova né fatto nuove scoperte; egli ha in sostanza "soltanto"    riscoperto, mettendone in rilievo  l'importanza essenziale  per la salute,  delle circostanze fisiologiche sulla respirazione assolutamente non nuove ma che chiunque studi bene i testi di fisiologia medica potrebbe osservare; (il suo ulteriore grande merito è inoltre soprattutto quello di aver elaborato delle modalità rapide, chiare  e pratiche per riportare la respirazione a parametri ottimali ). Non vi è quindi da stupirsi se altri medici,  riflettendo con intelligenza  sulla fisiologia umana, possono, indipendentemente da Buteyko, essere arrivati  alle sue stesse conclusioni, senza necessità di averlo "copiato" e magari senza aver mai sentito parlare della sua esistenza. 

3) Per non annoiarvi  troppo parlando sempre del respirare e della CO2 voglio  ora parlare un po' del bere  anche se, come vedrete, è inevitabile  anche da qui ricadere, come al solito, sul respiro.
Il bere è indubbiamente, dopo il respirare, l'esigenza vitale più importante, ed uno dei problemi più gravi con i quali la terra si deve confrontare è al giorno d'oggi la mancanza d'acqua. E' poi  ormai quasi impossibile, salvo in alcuni  casi fortunati (paesi di montagna vicino a sorgenti di buona qualità o simili)  poter contare sul fatto che l'acqua del rubinetto sia di buona qualità; e i pochi fortunati che hanno quest'acqua, ormai preziosa, a "portata di rubinetto", sono costretti a sprecarla, poiché non ne hanno altra disponibile,  usandola anche per lavare biancheria, pavimenti ecc. C'è veramente qualcosa che non va nei sistemi di distribuzione dell'acqua. Si sarebbe forse dovuto pensare molti decenni fa a costruire due diversi sistemi di distribuzione dell'acqua nelle case: uno per l'acqua da bere a l'altro per l'acqua per altri usi.   Poiché ciò non è stato fatto, le autorità   dovrebbero   avere il coraggio di dire alla popolazione che l'acqua del rubinetto è bensì priva di germi , ma è consigliabile usarla solo per lavare, mentre per bere occorre attrezzarsi diversamente.
L'acqua del rubinetto infatti, è in genere disinfettata con cloro  e contiene anche altre sostanze  che esercitano un effetto tutt'altro che positivo sulla salute; ci vorrebbe un libro per parlarne a fondo  ma qui accenno soltanto al problema dei residui di preparati farmacologici come gli anticoncenzionali e  quelli per la terapia ormonale sostitutiva in menopausa, che  dall'urina finiscono nell'acqua potabile, dalla quale non vengono eliminati con i sistemi usati di disinfezione e filtraggio; numerosi studi attribuiscono a questo fattore – i residui di ormoni femminili contenuti nell'acqua bevuta-  il problema della   forte  diminuzione della fertilità maschile (il numero degli spermatozoi contenuti nel liquido seminale maschile è fortemente diminuito rispetto a quello di  20 anni fa).
Il cloro inoltre, per meccanismi sui quali ora non mi dilungo, ha un effetto dannoso sulla tiroide e a mio avviso, quando gli esercizi Buteyko non progrediscono bene, uno dei motivi più frequenti è quello del cattiv o funzionamento della tiroide.  Anche nei rari casi in cui l'acqua del rubinetto sarebbe   buona, in certe case antiche passa magari da tubature che rilasciano residui di piombo, rame o arsenico e, nonostante il mio entusiasmo per Buteyko devo mettere in rilievo che non è possibile avvelenarsi un pochino tutti i giorni e pensare che sia sufficiente preoccuparsi di imparare a respirare bene per star bene! Bisogna fare una ricerca accurata –me ne accorgo sempre di più con i miei pazienti- per individuare  la presenza di eventuali fattori nocivi che possono ostacolano il progresso degli esercizi Buteyko.
Visto che l'acqua del rubinetto, anche se non avvelena subito nessuno, non è certo quanto di meglio ci possa essere da bere per un'ottima salute, sorge spontanea la domanda: quale acqua bere? La risposta non è facile: oltre a quanto ho accennato in precedenti numeri del Notiziario, cercherò di dare qualche risposta piu' approfondita nel prossimo numero del Notiziario (come vedete, adotto anch'io qualche stratagemma  per tenere vivo l'interesse ed indurvi a leggere i prossimi   numeri :- )
Per ora mi limito ad una constatazione importante: respirando molto si emette anche molta  della preziosa provvista d'acqua del nostro organismo, acqua che è poi difficile da rimpiazzare. Basta vedere quanto vapore acqueo c`è nel respiro che emettiamo per rendercene conto,  e nell'aria fredda lo si vede perché si condensa subito. Uno dei benefici che ci offre l'eliminazione dell'iperventilazione è pertanto anche quello di evitare uno spreco della  preziosa acqua del nostro organismo!

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  NOTIZIE  SALUTARI  (a cura della dr. Fiamma Ferraro)                Settembre 2008

1)-Iniziamo con una buona notizia: dopo l'Australia,  dove la Federazione  Nazionale  per l'Asma ha incccluso il metodo Buteyko  tra quelli ritenuti efficaci, dopo la Gran Bretagna, dove il servizio sanitario pubblico rimborsa l'addestramento respiratorio Buteyko, ora anche negli Stati Uniti, nelle linee-guida per la trattazione dell'asma, emanate dall'organo centrale per la salute, viene per la prima volta  menzionato l'uso del metodo Buteyko . Chi è interessato a queste linee guida può leggere tutto il documento al seguente link: www.nhlbi.nih.gov/guidelines/asthma/asthgdln.htm
Riporto inoltre, per quanto riguarda il Canada, una dichiarazione del dr. Cowie, direttore della sperimentazione ufficiale canadese sul metodo Buteyko, di cui ho riferito in passati numeri del Notiziario. Il prof. Cowie, uno dei medici canadesi più prestigiosi nel settore della medicina respiratoria, ha dichiarato: " in relazione a questa sperimentazione: "Sono rimasto stupito, e molto contento  per  l'eccellente risultato".

2)-Come i lettori di questo Notiziario sanno bene,   la buona ossigenazione dell'organismo non dipende tanto dalla quantità di aria respirata   ma  piuttosto dal modo in cui l'ossigeno introdotto con l'aria nei polmoni viene assimilato all'interno dell'organismo. Un qualcosa di analogo –e questo è  in realtà noto a tutti- avviene per il cibo: una buona nutrizione non dipende tanto dalla quantità del  cibo mangiato ma piuttosto dalla qualità e dal modo in cui questo cibo ingerito viene digerito ed assimilato. Ciò che tuttavia è  in generale ancora poco noto, è che questa  assimilazione dipende anche dalla presenza di sostanze  spesso messe in "cattiva luce"  e combattute:l'anidride carbonica per l'assimilazione dell'ossigeno e l'acido gastrico per quella del cibo; ( ed è noto che gli antiacidi ed i broncodilatatori siano tra i preparati farmaceutici più venduti.) Queste sostanze, se in eccesso sono sicuramente nocive ma   nella giusta quantità sono indispensabili. Poiché i lettori di questo Notiziario  sono già ben informati in merito all'anidride carbonica . vorrei ora soffermarmi sull'acido gastrico . Erroneamente considerato un "malfattore",    l'acido gastrico, nella giusta quantità, è invece indispensabile per una buona digestione. La sua produzione tende a diminuire con l'età, e il fatto che i problemi di digestione aumentino con l'età mentre l'acidità di stomaco diminuisce con l'età dovrebbe già di per sé indurre ad una maggior cautela nell'attribuire  all'acido gastrico i vari problemi di stomaco e digestione (bruciori, riflussi acidi, gonfiori ecc.)  
In effetti è ben noto che l'acido gastrico è indispensabile per:
a) una buona digestione, ed in particolare per l'assimilazione delle proteine e di molti   minerali e vitamine, tra cui in particolare la B12. E' noto che in mancanza di acido gastrico l'assorbimento della vitamina B12 viene ridotto all'1% del necessario;
b) la disinfezione del cibo, poiché l'acido gastrico  aggredisce e distrugge i batteri indesiderati contenuti nel cibo mangiato. Quando quest'acido manca, prendono il sopravvento  batteri e funghi che causano problemi di cattiva digestione, flatulenza ecc.
Basta considerare l'importanza di queste funzioni per rendersi conto dei guai e problemi di salute che  può provocare una insufficiente produzione di acido gastrico, e dei problemi che può causare l'assunzione di preparati che fanno diminuire l'acidità di stomaco nei casi in cui questa è già scarsa; (quando tuttavia è   presente un'ulcera bisogna purtroppo spesso  ricorrere, temporaneamente, anche a preparati contro l'acido gastrico poiché la mucosa gastrica, già  indebolita, non sopporta più le normali-benefiche quantità di acido presenti nello stomaco).
Secondo alcuni medici sarebbe difficile sopravvalutare l'importanza dei problemi causati dalla mancanza di quest'acido: si tratterebbe di uno dei problemi più sottodiagnosticati in  assoluto.
Inoltre la produzione di quest'acido, abbondante in gioventù, stenta a volte a decollare   durante l'infanzia, ed alcuni ricercatori hanno in passato messo in rilievo un  collegamento tra l'ipocloridria (mancanza appunto di acidità di stomaco) ed i  problemi di asma ed allergia nei bambini, ed hanno formulato l'ipotesi che quando l'asma infantile sparisce con la crescita, ciò avvenga  appunto  perché, superata l'infanzia, la produzione di acido gastrico si è normalizzata.  (Gillespie M, Hypochlorhydria in asthma with special reference to the age incidence Quar Jour Med, vol. 4;1935:397-405). Mi viene in mente, a questo proposito, che uno degli effetti collaterali dei cortisonici, spesso assunti in caso d'asma, è anche quello di far aumentare l'acidità gastrica, tanto che occorrono particolari cautele in chi soffre di ulcera. E se uno dei meccanismi attraverso i quali i cortisonici  sono efficaci in caso d'asma fosse appunto anche quello di far aumentare l'acidità di stomaco? Vi è indubbiamente ancora molto da ricercare ed approfondire in questo campo!
Il problema è ulteriormente complicato dal fatto che i sintomi della carenza di produzione di acido gastrico sono molto simili a quelli provocati dall'eccesso del medesimo.
Come fare quindi a stabilire se si soffre di un eccesso o di una carenza di acidità di stomaco senza ricorrere a test complicati ed  invasivi ?  A forza di cercare ho infine trovato, in un laboratorio inglese, un altro test interessante, che ho consigliato ad alcuni miei pazienti con buoni risultati.

3)-Cito qui alcune frasi del biologo americano Ray Peat, che sembrerebbero quasi dette da Buteyko:""respirare ossigeno puro abbassa il contenuto in ossigeno dei tessuti; respirare aria rarefatta (con poco ossigeno) o aria con CO2, ossigena ed energizza i tessuti; se ciò sembra "sottosopra" è perché la fisiologia medica è stata insegnata "sottosopra". E la fisiologia della respirazione ha un ruolo chiave per le funzioni di tutti gli organi".  E a questo proposito è da notare che le persone che vivono in montagna  (dove il contenuto in ossigeno è più basso),godono in genere di una salute migliore di quelle che vivono ad altitudini basse.
Cito a questo proposito uno studio di alcuni anni fa , dei ricercatori dell'Istituto di Medicina Cardiovascolare, del Dipartimento di Ematologia e della Cell Factory Franco Calori del Policlinico di Milano, in cui è stato osservato un soggetto durante e fino a 45 giorni dopo un'escursione sull'Hymalaia.  Esito dell'osservazione: la carenza di ossigeno in situazione di bassa pressione atmosferica (ipossia ipobarica) e di un'alta richiesta di ossigeno dovuta all'esercizio fisico, a quell'altitudine (intorno ai 5000 metri di quota)  costituiscono forti stimoli per l'attivazione clonogenica (che da' luogo cioe' a una colonia di cellule geneticamente identiche tra loro e alla cellula originale) delle staminali adulte dei vasi sanguigni, le quali aumentano anche di cinque volte. Il direttore del Centro Trasfusionale Policlinico di Milano,  Paolo Rebulla, nel commentare questa ricerca, ha osservato che essa  suggerisce interessanti conclusioni: fa pensare, cioe', che l'organismo, andando in deficit di ossigeno, possa innescare un meccanismo riparatore mandando in circolo progenitori endoteliali, quasi cercando di costruirsi altre strade, altri vasi per favorire la circolazione di ossigeno. "E' solo un ragionamento ipotetico -ha affermato l'ematologo- ma puo' suggerire vie di ricerca per trovare soluzioni alle situazioni di usura dei vasi sanguigni".

3)-Restando sulla tematica dei "malfattori" contenuti nello stomaco e in genere combattuti, mi soffermo un attimo anche sull'helicobacter pilori,  individuato come responsabile principale dell'ulcera, un tempo erroneamente attribuita ad un eccesso di acidità nello stomaco.
Anche questo batterio convive con l'uomo da centinaia di migliaia di anni ; a volte a quanto pare  prendono il sopravvento e dilagano alcuni ceppi aggressivi di questo batterio, causando appunto problemi di ulcera, ma  in genere svolge a quanto pare anche funzioni utili, poiché il prof. Yu Chen, epidemiologo del New York University Langone Medical Center, ha constatato che i bambini dai 3 ai 13 anni che ospitano questo batterio hanno una probabilità inferiore del 59% di soffrire di asma, e del 40% di soffrire di raffreddore da fieno o allergie cutanee.

4) E infine una notizia interessante per chi soffre di attacchi di panico. E' noto che il metodo Buteyko è  di notevole efficacia in molti di questi casi. Una ulteriore misura a supporto del processo di guarigione potrebbe consistere nell'assunzione dell'aminoacido glicina che, in uno studio condotto dai ricercatori Hoffer e Prousky ha dimostrato un notevole effetto ansiolitico, attribuito dai ricercatori al fatto che la glicina  agisce come antagonista della noradrenalina.

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“NOTIZIE SALUTARI”  (a cura della dott. Fiamma Ferraro)                                                   Agosto 2008

Buongiorno e ben tornati dalle vacanze in cui magari,  avendo più tempo a disposizione, vi sarete esercitati  per acquisire buone abitudini respiratorie, e quindi  spero  di trovarvi  in forma, riposati e rilassati. 

A) A proposito di rilassamento: vorrei oggi parlarvi di un ormone, la rilassina, di cui pochi hanno sentito parlare ma di cui  negli ultimi anni si stanno scoprendo molte nuove funzioni. Durante i miei studi medici me ne hanno parlato come di un ormone che esercita la sua funzione solo durante la gravidanza, quando rende più elastiche  e, appunto, “rilassate” e dilatate ,    le strette vie  attraverso le quali deve passare il neonato per venire al mondo. Si è  negli ultimi anni invece scoperto che la rilassina è un ormone prodotto, pur in quantità molto minori,  anche al di fuori di una gravidanza, ed è anzi  presente anche nell’organismo maschile. Sembra che la pillola anticoncezionale provochi  mancanza di rilassina, ed anche la terapia ormonale sostitutiva non pone riparo a questa carenza poiché  tra gli ormoni somministrati non vi è la rilassino;  si ipotizza che la carenza di questo ormone    provochi   problemi di ogni genere, e vi
sono in effetti numerosi studi che dimostrano dei benefici  che si ottengono somministrando questa sostanza.
Ne parlo qui in particolare perché  alcuni studi hanno preso in considerazione i benefici della rilassina anche in caso d’asma. Questo ormone sembra infatti provocare un rilassamento ed una dilatazione delle vie respiratorie che in questa malattia tendono a contrarsi. Inoltre, molti studi ne hanno dimostrato le qualità  antifibrotiche ed  “elasticizzati”, che consentirebbero  un rimodellamento di tessuti cicatriziali e fibrotici nelle varie parti del corpo. Avrebbe anche proprietà antidiabetiche poiché la rilassino è un ormone che appartiene alla stessa famiglia dell’insulina.  Per quanto riguarda l’asma, cito questi due studi:
1)  Endocrinology Vol. 148, No. 9 4259-4266 Copyright © 2007 by The Endocrine Society : Relaxin Plays an Important Role in the Regulation of Airway Structure and Function (La rilassina svolge un ruolo importante nella regolazione della struttura e funzione delle vie respiratory), di Chrishan S. Samuel1, Simon G. Royce1, Matthew D. Burton, Chongxin Zhao, Geoffrey W. Tregear and Mimi L. K. Tang, in cui si osserva che  i cambiamenti collegati con la carenza di rilassina mostrano una marcata somiglianza con i cambiamenti strutturali che si vedono  in caso di asma.
2) Endocrinology Vol. 138, No. 5 1909-1915- Copyright © 1997 by The Endocrine Society : Relaxin Counteracts Asthma-Like Reaction Induced by Inhaled Antigen in Sensitized Guinea Pigs1  (la Rilassina contrasta le reazioni, analoghe  a quelle indotte dall’asma,  provocate dall’ inalazione di antigeni in cavie sensibilizzate) di  Daniele Bani, Lido Ballati, Emanuela Masini, Mario Bigazzi and Tatiana Bani Sacchi -Departments of Human Anatomy and Histology, and Preclinical and Clinical Pharmacology (E.M.), University of Florence, and Prosperius Institute (M.B.), Florence, Italy
La conclusione dello studio e’:  “Questo studio fornisce prove quanto alle proprietà antiasmatiche della rilassina  e prospetta la possibilità di nuove strategie terapeutiche per l’asma allergica nelle persone.”
  Quanto alle conclusioni pratiche:  sconsiglio ovviamente – a parte le difficoltà pratiche- l’assunzione di  rilassina senza una approfondita consulenza medica. Si tratta infatti di un ormone che va preso, nel dosaggio giusto, solo in caso di effettiva carenza, e di cui non sono ancora stati del tutto approfonditi i meccanismi d’azione. Vi si può pensare quindi solo in casi seri, in cui non   siano disponibili altri rimedi più provati. Attiro comunque l’attenzione sul fatto che rimettendo a posto, con il metodo Buteyko, il modo di respirare, puo’ –  se non sono presenti altri fattori negativi- tornare    a posto (ci vuole però un po’ di pazienza) anche l’equilibrio ormonale, e quindi l’organismo puo’ nuovamente   produrre la  rilassina e  i  vari  altri ormoni  ( tra i quali magari anche ormoni oggi non ancora conosciuti) nelle quantità giuste  ed  ottimali per le condizioni   in cui ci si trova.

B) Molte  persone in Italia vengono a conoscenza del metodo Buteyko  tramite internet.   E spesso i miei pazienti mi rivolgono quindi la domanda: ”ho sentito    di  Buteyko  navigando su internet ma si tratta di una cosa seria? Sa, se ne trovano tante su internet.”  Questa  domanda  è in realtà giustificata : da un lato, Internet può fungere da "salvavita  è possibile infatti trovarvi informazioni su tematiche e trattamenti provenienti da ogni angolo della terra. Dall'altro lato della medaglia, purtroppo, è anche possibile trovarvi “informazioni” provenienti   da persone che offrono trattamenti che non servono a nulla od in certi casi sono addirittura pericolosi. Non è  tuttavia molto difficile accertare se  ci si trovi  o meno di fronte a notizie e  professionisti seri;   basta prendere in considerazione e valutare i seguenti elementi:
1. Innanzitutto, le notizie di cui si legge provengono da medici o altri scienziati?
2. Le teorie oppure gli articoli  di cui si legge hanno una base scientifica? È fondamentale che siano disponibili le fonti e dei riferimenti scientifici seri .  (ad esempio pubblicazioni su Lancet,   JAMA, AHA, ,Nature  e altri)
5. È opportuno, in linea generale, non fidarsi troppo di lunghi articoli  che non espongono  come si  sua arrivi alle    conclusioni s tesi sostenute.
6. Potrebbe essere pericoloso fidarsi di iniezioni, pozioni o lozioni, "miracolose" a tal punto che non viene spiegato cosa contengano!
7. Da quanto tempo viene praticato il trattamento che viene offerto, e quanti medici al mondo lo praticano? La medicina tradizionale cinese, ad esempio, è una medicina nata  migliaia di anni fa,  ed  esistono numerosi studi su  molte  tematiche rientranti in questa tradizione; è bene tuttavia essere sicuri che chi la pratica abbia  usufruito di una formazione seria in questo tipo di medicina, ed accertare che i prodotti tradizionali cinesi o ayurvedici siano  stati controllati (a volte infatti le erbe provenienti da India o Cina contengono, in quantita’ eccessiva, arsenico, piombo o altri residui    velenosi.
Sotto questo aspetto  il metodo di respirazione Buteyko corrisponde a tutti  i criteri indicati. E’ infatti stato introdotto da un medico ( K.P. Buteyko )  quasi 50 anni fa. Da allora è praticato da molti medici  nel mondo ed è suffragato, oltre che dall’esperienza pratica di  questi medici, da  sperimentazioni cliniche in doppio cieco che ne hanno accertato la validità contro l’asma.
Si può quindi concludere che anche  internet, nell’aiutare a diffondere più rapidamente la conoscenza del metodo Buteyko, ha dato  un ulteriore contributo alla salute delle persone!

C) La chitina-chitosano è una  sostanza naturale che si trova in molti integratori, tratta in genere  dalla  scorza  dei crostacei, alla quale numerosi scienziati attribuiscono proprietà quasi miracolose. Cito a questo riguardo il libro del ricercatore-medico  giapponese Akira Matsunaga  , che nel suo libro Chitosan,

The Ultimate Health Builder,   (Chitosano il supreme costruttore della salute,Vintage Press, New York, NY.),  dopo decenni di studio afferma che una delle carenza principali nell’alimentazione dell’uomo moderno è appunto quella di chitina-chitosano, che l’uomo preistorico traeva mangiando integralmente cavallette, insetti, grilli ecc. (alimenti  non certo appetitosi per il moderno uomo occidentale ma ancora presenti in altre culture).  E racconta la sua prima esperienza nell’uso di questa sostanza con suo padre che,  per gravi problemi polmonari, dipendeva dalla bombola d’ossigeno e non poteva fare più di qualche passo. Dopo aver preso poche capsule di chitosano  per alcuni giorni,  racconta  Matsunaga, il padre  era già in grado di fare a meno dell’ossigeno e dopo due settimane poteva camminare tranquillamente  e visse normalmente altri  3 anni fino all’età di 81 anni. 

Dopo aver letto questo libro, che mi ha dato l’impressione di essere ben ricercato  e privo di fini di lucro (il chitosano non può infatti essere brevettato e si trova in un’infinità di marche),  mi è capitata sotto gli occhi purtroppo la seguente notizia: un gruppo di ricercatori, in uno studio   pubblicato su Nature, afferma che una sostanza,   appunto la chitina, che si trova nei crostacei, può provocare una grave risposta allergica ed una infiammazione delle vie respiratorie.

Non si sa veramente più cosa credere!  Non si può che  ribadire la considerazione che, rimettendo a posto il modo di respirare, diminuisce spesso anche la suscettibilità  allergica dell’organismo. Una cosa è infatti  quando l’organismo reagisce male, con quella che è una  appropriata reazione difensiva di rigetto, a sostanze velenose (insetticidi, ecc.); un’altra cosa è invece la reazione allergica  a sostanze innocue  che hanno fatto per millenni parte dell’alimentazione umana. Risanando il modo di respirare queste sostanze non nocive, ed anzi spesso benefiche (fragole, pesci ecc.) vengono spesso nuovamente tollerate e non provocano piu’ reazioni allergiche.

-Ricordo che, come preannunciato, sul periodico “New Age” di settembre è  pubblicato un interessante articolo sul metodo Buteyko

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   "Notizie Salutari" (a cura della dott. Fiamma Ferraro)                   luglio 2008

1)-Siamo nel periodo  delle vacanze, che dovrebbero consentire a tutti di rigenerarsi e recuperare energie. A questo proposito, è importante cogliere lla maggiore disponibilità di  tempo   per effettuare gli esercizi di respiro,  ed anche  di rilassamento ( e il rilassamento è strettamente collegato al modo di respirare).
A questo proposito, ecco alcune mie brevi riflessioni sull’argomento  delle nostre paure  e dello “stress”.
Negli studi del professor Buteyko sui "pericoli" per la salute di un'iperventilazione cronica, si fa presente che è fondamentale non solo riaddestrare il modo di respirare, ma anche identificare, per quanto possibile, le cause che hanno provocato abitudini respiratorie non funzionali. Il motivo è semplice: se non si agisce sulla causa, i progressi saranno più lenti, ed in certi casi addirittura impossibili.
Buteyko ci parla di mancanza di movimento, ingestione eccessiva di cibo (uno dei temi del Notiziario precedente), "avidità d'aria", tossine, fattori meccanici e così via. Ci parla però anche dello stress, ed a mio avviso,  lo stress è tra le cause principali di un'iperventilazione cronica ed eccessiva. Tutto ciò che implica "stress" può implicare una conseguente iperventilazione. La parola "stress" , che deriva dalla parola inglese inglese “tendere”, “tirare” qualcosa (si suppone fino ad arrivare vicini a limiti di rottura), è un termine "ad ampio spettro" che viene utilizzato per descrivere fattori che denotano sia uno stress fisiologico che uno stress psicologico.
Soffermandomi sulla tematica dello stress psicologico  cito i risultati, a mio avviso molto interessanti, di uno studio condotto dall'università della Pennsylvania; in questo studio psicologico sono stati analizzati i pensieri e le paure  che "affliggono" la razza umana. Sì è visto che:
-il 78% degli americani dedica da una a otto ore al giorno all’attività del “preoccuparsi”.
-Il 40% dei pensieri  riguarda  paure del futuro, ovvero, situazioni immaginarie e  inesistenti nel presente.
Il 30% dei pensieri è invece  ancorato a situazioni, ricordi e memorie del passato;   eventi ormai accaduti e non modificabili.
Il 12% dei  pensieri   è poi ancora più inutile:  si tratta della percentuale dei  pensieri che viene sprecata pensando a fatti-difetti degli altri!
Il 10% invece riguarda paure di natura ipocondriaca: pensieri negativi sullo stato di salute e  paura di ammalarsi.
In conclusione, solo l’ 8% delle nostre paure si può definire "fondato" ed il restante 92% ci induce ad iperventilare inutilmente!
Godiamoci quindi le vacanze, sereni e senza iperventilare.

2) Sempre  sull’argomento del rilassamento,  riporto qui un brano tratto dal libro  francese del celebre medico David Servan-Schreiber, dal titolo  “Anticancer. Prévenir et lutter grace à ses défenses naturelles”; ( mi sembra non sia stato ancora tradotto in italiano, ma ce ne sono altri  suoi in italiano, e consiglio  di leggerli perché sono veramente interessanti: http://www.macrolibrarsi.it/autori/_david_servan-schreiber.php )
In questo libro l’autore, guarito anni fa, impiegando anche tecniche di rilassamento, da un tumore al cervello che secondo i suoi colleghi medici gli lasciava pochi mesi di vita, menziona uno studio del prof. Luciano Bernardi, dell’Università di Pavia. Il prof. Bernardi, in una sperimentazione che riguardava tra l’altro respiro e variabilità della frequenza del battito cardiaco (HRV-Heart Rate Variability, argomento al quale ho dedicato una trattazione a fondo, con citazione di una  quantità di studi scientifici, nel  mio libro “Attacco all’Asma…. e non solo” http://www.bisedizioni.it/fonti/fiamma_ferraro.php),  ha osservato i cambiamenti che si verificavano  in alcuni parametri di persone  che, in Chiesa, recitavano il rosario. Come scrive Servan-Schreiber: “Quando i partecipanti alla sperimentazione del Dr. Bernardi iniziavano a recitare l’Ave Maria in latino tutte le apparecchiature  facevano registrare un fenomeno del tutto inaspettato: tutti i ritmi biologici entravano in armonia, si orientavano l’uno sull’altro, si rinforzavano reciprocamente e formavano infine un modello armonioso. Il dr. Bernardi non pensò allora ad un miracolo ma trovò una spiegazione tanto importante quanto semplice: in Italia la comunità recita il rosario  alternandosi al celebrante. La comunità recita la sua parte (“Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in ora mortis nostrae. Amen”)  in una espirazione, ed inspira quando è il turno del celebrante (che recita  “Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui Jesus”). I partecipanti all’esperimento erano caduti naturalmente  in questo  ritmo e quindi si erano trovati automaticamente, senza nemmeno rendersene conto, su una frequenza di sei respiri al minuto. Questo è proprio il ritmo naturale di fluttuazione   anche delle altre funzioni che il prof. Bernardi voleva misurare (cuore, pressione del sangue, flusso del sangue al cervello) che improvvisamente si trovavano tutte in armonia l’una con l’altra,  ed anzi si rinforzavano reciprocamente, proprio  come quando si è seduti su un’altalena e si muovono le gambe in avanti   in armonia con il movimento dell’altalena, per arrivare più in alto”.
Il libro di Servan-Schreiber prosegue poi citando gli approfondimenti fatti dal prof. Bernardi sulla recitazione dei mantra in altre religioni, arrivando ad osservazioni più o meno analoghe.
Quello che voglio qui mettere in rilievo è tuttavia come il ritmo di respirazione influisca su vari ritmi e parametri delle funzioni corporee, e come il ritmo di 6 respiri al minuto (che, più o meno, corrisponde anche a quello  che si trova nelle persone che respirano bene secondo i principi del  prof. Buteyko -attenzione però; se questi 6 respiri sono in realtà dei “respironi”, è possibile respirare troppo anche con soli 6 respiri al minuto-) sia quello che mette le varie funzioni dell’organismo umano in un rapporto armonioso e coerente.
Il Prof. Luciano Bernardi, menzionato nel libro di Servan Schreiber, è tra l’altro uno dei più importanti ricercatori italiani sulla tematica del respiro, che ha studiato anche in condizioni di difficoltà in alta montagna, e del quale vi sono su internet tantissimi studi scientifici; ecco ad es. il link  (http://circ. ahajournals. org/cgi/content/ full/105/ 2/143?ck= nck )ad un suo studio pubblicato su  Circulation. 2002;105:143.- 2002 American Heart Association, Inc. 
Ed ecco quanto era scritto in un articolo del Corriere della Sera  nel 2006
“Luciano Bernardi, fisiologo clinico dell'Università di Pavia, illustrando alcuni studi sperimentali condotti al Policlinico San Matteo di Pavia, ha evidenziato come il rallentamento volontario del numero di atti respiratori al minuto sia in grado di rendere più efficienti i sensori che comunicano al cervello il livello di pressione arteriosa, nonché la quantità di ossigeno e di anidride carbonica presenti nel sangue.
Il cervello in base alle informazioni inviate dai sensori, spiega il Professor Bernardi, regola in modo coordinato sia i gas nel sangue che i livelli della pressione arteriosa, agendo su due livelli fondamentali, il sistema nervoso simpatico ed il nervo vago. Per esempio se la pressione arteriosa è troppo bassa il sistema nervoso centrale attiva il simpatico: aumenta il ritmo del cuore, che così pompa più sangue, costringe i vasi, fa salire la pressione, e inoltre aumenta anche la ventilazione. Se invece la pressione è troppo alta, viene attivato il vago, con effetti opposti. Ma talvolta questi sensori, per esempio a causa di malattie cardio-vascolari, respiratorie o di disturbi d'ansia, oppure di tipo comportamentale, non funzionano come dovrebbero.
Le nostre ricerche - spiega il Professor Bernardi, hanno però evidenziato come la respirazione possa allenare il cervello a tollerare elevati livelli di anidride carbonica, incrementando il tono vagale, provocando un rallentamento del battito ed una vasocostrizione coronarica, con effetti calmanti e, al tempo stesso regolando i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, i cosiddetti "ormoni dello stress".

-Concludo con un avviso: l’articolo sulla respirazione Buteyko, di cui avevo preannunciato la pubblicazione sul periodico “New Age”  in uscita il 13 luglio, sarà invece pubblicato nel numero di settembre della stessa rivista.

A risentirci e buone vacanze a tutti!
(Fiamma Ferraro)

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"NOTIZIE SALUTARI"                                                                                           Giugno 2008
(a cura della dr. Fiamma Ferraro)                      

- Non vorrei sollevare troppi allarmismi continuando a mettere sempre in guardia contro  pericoli vari, ma anche questa volta mi sento tenuta ad unire la mia voce alle numerose altre che   consigliano maggiore precauzione nell'uso della   nimesulide, principio attivo dell'Aulin,  farmaco antidolorifico ed antinfiammatorio. Ritirato  dal commercio in Irlanda, Spagna e Finlandia per segnalazioni di gravi danni al fegato,  mai approvato negli Stati Uniti e Giappone, l'Aulin è attualmente in vendita in 16 dei 25 Paesi europei, tra i  quali l' Italia, nonostante le segnalazioni di un numero   preoccupante di pazienti che subiscono danni epatici e dell'apparato gastroenterico;  in Italia si registra   il più alto consumo di questa specialità rispetto al resto dell'Europa. 
In questa situazione, la raccomandazione non può che essere quella di fare, con il proprio medico, una valutazione accurata del rapporto rischio-beneficio. Se si è in presenza di un mal di testa solo episodico e non insopportabile, è bene evitare l'Aulin,  e ricorrere semmai all'aspirina  (se non  si hanno problemi di stomaco) o, meglio ancora,  a rimedi fitoterapici, o alla respirazione Buteyko, molto efficace anche contro il mal di testa, (soprattutto quando non entrino in gioco altri fattori (come ad es. spostamenti  e malocclusioni che richiedano interventi di natura meccanica)

-Per restare sulla tematica dell'emicrania,   a quanto ho letto, sul numero di marzo  del  periodico scientifico "Headache: The Journal of Head and Face Pain" (  Enrico Facco MD, Aldo Liguori MD, Filomena Petti MD, Gastone Zanette MD, Flaminia Coluzzi MD, Marco De Nardin MD, Consalvo Mattia MD (2008) Traditional Acupuncture in Migraine: A Controlled, Randomized Study Headache: The Journal of Head and Face Pain 48 (3) , 398–407 doi:10.1111/j.1526-4610.2007.00916.x),  presso l'Università di Padova,   una schiera di scienziati guidata dal dr. Enrico Facco, in un trial clinico, ha diviso i 160 partecipanti   in 4 gruppi. A tutti e 4 i gruppi è stato somministrato il medicinale contro l'emicrania  Rizatriptan. In aggiunta al Rizatriptan, un gruppo è stato trattato con agopuntura-placebo (con aghi piazzati cioè non nei punti "giusti"); un gruppo con un'altra procedura placebo,  un gruppo con l'agopuntura in base ai punti giusti secondo l'agopuntura tradizionale cinese, mentre all'ultimo gruppo è stato somministrato solo il Rizatriptan.
La conclusione dello studio, durato 6 mesi, è stata che  gli unici miglioramenti duraturi sono stati constatati nel gruppo trattato, oltre che con il Rizatriptan , nei  punti "giusti" di agopuntura. I gruppi  trattati solo con il Rizatriptan, oppure con il Rizatriptan ed aghi in punti d'agopuntura "fasulli", hanno dimostrato solo miglioramenti temporanei e transitori.
Anche se, dato il mio lavoro con il metodo d'agopuntura J. Boel per le malattie degli occhi ( www.akupunktur2000.dk e www.agopunturaocchi.it  ), sono già più che  convinta del fatto che l'agopuntura, se fatta bene, è di straordinaria efficacia, notizie come questa  mi sembrano comunque sorprendenti. Bisognerebbe veramente parlarne di più, ed effettuare nuovi studi di più lunga durata e con un numero ancor maggiore di partecipanti.
Una delle osservazioni che cerco inoltre di fare quando applico trattamenti di agopuntura è quella di guardare, pur con metodi empirici,  se e come il respiro cambi durante le sedute di agopuntura. Si tratta di un "dettaglio" che in realtà non viene in genere osservato quando si fanno le sperimentazioni cliniche sull'agopuntura. E se, l'applicazione degli aghi in determinati punti avesse, tra i vari effetti, anche quello, pur secondario, di ridurre e regolarizzare  la respirazione?   I meccanismi attraverso i quali l'agopuntura ha effetto non è ancora stato del tutto chiarito e si fanno varie ipotesi. Non potrebbe forse , tra i vari fattori che procurano i miglioramenti dopo le sedute d'agopuntura, entrare in gioco anche questa regolarizzazione del respiro? Si tratta ovviamente di un campo  ancora tutto da esplorare.

-Il numero di bambini  troppo grassi  che vedo nel corso della mia attività medica sta aumentando in modo impressionante. E, naturalmente, non uno tra questi bambini obesi che ho finora visto, respira "bene". Quando cerco di  spiegare  ai genitori che li accompagnano  l'importanza che, per la salute ed il buon sviluppo del bambino, ha    il "respirare   e mangiare meno e  meglio"  e il fare movimento, mi accorgo, pur con lodevoli eccezioni, che   i genitori iniziano purtroppo a dare segni di impazienza, e che l'atteggiamento è quello del: "dottoressa, si sbrighi a prescriverci l'antibiotico per il mal di gola del bambino e lasci perdere  questi discorsi".  Anche  chi si rende conto dell'importanza di non prendere antibiotici quando non è necessario ed è aperto verso i rimedi naturali,  preferisce semmai, anziché una pasticca farmaceutica,   mandare giù una pastiglia omeopatica o a base di erbe, ma la necessità di impegnarsi, con un minimo di sforzo e pazienza, per  migliorare le abitudini alimentari e respiratorie, non è purtroppo capita da molti.
Anche se in Italia, tra gli adulti, il numero degli obesi non è così elevato come quello che vedo  quando lavoro in Irlanda,  tra i bambini invece  l'eccesso di peso   è  più elevato in Italia che in altri paesi. C'è quindi poco da stare tranquilli per il futuro!
Quanto ai pazienti  adulti  che vengono a vedermi proprio per i problemi di peso,  in genere  cerco innanzitutto di  spiegare che, in base ai principi fisiologici messi in luce dal prof. Buteyko, prima ancora di preoccuparsi di cambiare la dieta, è bene preoccuparsi di cambiare il modo di respirare.
Quando infatti non si respira "bene", non funziona bene nemmeno  la produzione d'energia e i cibi, anziché essere "bruciati" in modo ottimale,  si accumulano nei depositi di grasso. Quando si respira bene  l'equilibrio ormonale  ed il funzionamento della tiroide  migliorano,  ci si sente più energici e si ha quindi più voglia di far movimento, si attenuano le depressioni e nervosismi che  portano molti a  dirigersi verso il frigorifero per tranquillizzarsi/ rasserenarsi. Mi accorgo tuttavia che le persone obese sono in genere –con le eccezioni che confermano la regola- quelle per le quali è più difficile riuscire ad impegnarsi nel programma di esercizi di respirazione. Forse perché, già alle prese con la necessità di reprimere la voglia di mangiare, questi pazienti   trovano psicologicamente difficile l'idea che  non solo la quantità di cibo   ma anche e soprattutto quella dell'aria respirata debba   essere  controllata e repressa, anche se di poco e per poco tempo.
In questi pazienti si crea quindi spesso un circolo vizioso in cui da una parte   il respirare male   rende difficile perdere peso, e dall'altra l'eccesso di peso rende difficile  sopportare il minimo di sforzo necessario per imparare a respirare meglio. Ho quindi  constatato, con numerosi pazienti, che  per ottenere un buon successo,  perdere peso e acquisire buone abitudini respiratorie, è necessario spezzare il circolo vizioso e trasformarlo in circolo virtuoso,  ricorrendo -prima o contemporaneamente- anche a varie altre misure  terapeutiche,   (in genere con un programma di   preparati naturali da  elaborare caso per caso),  a supporto degli esercizi Buteyko, per accelerarne  e facilitarne l'attuazione.

-Dopo aver parlato di    problemi  molto diffusi nella nostra società del benessere, e cioè obesità e mal di testa,  mi soffermo brevemente su un altro   problema che,  sebbene per fortuna più raro, è aumentato nell'ultimo decennio in modo impressionante, e cioè  l'autismo nei bambini. Vi è un vivo dibattito sulle  possibili cause di questo aumento (mercurio nelle vaccinazioni, intolleranze alimentari,  varie sostanze inquinanti nell'ambiente ?) ma non è stata ancora trovata una risposta certa. Vorrei tuttavia segnalare  un lavoro interessante condotto in un centro  medico negli USA (Florida). In questo centro, dopo aver sottoposto  dei bambini artistici ad un trattamento di ossigenazione iperbarica, si è constatato un notevole miglioramento. Il direttore del centro, dr. Berger, ha osservato che "ci sono degli studi radiologici che hanno dimostrato che nei bambini autistici il flusso di sangue ed ossigeno al cervello è inferiore al normale e quindi, migliorando questo flusso, siamo in grado di apportare miglioramenti". In effetti, se si considera l'importanza della circolazione del sangue nel cervello, appare abbastanza plausibile che il miglioramento di questa circolazione possa influire positivamente su molti problemi. Nel mio  ultimo libro "Attacco all'Asma... e non solo" (Bis-Edizioni) ho riportato due foto  -riprese con gli attuali congegni tecnicamente sofisticati- in cui si vede la drammatica riduzione nel flusso di sangue al cervello provocata da pochi minuti di iperventilazione. E' facile quindi immaginare il danno che una iperventilazione magari più tenue, ma cronica e costante, può apportare  alla circolazione del sangue nel nostro cervello, e quindi al suo funzionamento. Nella mia attività medica, dedicata in buona parte anche alla prevenzione delle malattie collegate all'invecchiamento ( e cioè alla medicina "anti-ageing" che nella nostra società in fase d'invecchiamento
assume sempre maggiore importanza), il primo consiglio che in genere do per  mantenere a lungo un buon funzionamento del cervello è appunto quello di migliorare la propria respirazione, in base ai principi Buteyko. Questo consiglio è ovviamente più difficile da dare in caso di bambini autistici, i quali difficilmente si impegnerebbero in un programma di rieducazione respiratoria; per loro può quindi essere necessario ricorrere ad altre misure più complicate ed impegnative, come appunto l'ossigenazione iperbarica, per migliorare  questa  circolazione del sangue nel cervello. Il consiglio preventivo che tuttavia si può dare alle future madri è quello di fare attenzione, durante la gravidanza, al loro modo di respirare, evitando gli esercizi di preparazione al parto che inducano ad iperventilare ed osservando, dopo la nascita, il modo di respirare del bambino, in modo da potere prendere subito le misure adeguate se il bambino respira costantemente  dalla bocca o comunque se il modo di respirare non è ottimale.

-Concludo con 2 avvisi importanti:
1) avrà luogo a Milano, in occasione dei"Giorni della salute", il 10 giugno 2008 alle 21, allo Spazio Tadini, Via Jomelli 24, una Tavola rotonda sul tema: "Asma, Aspetti medici e psicologici."
2) Sul prossimo numero del periodico italiano "New Age", che uscirà il 13 luglio, sarà pubblicato un nuovo articolo sul metodo Buteyko. 

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Corsi per uso proprio:
- con la Dott.ssa Fiamma Ferraro: corsi in gruppo

inoltre, nei suoi studi medici a Siena, Firenze o Roma, ed ora anche a Modena, corsi individuali (o per piccoli gruppi), su appuntamento (anche nel fine settimana ). In caso di corso individuale può essere sufficiente un pomeriggio (circa 4 ore), ma in alcuni casi, e per chi lo preferisca (e questo riflette la necessaria individualità dell'insegnamento) si potrà d'ora in avanti, sempre su appuntamento, prenotare un corso della durata di 5-7 giorni (1-2 ore al giorno, a Casciano di Murlo).

Per maggiori informazioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro,
tel.  cell. 3403754383, sito web:
www.geocities.com/fiafer/corsi , e-mail: fiafer@yahoo.com



NOTIZIE SALUTARI"                                       Maggio 2008

(a cura della dr. Fiamma Ferraro)                 

1)- I benefici della CO2 non finiscono mai di stupire.  Vedo solo oggi  un articolo riportato  sul "Medical News Today" del 9 giugno 2007 in cui,  con il  titolo "Anidride carbonica. Un trattamento privo di costi per le crisi epilettiche",   sono riportati i risultati e le scoperte di uno studio effettuato presso il centro WIRED, dell'organizzazione scandinava Nordforsk. Il  prof. Kai Kaila,  direttore della ricerca, nel commentarne i risultati, osserva che la CO 2 "potrebbe fornire un mezzo sicuro, privo di costi e di effetti collaterali, per trattare nei bambini gli attacchi di tipo epilettico collegati alla febbre elevata. Questa procedura potrebbe fornire sia dei benefici immediati, poiché gli attacchi  vengono fermati molto rapidamente, sia  a più  lungo termine, poiché viene così diminuito il rischio di sviluppare un'epilessia a un'età più adulta". Le sperimentazioni effettuate presso la WIRED hanno dimostrato che gli attacchi epilettici provocati dalla febbre elevata  nei bambini piccoli possono essere fermati rapidamente (entro 20 secondi) e senza alcun rischio, aggiungendo semplicemente CO2, ad una concentrazione del 5% nell'aria inalata. Come si osserva nell'articolo, questa terapia non verrà applicata solo agli attacchi provocati dalla febbre, poiché sembra che questo trattamento potrebbe essere efficace anche nell'arrestare  l'epilessia vera e propria negli adulti.
La prima osservazione che viene in mente nel leggere questo articolo è  la seguente: ma non sarebbe preferibile mantenere la nostra CO2, che già abbiamo dentro di noi, al suo livello ottimale (6,5%) anziché dissiparla con un eccesso di respirazione per poi doverla   restituire  all'organismo  dall'esterno? Sarebbe indubbiamente molto meglio, e se si facesse, probabilmente ai bambini non verrebbero gli attacchi in questione. Tuttavia, una volta che gli attacchi siano in atto, e per di più in   bambini piccoli con la febbre alta,  non è certo il momento migliore per iniziare ad abituarli, con il metodo Buteyko, a respirare di meno e a trattenere così dentro di loro un po' più di CO2. E' forse preferibile in questi casi somministrare loro dall'esterno un supplemento di CO2, come indicato nello studio, ed aspettare che l'attacco e la febbre   siano passati per iniziare poi l'addestramento respiratorio con il metodo Buteyko, prevenendo in questo modo futuri nuovi attacchi.
L'altra osservazione che mi viene spontanea è che il prof. Buteyko, nel descrivere i benefici derivanti dal suo metodo, ha semmai detto/assicurato troppo poco e non certo troppo, poiché l'epilessia e gli attacchi epilettici non sono in genere elencati tra le malattie  che, secondo  Buteyko, possono essere trattate con il riaddestramento del respiro, ed invece, a quanto ora sta emergendo, sembra che   sia possibile ottenere benefici immediati anche in questi casi, semplicemente normalizzando la respirazione in base ai principi evidenziati da Buteyko.

2) Restando sulla tematica dell'epilessia, si sarebbe ovviamente portati a ritenere che asma ed epilessia non abbiano nulla in comune, ed invece alcuni studi sembrerebbero provare il contrario. Infatti In questi studi (1.Hoang BX, Shaw DG, Levine S, Hoang C, Pham P. New approach in asthma treatment using excitatory modulator. Phytotherapy Research 2007 Jun:21(6): 554-7 ; 2) Hoang BX, Levine SA, Graeme Shaw D, Pham P, Hoang C. Bronchial epilepsy or broncho-pulmonary hyper-excitability as a model of asthma pathogenesis. Med Hypotheses. 2006 Jun;67(5):1042-51. ),  si è osservata,  negli asmatici, una situazione di ipereccitabilità delle vie respiratorie, che si scatena  e sarebbe  simile, per certi versi. all'ipereccitabilità presente in caso di epilessia, e che può essere scatenata da una seria di fattori endogeni ed ambientali. Questa cronica, sistematica  ipereccitabilità nelle membrane cellulari, si verificherebbe sia nelle vie respiratorie,  (in caso di asma) sia nel cervello (in caso di epilessia).
In effetti, anche se l'abbinamento che vedo più di frequente nei miei pazienti asmatici è quello asma/allergia,  tra i miei pazienti vi sono tuttavia tre bambini asmatici che hanno anche problemi di epilessia e, dopo aver letto questi studi,  mi è sorto spontaneo il collegamento con lo studio sopracitato della WIRED, riguardante l'effetto della CO2 in caso di epilessia, ed ho voluto approfondire  l'eventuale ruolo che la CO2 potrebbe svolgere in queste situazioni  di ipereccitabilità delle membrane cellulari. Il primo riferimento che ho trovato (in uno scritto di ricercatori russi)  scrive  che "la CO2 svolge un ruolo di rilievo nel funzionamento dei "canali" cellulari  del sodio nell'organsimo, influenzando così l'eccitabilità delle cellule nervose e la permeabilità delle membrane cellulari…" Ho poi effettuato una ricerca sulla celebre banca dati Pubmed, e il primo studio che mi è capitato sott'occhio ,  ha il titolo "La CO2 inalata cronicamente a livelli elevati fa diminuire l'eccitabilità nei neuroni nell'ippocampo dei topi (J Neurophysiol. 2007 Feb;97(2):1833-8)"
Vi sono tuttavia numerosi altri studi che vorrei leggere e mi riservo di tornare sull'argomento, ma i titoli di questi studi sembrerebbero indicare un ruolo della CO2 nel far diminuire l'ipereccitabilità  in questione.

3)- Ho appena finito di leggere un libro di Martin Pall (professore di biochimica presso la Washington State University di Pullman), dal titolo "Explaining unexplained illnesses" (spiegare le malattie inspiegate). Secondo Pall, una serie di malattie di cui non è chiara la causa (dalla fibromialgia alla stanchezza cronica ed altre) sarebbe causata dal ciclo dell'ossido nitrico/perossinitrito, (le cui iniziali chimiche, NO/ONOO  sono ora  ironicamente  pronunciate negli USA, a seguito del libro di Pall , come "No! Oh noo!"). Questo ciclo verrebbe iniziato da  qualche forma di stress (fisico o psichico, infezioni virali, traumi fisici-specialmente traumi cranici o del collo-, infezioni batteriche o altre ) e darebbe luogo alle sequenze che incrementano la produzione di quantità eccessive di ossido nitrico, il quale a sua volta produce perossinitrito.   I livelli elevati di NO/ONOO mettono a loro volta in moto un modello di stress ossidativo-infiammatorio, con dei meccanismi nocivi come l'aumento dell'attività dell' NF-kappaB, di citochine infiammatorie, del recettore vanilloide e di quello dell' NMDA.
Sarebbe indubbiamente interessante ricercare in modo approfondito il ruolo che la CO2 svolge in questo ciclo vizioso NO/ONOO indicato da Pall . Quel che appare sicuro è comunque che, in particolare nella sindrome di stanchezza cronica,  è compromesso il sistema di produzione d'energia, che è strettamente collegato con la respirazione, e quindi respirare veramente "bene" non può in questi casi che migliorare la situazione.
Per ora mi limito comunque a citare un brano del libro di Pall, che osserva che:"Il rilascio dell'ossigeno ai vari tessuti è regolato con grande precisione, di modo che l'ossigeno venga rilasciato in modo selettivo ai tessuti che ne hanno più bisogno- e i tessuti che ne hanno più bisogno sono quelli in cui è in corso una maggiore metabolizzazione e che quindi producono più anidride carbonica. Sia il perossinitrito che l'ossido nitrico fanno diminuire la  capacità della catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri di consumare ossigeno, e quindi di produrre anidride carbonica". 
Fa ovviamente   piacere vedere che uno scienziato del livello di Martin Pall, pur senza avere a quanto pare mai letto nulla su Buteyko, concentri la sua attenzione sul ruolo svolto dall'anidride carbonica nel segnalare l'esigenza di ossigeno che vi è nei vari tessuti. Quando non vi è abbastanza CO2 nei tessuti (perché buona parte della CO2  prodotta è stata   rilasciata nell'aria con una respirazione eccessiva rispetto al bisogno del momento) questo segnale non è emesso con intensità sufficiente. L'organismo ritiene che nei tessuti, visto che non vi è molta CO2, non vi sia una grande esigenza di ossigeno e l'ossigeno, invece di essere rilasciato ai tessuti che ne hanno bisogno, rimane  "attaccato" ai globuli rossi nel sangue, circolando a  vuoto. 

4)-  Concludo con una notizia meno "scientifica"  e più gradevole. Il mio libro "Attacco all'asma… e non solo", della Bis Edizioni, è in questo periodo tra i  20 titoli più venduti  della Macrolibri/Bisedizioni. Questo ovviamente mi fa piacere, non solo per  un po' di "vanità" personale di scrittrice ma perché questo interesse sembra confermare che finalmente inizia a diffondersi la consapevolezza del ruolo fondamentale  svolto dal modo di respirare sul mantenimento/riacquisto della salute, e  della necessità che a questo fattore  venga dedicata più attenzione, in modo più scientificamente fondato, sia nei consigli di medicina "ufficiale" che in quelli di medicina "alternativa/naturale".

Saluti a tutti e  a risentirci in giugno.

(Fiamma Ferraro)

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“NOTIZIE SALUTARI” (a cura della dr. Fiamma Ferraro)                   Aprile 2008

-Su un numero recente   del  Journal of Respiratory Medicine (j.rmed.2007.12.012) sono pubblicati i
risultati dell’ultima sperimentazione clinica in doppio cieco condotta presso l’Università di Calgary
(Alberta, Canada)  per sperimentare l’efficacia del metodo Buteyko contro l’asma.  (“A randomised
controlled trial of the Buteyko technique as an adjunct to conventional management of asthma”.)
Nel commentare, a Brisbane, i risultati della sperimentazione, il medico che l’ha diretta (prof.
Robert L. Cowie), ha osservato che “i risultati ottenuti in questa sperimentazione sono i migliori in
assoluto finora ottenuti in  tutte le sperimentazioni cliniche sull’asma”, data la forte diminuzione della
necessità di assunzione di medicine che è stato possibile ottenere con il metodo Buteyko. I risultati
straordinari sono in realtà stati ottenuti  in relazione  alla diminuzione del dosaggio dei farmaci,
che nel gruppo trattato con il metodo Buteyko è stata pari al quadruplo della diminuzione ottenuta nel
gruppo  placebo, mentre per quanto riguarda il “controllo” (management) dell’asma, i risultati del
gruppo trattato con Buteyko sono risultati solo leggermente superiori a quelli del gruppo placebo. Vi
è tuttavia da osservare che  anche il “gruppo  placebo” era stato trattato da un fisioterapista che
faceva  fare una respirazione più lenta  e incoraggiava il rilassamento (che comunque porta a
rallentare la respirazione), e quindi anche i pazienti del gruppo  placebo  in realtà “respiravano di meno”.
Il dato notevole è quindi che sia  nel gruppo  placebo che aveva  comunque “respirato di meno”, sia  nel
gruppo che, ancora più efficacemente,  aveva “respirato di meno” con la tecnica Buteyko,  si è
riusciti a migliorare il “management” dell’asma del 70% ed oltre. 
Ciò conferma i principi ai quali mi attengo da sempre e sui quali ho insistito anche nel mio libro appena
uscito (“Attacco all’Asma…. e non solo”): il metodo Buteyko non è un metodo standardizzato di esercizi
uguali per tutti. Occorre studiare in ognuno –ed è questo il compito di un istruttore esperto-  il modo
migliore per riuscire a ridurre la respirazione e a rilassarsi. Ridurre il ritmo della respirazione porta
comunque, come si è visto nello studio, ad un miglioramento ma il miglioramento è tanto più spiccato
quanto più si riesce ad intervenire in modo  studiato per trovare in ognuno il modo ottimale   per arrivare
a questo risultato.
Nonostante  la pubblica dichiarazione di un professore universitario, (che non aveva avuto nulla a che fare in
precedenza con il metodo Buteyko e che è rimasto a quanto pare lui stesso sorpreso per i risultati), mi
sembra che nessun giornale abbia dato particolare rilievo a questi risultati; eppure, una diminuzione 
nell’ assunzione di farmaci come quella che è stato possibile ottenere negli asmatici partecipanti a
questa sperimentazione avrebbe meritato una pubblicità ben più consistente. Se un preparato farmaceutico
avesse consentito di ottenere risultati altrettanto favorevoli, la notizia sarebbe probabilmente apparsa
su tutti i giornali, con il titolo “vittoria sull’asma”! E invece, 14 anni dopo i primi eccezionali
risultati ottenuti con  la sperimentazione clinica in Australia, e dopo le sperimentazioni in Nuova Zelanda
ed Gran Bretagna ed ora anche in Canada,  che hanno tutte dimostrato  analoghi risultati favorevoli,
continuo a sentirmi dire da alcuni colleghi medici che “il metodo Buteyko contro l’asma non è
sufficientemente provato!” 

-Nello scorso numero del Notiziario parlavo della sinusite e di un rimedio fitoterapico per liberare le
vie nasali dal: la “Luffa purgans”.Ho ricevuto  molte richieste di informazioni su questo argomento, il che
mi conferma quanto sia diffuso il problema della sinusite.
Purtroppo la “Luffa purgans” non è facile da reperire, (a quanto pare non si trova nelle erboristerie e
farmacie italiane) ed anche  usarla  da soli non è  agevole; (sarebbe bene andare da un medico esperto
sull’uso di questa pianta,  ma non ne conosco altri).  Riesco in genere a trovarla in Germania, e me ne è
recentemente arrivato un certo quantitativo da una farmacia tedesca.  Per ordinarla occorre quindi
rivolgersi ad un farmacia internazionale, oppure  chiederla direttamente via internet in Germania.
Un altro preparato,  di cui ho constatato l’efficacia contro la sinusite, è uno spray a base di capsaicina
(la sostanza   responsabile del bruciore in bocca che si prova mangiando dei peperoncini molto piccanti). La
capsaicina  è una sostanza di cui attualmente si parla molto, per le sue proprietà antinfiammatorie ed
antidolorifiche. Con questo spray, che a quanto pare sta andando per la maggiore negli Stati Uniti, dopo la
breve forte sensazione di bruciore che si prova dopo il primo spruzzo nel naso, si sente una immediata
liberazione/apertura delle vie nasali e, a più lungo andare, si verifica un effetto contro l’infiammazione
cronica  presente in caso di sinusite, ed anzi sembra che si verifichino anche altri  benefici (non li ho
però ancora constatati di persona), come ad es. un effetto   contro il mal di testa.

-L’argomento della sinusite mi porta a  riprendere la tematica, di importanza fondamentale, della
respirazione dal naso.  Vi segnalo a questo proposito un sito molto completo e ben fatto . E’ uno dei siti
migliori che io abbia visto, non solo in italiano ma anche in inglese. Se è vero che il respirare è la
funzione vitale più importante tra tutte (non si sopravvive più di pochi minuti senza respirare),
provate a pensare all’effetto negativo che  provoca sulla salute il fatto di respirare in continuazione
con l’organo sbagliato (la bocca,) anziché con quello giusto (il naso, che la natura ci ha dato proprio per
respirare!).Come è esposto molto chiaramente nelsito, l’abitudine alla respirazione dalla bocca può
essere causata da molti fattori,  ed intervenire per eliminare questo modo sbagliato di respirare è una
delle prime cose sulle quali si dovrebbe concentrare l’attenzione di medici-genitori-insegnanti che, in
particolare nei bambini, quando osservano una continua respirazione dalla bocca, dovrebbero subito  mettere
in moto le misure necessarie per  contrastare questo tipo di respirazione.
Consiglio quindi vivamente di andare al sito in questione: www.aipro.info (Associazione Italiana per
la Prevenzione della Respirazione Orale)  e di studiarlo con cura.

-Sempre in relazione alla respirazione dalla bocca, osservo che ai ben noti danni provocati dal fumare va
aggiunto quello,  meno noto e meno rilevante ma tuttavia non certo da trascurare, costituito dal fatto
che chi fuma tiene spesso la bocca semiaperta e, con la sigaretta in bocca,  respira appunto dalla bocca.
Tuttavia, cercare di smettere di fumare con  alcuni preparati farmaceutici potrebbe forse essere
altrettanto pericoloso : leggo in questi giorni la notizia che l’Associazione spagnola di consumatori ha
denunciato la casa farmaceutica Pfizer per l’aggressiva campagna pubblicitaria condotta, senza
menzionare i gravi possibili effetti collaterali, a favore del suo preparato  contro l’assuefazione al
fumo  (la Vareniclina, in vendita anche in Italia con il nome di Champix la cui assunzione, per la modica
cifra di  circa 500 €, va protratta per circa 6 settimane.  Per saperne di più sugli effetti collaterali:
http://www.farmacovigilanza.net/index.php?show=13310&pageNum=1

-Per rispondere alle domande che continuano a pervenirmi, segnalo il seguente link al quale, chi non
lo trovi in libreria, può ordinare il mio libro da poco pubblicato:

http://www.bisedizioni.it/autori/fiamma_ferraro_buteyko.php

Saluti a tutti e a risentirci in maggio!



NOTIZIE SALUTARI" (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)               Marzo 2008


Buongiorno a tutti. Con l'avvicinarsi della primavera e della bella stagione, passato il periodo dei raffreddori e delle influenze, si avvicina (non si sta mai tranquilli!) il periodo dei pollini e quindi, per molti, delle allergie. Qual è il mio consiglio (in aggiunta e non in sostituzione ai consigli del medico curante)?  Prima di tutto, ovviamente,  quello di imparare o di intensificare la pratica della respirazione Buteyko, iniziando fin d'ora. Se si respira bene ne trae beneficio tutto l'equilibrio ormonale  dell'organismo,  con conseguente  aumento  fisiologico della produzione di  cortisolo  e diminuzione delle reazioni allergiche.
Dopo questa   premessa sull'importanza FONDAMENTALE anche contro le allergie, della "giusta  respirazione", vorrei ora parlare del ruolo dell'istamina nelle allergie.
Chi legge questo Notiziario da un po'di tempo forse ricorderà che  un anno fa avevo parlato del libro del medico russo (emigrato in Canada) Felix Ravikovich, dal titolo "The Plot against Asthma and Allergy Patients" (il complotto contro chi soffre di asma ed allergia).  Avevo anche promesso che sarei tornata più a fondo sull'argomento. Si tratta peraltro di una tematica  così complessa che non mi è facile esporre le idee fondamentali del libro nello spazio limitato di questo Notiziario. Cerco comunque di farlo, semplificando i concetti.
Ravikovich ha curato con successo nell'ultimo decennio oltre 2000 persone che soffrivano di asma ed allergie, attirandosi con questi successi invidie e persecuzioni da parte di colleghi. Ravikovich  basa tutto il suo lavoro sull'importanza fondamentale  dell'ISTAMINA, sostanza che  è  vista attualmente (ma non è stato sempre così) quasi sempre solo come dannosa e da combattere. Ravikovich invece, riallacciandosi ai lavori, risalenti alla metà del 1900, del dr. Bayard Horton, del dr. Hinton Jonez ed altri,  approfondisce l'importanza fondamentale di questa sostanza per la salute. Il dr. Horton, che ha pubblicato oltre mille articoli sull'argomento, e molti altri medici, curavano con l'istamina, non solo asma ed allergie ma anche disturbi di circolazione, cefalee (vi è un tipo di cefalea, la "cefalea di Horton", che ha preso il nome proprio da questo medico), sclerosi multipla, artrite ed altro. In uno dei suoi articoli Horton scrive che l'istamina "può far camminare i paralitici, udire i sordi, vedere i ciechi. Lo so. L'ho visto accadere. Nella mia esperienza sono accaduti più miracoli con l'istamina che con tutte le altre procedure terapeutiche messe insieme".
Indubbiamente, quando l'istamina è in eccesso procura dei problemi, ma   ha anche un ruolo essenziale per la salute e deve essere presente nell'organismo   in quantità sufficiente. La medicina moderna, osserva Ravikovich,   prende in considerazione solo l'eccesso d' istamina, che combatte in genere con gli antistaminici  (pur necessari in caso d'emergenza), che sono tra  i medicinali    più venduti al mondo. Indubbiamente, osserva Ravikovich, spesso vi è  nell'organismo un eccesso d' istamina, da contrastare; ma in che modo? Ravikovich fa la seguente domanda: se foste in una stanza senza finestre, in cui l'unica fonte di luce viene da una lampada, e se l'interruttore che consente di diminuire l'intensità della luce o di spegnerla  smettesse di funzionare, cosa fareste per avere un po' di buio e poter dormire? Stacchereste e rompereste la lampadina, rischiando così di restare sempre al buio anche di giorno? Ovviamente no; cerchereste piuttosto di aggiustare l'interruttore che si è rotto.   L'approccio medico-farmaceutico corrente è invece  analogo a quello di  chi svita o rompe la lampadina anziché riparare l'interruttore che consentirebbe di spegnere o attenuare la luce, poiché  prescrive gli antistaminici, i quali   agiscono contro i recettori H1 (che rilasciano l'istamina) invece di cercare piuttosto di   riparare e potenziare il lavoro dei  recettori H2 ed H3, che  hanno il compito di moderare e regolare l'emissione  di istamina.
Come fare però per potenziare l'attività dei recettori  H2 ed H3 che dovrebbero moderare il rilascio d' istamina? La risposta di Ravikovich e di molti prima di lui è la seguente: apportando all'organismo dall'esterno, con iniezioni, delle piccolissime quantità d'istamina!
Questo approccio può lasciare sorpresi. E'bene chiarire subito che non si tratta di un approccio omeopatico (le quantità d' istamina da impiegare, pur piccolissime, sono superiori alle  dosi omeopatiche); si tratta piuttosto, osserva Ravikovich, di "combattere il fuoco con il fuoco",  e di risvegliare, con l'apporto dall'esterno di piccole quantità di istamina, la sensibilità dei recettori H2 ed H3. Ravikovich stesso osserva che non si tratta di un approccio nuovo, da lui scoperto, ma di un trattamento che era usato, con ottimi risultati e senza problemi, su asmatici ed allergici, finché il mercato non è stato invaso dalla produzione di antistaminici. Ravikovich pubblica, nel suo libro, i numerosissimi riferimenti scientifici a tale proposito.
Le ricerche che ho fatto sull'argomento  mi hanno in effetti indotta a rivalutare fortemente il ruolo essenziale dell'istamina per la salute. Tra l'altro proprio in Canada, già molto prima della pubblicazione del libro di Ravikovich, un'infermiera       che soffriva di sclerosi multipla, partendo dai lavori di Horton e Jonez, ha escogitato dei cerotti per il rilascio transdermale  d' istamina (che non può essere assunta per via orale), ottenendo  notevoli successi, sia su se stessa che su molti altri ammalati di sclerosi multipla; in Canada ed in altri paesi di lingua inglese questi cerotti  sono piuttosto diffusi, a quanto pare con buoni risultati  (ma sull'argomento non sono stati ancora effettuati studi clinici attendibili).
Altre forme d'impiego dell' istamina a fini terapeutici si trovano ancora oggi nell'apiterapia (in cui il veleno d'api, ricco di istamina, è iniettato contro vari acciacchi), nella somministrazione di medicinali a base di istidina (l'aminoacido precursore dell'istamina) contro la sindrome di Meniere ed altri disturbi di circolazione. Derivati istaminici sono inoltre presenti in quantità nei medicinali (diffusi per la cura di disturbi neurologici) derivati dall'ergot (un fungo che cresce sui cereali) segale) .
In conclusione, dopo questi approfondimenti  ho da circa un anno iniziato a prescrivere con una certa frequenza un esame diretto ad accertare nei pazienti  l'eccesso (istadelia) o la carenza (istapenia) di istamina, e a seguire in certi casi le indicazioni terapeutiche di Ravikovich. I risultati sono stati buoni, anche se non so se per merito della respirazione di Buteyko (che, pur a più lungo andare, porta ad una normalizzazione del rilascio d'istamina e che consiglio comunque a quasi tutti i miei pazienti poiché sono veramente pochissimi quelli che già respirano bene) o dell'approccio di Ravikovich; ma quello che mi interessa, dato che non sono un ricercatore ma un medico praticante, è soprattutto guarire le persone, e a questo scopo spesso è necessario intervenire contemporaneamente e con rapidità su vari fronti, con vari rimedi e strumenti, anche a costo di non poter poi stabilire con sicurezza quale rimedio abbia prodotto  i maggiori benefici.

-Per restare sulla tematica delle  cure "inconsuete", vorrei esporne un'altra, che potrebbe essere interessante per coloro che soffrono di sinusiti, ostruzioni e vari problemi del setto nasale.  Si tratta di una cura abbastanza nota nel campo della medicina fitoterapica in Germania ma piuttosto sconosciuta in Italia, che prevede l'impiego di un estratto di un preparato spugnoso, la "luffa purgans", proveniente dall'India. Preparando e instillando nelle fosse nasali con determinate modalità questo preparato, si vedono dopo poco  tempo uscire delle quantità incredibili di muco e liquido dal naso. Si ha veramente l'impressione che tutta la zona delle fosse nasali e della parte superiore delle vie respiratorie si liberi da placche di muco vecchie di anni e  che avvenga una disintossicazione a fondo dell'organismo;e spesso chi prima non poteva praticare la respirazione Buteyko perché non riusciva a respirare dal naso, dopo questa cura ci riesce.

-E per concludere, una piccola notizia: il prof. John Warner, del Southampton General Hospital, Inghilterra, ha raccolto per oltre 10 anni dei dati  sugli allergici in 700 famiglie della zona,  arrivando alla conclusione che l'ossessione per l'igiene ed il perseguimento di un eccesso di "pulizia"nelle case delle famiglie moderne, siano in parte responsabili del drammatico aumento di casi di asma nei bambini in Gran Bretagna. La percentuale di bambini dodicenni asmatici nella zona esaminata era 20 anni fa del 5% ed è salita ora ad oltre il 20%. Secondo il prof. Warner, l'attuale "ossessione" per l'igiene  e le condizioni di sterilità e mancanza di batteri in cui vivono i bambini al giorno d'oggi, impedirebbero loro di esercitare e far partire nel modo giusto il loro sistema immunitario.
In effetti, nel mio libro (che dovrebbe uscire a giorni), "Attacco all'Asma… e non solo" mi soffermo anch'io sul numero particolarmente  elevato di asmatici  nei paesi di lingua inglese (dall'Australia al Canada  ecc.) ; anche se la spiegazione nel libro fornisco per questo fenomeno è diversa, è possibile che un certo ruolo lo svolga anche l'eccesso di igiene lamentato dal prof. Warner.

Quindi, niente pulizie primaverili!
A  risentirci in aprile e Buona Pasqua a tutti!!

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„NOTIZIE SALUTARI" (a cura della dott. FiammaFerraro)                      Febbraio 2008
Buongiorno  a tutti!.

Nell'ambito della manifestazione „Health and Wellbeing Days", giornate per la salute ed il benessere organizzate, per il proprio personale, dall'ESA (European Space Agency) di Frascati, alle quali ero stata invitata per parlare –purtroppo non su Buteyko ma su quello che è uno dei miei campi di specializzazione medica, e cioè la nutrizione- ho comunque avuto modo, cogliendo lo spunto dalla tematica della produzione d'energia (che dipende sì dall'alimentazione ma ancor di più dalla respirazione)- di accennare anche alle scoperte di K. Buteyko sul respiro e sul modo non ottimale di respirare proprio di gran parte della popolazione. Sono rimasta gradevolmente sorpresa per l'interesse che questo mio accenno ha sollevato tra il pubblico; si trattava infatti di un pubblico molto diverso da quello (già aperto nei confronti di tematiche mediche "alternative" che in genere partecipa a corsi-conferenze su Buteyko)  formato in buona parte –trattandosi appunto del personale dell'Agenzia Spaziale Europea, da scienziati ed esperti, ai massimi livelli, in scienze aerospaziali.
In realtà non avrei comunque dovuto restare sorpresa: le scoperte del Prof. K. Buteyko nel campo del respiro,  di cui si sono avvalsi anche gli organismi  aerospaziali dell'ex Unione Sovietica,   all'epoca della "gara dello spazio" con gli Stati Uniti", possono infatti essere considerate come una terapia "alternativa" solo nel senso che non prevedono l'impiego di prodotti farmaceutici (e consentono anzi molto spesso di smettere di prenderli) ma per il resto sono basati su sperimentazioni cliniche e presupposti scientifici  assodati.

-         Tra i pilastri/colonne portanti della salute, subito dopo il modo di respirare e prima ancora del modo di mangiare viene a mio avviso il modo di bere. Sono purtroppo ben noti i problemi ambientali che fanno sì che in molte zone la qualità dell'acqua sia tutt'altro che ottimale.  Molti ripiegano pertanto sull'acqua minerale, di cui si fa largo consumo. E in questi giorni, in connessione con il problema dei rifiuti in campagna, si accennava a come già solo l'acqua minerale bevuta da una famiglia produca ogni giorno una spazzatura di 6-8 bottiglie di plastica.
    Avrebbe  a questo proposito meritato una maggiore attenzione anche in Italia una notizia, pubblicata  oltre un anno fa, riguardante una indagine, condotta dallo scienziato canadese W.Shotyk per l'università tedesca di Heidelberg, sulla qualità di 132 marche di acque minerali, provenienti da 28 paesi, contenute in bottiglie di plastica. Shotyk ha infatti constatato che il materiale   (polietilene tereftalato –PET) usato in questa plastica, rilasciava nell'acqua sostanze tossiche, tra le quali soprattutto l'antimonio (metallo chimicamente simile al piombo che può provocare nausea, vertigini e depressione) in quantità preoccupante,  e tanto più elevata se le bottiglie erano conservate oltre 3-6 mesi ed esposte al sole.  Cosa bere allora se non si ha la fortuna di abitare in zone dove l'acqua del rubinetto è buona (ed anche in questi casi occorre controllare la qualità delle tubature nell'edificio (che a volte rilasciano nell'acqua troppo rame o altri metalli)? Le acque minerali in bottiglie di vetro sono probabilmente preferibili, anche dal punto di vusta dell'impatto ambientale, ma difficili da trasportare ; secondo certi inoltre (ma non ho sull'argomento dati certi) per disinfettare le bottiglie riciclate verrebbero impiegate delle sostanze  potenzialmente dannose. Meglio allora investire in un buon apparecchio  (ce ne sono ormai molte marche a prezzi abbordabili)   per la depurazione/filtraggio casalingo dell'acqua del rubinetto.
-E' in aumento il numero di pazienti che viene nel mio studio medico con problemi di apnea durante il sonno. Il tipo di apnea più frequente è causato da problemi di ostruzione della trachea. Vi è però anche un altro tipo di apnea,  (chiamata, in "gergo"medico ICSA-idiopathic central sleep apnea)  non dovuta a problemi di ostruzione e di cui non sono del tutto chiare le cause. Vi è tuttavia un  collegamento con il modo di respirare. Chi ne soffre, oltre      spesso a russare durante il sonno, smette varie volte durante la notte di respirare e resta  appunto "in apnea" per un po', riprendendo poi a respirare. Questi episodi possono ripetersi fino a 400 volte in una notte.Non sempre gli interessati se ne accorgono, in genere svegliandosi di soprassalto. Questo modo di dormire  (ed è proprio durante il sonno che l'organismo dovrebbe rigenerarsi) non è ovviamente ottimale per la salute, e può provocare vari problemi , sui quali qui non mi soffermo. Mi limito qui ad osservare che è essenziale un controllo medico costante ed accurato, poichè possono entrare in gioco, in questo quadro, problemi di pressione elevata, di circolazione ed altri. Vorrei tuttavia mettere in rilievo come sembri da tempo provato il nesso tra questo problema e l'"eccesso di respiro" (iperventilazione) e la mancanza di CO2. Cito ad esempio due studi risalenti già a 15 anni fa . Eccone i riferimenti:
1) Interaction of hyperventilation and arousal in the pathogenesis of idiopathic central sleep apnea.
XIE A, WONG B, PHILLIPSON EA, SLUTSKY AS, BRADLEY TD. Am J Respir Crit Care Med 1994;150(2):489-95.
Sleep Research Laboratory, Queen Elizabeth Hospital, Toronto, Ontario, Canada.
2) Hypocapnia and increased ventilatory responsiveness in patients with idiopathic central sleep apnea
A Xie, R Rutherford, F Rankin, B Wong and TD Bradley
Am. J. Respir. Crit. Care Med., Vol 152, No. 6, Dec 1995, 1950-1955.

In questi studi si afferma, tra l'altro, che "Concludiamo che i pazienti sofferenti di ICSA   iperventilano cronicamente  sia da svegli che mentre dormono" e che " raffrontate alle percentuali di persone sane, le percentuali di CO2 nei pazienti con ICSA erano significativamente inferiori, sia durante il sonno che da svegli."
E' indubbio che vi siano varie misure terapeutiche da mettere in atto, per migliorare la qualità del sonno e non russare e soprattutto, se se ne soffre, contro l'apnea nel sonno. Di alcune ho parlato anche in questo Notiziario; altre le consiglio a seguito di una visita medica. Se però si guardano le conclusioni degli studi citati (e ve ne sono numerosi altri che arrivano a risultati analoghi) sembra ovvio che una  misura comunque utile (in aggiunta alle altre, probabilmente necessarie)  consista nello smettere di iperventilare e, come ormai i lettori di questo Notiziario possono immaginare, il modo più sicuro  e scientificamente provato per riaddestrare il modo di respirare e smettere di   iperventilare è appunto quello di imparare al più presto la tecnica di respirazione Buteyko.

  -Ormai ho quasi smesso di stupirmi per i risultati che nella mia pratica medica ottengo con il riaddestramento della respirazione  in base al metodo Buteyko. Recentemente ho tuttavia ricevuto una lettera che ha stupito persino me. Si trattava infatti di una persona che  aveva semplicemente iniziato ad osservare il suo modo di respirare. Ed è noto che già solamente il fatto di rilassarsi ed di osservare come si sta respirando porta in genere ad un rallentamento della respirazione. Ecco quanto mi ha scritto: "Sin dall'età di 18 anni ero affetto da una psoriasi che nel tempo è degenerata sino alla gravità.
Disperato nel 1998 ho seguito, avendone le possibilità finanziarie, il consiglio del primario di dermatologia del Bellaria di Bologna e sono andato a vivere a Trapani, al mare.
Dopo 34 anni di psoriasi e un curriculum di terapie tentate e di ricoveri da fare invidia a un lebbroso, 2 anni fa ho avuto l'intuizione più importante della mia vita: ho scoperto che semplicemente osservando il mio respiro entrare ed uscire riuscivo a destressarmi.
Mi sono autodisciplinato a questa osservazione e il "miracolo" si è realizzato: minuto dopo minuto, ora dopo ora etc.etc.. le croste che tapezzavano praticamente tutto il mio corpo sono scomparse e anche le unghie dei piedi, date per perse dai vari dottori che mi hanno curato in questi anni, si sono riattaccate e rigenerate.... .Oggi, per curiosità, ho buttato su google una ricerca respiro/psoriasi ed è apparso Buteyko.
Per me tutto era già chiaro e vissuto sulla mia pelle ma, a questo punto, devo diventare un  Vostro istruttore.
Mi faccia sapere cosa ne pensa, un caro saluto."
Mi ha fatto ovviamente molto piacere ricevere questo messaggio. So infatti come la psoriasi sia una malattia molto ostinata e resistente alle varie terapie. Possiamo a quanto pare aggiungerla al già lunghissimo elenco di malattie  per le quali possono essere ottenuti dei successi con il metodo Buteyko (successi, aggiungo per dovere, clinicamente provati finora solo per l'asma). L'interessato ha poi gentilmente acconsentito a che io comunichi i suoi dati e quindi , se qualcuno  desidera parlargli direttamente, me lo faccia sapere e fornirò il suo recapito.
 


  "NOTIZIE SALUTARI   (a cura della dott.ssa Fiamma Ferraro )
Gennaio 2008

Buongiorno e Buon Anno Nuovo a tutti. Spero veramente che tra i "buoni propositi per l'aanno Nuovo" ognuno abibia incluso anche quello di   fare attenzione al modo di respirare e di praticare più intensamente (o imparare) il metodo di respirazione Buteyko!

-Una simpaticissima collega medico (anestesista; -e tra l'altro mi fa molto piacere vedere che sta aumentando sempre di più il numero di medici che dimostrano interesse per il metodo Buteyko) ha attirato la mia attenzione sulla "speleoterapia" (la cura di malattie, in genere dell'apparato respiratorio, effettuato trattenendosi per un certo periodo   in grotte, respirando l'aria in queste grotte.- Circa un anno fa avevo scritto in questo Notiziario  quanto segue: "Vi sono tuttavia dei luoghi in Europa in cui l'utilizzo della CO2 per un gran numero di scopi medici ha delle antiche tradizioni, che ancora resistono. Così ad esempio nella Repubblica Ceca, grazie all'esperienza accumulata nei bagni termali di Karlsbad, Franzensbad e Marienbad, con acqua e grotte ad elevato contenuto di CO2, questo tipo di terapia è usato soprattutto per  numerose altre finalità mediche: dalla cefalea cronica ai problemi di circolazione, dal tinnito ai dolori alle articolazioni, dalle neurodermiti alle ulcerazioni."
Anche in Italia vi sono numerosi centri che offrono questo tipo di terapia. Quello che però mi fa "arrabbiare" è che nei prospetti e pagine web in cui si descrivono i benefici della speleoterapia si parla di tutti i vari possibili fattori  terapeutici (umidità, calore e purezza dell'aria, mancanza di pollini ed allergeni ecc. ) ma non si menziona invece minimamente (ed anzi magari si cerca di nasconderlo!) quello che invece è a mio avviso il fattore terapeutico principale, e cioè l'elevata presenza di anidride carbonica nell'aria che si respira in queste grotte (ved. ad es. il seguente sito:
http://www.altoadige-suedtirol.it/infoturismo/wellness/info/index.php?id=1&cod=aurina
Per fortuna tuttavia vi è anche qualche centro di speleoterapia che mette in rilevo l'importanza terapeutica dell'elevata presenza di anidride carbonica. Così ad es. il seguente, in Austria: http://kurzentrum.at/it/kurfibel/kohlendioxid/index.html
In cui tra l'altro si scrive che:   "L'anidride carbonica è una sostanza terapeutica chimica, naturale, efficace e priva di controindicazioni…… L'azione del gas è molto intensa soprattutto nelle arterie più piccole e sottili (precapillari), ovvero là dove si regola anche la pressione sanguigna.
Avviene una notevole dilatazione delle piccole arterie e l'apertura di capillare occlusi: in questo modo si favorisce decisamente la circolazione del sangue in tutti gli organi e tessuti del corpo e si abbassa la pressione sanguigna (particolarmente in presenza di forme di ipertensione arteriosa). L'anidride carbonica facilita perciò la guarigione di ferite di difficile cicatrizzazione e dell'ulcera del piede.
L'anidride carbonica migliora anche le proprietà di flusso e di coagulazione del sangue; il sangue, cioè, passa meglio attraverso i vasi sanguigni più piccoli e le strettoie, diminuendo così il rischio di formazione di trombi.
….L'anidride carbonica agisce sul nostro sistema nervoso sensibile riducendo il dolore ed il prurito, ha un influsso positivo sui malesseri ed è perciò un'ottima terapia in caso di dolori fantasma, di polineuropatia e di disturbi radicolari di natura sensitiva alle braccia ed alle gambe. Si ottiene un rallentamento del battito cardiaco, un aumento del volume della pulsazione, riducendo così l'affaticamento del cuore."

-Le constatazioni sopra riportate sono solo un piccolo esempio del modo in cui, nelle nostre constatazioni, che riteniamo "oggettive, eque e prive di pregiudizi" siamo in realtà condizionati da tutta una serie di idee preconcette che a volte ci impediscono di osservare anche delle circostanze abbastanza ovvie. Ecco qui un altro esempio: in uno degli inserti sulla salute del quotidiano  Repubblica, prima di Natale, si parlava a lungo dei benefici che derivano dal movimento, consigliando in genere di cercare di inserire un minimo di esercizio fisico nel nostro stile di vita troppo sedentario e mettendo in rilievo    come il movimento comporti il miglioramento della circolazione, dei riflessi, dell'equilibrio, delle prestazioni, ed in genere della forma fisica e della salute. Si metteva tra l'altro in evidenza, tra  gli effetti benefici del movimento, il fatto  che "durante l'esercizio fisico si emette-elimina una maggiore quantità di anidride carbonica". Ciò è indubbiamente vero. Peccato però che l'articolo si guardasse bene dal mettere in evidenza che durante il movimento aumenta anche la produzione di anidride carbonica, e quando ne produciamo di più è ovviamente normale che ne emettiamo-espiriamo un po' di più. L'idea che l'anidride carbonica sia solo un gas nocivo e di scarto, dal quale bisogna solo cercare di liberarsi, è ormai così diffusa (in particolare in questo periodo di problemi ambientali ed effetto-serra) che sfuggono alla nostra "osservazione imparziale" alcune constatazioni abbastanza evidenti, e non viene in mente a nessun di considerare seriamente l'ipotesi che una parte degli effetti benefici   dell'intensa attività fisica possa  derivare anche dal fatto che durante questa attività l'organismo aumenta notevolmente la sua produzione di anidride carbonica.

Nel mio nuovo libro sul metodo Buteyko "Attacco all'Asma… e non solo" che uscirà tra breve con le Macroedizioni, dedico una parte importante al movimento fisico e al modo migliore di effettuarlo in modo da ricavarne tutti i possibili benefici, analizzando le varie "scuole di pensiero" sul movimento aerobico, anaerobico, le teorie di Dardik sulle superonde, il programma "Pace" di Al Sears ed altri, ed in particolare gli effetti del movimento sul fattore respirazione ed anidride carbonica.

-Si è svolto lo scorso dicembre a Firenze il 39° Congresso dei medici pneumologi, in cui si è messo in evidenza come le malattie respiratorie rappresentino ormai una vera emergenza sociale e come l'asma sia in realtà tra queste malattie la più preoccupante, e in costante crescita: ormai 9 milioni di italiani ne soffrono. Tra le nuove "cure leggere" per l'asma si è parlato di una nuova procedura, in fase sperimentale, detta "bronchial thermoplasthy", che viene eseguita introducendo nelle vie aere degli asmatici, allo scopo di allargarle permanentemente, un broncoscopio, con il quale viene posizionata una sacca espandibile con 4 elettrodi che liberano energia termica che riduce la massa della muscolatura liscia bronchiale, sostituita nel tempo da tessuto cicatriziale... Non mi sembra proprio una "terapia leggera"….! Perché non provare prima con il metodo Buteyko, che   in sperimentazioni cliniche in doppio cieco ha dimostrato di poter ridurre dell'80% l'uso di broncodilatatori?

-Nella mia attività medica vedo un numero impressionante di pazienti affetti da broncopatia cronica ostruttiva. Si tratta di una malattia particolarmente invalidante con un'incidenza del 13,5% in Europa,  e se ne  sente parlare troppo poco. Le cause sono tuttora poco conosciute, la medicina allopatica è in grado di elencarne solo due: il fumo ed un deficit dell'alfa-1-antitripsina,  
Per   quanto riguarda il trattamento della broncopatia cronica ostruttiva, la medicina allopatica, a seguito di numerosi studi in materia  è arrivata alla conclusione  che l'assunzione per lunghi periodi di cortisonici -sia inalati che per via orale-non migliora la funzionalità del polmone, e fa peggiorare lo stato globale della salute per via degli effetti collaterali. 
Vi è un intervento chirurgico (lung volume reduction)  in grado di ridurre di molto la mortalità connessa a questa malattia; purtroppo, meno del 10% delle persone affette dalla bpco  può essere sottoposta a questo intervento, che   tra l'altro viene effettuato solo in centri ultra-specialistici.
La cessazione del fumo è di fondamentale importanza per migliorare la sopravvivenza; purtroppo tuttavia,  se la bpco è ormai avanzata, il declino della funzionalità polmonare non si arresta.
Nel contesto di  tale patologia, che tra l'altro in molti casi viene  diagnosticata come asma nelle fasi iniziali, il metodo Buteyko è indubbiamente una delle pochissime armi a disposizione per migliorare la sintomatologia e rallentarne il decorso. Consiglierei il metodo Buteyko tuttavia solo a  chi si trovi nelle prime fasi della bpco.  Nelle fasi più avanzate questo metodo (che nell'Istituo medico di Mosca diretto dal figlio di Buteyko  è, come ho constatato, applicato anche in queste fasi abbastanza avanzate) deve eventualmente essere   applicato solo con   estrema  cautela, sotto continua supervisione medica, e integrato anche con altre misure terapeutiche dirette ad aumentare l'ossigenazione del sangue e le condizioni del tessuto polmonare.




”Notizie Salutari”
(a cura della dott.ssa Fiamma Ferraro)                            Dicembre 2007

-Sono da poco tornata dalla “Macrofesta” organizzata a Riccione dalla Macrolibri, dove ho tenuto una
conferenza, e successivo approfondimento, dal titolo ”Buteyko, la rivoluzione nella respirazione” . Si è
trattato di un evento veramente interessante (incoraggio tutti a visitare questo festival l’anno
prossimo) per il livello dei conferenzieri e l’interesse degli argomenti trattati. Anche tra i
partecipanti alla mia conferenza ho notato con piacere un vivo interesse per l’argomento. E’ veramente ora
che nel campo della medicina “naturale” e ”alternativa” si inizi a parlare un po’ di più della
tematica della respirazione, sulla base tuttavia di argomentazioni scientifiche e citando dati precisi e
sperimentazioni cliniche.-

-Alla fine di novembre ha avuto luogo a Brisbane l’incontro annuale degli istruttori Buteyko,
provenienti da tutte le parti del mondo. Anche se raggiungere Brisbane non è facile per chi, come me,
esercita la professione medica in Italia, era giusto tenere quest’anno questa conferenza in Australia,
paese dove il metodo Buteyko ha trovato la maggiore diffusione iniziale, e dove è stato clinicamente
sperimentato presso la clinica universitaria di Brisbane. Ho visto con piacere che il numero di
istruttori-medici che partecipa a queste riunioni sta continuamente aumentando. Erano tra l’altro presenti
il dr. Tamer El Mays, il prof. Francis Green e il prof. Bob Cowie, dell’Università di Calgary, Canada.
Il dr. El Mays ha in particolare approfondito la tematica del ruolo della CO2. per il rilassamento
delle vie respiratorie. Anche se durante le discussioni è stato prospettato il fatto che, quando
si regolarizza la respirazione, intervengono anche altri fattori benefici–probabilmen te non ancora ben
conosciuti e studiati- diversi dall’aumento della CO2, la maggioranza dei relatori ha messo l’accento
sul fatto che appare comunque ormai provato che negli asmatici la quantità di CO2 è inferiore al normale e
che quando si normalizza la CO2 migliora o guarisce anche l’asma.
Interessante anche il contributo del dr. John Flutter, ortodontista di fama, che ha parlato a lungo
dell’importanza della respirazione nasale.

-Restando sulla tematica dei congressi, all’inizio di novembre avevo partecipato in Germania alla
”Medizinische Woche” (settimana medica) di Baden-Baden, considerata la più importante
manifestazione europea nel campo della medicina alternativa. Tra i vari interventi e corsi ve ne
sono stati alcuni, molto interessanti, dedicati a varie sostanze che provocano una migliore
ossigenazione dei tessuti; peccato tuttavia che, come al solito, anche a Baden-Baden non si sia parlato di
uno dei fattori principali per questa buona ossigenazione, e cioè del modo di respirare.

-Il mio continuo lavoro sulla tematica “buteykiana” mi porta ad aver spesso a che fare con le notizie
mediche provenienti dalla Russia, paese dove hanno tra l’altro avuto luogo delle ricerche sulla salute
veramente molto interessanti, purtroppo poco
conosciute nell’Europa occidentale, dove si tende a non considerare rilevanti tutte le notizie mediche non
pubblicate in lingua inglese!
Tra queste notizie ve ne segnalo una curiosa, che riguarda una sostanza naturale che avrebbe l’effetto
di evitare/attenuare i danni al fegato provocati dall’alcol. Il preparato contenente questa sostanza è
da tempo stato messo in vendita in molti paesi europei e negli Usa, anche grazie ad un’abile propaganda, un
po’ “romanzesca” in cui si racconta come questo preparato consentisse agli agenti segreti del KGB di
restare lucidi e svegli nonostante la vodka tracannata. In realtà, come è scritto anche nell’avviso allegato,
il preparato attenua solamente il danno al fegato ma non evita i danni cerebrali provocati dall’eccesso di
alcol, e soprattutto non evita lo stato di confusione mentale. Non mi sarei soffermata su questa notizia se
il preparato in questione non fosse stato elaborato da alcuni scienziati di fama internazionale (prof.
Mayevsky, prof.ssa Kondrashova e prof. Anisimov), presso uno dei più prestigiosi istituti scientifici
della Russia, l’Istituto di biofisica teoretica e sperimentale (Iteb Ras) che fa parte dell’Accademia
russa delle scienze. Questo Istituto ha inoltre recentemente lanciato in America, in collaborazione
con un’impresa americana, un preparato contenente più o meno le stesse sostanze, destinato a ritardare e ad
evitare/attenuare la menopausa e i problemi da questa derivanti, preparato che, a quanto riferito, sarebbe
stato sperimentato con risultati eccezionali; (chi è interessato può approfondire l’argomento al seguente
link  http://www.medline. ru/public/ pdf/8_046°. pdf )
La sostanza principalmente impiegata in questi preparati (sia in quello per le ubriacature che in
quello per la menopausa) è soprattutto una sostanza naturale, l’acido succinico, contenuta in
proporzioni variabili in numerosi frutti; ne è particolarmente ricco il baobab, e ne contiene molta
anche l’ambra (ed è noto come l’ambra in polvere venisse impiegata nel medioevo contro ogni possibile
malanno).
Uno degli effetti di questa sostanza è tra l’altro anche quello di migliorare l’ossigenazione dei
tessuti.

-Nel libro del medico giapponese Shigeo Haruyama ,”Una grande rivoluzione nel mondo del cervello”, venduto in
milioni di copie in America (purtroppo non ancora tradotto in italiano), dedicato soprattutto
all’alimentazione e ai suoi effetti sul cervello, si  osserva che, per riuscire a mangiare di meno dovremmo
immaginarci di avere a disposizione, per tutta la vita, una certa quantità predeterminata di tonnellate
di cibo ed essere quindi coscienti, ogni volta che mangiamo, che facciamo diminuire la quantità della
riserva rimanente. Anche se il suggerimento può essere utile, mi sembra un po’ drastico e deprimente. Ogni
tanto bisogna pur esser liberi di festeggiare e mangiare un po’ più del solito senza dover pensare ai
mesi tolti alla durata della nostra vita! Quello che tuttavia mi sembra interessante è che nel libro del
dr. Haruyama, a differenza di quanto avviene in altri libri sulla salute, che espongono in centinaia
di pagine dei consigli sul modo di mangiare, mentre non dedicano nemmeno una riga al modo di respirare,
vi è invece una mezza paginetta dedicata al respiro, in cui si invita a tenere in mente, anche per l’aria,
l’immagine,adottata per il cibo, relativa alla riserva limitata. In analogia a concezioni diffuse nelle
scuole di pensiero orientali, il dr. Haruyama osserva infatti che anche per l’aria che respiriamo abbiamo a
disposizione, al momento della nascita, una riserva di circa 21 milioni di litri, e più presto diamo fondo
a questa riserva, più breve è ovviamente la durata della vita.
E’ appena il caso di osservare come questa concezione sia in pieno accordo con quanto sostenuto dal dr.
Buteyko sulla necessità di evitare “l’eccesso di respiro”. Se, con l’addestramento al metodo di
respirazione Buteyko, si abitua il nostro organismo a respirare in modo corrispondente – e non eccessivo-
rispetto alle esigenze del momento, la salute non può che trarne beneficio e, una volta che il riflesso
automatico respiratorio sia stato correttamente riaddestrato, a differenza di quanto avviene per il
cibo, non occorre più pensarci e cercare di trattenersi: si respira automaticamente nel modo
giusto e si evita di dissipare la riserva di 21 milioni di aria!
Spero con quest’ultima notizia di non avervi fatto passare l’appetito per il panettone natalizio (sia nel
mangiare che nel respirare non è in genere  l’eccesso, anche consistente, che avviene una-due
volte all’anno a provocare danni; è molto più dannoso l’eccesso anche lieve ma costante e permanente) e
auguro a tutti un  Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!


NOTIZIE SALUTARI  (a cura della dott.ssa Fiamma Ferraro)             
Novembre 2007

-Uscirà prossimamente sul periodico scientifico americano Journal of  Allergy & Clinical Immunology,
il risultato di uno studio appena concluso  dal reparto Allergologia/Immunologia della Creighton
School of Immunology su un gruppo di pazienti sofferenti, ad un livello tale da richiedere l’uso di
farmaci,  di rinite stagionale allergica, provocata da vari pollini. Soffre di questo problema un numero di
americani stimato a 40 milioni   (ed ovviamente ne soffrono anche molti italiani!)
In questo studio, a 60 pazienti è stato somministrato, direttamente   in una fossa nasale, un dosaggio
totale di 1200 ml di anidride carbonica, mentre a 20 pazienti del gruppo placebo veniva somministrata aria
semplice. Mezz’ora dopo il trattamento,   coloro ai quali era stata somministrata l’anidride carbonica
aveva riportato un 50% di miglioramento nei sintomi nasali, mentre nel gruppo placebo il miglioramento era
notevolmente inferiore (27,6%).
I ricercatori, nel commentare i risultati, hanno riferito che l’uso di anidride carbonica per via
nasale ha già provato la sua efficacia anche per il trattamento dell’ emicrania.
Fa ovviamente sempre piacere vedere continue nuove conferme di quanto il prof. Buteyko andava dicendo fin
dal 1960 sugli effetti favorevoli del giusto tasso di anidride carbonica nell’organismo, non solo per
l’asma, riniti ed allergie ma anche per molti altri problemi. Purtroppo, quando si pensa all’utilità
dell’anidride carbonica, il consueto approccio medico-scientifico è quello di   somministrarla nello stesso
modo in cui si somministrerebbe un farmaco, anziché pensare all’unico modo in cui (a parte le misure
d’emergenza in cui questa modalità può essere utile e necessaria) si riesce ad ottenere un risultato
permanente e duraturo, e cioè riaddestrando il modello di respirazione dei pazienti. 

-Ho insistito spesso sull’opportunità di fare attenzione alla qualità dell’aria che si respira in
casa, non raramente più inquinata di quella di strade trafficate. Il Centro di Ricerca in Epidemiologia
ambientale di Barcellona ha ora appena concluso uno studio, durato nove anni, in cui sono state coinvolte
3500 persone   in dieci paesi europei. I risultati hanno dimostrato che il rischio di diventare asmatici
aumentava del 50% per le persone che effettuavano pulizie in casa almeno una volta alla settimana,
impiegando spray detergenti vari,  detergenti per vetri, tappeti, mobili, bagni, e “rinfrescatori” degli
ambienti. Lo studio non ha messo in luce i meccanismi biologici che hanno portato a questo risultato ma
sembra indubbia la responsabilità di sostanze tossiche contenute in questi prodotti e quindi l’opportunità di
sforzarsi di reperire, per queste pulizie, prodotti contenenti solo sostanze innocue.

-E’ noto che Buteyko, contrariamente all’opinione medica moderna che tende  attualmente ad evitare,
purché minimamente possibile, di togliere le tonsille, sosteneva invece che in  molti casi conviene 
toglierle, poiché quando il danno ha superato determinati limiti, le tonsille sono divenute un
tessuto marcio e un focolaio d’infezione permanente che, anche se magari non da più un fastidio
immediatamente percepibile, avvelena tutto l’organismo. Ricercatori dell’Università di Kansas
City, al termine di un recente studio effettuato su 117 bambini che soffrivano di disturbi del
comportamento (irrequietezza e mancanza di concentrazione, disturbi del sonno) hanno constatato
che la sintomatologia di questi bambini era molto migliorata 6 mesi dopo un’operazione di asportazione
delle tonsille.

-Ho spesso attirato l’attenzione sull’importanza fondamentale che, per la salute, ha il respirare con
l’organo che la natura ci ha dato appunto per respirare: il naso. Se si respira dalla bocca è
impossibile evitare di respirare in eccesso (oltre a tutti gli altri problemi che questo tipo di
respirazione comporta). In alcuni casi, quando  vi sono problemi insormontabili al naso, un’operazione
potrebbe essere inevitabile. In altri casi, quando l’ostacolo è meno pronunciato, gli esercizi di
respirazione Buteyko possono portare ad una riapertura dei passaggi nasali. Vi sono tuttavia anche alcune
altre misure che possono  sostenere questo processo.
Segnalo ad esempio un dispositivo di invenzione giapponese, dal nome di Patakara; ( nonostante
l’assonanza italiana poco felice, mi sembra che non si tratti di una patacca!)  Le sperimentazioni effettuate
in Giappone sembrano confermare risultati positivi per l’allenamento di labbra  e muscoli facciali,  un
supporto contro il russare, i disturbi al naso,   e  idisturbi temporomandibolari. Si trovano maggiori
dettagli al sito www. liptrainer.com , oppure a quello del distributore italiano (con il quale non ho alcun
tipo di   partecipazione finanziaria alle vendite).www.humans.it/it

-Come avevo osservato in un precedente Notiziario,  la fama del metodo Buteyko si sta diffondendo anche in
Italia, lentamente ma sicuramente, senza bisogno di pubblicità,   grazie ai risultati che consente di
raggiungere.  Mi fa ora piacere comunicarvi che il 1 dicembre a Riccione terrò una relazione, alla quale
seguirà una tavola rotonda, dal titolo “Buteyko, la rivoluzione nella respirazione”, ad un evento  molto
importante nel settore della medicina alternativa italiana: la Macrofesta, organizzata tutti gli anni
dalla Macroedizioni (che, nella linea BIS pubblicherà l’anno prossimo il mio nuovo libro sul metodo Buteyko,
frutto della mia esperienza medica degli ultimi anni con questo metodo; ma su questo tornerò  in un
prossimo  Notiziario).
Saranno presenti molti relatori di prestigio (da Nader Butto ad Ervin Laszlo) che parleranno di molti
argomenti interessantissimi. Chi desideri partecipare al Festival può trovare maggiori informazioni al
seguente link:
http://www.macroedizioni.it/evento.php?id=565



Notizie Salutari      Ottobre  2007
(a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro)

-Con l’inizio dell’autunno iniziamo a sentire in continuazione alla televisione le previsioni sulle ondate d’influenza che dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi, con le consuete raccomandazioni di
vaccinazione alle persone più indebolite.
Non me la sentirei certamente di sconsigliare la vaccinazione che in certi casi può effettivamente essere utile. Consiglio però di accertare bene quali siano i componenti del preparato che si intende usare
per questa vaccinazione, e di accertarsi che non  contenga preservanti a base di derivati di mercurio  ancora a quanto pare in circolazione in alcuni vaccini, sotto vari nomi(thiomersal, mercuriotiolato,
etilmercurio tiosalicilato, sodio mertiolato ed altri)

-A parte l’influenza, inizia comunque la stagione dei raffreddori: un detto conosciuto dice che “un raffreddore, se curato bene dura una settimana e se non curato dura 7 giorni! “
Lasciando le battute, è bene comunque, soprattutto se si soffre di asma o altri problemi dell’apparato respiratorio, non trascurare i primi sintomi di un raffreddore ma prendere subito vitamina C, limonata
calda con miele, propoli ed altri rimedi naturali, ed una bella borsa d’acqua calda. La misura più importante è poi ovviamente quella di fare una   seduta di esercizi Buteyko, e  soprattutto di
riprendere regolarmente la pratica di questi esercizi,
se per caso qualcuno l’avesse interrotta durante l’estate! E’ particolarmente importante, soprattutto durante i cambi di stagione, controllare, con il noto test della PC, se si respira ancora bene e, in caso
negativo, riprendere subito il riaddestramento. Se in generale   un’aspirina per cercare di troncare subito un raffreddore può anche non far male ed in certi casi (pur ovviamente tenendo conto delle
controindicazioni e dosaggi del caso) può portare al risultato desiderato, in chi invece soffre di asma  l’aspirina dovrebbe a mio avviso essere di preferenza evitata, a meno di non averla già presa senza
problemi.
Sussiste infatti una sindrome  clinica specifica dal nome di AIA (aspirin induced asthma) con la quale è
designata l’ asma scatenata dall’aspirina e/o da altri preparati antinfiammatori nonsteroidei. Secondo un
articolo pubblicato su Allergy 2003:58, 1064-1066, nel corso di uno studio condotto presso l’Università di
Cracovia in Polonia,  si è accertato che l’AIA è in genere sotto-diagnosticata  e che l’aspirina può
scatenare pesanti attacchi d’asma in una  percentuale che va dal 3 al 19% circa di asmatici .
-Chi soffre d’asma potrebbe quindi prendere in considerazione, non in caso di raffreddore ma per
problemi di natura infiammatoria,  il ricorso, anziché all’aspirina, alla boswellia serrata, una pianta  da
secoli usata nella fitoterapia ayurvedica per le sue proprietà antiinfiammatorie ed antidolorifiche. Ne è
stata provata l’efficacia anche contro l’asma, nel seguente trial clinico: “Effects of Boswellia serrata
gum resin in patients with bronchial asthma: results of a double-blind, placebo-controlled, 6-week clinical
study” (Eur J Med Res. 1998 Nov 17;3(11):511-4), con consistenti miglioramenti nel 70% dei soggetti. Gli
acidi boswellici contenuti in questa pianta  sono inoltre apparentemente in grado di inibire l’azione di
determinati enzimi che in caso di infiammazione attaccano e danneggiano i tessuti elastici, il che è
particolarmente importante per chi voglia mantenere in buone condizioni il tessuto elastico dei polmoni.
Attenzione: è però comunque necessario farsi consigliare da un medico esperto in fitoterapia poiché
anche  i preparati fitoterapici possono essere controindicati in certi casi e possono scatenare
effetti collaterali indesiderati.
-Restando sul discorso della Boswellia (pianta dalla quale si ricava l’incenso), segnalo che la pratica
consistente nel bruciare bastoncini d’incenso, alla quale molti oggi ricorrono per i suoi effetti
rilassanti e che inducono alla meditazione, non è a quanto pare priva di pericoli. Un articolo pubblicato
sul Bulletin of Enviromental Contamination and Toxicology segnala che all’interno di un tempio a
Taiwan, a seguito di un’analisi, sono state riscontrate nell’aria sostanze PAH (idrocarburi
aromatici policiclici,  spiccatamente cancerogene), in concentrazione  45 volte più elevata che non nelle
case di fumatori, e  19 volte più elevata che nelle zone trafficate della città.
E’ vero che probabilmente nel tempio era stata bruciata una grande quantità di bastoncini d’incenso,
magari non di ottima qualità, e credo che non sia certo pericoloso inalare un po’ di fumo d’incenso in
Chiesa o bruciare qualche bastoncino di buona qualità in casa. Non posso tuttavia fare a meno di richiamare
quanto ho detto in precedenti numeri del Notiziario sull’opportunità di fare attenzione alla qualità
dell’aria in casa, che non raramente contiene sostanze dannose in concentrazioni superiori a quelle che si
trovano in strade  trafficate. E’ bene ricorrere, per profumare, solo ad oli essenziali del tutto naturali ,
ed evitare assolutamente tutti i “profumatori e deodoranti dell’ambiente” contenenti sostanze
sintetiche.
-A proposito del rilassamento, visti i “pericoli” dei bastoncini d’incenso, non posso non far nuovamente
presente come  -a parte il discorso sui preparati farmacologici, in alcuni casi indispensabili ma da
evitare finché possibile-, il “calmante” naturale più efficace che io abbia mai visto nella mia attività di
medico sia la buona respirazione.Ricorro spesso, per un'azione di supporto, anche ad alcuni preparati
fitoterapici molto efficaci, ma è stata soprattutto la “tranquillizzazione” della respirazione con il metodo
Buteyko a darmi risultati sorprendenti su pazienti che soffrivano da anni di attacchi di ansia, panico e
stress.



"NOTIZIE SALUTARI" Settembre 2007
(a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro)


-1) Buongiorno a tutti! Spero che al rientro dalleacanze questo Notiziario vi trovi tutti in ottima  forma e pieni d'energia!
Per chi invece non è riuscito a recuperare abbastanza per far fronte alla ripresa delle fatiche lavorative e per chi magari soffra di una costante condizione di stanchezza vorrei dire, anche se questo non può certo consolare chi ne soffre, che la sindrome di stanchezza cronica è, a mio avviso, una delle malattie, di cui la scienza medica non ha ancora accertato con sicurezza le cause, in più rapido aumento. Nel mio studio medico vedo un gran numero di pazienti alle prese con questo problema.   Interessante, quanto alle possibili cause, è questo recentissimo studio del luglio scorso, condotto dall'Università di Lovanio, Belgio, con il titolo "Hyperventilation in patients with chronic fatigue sindrome: the role of coping strategies" (Iperventilazione nei pazienti con la sindrome di stanchezza cronica. Il ruolo delle strategie per farvi fronte), pubblicato su Behav. Res. Ther. 2007 Jul. 20.
In questo studio si constata in generale l'esistenza di livelli bassi di CO2 nei pazienti sofferenti di questa malattia.
Vi sarebbe anche qui nuovamente da chiedersi per quanto tempo si dovrà continuare a ripetere le sperimentazioni prima che la pratica medica prenda atto dei loro risultati univoci. A risultati analoghi a quello di due mesi fa erano arrivate infatti anche varie altre sperimentazioni, tra le quali cito solamente, ad esempio, quella risalente a 10 anni fa, del Dipartimento di psicologia medica dell'ospedale
universitario di Nijmegen, Olanda, pubblicata su J Psychosom Res. 1997 Oct;43(4):371. 7, con il titolo "The chronic fatigue sindrome and hyperventilation" . (La sindrome della fatica cronica e l'iperventilazione) .  In questo studio si osserva che "l'esistenza di prove fisiologiche di una situazione di iperventilazione è stata constatata con frequenza significativamente maggiore nei pazienti sofferenti della sindrome di stanchezza cronica , rispetto al gruppo di controllo di persone sane." L'iperventilazione è , nella terminologia medica, quasi un sinonimo di ipocapnia (e cioè basso livello di CO2), poiché
l'iperventilazione provoca appunto sempre anche eccessiva perdita di CO2.
Chi segue questo Notiziario sa ovviamente che il modo per mettere riparo alla iperventilazione- ipocapnia esiste ed è semplice da attuare. Se, con il metodo Buteyko, si regolarizza la respirazione eliminando l'iperventilazione, migliora tutta l'ossigenazione dell'organismo, migliorano il metabolismo e la produzione d'energia. Chi soffre di questa sindrome di stanchezza cronica potrebbe quindi trarre giovamento dall'apprendimento di questo metodo- ovviamente dopo aver effettuato tutti gli esami medici necessari per escludere che la stanchezza non sia causata da altri problemi medici ( una stanchezza che si prolunga,
apparentemente senza causa, è infatti uno dei primi sintomi di varie malattie, a volte serie).  -2) Per restare nel campo degli studi medici, ne cito un altro, interessante, del novembre scorso, condotto dal Regio ospedale per Gola, Naso e Orecchie di Londra, pubblicato su J Laryngol Otol, 2006 Nov;
120(11):942- 6, con il titolo " Prevalence of hyperventilation sindrome in an allergy clinic  compared with a routine ENT clinic". (Prevalenza dell'iperventilazio ne in una clinica per allergie, in confronto ad una normale clinica per orecchie, naso e gola).
In questo studio, partendo dalla premessa che "E' stata riportata una elevata predominanza della sindrome d'iperventilazione cronica nei pazienti asmatici", si arriva alla conclusione che "Il risultato indica l'esistenza di una elevata prevalenza della condizione di iperventilazione tra i ricoverati, in linea generale, nell'ospedale" e che "Dovrebbe forse (?!) essere data considerazione al possibile ruolo dell'iperventilazio ne nella sintomatologia" .
Mi astengo da ogni commento e mi limito a constatare che effettivamente, " forse" si dovrebbe guardare un po' di più a come respirino normalmente gli asmatici, tra un attacco e l'altro, e prendere atto di quanto constatato sull'argomento fin dal 1960, dal prof. Buteyko, e prima e dopo di lui anche da altri. 
-3) Per concludere questo breve numero del Notiziario, cito ancora un importante studio del King's College di Londra, in cui è stata identificata una proteina che provoca infiammazione nei polmoni e che contemporaneamente fa aumentare la fame. Numerosi altri studi avevano in precedenza constatato un collegamento tra infiammazione, obesità ed asma, ed in particolare in uno studio recente in cui erano stati presi in considerazione i dati riguardanti 330.000 persone, si era constatato che per ogni asmatico di peso normale ve ne erano 1,5 sovrappeso od obesi.
Naturalmente lo studio conclude dicendo che "è necessaria ulteriore ricerca". Anche se ovviamente una ulteriore ricerca è sempre utile, chi conosca il lavoro del prof. Buteyko non può non ipotizzare che alla base sia dell'asma che del problema di soprappeso possa esservi (magari insieme
ad altri fattori) anche un modo sbagliato di respirare, che oltre a provocare l'asma causa anche un funzionamento non ottimale del metabolismo. Rimettere quindi a posto la respirazione, oltre a giovare
all'asma può far bene anche alla linea!


"Notizie Salutari" ( a cura della dott. Fiamma Ferraro)          giugno 2007

1- In un recente studio, pubblicato   il 16 maggio scorso sul New England Journal of Medicine,  si osserva che  per gli asmatici che abbiano avuto una serie di attacchi, i medici tendono a prescrivere dosaggi più elevati delle medicine in uso, mentre è più raro che in successivi periodi di nuovo più tranquilli e senza molti attacchi, il dosaggio venga di nuovo diminuito per tornare ai livelli precedenti. Ciò fa sì, osserva lo studio, che gli asmatici tendano a prendere un dosaggio usuale di medicine più elevato del necessario e che in genere, in caso di asma persistente ma lieve, il dosaggio usuale potrebbe essere probabilmente ridotto;…. e se lo dice    non solo il dr. Buteyko ma persino il  New England Journal of Medicine c'è proprio   da crederci!   Ma, ovviamente, non posso  fare a meno di aggiungere che, per evitare rischi, anche  di ricadute, la riduzione del dosaggio di farmaci dovrebbe essere prescritta dal medico e dovrebbe idealmente essere accompagnata dall'apprendimento e pratica del metodo Buteyko.

2- Due anni fa  una squadra di ricercatori dell'Università tedesca di Jena, diretta dal prof. Gerhard Jahreis, che da anni si occupava della ricerca sui grassi animali e aveva osservato che i bambini che bevono latte soffrono meno spesso di asma rispetto a quelli che non lo bevono, ha effettuato uno studio epidemiologico per accertare quale sia la sostanza che, nel latte, ostacola l'asma.  Nello studio, pubblicato sul periodico "Biochimica Biophysica Acta (BBA 1737,111-118,2005), viene esposta l'esistenza di un collegamento tra l'asma e   specifiche forme di acido linoleico coniugato  (CLA) che, nello stomaco dei ruminanti, si formano partendo da grassi vegetali. E' risultato che alcune di queste forma di CLA esercitano sugli eosinofili ed epiteli bronchiali cuna benefica azione antinfiammatoria, particolarmente importante per chi soffre d'asma. Il CLA (conjugated linoleic acid) è una sostanza che va attualmente molto di moda per perdere peso. Le si attribuiscono inoltre molti altri benefici (azione antidiabetica, antinfiammatoria, ed altro). Devo però a questo proposito mettere in guardia: come mi avevano chiarito anche durante la specializzazione  in medicina della nutrizione che ho fatto in Germania,  e come è  confermato anche in questo studio, il CLA contiene in genere due isomeri particolarmente attivi: il "cis-9 trans11-CLA" ed il "cis-10  trans12-CLA". Mentre il primo (cis-9 trans11-CLA) esercita appunto la benefica azione antinfiammatoria, il secondo esercita un'azione molto meno favorevole,   ed anzi persino un'azione dannosa (infiammatoria, diabetogena ecc.) Il problema con i vari integratori alimentari in vendita, molto diffusi, contenenti CLA, è che non conoscendo l'importanza di questa differenza   non indicano in genere neppure le rispettive percentuali di queste due sostanze contenute nei loro prodotti. Il benefico cis-9 trans11-CLA si forma comunque in quantità molto maggiori nel latte di mucche, capre e pecore che si nutrono pascolando liberamente sui prati, mentre è quasi assente nel latte di animali nutriti con vari mangimi.   E' importante quindi che gli asmatici, se bevono latte, si assicurino che si tratti di latte proveniente da fattorie biologiche e, se non vi sono altri problemi, preferiscano formaggi abbastanza grassi confezionati con questo latte biologico, visto che il benefico   CLA si trova appunto nella parte grassa del latte.

3-Un numero   elevato di asmatici che vengono da me per imparare la tecnica Buteyko soffre di sinusite ed ha problemi a respirare dal naso. In questi casi è essenziale prima di tutto curare la sinusite, per riuscire a respirare dal naso. A questo proposito mi sembra utile segnalare, anche se è piuttosto "vecchio" un articolo apparso   nel settembre 1999 sul periodico "Mayo Clinical Proceedings"   della celebre Mayo Clinic, (che non è certo un clinica "alternativa"); in questo articolo  si critica l'uso massiccio di antibiotici  contro le sinusiti, osservando che il 96-99% delle sinusiti è causato non da batteri ma da funghi e muffe, e dalle conseguenti reazioni allergiche, e quindi gli antibiotici, che agiscono solo contro i batteri, sono del tutto inutili. Vi sono in effetti (e qui cessa il resoconto dell'articolo della Mayo Clinic e continuo io) numerose sostanze naturali che agiscono contro i funghi e le muffe che si insediano nel seno nasale e vi è ora anche un test tedesco specifico con il quale è possibile, in modo semplice, accertare se nell'organismo sia presente una quantità eccessiva di muffe, e quali.

4-Nel suo bellissimo libro "Un altro Giro di Giostra", Tiziano Terzani racconta alcune tappe di viaggi effettuati dopo il trattamento consueto contro il cancro. Nel descrivere alcune impressioni riguardanti una tappa in Cina, Terzani scrive tra l'altro   alcune considerazioni  che  riporto: "Tutte le antiche civiltà hanno studiato il "potere del respiro" e hanno intravisto il rapporto tra il respiro e la mente, e forse l'anima. Alcune, come quella indiana, hanno pensato che è possibile, usando il respiro, prendere consapevolezza di quella forza che sostiene l'intero universo e di cui il respiro è la l'espressione più grossolana. Gli yogi, avendo notato che certi animali capaci di respirare lentamente, come l'elefante ed il serpente, vivono molto più a lungo di quelli, come il cane o la scimmia, che invece respirano più velocemente, hanno speso anni ad escogitare specialissimi esercizi intesi a rallentare il ritmo della propria respirazione, prolungando così –si dice- la propria vita fino a centocinquanta, duecento anni. L'altra idea, anche questa molto indiana, è che il tempo assegnatoci dal destino non si misura in anni, giorni e ore –dopo tutto queste sono nostre invenzioni- ma in respiri. In altre parole, non nasceremmo coi giorni, ma coi respiri contati. E siccome un uomo respira normalmente 21.000 volte al giorno, 630.000 volte al mese e circa sette milioni e mezzo di volte all'anno, rallentare questo ritmo significherebbe allungarsi la vita. Basterebbe impratichirsi!"
Come dice Terzani,"basterebbe impratichirsi" e, come dice Goethe: "è così semplice , eppure spesso quello che è semplice è così difficile!"

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"NOTIZIE SALUTARI"  

(a cura della dott. Fiamma Ferraro )                                                                        Maggio 2007
-Buongiorno a tutti. In questo periodo di caldo e mancanza di pioggia, tutti i media parlano   dell "effetto serra", del surriscaldamento della terra e degli effetti dannosi provocati dalla CO2 (anidride carbonica). Come se già non bastasse la cattiva fama di cui gode la CO2  negli ambienti della medicina naturale-alternativa, che la considera solo un inutile, dannoso "gas di scarto", ci si mette ora anche la problematica ambientale (alla quale sono peraltro anch'io molto sensibile) a demonizzare la CO2! Sono in effetti non poche le persone che mi chiedono: "come è possibile che nel mio organismo ci sia una carenza di CO2 quando nell'atmosfera che ci circonda invece ce n'è troppa?"  La risposta è che   la quantità di CO2 presente nell'atmosfera ammonta allo 0,03% circa (e anche se si avverassero le previsioni più catastrofiche non supererebbe lo 0,04-0,05%) mentre dentro di noi la percentuale normale di CO2 ammonta al 6% circa ( e questo non lo dice solo Buteyko ma tutti i testi di fisiologia medica "ufficiale"). La CO2 che abbiamo dentro non proviene dall'atmosfera esterna   ma è prodotta nel nostro organismo come "prodotto collaterale" del processo di produzione d'energia (produciamo molta CO2 soprattutto durante il movimento fisico); quando respiriamo troppo (iperventiliamo), emettiamo una quantità di CO2 eccessiva rispetto a quella che produciamo.
- Per tornare alla problematica ambientale: anche la terra, come l'uomo, ha i suoi meccanismi di autoregolazione. Se c'è molta CO2 nell'aria, allora   diventano più folti, resistenti e rigogliosi i boschi e la vegetazione, per la quale  la CO2 è il "cibo" essenziale. I problemi, per l'uomo e per la terra, si verificano quando si arriva a dei punti di rottura, che impediscono a questi meccanismi di autoregolazione di funzionare (come avviene ad es. se non vi è più spazio per gli alberi e si continua imperterriti a distruggere ogni giorno ettari della foresta dell'Amazzonia per adibirli a pascoli per bovini da trasformare poi in Hamburger!)
  Mi ha fatto piacere leggere recentemente, sulla rivista tedesca "Raum und Zeit" (Spazio e Tempo) un articolo dal titolo "Die CO2 Lüge. Kein Klima-killer sondern Lebens-Stoff ( La menzogna della CO2- Non è un killer climatico ma una sostanza vitale)". Nell'articolo si osserva tra l'altro, riprendendo un precedente articolo del prof. Bert Küpper ("Ohne Co2 kein Leben"-Senza CO2 non vi è vita) che da milioni di anni i vulcani emettono circa 6000 gigatonnellate di CO2 all'anno, mentre il contributo dell'uomo a questa emissione è di circa 30   GT all'anno. L'articolo avanza inoltre il sospetto che tutta questa campagna mediatica   sul pericolo della CO2 sia in realtà diretta a distrarre l'attenzione dalle altre sostanze, ben più pericolose e dannose, emesse in continuazione nell'atmosfera e nelle falde acquifere, e soprattutto a preparare il terreno per un ritorno all'energia nucleare (bandita da tempo anche in Germania), anziché ad incentivare lo studio di energie veramente "pulite". 

- In questa stagione di allergie, di cui ho parlato anche nel Notiziario precedente, vorrei attirare l'attenzione sull'importanza dei fenomeni allergici spesso scatenati da   muffe (aspergillo, alternaria ed altre) presenti (per umidità eccessiva e nascosta) nelle mura degli ambienti in cui si vive. Vi sono ora dei test molto precisi che misurano queste sostanze, spesso ignorate nei comuni test allergici. In numerosi miei pazienti allergici il problema derivava a quanto pare proprio da queste sostanze, ed un risanamento-bonifica delle mura casalinghe ha portato (ovviamente insieme agli esercizi di respirazione Buteyko) ad una rapida scomparsa-attenuazione dell'allergia.
Sempre a proposito di sostanze allergizzanti e problemi ambientali,   segnalo un recente studio dell'Università di Miami (Florida) pubblicato su Chest,2007;131:187-194, in cui   si parla degli effetti dannosi risentiti dagli asmatici che si recavano alla spiaggia nei giorni, periodicamente ricorrenti, in cui le correnti   portavano acque piene di alcune alghe rossastre. Queste alghe a quanto pare rilasciano potenti tossine, nell'aria e nell'acqua, particolarmente dannose per gli asmatici. Non so se questo tipo di alga (Karena brevis) sia presente anche nelle nostre acque, ma purtroppo, a tutte le varie precauzioni quanto alle cose da evitare, ora gli asmatici –   che contavano sugli effetti benefici delle vacanze al mare- dovranno aggiungere anche il  controllo delle quantità di alghe presenti. Meglio affrettarsi ad imparare il metodo Buteyko prima di partire per le vacanze!

-Per parlare di argomenti meno deprimenti, segnalo due sostanze a quanto pare benefiche per gli asmatici: la corteccia di un albero che cresce soprattutto nelle foreste del Ghana, la Funtumia elastica, tradizionalmente impiegata dalla locale popolazione   per vari problemi di salute sembra, a quanto risulterebbe da un vasto impiego in gran Bretagna, esercitare effetti benefici per l'asma. Si tratta peraltro solo di effetti riferiti dalle persone che l'hanno impiegata e non di studi effettuati con criteri scientifici.
Un'altra sostanza, la melatonina, largamente impiegata anche da noi soprattutto per dormire, a quanto accertato in uno studio clinico in doppio cieco (risultati pubblicati sulla AM J Respir Crit Care Med. 2004 Aug 11) consente di migliorare notevolmente la qualità del sonno, spesso disturbato in chi soffre d'asma. Non sono tuttavia stati riscontrati benefici in merito alla sintomatologia specifica dell'asma.

Sempre in relazione alla qualità del sonno e ai problemi di apnea notturna, di cui numerose persone soffrono, cito   un importante articolo apparso sulla prestigiosa rivista media New England Journal of Medicine (J.Laffey and B.Kavanagh, 4 luglio 2002)
in cui si mette in evidenza come l'eccesso di respirazione   e l'ipocapnia (deficit di CO2, che consegue all'eccesso di respirazione) svolga un ruolo importante in tutta una serie di patologie, tra cui quali anche l'apnea notturna.

In un recente numero di questo Notiziario ho parlato dell'importante nesso tra iperventilazione ed ansia-attacchi di panico.  Numerosi studi medici hanno consentito di provare l'esistenza di un collegamento evidente tra attacchi di panico ed iperventilazione.  Tra i tanti, cito solo quello pubblicato su Arch Bronconeumol.2005 May; 41 (5):267-71, dal titolo "Prevalenza della sindrome d'iperventilazione in pazienti trattati per l'asma in una clinica pneumologica", in cui non solo si constata l'esistenza di problemi di iperventilazione negli asmatici, ma anche un'elevata percentuale di attacchi di panico, collegati appunto all'iperventilazione. Anche la mia esperienza medica e psicoterapeutica mi convince sempre di più dell'importanza di questo collegamento, e del fatto che in caso di fenomeni come ansia /panico una delle prime cose da fare sia in genere quella di mettere a posto la respirazione.
Ne sono così convinta che  dedico proprio  all'ansia/panico il primo della serie di corsi Buteyko specifici, che intendo effettuare per insegnare il metodo  Buteyko in corsi separat, dedicati volta per volta  a gruppetti di persone che soffrono di determinate specifiche patologie, diverse dall'asma. In questo corso diretto a coloro che soffrono di ansia/panico, oltre ad insegnare il metodo Buteyko,  mi soffermerò anche sulle misure   mediche-farmacologiche, su alcune terapie fitoterapiche e di medicina naturale, che possono accelerare l'eliminazione del problema. La   prima misura da attuare resta comunque la normalizzazione della respirazione. Prendere vitamine e integratori senza aver prima normalizzato la respirazione sarebbe come cercare di riempire d'acqua un vaso che ha una larga fessura; prima bisogna riparare la fessura e poi riempire d'acqua il vaso!
 
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“NOTIZIE SALUTARI” 
(a cura della dott. Fiamma Ferraro)                                        Aprile 2007

-Sull’edizione online del celebre Times inglese ho notato, il 29 marzo scorso, una notizia dal sottotitolo promettene : „Una nuova speranza per milioni di asmatici proviene da un modo del tutto diverso di trattare questa malattia“.  Sperando, dato il riferimento promettente a  un approccio “del tutto diverso”, che finalmente si prendesse in considerazione il metodo Buteyko (che pure in Gran Bretagna, molto più che da noi, è conosciuto ed applicato anche da molti medici) mi sono precipitata a leggere l’articolo, che però ha completamente deluso le mie speranze. L’articolo esponeva in effetti, con un titolo trionfalistico (“Una nuova speranza per gli asmatici grazie ad un tubo caldo nei polmoni”), una nuova tecnica sperimentata in 11 centri in Gran Bretagna e Canada, su 112 pazienti. A quanto riportato dal New England Journal of Medicine, a seguito di questa terapia, chiamata “termoplastica bronchiale”, è risultato che i pazienti hanno ottenuto una riduzione del 50% degli attacchi asmatici ed una riduzione media del 45 % nell’uso dei broncodilatatori. La terapia, per ora ancora in fase sperimentale, consiste nell’inserimento, in anestesia locale, di un catetere (denominato Alair; ved. il sito della ditta produttrice  www.asthmatx.com) nelle vie respiratorie. Lì il catetere si espande e , rilasciando calore, cauterizza una parte della muscolatura liscia che  riveste le vie respiratorie, togliendo loro quindi una buona parte della capacità di contrarsi e  restringersi.
C’è veramente da chiedersi cosa ci sia di nuovo, se non in senso peggiorativo, in questo tipo di approccio; si continua, come avviene purtroppo in molti tipi di terapie, a contrastare i sintomi/le conseguenze (la costrizione eccessiva delle vie respiratorie durante gli attacchi d’asma)  anziché  ricercare ed eliminare la causa  di questa ipereccitabilità.  Se poi si aggiunge il fatto che, secondo Buteyko, la contrazione delle vie respiratorie non è negli asmatici nemmeno un sintomo ma piuttosto una reazione difensiva diretta a contrastare i danni prodotti dall’iperventilazione, e se si considera che questo “nuovo” decantato approccio provoca una –pur piccola- mutilazione permanente dell’organismo, distruggendo   una parte di muscolatura liscia  ( se la natura ha dotato le vie respiratorie di muscoli lisci che  consentono loro di contrarsi, se ne deve dedurre che questa possibilità di contrazione in certi casi potrebbe avere  una sua utilità) c’è veramente da restare perplessi.
E’vero che, di fronte ai pericoli dei broncodilatatori a lunga durata (di cui ho ripetutamente riferito in passati numeri di questo notiziario) e agli effetti collaterali del cortisone, questa nuova terapia per certi versi può sembrare preferibile. Ci si domanda tuttavia quanto si dovrà attendere per arrivare finalmente ad un vasto utilizzo e riconoscimento del metodo Buteyko, che ha dimostrato, in varie sperimentazioni cliniche, una efficacia ben maggiore (riduzione media del 90% - non del 45%- nell’uso dei broncodilatatori), e che agisce alla radice, eliminando cioè l’iperventilazione, e quindi la conseguente reazione di difesa dell’organismo (contrazione delle vie respiratorie) diretta a ridurre  l’iperventilazione.

-Durante l’incontro annuale della “Thoracic Society” dell’Australia e Nuova Zelanda, come riferito il 26 marzo scorso dal “New Zealand Herald” con un articolo intitolato   “Migliaia di persone trattate per l’asma potrebbero avere un problema diverso”, è stato discusso il problema di una diagnosi corretta dell’asma. Sembra infatti, come riferisce l’articolo,  che nuove, più sofisticate procedure diagnostiche, non ancora disponibili ovunque, abbiano consentito di accertare che numerosi pazienti diagnosticati come asmatici,  soffrono invece di danni di altra natura alle vie respiratorie, in genere provocati da infiammazioni.  Se il problema è di natura prevalentemente infiammatoria i broncodilatatori non sarebbero utili.

-Sempre in relazione alla diagnosi di asma, mi sembra interessante anche  un altro problema, la “disfunzione delle corde vocali” che viene non raramente erroneamente diagnosticata come asma, in quanto provoca sintomi molto simili, come una sensazione di chiusura della gola, un senso di soffocamento e problemi di respirazione in particolare, come avviene per l’asma, nella fase dell’espirazione.
Nell’interessante sito http:// cantbreathesuspectvcd.com  (non puoi respirare: sospetta una disfunzione delle corde vocali), si osserva come questo problema della VCD (disfunzione delle corde vocali) sia ancora poco conosciuto, come numerosi medici non ne abbiano mai sentito parlare, e come sia ignorato anche in molti libri medici. Il problema, per confondere ulteriormente le cose ,è inoltre complicato anche dal fatto che vengono impiegati anche altri nomi per  la VCD, e che esistono anche altri quadri patologici simili (ad esempio la “distonia spasmodica”).
E’ interessante comunque notare che, tra i consigli dati nel sito web sopraccitato, alla pagina “come sopravvivere ad un attacco di VCD”, vi siano alcune manovre respiratorie che portano ad un rallentamento  e ad una tranquillizzazione della respirazione (nuova conferma della validità di quanto sostenuto dal dr. Buteyko).
Non mi resta che dire  che, viste anche tutte queste difficoltà e   la complessità   della diagnosi dell’asma, perlomeno la respirazione Buteyko, diversamente da quanto accade per broncodilatatori e cortisone,  anche quando la diagnosi di asma  è errata, fa comunque bene poiché è utile anche in caso di infiammazioni, attacchi di panico, disfunzioni vocali e spasmi.
-Sempre restando sul tema “Buteyko aveva ragione”,leggo su un recente numero di “Salute Oggi” , un articoletto dal titolo “Ultime scoperte. Chi dorme sul lato sinistro riposa meglio”.
In realtà, come sanno tutti quelli che hanno letto il libro “Attacco all’Asma”, Buteyko fin dal 196o  consigliava, pur senza averne spiegato bene i motivi, di dormire sul lato sinistro. Come  scrive  questo recente articolo “Ora si è scoperto che soprattutto chi dorme sulla schiena e sulla parte destra del corpo soffre di bruciori di stomaco notturni. La spiegazione è semplice: dormendo sul fianco desto si esercita una pressione sullo stomaco; in questo modo il succo gastrico viene letteralmente spremuto”…procurando fastidiosi bruciori in gola.
A questo proposito vi è da aggiungere che la VCD di cui parlo sopra è non raramente causata da problemi di riflussi gastrici.


CORSI

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- Gli interessati sono   invitati a mettersi al più presto in contatto con la Dr. Ferraro
Corsi per uso proprio:
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Per maggiori informazioni ed iscrizioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro, tel. 0577817693  cell. 3403754383, sito web: www.geocities.com/fiafer/corsi , e-mail: fiafer@yahoo.com



"Notizie Salutari"

(a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                                              Marzo 2007

-Buongiorno! Questo inizio di primavera vede, come di consueto, un riacutizzarsi dei problemi d' allergia, di cui soffrono numerosi asmatici, problemi che  quest'anno, anche per le condizioni climatiche, si presentano con particolare virulenza. Cosa fare? L'approccio consueto consiste nel cercare di identificare i fattori che scatenano l'allergia  e nel cercare di evitarli o di    abituarsi a tollerarli, con una terapia di desensibilizzazione. Il problema è però che non  è facile identificarli, tanto più che non raramente i fattori ai quali si è allergici sembrano cambiare o aumentare in continuazione. Sarebbe ovviamente preferibile riuscire ad agire alla base del problema, attenuando la sensibilità eccessiva dell'organismo a questi fattori, che il più delle volte non sono del resto sostanze velenose e nocive (nei confronti delle quali una reazione di rifiuto da parte dell'organismo sarebbe più che giustificata!) ma normali sostanze (dai pollini ai peli di cane, acari ecc.) con i quali l'organismo umano da secoli convive in genere senza problemi. Strettamente collegato a questo problema delle allergie scatenate per via respiratoria, vi è poi il problema delle allergie (o a volte semplici intolleranze) a determinati alimenti.
A questo proposito vi sarebbe innanzitutto da dire che qualunque sostanza, per quanto innocua o benefica, se arriva in luoghi in cui non dovrebbe arrivare può diventare nociva. Essenziale a questo riguardo è il problema dell'integrità delle mucose (che si tratti di quelle intestinali  o di quelle respiratorie, comprese quelle del naso). Se queste mucose sono infiammate e danneggiate, succede che lascino passare dei frammenti di sostanze che non dovrebbero oltrepassarle, e ciò può scatenare fenomeni di allergia o intolleranza.
E' necessario quindi innanzitutto cercare di ricostituire l'integrità di questa mucosa, ma per questo è necessaria una terapia medica individualizzata. Alcuni consigli generali di carattere spicciolo consistono  nel frattempo nel cercare di evitare le sostanze alle quali si è più sensibili, spruzzando ad es. nel naso dei preparati  che, formando una pellicola impenetrabile, trattengono pollini, ecc ;  evitando tappeti e materassi infestati da acari e tenendo lontani, se del caso, gli amici a 4 zampe!
Alcune sostanze naturali e piante che esercitano un effetto benefico contro l'allergia sono lo zinco, la vitamina B6, il rosmarino, l'aloe, la quercetina ed alcuni enzimi come la bromelaina. E' comunque bene consultare un medico esperto in terapie naturali. Insieme tutto questo, il consiglio più importante rimane ovviamente quello di intensificare la pratica della respirazione Buteyko, essenziale per diminuire i fenomeni di infiammazione e di  allergia.

-Un discorso a parte merita  una sostanza importante anche in relazione alle allergie, l'istamina, che purtroppo è in genere vista anche questa, come avviene per la CO2, in chiave  solo negativa, ed è  combattuta con gli antistaminici. Guarda caso, è stato anche qui  un medico russo, Felix Ravikovich, emigrato da ann in Canada, dove esercita, a mettere in luce il ruolo benefico che può avere l'istamina,  che deve essere presente nell'organismo in quantità giusta (come avviene per la CO2, avere  poca istamina può essere dannoso quanto averne troppa). Ne parlerò più a fondo in un prossimo numero del Notiziario ma intanto consiglio a chiunque parli bene l'inglese (il linguaggio è molto tecnico e di non facile comprensione) di leggere il   libro del Dr. Ravikovich, "The Plot against Asthma and Allergy Sufferers" (Il complotto contro chi soffre di asma ed allergia).

-Un altro libro appena uscito in inglese, e che varrebbe la pena di leggere  è  "Adverse Reactions-The Fenoterol Story" (Reazioni avverse-La storia del Fenoterolo); al termine della lettura ogni asmatico si precipiterebbe probabilmente ad imparare la tecnica Buteyko per non dover più dipendere da sostanze che possono provocare queste "reazioni avverse"! Il libro, pubblicato dall'Università di Auckland, Nuova Zelanda (paese che ha notoriamente la maggior percentuale al mondo di asmatici), è scritto da Neil Pearce, professore universitario, medico epidemiologo di fama internazionale e responsabile del Centro per la ricerca sulla salute pubblica dell'Università di Massey. Pearce racconta la storia di come, nel 1976, un gruppo di giovani scienziati, di cui lui faceva parte,   dopo aver notato che a partire dal 1976 vi era stato un improvviso forte aumento della percentuale di decessi tra gli asmatici in Nuova Zelanda,  (la percentuale si era  triplicata nel giro di  soli tre anni, con 600 decessi tra il 1976 ed il 1979), iniziò una ricerca   per accertare le cause di questo aumento. Dopo una lunga e rigorosa indagine, il gruppo di scienziati guidato da Pearce stabilì senza possibilità di dubbio che la responsabilità di questo aumento era da attribuire  al broncodilatatore  Fenoterolo, la cui vendita, con il nome di Berotec, era stata autorizzata in Nuova Zelanda proprio poco prima dell'inizio dell'aumento impressionante di decessi. Il libro racconta poi la storia appassionante dei lunghi anni di battaglia condotta contro un' opinione medica conservatrice e contro le industrie farmaceutiche, fino ad ottenere il ritiro dal mercato della Nuova Zelanda di questo preparato, nel 1990 (meglio tardi che mai!) ed il conseguente immediato calo dei decessi. Oltre a raccontare questa vicenda, Pearce solleva nel libro molti interrogativi inquietanti quanto al modo in cui viene accertata l'innocuità dei farmaci e quanto ai rapporti tra ricerca scientifica ed interessi finanziari. All' interrogativo che sorge spontaneo, e cioè come mai abbia atteso oltre 15 anni per raccontare questa vicenda, Pearce risponde di aver voluto  attendere che la sua "rabbia" si calmasse, per poter scrivere in modo relativamente spassionato ed obbiettivo.

L'altro interrogativo che mi è sorto spontaneo, ed al quale purtroppo non ho potuto dare una  risposta soddisfacente, è stato quello di vedere cosa sia successo in Italia con questo preparato antiasmatico. Con mia grande sorpresa ho visto che in Italia (ed in altri paesi) il fenoterolo è ancora tranquillamente in vendita, con il nome di Dosberotec e, pur su ricetta medica e con determinate avvertenze e limitazioni, è tranquillamente impiegato in caso di asma!

A risentirci e  intanto Buona Pasqua a tutti!

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"Notizie Salutari"                             
(a cura della dr. Fiamma Ferraro)
Febbraio 2007

Buongiorno a tutti. In questa edizione vorrei riprendere due notizie che erano state date in questo Notiziario un po’ di tempo fa.

1) Nell’ottobre 2003 si riportava la seguente informazione:
“L'autorita' di controllo americana FDA ha per la prima volta approvato , a seguito dei risultati positivi  conseguiti in sperimentazioni cliniche in doppio cieco, un rimedio non farmacologico per il trattamento della pressione elevata del sangue. Si tratta di un apparecchio elettronico che, dopo aver analizzato la struttura del respiro di un paziente, sintetizza una musica individuale che induce il paziente, che tende ad adattare il suo modello respiratorio alla musica,   a respirare (-indovinate un po! Ndr.-) piu' lentamente e di meno. Gli studi, pubblicati nell' American Journal of Hypertension hanno dimostrato una diminuzione media di 14/9 mmHg dopo 8 settimane di uso. E' cosi' nuovamente confermato  quanto scoperto da Buteyko sull'importanza della respirazione nell'ipertensione, e con gli esercizi Buteyko si ottengono, in modo piu' efficace e senza necessita' di costosi apparecchi, risultati ancora superiori, come dimostrato dallo stesso Dr. Buteyko che, all'eta' di 35 anni, era stato indotto proprio dalla sua pressione troppo elevata ad approfondire lo studio della respirazione ed era riuscito, grazie alle sue scoperte, a guarire.”
Trascorsi più di 3 anni, leggo ora sul periodico Internal Medicine News (vol.40,Issue 3, Page 36- 1 February 2007) una notizia, (riportata anche nel corso dell’ultimo incontro della Associazione Europea per lo Studio del Diabete), riguardante un nuovo trial clinico  in merito allo stesso  apparecchio. In questo trial,  condotto presso l’Ospedale universitario  Hadassah, a Gerusalemme,  l’uso dell’apparecchio ha “consentito di ottenere una significativa diminuzione della pressione  del sangue in un gruppo di diabetici sofferenti di ipertensione.  Un gruppo di 60 pazienti diabetici di tipo 2 con la pressione superiore a 130/80 mm Hg, è stato suddiviso in due gruppi. Dopo 8 settimane, al termine del trial, nel gruppo che aveva usato l’apparecchio per 15 minuti al giorno, si è riscontrata una diminuzione media di 9,5 mm Hg  della pressione sistolica, mentre nel gruppo di controllo vi era invece stato un aumento di 2,2 mm Hg. E’ stato inoltre riscontrato un preciso collegamento tra l’ uso dell’apparecchio e diminuzione della pressione, nel senso che tale diminuzione è stata più elevata in coloro che avevano usato l’apparecchio   più frequentemente. “
Queste notizie fanno ovviamente piacere, ma  quanti di questi trial  sono ancora necessari? Quanto tempo dovrà ancora passare prima che si prenda finalmente atto, con ulteriori approfondimenti, dell’ effetto benefico che, come appare ormai assodato, esercita sulla salute la diminuzione del volume e dell’intensità della respirazione,  con qualunque sistema (purché non pericoloso) questa diminuzione sia ottenuta? Vi sono numerosi mezzi per ottenere una diminuzione: dall’uso di apparecchi di biofeedback del genere di quello utilizzato negli studi riportati, al rilassamento, allo yoga, all’ipnosi, alla meditazione, all’agopuntura (in cui vi sono  punti specifici per l’iperventilazione), alla tecnica Buteyko. A mio avviso la tecnica Buteyko è lo strumento che nella maggioranza dei casi agisce più efficacemente e  rapidamente per ottenere  questo risultato, e nel modo meno costoso (gli apparecchi in questione costano parecchie centinaia di euro). Il modo di respirare è comunque  quanto di più individuale vi possa essere  e in determinati casi ho trovato utile, come supporto, anche l’uso di questi strumenti. L’importante è che sia l’opinione pubblica sia gli ambienti medici inizino a dedicare più attenzione al “giusto respiro”, come fattore basilare per la salute.

2) Nell’aprile 2004, questo Notiziario riportava la seguente informazione: “L'inserto "Salute" di "La Repubblica" dell'11 dicembre scorso, in un articolo dal titolo "L'anidride carbonica che ridona la linea", decantava i benefici della carbossiterapia, che nelle beauty-farms francesi è utilizzata, attraverso microiniezioni, per curare varie problematiche, dalla cellulite alle alterazioni del microcircolo, dalle flebopatie agli accumuli di adipe. L'anidride carbonica, si legge, "agisce come una microscopica "pompa" che spinge il sangue nel labirinto dei capillari. Secondo i suoi sostenitori, la carbossiterapia migliora la circolazione sanguigna: inoltre, grazie al maggior apporto di ossigeno….".
A quanto pare l’uso dell’anidride carbonica per fini estetici si sta sempre più diffondendo anche in Italia. Recentemente ad esempio, il numero del 9 febbraio 2007 del popolare settimanale “Viversani”  decantava le virtù dell’anidride carbonica contro la cellulite e per spianare le rughe.
Vi è inoltre un numero crescente di siti, anche in italiano, sui benefici di questa terapia. In uno di questi ad esempio si legge:  “La carbossiterapia  sfrutta gli effetti vasodilatatori della anidride carbonica per sciogliere gli accumuli di adipe. ….. mira a trattare la cellulite, le alterazioni del microcircolo, le flebopatie e gli accumuli di adipe attraverso microiniezioni locali di anidride carbonica…… La carbossiterapia è un metodo sicuro ed efficace. Utilizza l’anidride carbonica medicale,  che ha la peculiarità di promuovere la vasodilatazione e di ripristinare il corretto flusso di sangue nelle aree asfittiche, aiutando l’attività dei fibroblasti e migliorando il processo di rigenerazione cellulare.“
Come si osservava in questo Notiziario anche nel 2004, fa piacere leggere  una ulteriore conferma di quello che Buteyko ha messo instancabilmente in luce negli ultimi 40 anni, e cioè che l'anidride carbonica non è un inutile gas di scarico ma è indispensabile, nella giusta misura, per l'apporto d'ossigeno ai tessuti.  Peccato però che  l’attenzione verso questa riconosciuta  capacità della CO2 di  “promuovere la vasodilatazione e ripristinare il corretto flusso di sangue nelle aree asfittiche, aiutando l’attività dei fibroblasti e migliorando il processo di rigenerazione cellulare” sia a quanto pare concentrata soprattutto e quasi esclusivamente per scopi estetici ed anti-invecchiamento. Anche se vi sono in Italia centri ed associazioni  per lo studio dell’utilizzo medico della CO2, si vede  poi, a ben guardare, che questo tipo di terapia è inquadrato nell’ambito della medicina estetica, tanto che ad esempio  presso l’Università di Siena, i corsi di apprendimento in questa tematica  sono inquadrati nell’ambito della specializzazione in chirurgia plastica . Vi sono tuttavia  dei luoghi in Europa in cui l’utilizzo della CO2 per un gran numero di scopi medici ha delle antiche tradizioni, che ancora resistono. Così ad esempio nella Repubblica Ceca, grazie all’esperienza accumulata nei bagni termali di Karlsbad, Franzensbad e Marienbad,  con  acqua e grotte ad elevato contenuto di CO2, questo tipo di terapia è usato soprattutto per  numerose altre finalità mediche: dalla cefalea cronica ai problemi di circolazione, dal tinnito ai dolori alle articolazioni, dalle neurodermiti alle ulcerazioni. Con il metodo Buteyko è comunque possibile ottenere, a livelli sistemici (in tutto l’organismo) benefici analoghi a quelli che si verificano, in alcune zone, quando la CO2 è iniettata localmente.

3) Vorrei concludere con una piccola notizia personale. Negli ultimi due anni mi è dispiaciuto che numerose persone, residenti in regioni dell’Italia del Nord, che mi avevano contattata per l’apprendimento del metodo Buteyko o per una consulenza medica, trovassero difficile raggiungere, con il treno o mezzi pubblici, il mio studio nel villaggio di Casciano di Murlo (16 km a sud di Siena). Mi fa quindi piacere comunicare che ora, oltre  a Casciano e a Roma, svolgo la mia attività medica  anche  a Firenze (Studio medico Giardina, Via Nazionale 35).                                                   ***************



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"NOTIZIE SALUTARI"

(a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                                                                                 Gennaio  2007


Salve! Spero che abbiate trascorso dei bei giorni di festa e, da parte di Buteyko-Italia,   Buon Anno a tutti!

1) Inizio con una buona notizia: in Australia (paese in cui, per motivi non chiari, il numero di asmatici è elevatissimo) l'Organizzazione Nazionale per l'Asma,   espressione della medicina "ufficiale" e non certo molto ben disposta verso i trattamenti "alternativi", ha dovuto ufficialmente riconoscere l'efficacia e validità del metodo Buteyko contro l'asma. Forse anche a seguito della pressione dell'opinione pubblica, allarmata per le conseguenze, in alcuni casi letali, di determinati broncodilatatori a lunga durata (ne ho riferito in passate edizioni del Notiziario), ha recentemente pubblicato i risultati di un'ampia ricerca sui 30 rimedi "alternativi" più diffusi contro l'asma, in cui è stata effettuata una revisione sistematica ed una   valutazione di quanto accertato nelle varie sperimentazioni cliniche effettuate  su questi rimedi. In questa revisione sono stati esaminati i risultati conseguiti   in termini di "miglioramento dei sintomi e/o della funzione polmonare e/o diminuzione dell'esigenza di medicine negli asmatic". Tra questi 30 rimedi, solamente a 2   è stato attribuito, in due di queste categorie, un punteggio di 2+ (significato: "probabilmente efficace"): uno di questi due è appunto il metodo di respirazione Buteyko, al quale   questo punteggio è stato attribuito sia per quanto riguarda la riduzione dei sintomi che per la riduzione di medicinali (non invece per il miglioramento della funzione polmonare, che peraltro è misurato con l'espirazione forzata-FEV: nel metodo Buteyko si   evita questo sistema di misurazione, che può provocare attacchi d'asma, e quindi gli studi non sono indicativi per questo aspetto). L'altro rimedio che ha ottenuto un analogo punteggio è il preparato giapponese a base di erbe, dal nome tsumura saiboku-to. (Francamente non lo conoscevo. Dalla ricerca internet che ho effettuato non sembra facile procurarselo). Se si considera che gli studi clinici presi in considerazione per il metodo Buteyko sono stati 5, mentre quelli per il rimedio giapponese solo 2, ed inoltre che solo il metodo Buteyko ha ottenuto il 2+   nella categoria della riduzione dei medicinali (il preparato giapponese ha ottenuto qui 1+, e solo per la riduzione di cortisone e non per quella di broncodilatatori) risulta chiaramente che il metodo Buteyko è risultato primo, in efficacia, tra i 30 rimedi alternativi studiati . I punteggi attribuiti a quasi tutti gli altri rimedi alternativi, alcuni dei quali molto popolari e diffusi, sono stati invece "non efficace" oppure "risultati contrastanti". E su questo vi sarebbe molto da osservare, ma dovrei scrivere un libro per farlo e non un breve notiziario. Chi è interessato può trovare i risultati completi dell'indagine al seguente link:
http://www.nationalasthma.org.au/HTML/management/infopapers/health_professionals/5009.asp

2) Che si può fare contro i malanni di stagione (influenza, raffreddore ecc.) a parte ovviamente respirare „bene", ed in particolare sempre dal naso e non dalla bocca?
Vi sono molti rimedi naturali con proprietà antivirali, dal propoli all'echinacea ecc. e di molti abbiamo già parlato in questo Notiziario. A questi se ne può aggiungere un altro, di cui recenti studi sembrerebero indicare un elevato effetto antivirale, persino contro l'influenza aviaria: l'olio d'origano.Ad una diluzione dell'1%, in uno studio preclinico,   un estratto d'olio d'origano ha ridotto del 99,9% il virus dell'influenza (da 10.000.000 a 5 unità infettive per ml). Non si tratta di uno studio decisivo, perché effettuato in un laboratorio su richiesta di una ditta americana produttrice di olio d'origano, e l'effetto è stato studiato non in vivo su pazienti ma solo in vitro, tuttavia, dato che si tratta di una sostanza non certo dannosa ma anzi diffusa nei nostri usi alimentari, tanto vale in questo periodo provare ad abbondare con i condimenti a base d'origano!

3) La Facoltà di medicina dell'Università  di Stanford ha avviato uno studio per accertare se sia vero che un disturbo la cui frequenza sta crescendo, gli attacchi di ansia e panico- siano causati da una carenza di anidride carbonica nel sangue, a sua volta causata da iperventilazione. Fa ovviamente piacere vedere che una delle più prestigiose università americane abbia avviato uno studio su una tematica sulla quale a mio avviso sarebbe necessario un numero molto maggiore di sperimentazioni cliniche, e cioè le conseguenze dei vari modelli respiratori sulla salute e sulle varie malattie. Quello che invece fa un po'meno piacere è vedere che   il primo appello rivolto a persone interessate a partecipare allo studio era stato lanciato già nell'estate del 2005 e probabilmente non ha avuto successo perché è stato ripetuto nel 2006 , e i risultati non si vedono ancora.Si vede proprio che dietro allo studio non c'è qualche ditta farmaceutica impaziente di mettere sul mercato un  suo preparato contro gli attacchi di panico! Cercherò, scrivendo a Stanford, di accertare a che punto siano le cose. Osservo tuttavia che già nella medicina popolare era noto, come si ricorda anche nel libro „Attacco all'Asma" il „ rimedio della nonna" consistente nel far respirare la persona in preda ad attacchi di panico od isterismo,dentro un sacchetto di carta, il che ovviamente faceva rapidamente aumentare il livello di anidride carbonica nel sangue; si tratta tuttavia solo di una misura temporanea d'emergenza perché   se non viene corretto, con gli esercizi del metodo Buteyko, il modello respiratorio errato, questo temporaneo aumento viene presto disperso.

  4) In una passata edizione di questo Notiziario avevo attirato l'attenzione sul fatto che il ferro, come l'ossigeno, è una di quelle sostanze necessarie alla vita (l'ossigeno che entra nei polmoni, se non si può legare ai   globuli rossi del sangue –che in mancanza di ferro non sono presenti in quantità sufficiente- non può passare nel sangue e poi ai tessuti del corpo), diviene invece estremamente dannoso se presente in eccesso e, come osservavo, questo eccesso non è presente solo nei rari casi di emocromatosi ma, pur in misura minore, è abbastanza diffuso . Il danno si verifica   soprattutto nell'organo nel quale l'eccesso di ferro è maggiormente depositato, e si verificano quindi problemi cardiaci se si tratta del cuore, diabete se del pancreas, epatiti e cirrosi se del fegato. Una recente ricerca dell'Università americana dell'Ohio, nel mettere in guardia contro gli alimenti, in vendita nei supermercati, ai quali è stata aggiunta una dose di ferro a titolo preventivo contro l'anemia, e contro gli integratori vitaminici-minerali nei quali è spesso contenuto anche ferro, hanno comunicato i risultati di uno studio dal quale appare che un eccesso di ferro favorisce le infezioni intestinali (salmonellosi ecc.). Soprattutto in caso di uomini non più in fase di crescita e donne   dopo la menopausa, il ferro andrebbe assunto solo se le analisi cliniche ne rilevano l'effettiva carenza.

5) Il tedesco Tom Sietas sta attualmente battendo tutti i record nell'immersione in apnea (e cioè senza bombole d'ossigeno o altri aiuti). Riesce a restare sott'acqua per 9 minuti senza riemergere per respirare A quanto   rivela, il segreto del suo lungo respiro "sta non soltanto nell'allenamento quotidiano ed in uno straordinario dominio mentale del corpo: ritiro il mio spirito e a volte mi muovo in avanti solo con la forza della mente, quasi non più con i muscoli".

Ovviamente non voglio con questo incoraggiare nessuno   a provare ad imitarlo, neppure su scala estremamente ridotta! Cito  queste capacità perché mi sembra si tratti di una ulteriore dimostrazione di quanto vi sia ancora da scoprire sul respiro.

 

“NOTIZIE SALUTARI”
(a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                                Novembre  2006

1)-Nel libro „Attacco all’Asma“ si accenna al fatto che tra i danni prodotti dall’ ”eccesso di respirazione” vi è anche la perdita di acqua e la disidratazione dell’organismo (quando si respira contro un vetro freddo è facile vedere il vapore acqueo, emesso nella respirazione, che si  condensa sulla superficie fredda). Non sempre questa perdita d’acqua viene compensata bevendo abbastanza liquidi di buona qualità. Soprattutto negli anziani lo stimolo della sete è poco percepito, mentre proprio gli anziani avrebbero bisogno di bere molto. Il dr. Michael Klentze, direttore dell’Istituto Anti-Aging di Monaco, ha recentemente messo in rilievo come una carenza d’acqua  possa compromettere il buon funzionamento del cervello nelle persone anziane, e possa portare a perdite di memoria, confusione e disorientamento. E’ facile quindi capire come il bere di più, ma anche il miglioramento della respirazione (che oltre ad evitare una dispersione eccessiva di vapore acqueo migliora  la percezione del senso della sete), possa, anche tramite questi meccanismi (oltre a quello fondamentale della migliore ossigenazione di tutto l’organismo) portare ad un miglioramento nelle condizioni degli anziani.

2)-Qual è l’antidolorifico più potente? Secondo i ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi è l’opiorfina, una sostanza sei volte più potente della morfina. E la cosa più sorprendente è che si trova nel nostro organismo. Dove? Nella saliva. L’ opiorfina agisce su alcuni composti chimici chiamati encefaline, potenziando e prolungando le difese dell’organismo contro il dolore. Non essendo un analgesico sintetico ma una sostanza naturale, normalmente contenuta nell’organismo, l’opiorfina non presenta  effetti collaterali dannosi. Sono state avviate  sperimentazioni con l’intenzione di arrivare, se i risultati saranno positivi, alla formulazione di un preparato farmaceutico antidolorifico.
In effetti, in passate edizioni di questo Notiziario, avevo attirato l’attenzione sul fatto che   la respirazione con la bocca anziché con il naso, oltre ai danni prodotti dall’eccesso di respirazione (basta confrontare la dimensione delle narici con quella della bocca semiaperta per capire  che quando si respira dalla bocca entra ed esce troppa aria dall’organismo) e ai danni causati dal mancato passaggio del flusso d’aria lungo le mucose nasali (che disinfettano, inumidiscono l’aria e, stimolate dal passaggio di questo flusso emettono delle sostanze – i peptidi natriuretici- di cui solo ora si sta iniziando a capire l’importanza), vi è anche l’ulteriore danno provocato dal prosciugamento del flusso di saliva che si verifica quando si respira dalla bocca. Era già noto che nella saliva sono contenute sostanze che disinfettano ( e quindi se si respira dalla bocca si soffre più facilmente di carie e infiammazione alle gengive) e che aiutano la digestione. Ora sono state scoperte queste sostanze antidolorifiche e magari ce ne sono ancora altre con effetti benefici non ancora scoperti. E’ ovvio quindi  quanto sia importante fare attenzione, in particolare nei bambini, a che la respirazione non avvenga dalla bocca ma tramite l’organo che la natura ha disegnato per questo scopo, il naso.

3)-Si parla molto delle varie applicazioni delle cellule staminali, che consentirebbero la rigenerazione di organi e guarigione da malattie finora considerate incurabili, e delle possibili fonti dalle quale trarre queste cellule. Uno studio diretto da Stephen Thoma, dell’Università della Pennsilvania, pubblicato nell’American Journal of Physiology-Heart and Circulation Physiology,  riferisce che     ai noti effetti benefici derivanti  dall’ossigenazione iperbarica, (una forma di terapia,  applicata da tempo per numerosi tipi di patologie), si aggiunge, a quanto ora accertato , una moltiplicazione (fino ad otto volte !)  della quantità di cellule staminali  prodotte dal midollo osseo del paziente. Nell’ossigenazione iperbarica, in camere appositamente attrezzate, l’ossigeno viene somministrato al paziente ad una pressione atmosferica superiore a quella normale e quindi viene sospinto, quasi di prepotenza, in tutti i tessuti dell’organismo, andando ad ossigenarli tutti quanti. Lo stesso effetto ( e cioè quello di introdurre l’ossigeno non solo nei polmoni – da dove esce nuovamente nella percentuale di due terzi, ed infatti l’aria inspirata contiene il 20-21 % di ossigeno e quella espirata ne contiene ancora il 14% circa) ma di farlo andare in tutte le singole cellule, anche negli angoli più nascosti, dell’organismo, viene ottenuto migliorando la respirazione con la tecnica Buteyko. Anche se, nei casi gravi in cui è necessario agire con la massima urgenza, resta necessario e utile ricorrere all’ossigenazione iperbarica (in misura a mio avviso maggiore di quanto non si faccia oggi; molte gambe amputate a diabetici potrebbero a mio avviso essere state salvate se si fosse fatto ricorso –per tempo- all’ossigenazione iperbarica o  all’ozonizzazione), in molti altri casi è sufficiente migliorare l’ossigenazione dell’organismo con la respirazione Buteyko.

4)  A quanto  emerso a seguito di uno studio commissionato dalla nota organizzazione ambientalista Greenpeace per analizzare la composizione di 36 noti profumi di marca,  sono contenute in questi profumi quantità preoccupanti di sostanze sintetiche dannose, tra cui gli ftalati che possono nuocere alla fertilità maschile, e altre che  arrecano danni agli equilibri ormonali. I livelli più elevati di sostanze dannose sono stati riscontrati nel profumo  Eternity for Women di Calvin Klein , in Le Male, di Jean Paul Gaultier, in Le Baisier du Dragon di Cartier, e purtroppo anche nel profumo White Musk, della Body Shop (che sostiene di fare grande uso di sostanze naturali)
Che fare? In questo caso non do il solito consiglio di “respirare di meno” perché qualche bel respiro a fondo per godersi un buon profumo ogni tanto è ammesso! Piuttosto è bene ripiegare su profumi formati solo da essenze naturali, questo in particolare anche per i profumi e deodoranti ambientali, che in questo caso non sono stati esaminati ma che a mio avviso contengono un numero di sostanze dannose   ben superiore a quello presente nei profumi analizzati da Greenpeace.

Corsi e Conferenze
-Si inaugurerà l’8 dicembre  a Bari il nuovo centro, organizzato da Anna Bruzzese Pisicchio  (istruttrice yoga  ed ora anche  istruttrice Buteyko recentemente diplomata presso la nostra Associazione) per l’insegnamento dello yoga Iyengar e della respirazione con la tecnica Buteyko. Gli interessati possono mettersi in contatto all’indirizzo: “La casa dello Yoga”:  tel. 080 5540332, e-mail: centro.buteyko@libero.it


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"NOTIZIE SALUTARI"
(a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                                Ottobre  2006



1) E' noto come gli atleti a livello agonistico che pure, facendo molto movimento, dovrebbero essere particolarmente sani, a volte  invece non    godano di ottima salute e non raramente muoiano giovani. Un articolo di oltre 2 anni fa   (International Journal of Sports Medicine, 1/2004; 45-49), ha pubblicato i risultati di  studi effettuati, in cui si era constatato che il 90% degli atleti esaminati   soffriva  già di danni al muscolo cardiaco. Peccato che questi studi non si soffermino mai ad analizzare il modo di respirare di questi atleti, in particolare durante l'allenamento. Probabilmente si troverebbe che l'elevatissimo livello  competitivo delle gare odierne costringe gli atleti, per ottenere migliori risultati immediati, a respirare in eccesso, con conseguenti danni di salute a più lungo termine.

2) Nel numero di giugno scorso di questo Notiziario scrivevo: "Già un anno fa questo Notiziario aveva messo in guardia in merito alle medicine contro l'asma contenenti salmeterolo    (Serevent ed Advair, della GlaxoSmithKline). Ora le nostre grida d'allarme ricevono purtroppo una conferma decisiva. Dei ricercatori delle Università americane di Cornell e Stanford, in un articolo apparso sul periodico della Cornell University il 9 giugno scorso, hanno pubblicato i risultati derivanti da  un esame delle cifre relative a  10 sperimentazioni cliniche che  hanno coinvolto 33.826 pazienti asmatici, arrivando alla conclusione che tra gli asmatici ai quali era stata somministrata questa  sostanza,  (oppure il formoterolo, contenuto nel Foradil,  della Novartis),   i decessi collegati all'asma sono stati superiori di oltre il triplo  (3,5) e le ospedalizzazioni di oltre il doppio (2,5)   rispetto agli asmatici che prendevano un placebo. La Dr.ssa Shelley Salpeter, professoressa alla facoltà di medicina dell'Università di Stanford, ha scritto    "valutiamo che    tra i 5.000 decessi   causati dall'asma che ogni anno avvengono negli Stati Uniti, 4.000 siano causati da questi beta-agonisti di lunga durata, e sollecitiamo vivamente il loro ritiro dal mercato".
Sembra ora che, a seguito di queste grida d'allarme e di nuovi casi di decessi,  l'Ente americano di controllo sui medicinali (FDA),   si stia finalmente muovendo per ordinare il ritiro dal mercato di alcuni broncodilatatori a lunga durata, ancora largamente usati dagli asmatici. Peccato che a questo tipo di notizie vanga data poca pubblicità, così come, per un altro verso, viene data poca pubblicità a studi che dimostrano l'efficacia contro l'asma di metodi naturali come l'addestramento respiratorio con il metodo Buteyko, o anche ad altri rimedi naturali che, seppure difficilmente possano agire da soli, (se cioè il modello respiratorio errato non viene corretto), possono tuttavia dare un aiuto   e sostegno importante contro l'asma.
In questo Notiziario sono spesso stati indicati dei rimedi a base di piante. Un altro studio interessante è ad esempio quello effettuato nell'aprile 1999 presso l'ospedale John Hunter in Australia, studio in cui, con tutti i crismi della scientificità (doppio cieco ecc.) è stata provata l'efficacia contro l'asma di un estratto dell'erba di segale.
Inoltre, nella scorsa edizione del Notiziario si è parlato dell'influsso benefico della vitamina C riscontrato negli asmatici. In un altro studio su larghissima scala, che ha preso in considerazione le abitudini alimentari e di vita di ben 69.000 francesi di sesso femminile, si è accertato che tra quelle che mangiavano molte verdure verdi (insalate, spinaci ecc.) la frequenza dell'asma era inferiore in misura del 22%.

3) La degenerazione maculare collegata all'età ed altre patologi oculari (glaucoma, cataratta) sono tra i problemi che compromettono di più la qualità di vita di numerosi anziani. Per decenni la medicina ufficiale ha negato che l'alimentazione   potesse svolgere un qualunque ruolo preventivo in questo tipo di problemi; uno studio di lunga durata (iniziato nel 1995) su 2600 persone in Francia, ha invece ora dimostrato che un'alimentazione ricca in zeaxantina e  luteina (carotenoidi contenuti in quantità negli spinaci, cavoli e broccoli) riducono del 93% il rischio di degenerazione maculare e del 47% quello di della cataratta.
Ovviamente dovrà passare molto tempo prima che si facciano degli studi sul collegamento tra degenerazione maculare e modo di respirare. Nel numero di febbraio di questo Notiziario avevo tuttavia segnalato gli studi dell'oftalmologo americano William E. Sponsel, M.D.,professore associato  e direttore della ricerca nel dipartimento d'oftalmologia dell' UTHSC,  ( www.mdsupport.org/library/carbondioxide.html)  il quale scriveva che "L'anidride carbonica può far migliorare la vista di pazienti afflitti da degenerazione maculare senile" . a proposito di questi studi osservavo tra l'altro che   "…Non credevo ai miei occhi  quando ho letto che un professore universitario direttore di ricerca at tribuisce il miglioramento della vista all'effetto vasodilatatore della CO2 (pur noto in campo medico da quasi cent'anni!)e al fatto che l'occhio sia "indotto con l'astuzia", dagli inibitori dell'anidrasi carbonica, a mantenere la sua riserva di CO2;  ". . . .il dr. Sponsel ha portato avanti questa linea di ricerca dopo aver scoperto che NELLE PERSONE CHE IPERVENTILAVANO E SOFFIAVANO VIA RAPIDAMENTE LA LORO RISERVA DI CO2 SI VERIFICAVA UNA DIMINUZIONE DELLA VISTA…….miei complimenti al dr. Sponsel che mi sembra veramente perspicace, anche se la sua scoperta  non può essere ritenuta "nuova"  poiché il dr. Buteyko già nel 1960 aveva osservato come la perdita di CO2 provocata dall'eccesso di respiro (iperventilazione cronica) comprometta il funzionamento di tutti gli organi, compresi gli occhi.  (nel Notiziario dello scorso febbraio sono citati anche altri studi universitari sull'argomento).
Una buona alimentazione ed una buona respirazione sono quindi di un'estrema utilità per conservare una buona vista e magari anche per riacquistarla. A questo scopo, in chi abbia già problemi di vista, è tuttavia bene affrontare il problema da tutti i possibili fronti e unire al riaddestramento della respirazione sia i rimedi della scienza oculistica moderna (per la degenerazione maculare senile vi sono stati negli ultimi tempi notevoli progressi) sia alcuni altri approcci di straordinaria efficacia, come l'agopuntura per le malattie degli occhi scoperta in decenni di studio e ricerca dal danese John Boel, con la quale è stato persino possibile in alcuni casi restituire una buona parte della vista a persone cieche da molti anni; chi sia interessanto può leggere di più sull'argomento andando al link  http://www.geocities.com/fiafer/agopunturaocchi.com in cui, dopo aver seguito un corso di formazione in questo metodo con J. Boel, ho tradotto in italiano alcune pagine del suo sito danese.

4) Negli anni   `60, quando ancora nessuno ne parlava, il dr. Buteyko aveva messo in guardia contro   i pericoli che potevano derivare da gengive infiammate, osservando anzi che finché non si procedeva ad un risanamento delle gengive era molto difficile migliorare la respirazione perché dalle gengive infiammate   molti germi e tossine si diffondevano in tutto l'organismo. La medicina moderna ha anche in questo caso confermato quello che il dr. Buteyko diceva oltre 40 anni fa, mettendo in guardia contro i pericoli che dalla parodontosi possono derivare persino per il cuore. Il dr. Buteyko , quando vi erano denti cariati al punto che era necessario devitalizzare la radice, consigliava di estrarre dente e radice perché la radice devitalizzata era una continua fonte di intossicazione per l'organismo. Ora per fortuna dei metodi così drastici non sono più necessari; è stato anzi reso noto   (New Scientist 2006) che due ingegneri dell'Università di Alberta,  nel Canada, hanno messo a punto un apparecchietto basato su onde-ultrasuoni, che, negli animali sui quali è stato sperimentato, ha fatto ricrescere   dei denti spezzati e danneggiati. Purché vi fosse ancora una radice sana (come avviene ad esempio nel caso di denti spezzati in cadute ed incidenti) l'apparecchio, basato su un principio analogo a quello applicato per stimolare il rinsaldamento di ossa spezzate, è riuscito a rigenerare i denti .




“NOTIZIE SALUTARI”
(a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                               Settembre 2006

1) Buongiorno a tutti e ben tornati dalle vacanze! Spero che  il rilassamento, (che porta comunque  ad iperventilare di meno!) abbia fatto bene a tutti, come pure il nuoto che,  con alcune precauzioni, è lo sport migliore per la salute ed in particolare per gli asmatici. Anche i vapori d’acqua marina  inalati stando vicino al mare, in particolare quando è mosso, fanno bene ai polmoni.  In uno studio effettuato in  Australia, all’Università di Sidney, delle persone sofferenti di fibrosi cistica (un disordine genetico in cui si accumulano nei polmoni quantità eccessive  di muco  molto denso), sono state trattate con inalazioni-aerosol a base di acqua contenente sale in misura quasi doppia rispetto a quella contenuta nell’Oceano Atlantico; si è riusciti in questo studio a   ricostruire  lo strato acquoso presente nei polmoni delle persone sane, e che manca negli ammalati di fibrosi cistica, i quali non riescono pertanto ad espellere il muco. Come constatato dagli scienziati, il sale inalato attrae per via osmotica acqua dagli strati più profondi dei polmoni, facendolo emergere più in superficie, dove fluidifica il muco. E’ stato quindi possibile diminuire notevolmente il dosaggio delle medicine dei partecipanti allo studio.
Chi però, tornato dalle vacanze, abbia intenzione di mantenere con delle nuotate in piscina la buona forma acquisita nuotando nel mare, farebbe bene ad assicurarsi che l’acqua della piscina  sia disinfettata con sistemi diversi dal cloro.
Uno studio dell' Universita' Cattolica di Lovanio in Belgio, recentemente pubblicato con il titolo
"Il rischio del cloro nelle piscine per i giovani: dati recenti", di Alfred Bernard, direttore delle ricerche della Fondazione Nazionale per la Ricerca Scientifica del Belgio, ha preso in esame, tra il 2002 e il 2006, i dati riguardanti 341 bambini  tra gli 8 e i 12 anni di eta', di  cui 41 avevano iniziato a nuotare in piscina prima di avere compiuto i due anni. Questi 41 bambini,a distanza di dieci anni presentavano problemi polmonari, (lesioni cellulari o perdite del 20% delle cellule bronchiali).
L'11% dei 341 bambini aveva asma da sforzo,  (percentuale che cresceva fino al 23% nei bambini avviati entro i due anni a nuotare in piscina); il 37% dei bambini presentava bronchite cronica, percentuale che raggiungeva il 60% tra i bebe' nuotatori.
Anche se tra  gli adulti i danni prodotti dal cloro nelle piscine sono fortunatamente minori, si può tuttavia facilmente arrivare alla deduzione che, per chi soffra di asma o problemi polmonari, il cloro in piscina non faccia certamente bene. Anzi, a chi viva in zone in cui nell’acqua di rubinetto sia presente una notevole percentuale di cloro, consiglierei di applicare ai rubinetti dei filtri che eliminino il cloro; è stato infatti calcolato che durante la doccia viene inalata una dose notevole di cloro se l’acqua ne  contiene molto.
2) Uno studio pubblicato sull’European Respiratory Journal (9.5.2005)  riporta i risultati di uno studio effettuato dall’Asthma & Allergy Research Institute, Nedlands, Australia, in cui si è constatata l’esistenza di una precisa correlazione tra i livelli di vitamina C nel sangue e l’asma. Negli asmatici gravi vi era un’ elevata carenza di vitamina C, negli asmatici meno gravi i livelli di vit. C erano già più elevati, ed erano normali nei non asmatici esaminati. Un’ulteriore constatazione è stata che gli asmatici gravi  avevano maggiori problemi di sovrappeso e livelli di colesterolo più elevati rispetto ai non asmatici. Anche se occorrerebbero studi su scala più larga (il gruppo esaminato era di un centinaio di persone), se ne può già trarre la conclusione che una maggiore assunzione di sostanze ricche in vitamina C (o magari di integratori a base di vit. C) non potrebbe che far bene agli asmatici.
3) Un’altra sostanza di cui gli asmatici sono spesso carenti, a causa delle reazioni biochimiche messe in moto dall’iperventilazione, è il magnesio. Il magnesio è una delle sostanze  più importanti nell’organismo, in cui mette in moto 300 differenti reazioni, tutte quante indispensabili per il suo buon funzionamento. Oltre alla presenza d’asma, altri sintomi che ne denotano la carenza sono: tremori, crampi e contratture, spasmi, irrigidimenti e dolori muscolari, singhiozzo frequente,   mal di testa, insonnia ed altro. Il magnesio è in genere carente nell’alimentazione moderna e sarebbe opportuno quindi  integrarlo anche se si sta bene;è tuttavia difficilmente assimilabile anche sotto forma di integratori (in forma liquida è più assimilabile che non in pastiglie). Uno dei maggiori studiosi sull’argomento  (ha condotto ricerche sul magnesio per oltre 20 anni) è l’australiano Peter Gillham.
4) Dopo tutte queste notizie in cui  ho parlato della necessità di “fare attenzione a questo e a quell’altro”, ecco finalmente un notizia più tranquillizzante, che ci consente di indulgere con meno apprensione in uno dei piccoli piaceri della vita: la tazzina di caffè. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition (vol.83, No.5, 1039-1046, maggio 2006), in cui sono stati presi in esame i dati risultanti dall’osservazione, per 15 anni, di  ben 41.836 donne di un’età (all’inizio dello studio) dai 55 ai 69 anni, è arrivato alla conclusione che il consumo di caffè, grazie alle sostanze  che contiene, può ridurre l’infiammazione e quindi il rischio di malattie cardiovascolari ed altre malattie da infiammazione, in particolare nelle donne in età post-menopausa.


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NOTIZIE SALUTARI                                                                             Giugno 2006-06-27
(a cura della Dott. Fiamma Ferraro)

1) Già un anno fa questo Notiziario aveva messo in guardia in merito alle medicine contro l'asma contenenti salmeterolo    (Serevent ed Advair, della GlaxoSmithKline). Ora le nostre grida d'allarme ricevono purtroppo una conferma decisiva. Dei ricercatori delle Università americane di Cornell e Stanford, in un articolo apparso sul periodico della Cornell University il 9 giugno scorso, hanno pubblicato i risultati derivanti da  un esame delle cifre relative a  10 sperimentazioni cliniche che  hanno coinvolto 33.826 pazienti asmatici, arrivando alla conclusione che tra gli asmatici ai quali era stata somministrata questa  sostanza,  (oppure il formoterolo, contenuto nel Foradil,  della Novartis),   i decessi collegati all'asma sono stati superiori di oltre il triplo  (3,5) e le ospedalizzazioni di oltre il doppio (2,5)   rispetto agli asmatici che prendevano un placebo.
La Dr.ssa Shelley Salpeter, professoressa alla facoltà di medicina dell'Università di Stanford, ha scritto    "valutiamo che    tra i 5.000 decessi   causati dall'asma che ogni anno avvengono negli Stati Uniti, 4.000 siano causati da questi beta-agonisti di lunga durata, e sollecitiamo vivamente il loro ritiro dal mercato".
Anche l'aggiunta di un anti-infiammatorio aggiunge scarsi benefici:  tra coloro che prendevano l'Advair, (medicina in cui il salmeterolo è abbinato ad un anti-infiammatorio),   i ricoveri in ospedale  degli asmatici che prendevano questo preparato sono   risultati più che doppi rispetto al gruppo di asmatici che prendeva un antinfiammatorio ed un placebo.
Quando si leggono queste cifre non si può non ammirare ancora di più la lungimiranza di K.Buteyko, che molti anni fa aveva messo in guardia in particolare contro   il pericolo collegato all'uso di broncodilatatori di lunga durata.
2) Il periodico della associazione medica americana (JAMA, 2006;295:2759_2764)  ha pubblicato in data 21 giugno notizie altrettanto preoccupanti. In base ad una ricerca danese, risulterebbe che i medici che hanno partecipato  a sperimentazioni  cliniche riguardanti l'uso di farmaci contro l'asma, al termine delle sperimentazioni sono più propensi a prescrivere i preparati delle ditte sponsorizzatrici. L'articolista osserva poi che "il nostro studio conferma l'ipotesi che il coinvolgimento di medici in sperimentazioni  cliniche è un potente strumento per influenzare le preferenze nei confronti di preparati farmaceutici prodotti da determinate compagnie."
3) Il notiziario della celebre emittente britannica, BBC News,  in data 20 giugno ha diffuso i risultati riguardanti uno studio pilota effettuato da un medico inglese di medicina generale, il Dr.Rupert Manley, che, nel commentare i risultati della riduzione di farmaci ottenuta nei suoi 13 pazienti asmatici trattati con il metodo di respirazione Buteyko, ha tra l'altro osservato che il risparmio per le finanze pubbliche britanniche per questi 13 pazienti è stato pari a 2000 sterline nel primo anno. Se   i risultati di questo trattamento fossero trasferiti su scala nazionale questo risparmio     -per parlare solo dei vantaggi finanziari- sarebbe pari a 268 milioni di sterline all'anno.
4) Uno dei minerali più importanti, di cui non si parla abbastanza, è la silice. Secondo alcuni studiosi, l'organismo umano avrebbe alla nascita un "capitale" di silice in forma organica  di cui, con l'avanzare dell'età, si perderebbe fino all'80%, senza che ne sia possibile una ricostituzione perché il silicio inorganico contenuto nel terreno (si tratta di uno dei principali costituenti della scorza terrestre), è scarsamente assimilato dalle piante, ed anche le piante che ne sono più ricche, come l'equiseto, ne hanno ben poco. Il problema, se così stanno le cose, riguarderebbe in particolare i polmoni, che sono uno degli organi più ricchi di silice e che, perdendo le riserve di silice, perdono  anche in elasticità. La tematica è stata approfondita in particolare da due scienziati francesi, il Dr. Norbert Duffault, morto in circostanze non chiare molti anni fa, e Loic Le Ribault, imprigionato tempo fa in Svizzera per "esercizio abusivo della professione medica" nonostante la folla di ammalati guariti apparsa al suo processo e la mancanza di qualunque lamentela nei suoi confronti. Questi due scienziati hanno perfezionato un metodo con il quale, partendo da granelli di sabbia (particolarmente ricchi di silicio), con l'aiuto di microrganismi,   avrebbero ottenuto della silice organica in forma particolarmente assimilabile. La mia formula dubitativa è dovuta al fatto che non ho ancora avuto l'opportunità di provare questa forma di silice. Ho trovato comunque molto interessante leggere le vicende riguardanti questa tematica e questi scienziati.  Si trovano in internet vari siti, in tutte le lingue, che ne parlano, tra cui anche alcuni  in italiano ( www.mednat.org     e www.archimede-to.com/silice.htm 
4) Nell'approssimarsi della partenza per le vacanze, mi sembra utile riportare un articolo del Sunday Times in cui si riferisce in merito ad uno studio di scienziati norvegesi, pubblicato sul "New Scientist", in cui si mette in guardia contro una sostanza, l'octyl metossicinnamato (OMC) contenuta nel 90 % delle creme protettrici contro le scottature solari.Sembra essere altamente tossica,. Nello studio "in vitro", il tessuto prelevato da topi e trattato con una soluzione di OMC ad una concentrazione di 5 parti per milione (una concentrazione molto più bassa di quella in genere contenuta nelle creme),  metà delle cellule trattate con OMC è morta, contro ad una percentuale di meno del 10% in un tessuto di raffronto. Quando i ricercatori hanno esposto il tessuto per due ore ad una lampada   con   raggi analoghi a quelli del sole di mezzogiorno l'effetto negativo è raddoppiato  rispetto a quello già prodotto   dalla sostanza chimica di per sé.  L'associazione inglese di cosmetici e profumeria, che rappresenta i produttori di creme con filtri solari in Gran Bretagna ha detto in proposito che l'OMC "è stato sottoposto a rigorosi controlli dalle autorità competenti ". Se però si considera   che anche il salmeterolo  ed il formoterolo erano stati "sottoposti a rigorosi controlli dalle autorità competenti" prima di essere messi in commercio, queste assicurazioni non risultano in realtà molto tranquillizzanti! Meglio pertanto cercare di trovare una crema solare senza questo ingrediente, oppure evitare di esporsi direttamente al sole a lungo nelle ore soprattutto in cui il sole è più caldo. E con questo termino augurando a tutti delle bellissime vacanze!
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NOTIZIE SALUTARI (a cura della Dr. Fiamma Ferraro )             maggio 2006

1) Sull'ultimo numero del  Bollettino Medico della Nuova Zelanda (New Zealand Medical Journal. NZMJ 19.5.2006, Vol.119 N. 1234), paese in cui, per motivi non del tutto chiari, l'asma è molto diffusa, (si calcola che una persona ogni sei ne sia colpita) sono stati pubblicati i risultati di una sperimentazione effettuata con il metodo di respirazione Buteyko presso l'ospedale di Gisborne su   26 bambinni asmatici, di un'età dai 7 ai 16 anni, che soffrivano di asma da almeno 6 mesi. La sperimentazione, considerata imperfetta da un punto di vista clinico perché non effettuata in doppio cieco (i bambini sono tuttavia meno sensibili degli adulti all'effetto placebo), ha consentito di accertare che, 3 mesi dopo l'istruzione Buteyko (effettuata in 5 sessioni di un'ora in 5 giorni consecutivi) si era ottenuta una riduzione media del 66% nell'uso dei broncodilatatori., e del 41% nell'uso di cortisone.   La conclusione dello studio è stata che i buoni risultati ottenuti consiglierebbero ulteriori sperimentazioni, in doppio cieco e su più larga scala. Nello studio sono peraltro menzionati anche i risultati favorevoli ottenuti in precedenti sperimentazioni su adulti, in doppio cieco, che hanno dimostrato riduzioni nell'uso di broncodilatatori che vanno dal 95% (Brisbane) al 100% (Nottingham).
Osservo a questo proposito che i risultati di quest'ultimo studio sarebbero stati ancor più favorevoli se, dopo l'insegnamento iniziale del metodo Buteyko, consistente in un'ora al giorno per 5 giorni, un istruttore avesse potuto controllare ogni tanto, nei tre mesi successivi, se i bambini avessero assimilato bene il metodo e lo stessero applicando correttamente.
2) L'articolo sul metodo Buteyko scritto dagli istruttori Neozelandesi Jennifer e Russell Stark, pubblicato anche in italiano sull'ultimo numero del periodico   Nexus, ha sollevato molto interesse, a giudicare dal numero di  telefonate con richieste di informazioni e chiarimenti   arrivate a me e ad altri istruttori. Chi non l'abbia ancora letto può ancora trovare in edicola  l'edizione aprile/maggio di Nexus.
3) Anche se non sono contraria per principio all'uso degli antibiotici (in alcuni casi sono purtroppo il male minore, ed inevitabili), trovo preoccupanti le notizie che si stanno diffondendo  sull'antibiotico telitromicina, messo recentemente sul mercato con il nome di Ketek dalla Sanofi-Aventis e molto usato in particolare per l'asma, infezioni dell'apparato respiratorio, tonsilliti e sinusiti. Uno studio clinico in doppio cieco, finanziato dalla ditta produttrice, ha infatti dimostrato , nel gruppo di asmatici trattati con questo antibiotico, un miglioramento nei sintomi dell'asma pari al doppio rispetto al gruppo placebo. Ciò che tuttavia non è stato messo in evidenza è il fatto che i pazienti hanno anche sofferto di forti episodi di nausea e che nei confronti di questo antibiotico sono stati ritenuti opportuni ulteriori accertamenti, dati   i sospetti che possa provocare consistenti danni al fegato.
Sempre a proposito dell'uso di antibiotici anche nei casi in cui non sarebbero indispensabili, vale la pena di riportare una notizia riguardante   una ricerca effettuata in Canada: ricercatori della University of British Columbia, Vancouver, mettendo insieme i dati riguardanti  8 studi, per un totale di oltre 12.000 bambini, hanno constatato che i bambini ai quali era stato somministrato un antibiotico nel primo anno di vita si erano in seguito ammalati d'asma in una proporzione quasi tripla rispetto ai bambini che avevano trascorso il primo anno di vita senza antibiotici. Ovviamente è   tutt'altro che sicuro che sia stato l'antibiotico a provocare l'asma, perché è  possibile che i bambini che avevano assunto antibiotici vi erano stati costretti appunto perché avevano già in partenza un apparato respiratorio più vulnerabile, ma varrebbe indubbiamente la pena di effettuare ulteriori approfondimenti.
4) Riporto qui una notizia interessante apparsa su un notiziario riguardante le cellule staminali ( staminali.aduc.it/php_newsshow_0_4086.html) : "Il cuore soffre una mancanza di ossigeno? Le staminali si fanno in... cinque. Di tanto e' infatti aumentata in un uomo di 44 anni, dopo un trekking sull'Himalayala, popolazione di 'progenitori endoteliali circolanti' (EPCs), cioe' cellule staminali adulte deputate alla costruzione di vasi sanguigni. Lo dimostra uno studio dei ricercatori dell'Istituto di Medicina Cardiovascolare, del Dipartimento di Ematologia e della Cell Factory Franco Calori del Policlinico di Milano.
Un metro e 75 di altezza, 74 Kg, non fumatore e senza disturbi cardiaci o polmonari: queste le caratteristiche del soggetto osservato dalle équipe dell'ospedale milanese prima, durante e fino a 45 giorni dopo un'escursione sul 'tetto del mondo', sulle orme di Ardito Desio.
Esito dell'osservazione: la carenza di ossigeno in situazione di bassa pressione atmosferica (ipossia ipobarica) e di un'alta richiesta di ossigeno dovuta all'esercizio fisico, a quell'altitudine (intorno ai 5000 metri di quota) sono forti stimoli per l'attivazione clonogenica (che da' luogo cioe' a una colonia di cellule geneticamente identiche tra loro e alla cellula originale) delle staminali adulte dei vasi sanguigni, le quali aumentano anche di cinque volte.
Si tratta di una ricerca condotta dal gruppo di Michele Ciulla -ha commentato Paolo Rebulla, direttore del Centro Trasfusionale Policlinico di Milano- che suggerisce interessanti conclusioni: fa pensare, cioe', che l'organismo, andando in deficit di ossigeno, possa innescare un meccanismo riparatore mandando in circolo progenitori endoteliali. Quasi cercando di costruirsi altre strade, altri vasi per favorire la circolazione di ossigeno. "E' solo un ragionamento ipotetico -ha affermato l'ematologo- ma puo' suggerire vie di ricerca" per trovare soluzioni alle situazioni di usura dei vasi sanguigni".
Questa notizia è un'ulteriore dimostrazione di quanto ci sia ancora da chiarire in questo campo, e di quanto sia semplicistico il ragionamento del "più ossigeno si introduce riempiendo i polmoni d'aria, meglio è".


5) Date dei prossimi corsi: Primo livello del corso per istruttori: 5-6-7 giugno 2006 a Murlo (Siena) Iscrizioni chiuse ( ancora 1-2 posti, perché non è possibile insegnare in modo efficace a troppe persone insieme). Per concordare una data successiva telefonare al 0577817693 oppure 3403754383

Corsi per uso proprio:
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Per maggiori informazioni ed iscrizioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro, tel. 0577817693  cell. 3403754383, sito web: www.geocities.com/fiafer/corsi , e-mail: fi afer@yahoo.com

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NOTIZIE SALUTARI   (a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro--www.geociteis.com/fiafer ; Associazione Buteyko-Italia, www.buteyko.it)                     Aprile 2006
Buon giorno e Buona Pasqua a tutti i lettori!
1)Inizio questa edizione “primaverile” del Notiziario con un argomento purtroppo d’attualità in questo periodo: quello delle allergie che all’inizio della primavera, con tanti pollini in giro, imperversano più che mai. Molti asmatici sono  allergici a molte sostanze, ed il riacutizzarsi  dell’ allergia provoca un peggioramento dell’asma, e viceversa. Che fare? Ovviamente, prima di tutto respirare di meno intensificando gli esercizi Buteyko. Oltretutto, se si respira di meno, entrano nelle vie aeree anche meno pollini ed altre sostanze allergizzanti ; scherzo, ma non troppo! Mi rendo contro tuttavia che, per chi è agli inizi della pratica del metodo Buteyko, risulta difficile, senza un istruttore ed un incoraggiamento a portata di mano, intensificare gli esercizi proprio durante un periodo di aggravamento dell’allergia-asma. Indico quindi alcune possibili altre misure, da applicare IN AGGIUNTA (non in sostituzione!) al metodo Buteyko.
Come di consueto, tralascio le raccomandazioni della medicina ufficiale, (antistaminici ecc.) non perché queste medicine siano sempre da evitare; in alcuni casi non se ne può temporaneamente fare a meno e comunque ribadisco la raccomandazione di non far nulla senza prima sentire il proprio medico, ma perché sono già abbastanza note  agli asmatici da molte altre fonti. Il numero di sostanze alle quali si reagisce in modo allergico, forse anche a causa del deterioramento della qualità dell’aria e degli alimenti, sempre più pieni di varie sostanze innaturali e nocive, sta   aumentando; non è quindi difficile identificare quali siano  tutte le sostanze alle quali si reagisce in modo allergico, e quindi non è facile evitarle o effettuare il consueto programma di desensibilizzazione contro tutte queste sostanze. Mi sembrano pertanto interessanti due altri approcci basati su diversi principi ed approfonditi soprattutto in Germania. Il primo consiste nel prelevare un po’ di sangue e nel mandarlo ad un laboratorio tedesco che lo sottopone ad uno speciale trattamento; il sangue così trattato viene poi reiniettato, partendo da un dosaggio minimo, al paziente, che viene cosi abituato a tollerare esattamente tutte le sostanze alle quali è allergico, rispecchiate nel sangue trattato.
L’altro approccio, che ho visto dare risultati altrettanto soddisfacenti, è invece basato su un altro ragionamento: si parte dall’idea che una mucosa perfettamente integra (del naso, vie respiratorie ed anche intestinale, poiché ci sono varie interazioni e sinergie  tra le  allergie alimentari e quelle riguardanti sostanze contenute nell’aria) dovrebbe trattenere e non lasciar passare nel sangue le sostanze allergizzanti; accade invece che, a causa di un’eccessiva permeabilità, la mucosa lasci passare nel sangue queste sostanze, sia quelle nocive contenute nell’aria, che alcune delle sostanze alimentari prima che siano completamente digerite. Anziché cercare di identificare le sostanze che scatenano la reazione allergica, per eliminarle o abituare l’organismo a tollerarle, sarebbe forse preferibile cercare di restituire alla mucosa la sua integrità, in modo che questa trattenga tutte le sostanze che non dovrebbe lasciare passare nel sangue; alcune, se passano nel sangue, sono meno tollerate delle altre e scatenano forti reazioni allergiche (che aggravano la permeabilità della mucosa dando luogo ad un circolo vizioso) ma tutte quante dovrebbero in realtà essere bloccate da una mucosa sana. Come fare  per restituire alle mucose la loro integrità? Ricorro in genere a due approcci: uno è basato su un piccolo apparecchio che penetra all’interno del naso, rilasciando una luce di una particolare lunghezza d’onda. Per le mucose  situate più all’interno dell’organismo (nell’intestino e in altre parti del corpo che non è possibile raggiungere con il raggio di luce) vi sono per fortuna alcuni preparati  (anche questi tedeschi) a base di sostanze naturali, che riescono in genere a ripristinare le funzioni della mucosa. E’ tuttavia necessario un po’di tempo per ottenere questa rigenerazione.
Nel frattempo ci sono per fortuna, per mitigare gli attacchi d’allergia, anche a delle sostanze naturali che hanno un effetto antistaminico, come ad esempio la rutina (contenuta in numerosi integratori) e l’olio di semi di cumino nero (nigella sativa). Nella prossima edizione del Notiziario parlerò dell’approccio omotossicologico.
2)Un effetto normalizzante sul sistema immunitario, (con il quale si riesce sia a stimolare i poteri immunitari quando sono troppo deboli, sia a tranquillizzarli quando, come in casi di allergia o malattie autoimmuni, è eccessivo) è  esercitato innanzitutto da una “buona respirazione” (scusate se continuo a ripeterlo in modo noioso ma è il primo essenziale fattore del risanamento!) e poi in particolare anche  da alcuni preparati a base di estratti della ghiandola del timo; l’effetto di questi preparati, tratti in genere dal timo di bovini neonati è stato approfondito e studiato da oltre 40 anni soprattutto in Germania, dove molti medici ritengono che si tratti dal fattore chiave per una buona regolazione del sistema immunitario e lo utilizzano anche in certi casi di tumori. Come osservato del fisiologo cellulare Dennis Fahy: “se ristabilite la funzione immunitaria, ristabilite anche la vostra capacità di riprodurre il DNA e di avere una moltiplicazione regolare delle cellule, una normale sensibilità all’insulina, un buon funzionamento della tiroide ed altri fattori, come una presenza normale nel cervello di certe molecole che cambiano con l’età; tutto questo viene ristabilito da un miglior funzionamento del sistema immunitario.”  Il timo raggiunge nell’uomo le sue dimensioni massime durante la pubertà ed inizia già a 20 anni ad atrofizzarsi; secondo l’immunologo Keith Kelly, l’involuzione del timo è uno degli indicatori essenziali dell’invecchiamento dell’organismo. E’ possibile utilizzare i preparati a base di timo sia per l’allergia che per l’asma che per malattie più gravi. Occorre però un medico esperto perché se non usato bene può anche avere effetti indesiderati.  
Sebbene questa conoscenza sia poco diffusa anche tra i medici preparati nel settore delle terapie alternative/antinvecchaimento, vi è una grande quantità di materiale pubblicato, riguardante ricerche cliniche che documentano gli effetti benefici di preparati a base di timo in una serie di malattie che vanno dal cancro all’artrite reumatoide a vari problemi di asma, malattie respiratorie ed allergie, infezioni ed epatiti.
3)L’ultimo numero del Notiziario dell’Associazione Medica Canadese (CMAJ, APR.11) pubblica un avvertimento riguardante un antibiotico usato comunemente per trattare infezioni respiratorie, la Gatifloxacina (Tequin), un fluorochinolonico che, avverte la rivista, nei pazienti diabetici provoca forti sbalzi nella glicemia, con un alternarsi di tassi troppo alti e troppo bassi.
4)Mi viene spesso chiesto se la respirazione Buteyko sia utile anche per malattie polmonari come enfisema e COPD (malattia polmonare cronica ostruttiva). La mia risposta in questi casi è che, sebbene la respirazione Buteyko sia anche qui essenziale, occorre procedere con molta cautela e con una guida esperta, perché in questi casi vi è una parte di tessuto polmonare distrutto, il che può provocare squilibri nel tasso di CO2  e rende gli esercizi Buteyko  difficili da eseguire. Le terapie convenzionali offrono    nei casi più gravi di queste malattie solo le alternative della somministrazione di ossigeno con la bombola oppure, nei casi più disperati, il trapianto dei polmoni. Per questo, quando ho sentito parlare per la prima volta di un preparato scoperto da due giovani ricercatori specializzati nel settore del DNA, che a quanto pare hanno trovato una sostanza (di origine del tutto naturale, tanto che non è nemmeno classificata come una medicina ma come un integratore alimentare) che riuscirebbe, se non a rigenerare il tessuto polmonare distrutto, perlomeno a far funzionare molto meglio la parte di tessuto rimanente, mi sono precipitata a provarlo, anche se   in casi non molto gravi. Il preparato è a base  di gocce di DNA ricavato da salmoni del Pacifico e funziona  riuscendo a riequilibrare e stimolare il movimento delle “cilia” (le microfibre, simili appunto a minuscole ciglia, che tappezzano  le vie respiratorie e le mantengono pulite), facendole oscillare più in fretta e più forte,  in modo da intensificare l’espettorazione, riuscendo a far uscire l’eccesso di muco presente in queste malattie.
5)Sul numero della rivista Nexus (edizione italiana) di aprile-maggio, attualmente in edicola, è pubblicato l’interessantissimo articolo dei neozelandesi  Jennifer e Russell Stark sulla respirazione Buteyko e l’asma.



NOTIZIE
SALUTARI " ( a cura  della Dott.ssa  Fiamma Ferraro)         Febbraio 2006.

1) Il numero di malattie sulle quali influisce la mancanza di CO2 causata dall’iperventilazione continua a stupire persino me. Qualche giorno fa, ad un mio paziente che soffre di degenerazione maculare senile, (malattia che, in certe forme gravi, rischia di portare alla cecità), tra altre misure dirette perlomeno a rallentare il peggioramento della malattia, avevo suggerito di migliorare la respirazione in base al metodo Buteyko , ma non c’e stato verso di convincerlo a fare un programma di esercizi respiratori! Quando è andato via, cercando su internet se ci fosse qualche nuovo rimedio che potesse aiutarlo ho trovato, (www.mdsupport.org/library/carbondioxide.html)
un articolo inglese molto interessante,dell’aprile 2002,dal titolo "L’anidride carbonica può far migliorare la vista di pazienti afflitti da degenerazione maculare senile”  di cui vi riporto in italiano alcuni brani:
“Pazienti sofferenti di degenerazione maculare stanno traendo beneficio da una nuova terapia farmacologia attualmente sotto sperimentazione presso il Centro medico-scientifico dell’Università del Texas (UTHSC). La terapia comporta una combinazione di medicinali comprendenti l’anidride carbonica, un elemento che dilata i vasi sanguigni nella retina in modo da mantenervi un flusso di sangue adeguato. William E. Sponsel, M.D.,professore associato  e direttore della ricerca nel dipartimento d’oftalmologia dell’ UTHSC, sostiene che . . . impiegando determinate combinazioni di elementi chimici chiamati “inibitori dell’anidrasi carbonica” (IAC) somministrati sotto forma di gocce oculari, l’occhio viene “indotto con l’astuzia” (tricked) a mantenere la sua riserva di anidride carbonica... . . ..e riferisce che 60 su 65 pazienti hanno ottenuto un miglioramento drammatico della loro vista, sia che soffrissero di degenerazione maculare che di glaucoma.”
Non credevo ai miei occhi  quando ho letto che un professore universitario direttore di ricerca attribuisce il miglioramento della vista all’effetto vasodilatatore della CO2 (pur noto in campo medico da quasi cent’anni!)e al fatto che l’occhio sia “indotto con l’astuzia“, dagli inibitori dell’anidrasi carbonica, a mantenere la sua riserva di CO2; ma c’è di meglio.
Nel sito dell’Università del Texas, sul quale sono ovviamente subito andata per approfondire l’argomento, vi sono altri commenti interessanti. Nel riferire i risultati positivi ottenuti dai pazienti coinvolti nella sperimentazione del dr.Sponsel si scrive:
“. . . .il dr. Sponsel ha portato avanti questa linea di ricerca dopo aver scoperto che NELLE PERSONE CHE IPERVENTILAVANO E SOFFIAVANO VIA RAPIDAMENTE LA LORO RISERVA DI CO2 SI VERIFICAVA UNA DIMINUZIONE DELLA VISTA”
I miei complimenti al dr. Sponsel che mi sembra veramente perspicace, anche se la sua scoperta  non può essere ritenuta “nuova”  poiché il dr. Buteyko già nel 1960 aveva osservato come la perdita di CO2 provocata dall’eccesso di respiro (iperventilazione cronica) comprometta il funzionamento di tutti gli organi, compresi gli occhi, ed anche se, data la sua formazione di medico “convenzionale” abituato a cercare un preparato farmaceutico per ogni malanno(in questo caso le gocce a base di inibitori dell’anidrasi carbonica, che “inducono con l’astuzia” l’occhio a trattenere la sua riserva di CO2) al dr. Sponsel non passa minimamente per il cervello che forse, per evitare che la CO2 dell’occhio sia “soffiata via” durante l’iperventilazione la prima e più ovvia cosa da fare sarebbe appunto   smettere di iperventilare e di “soffiare via” la CO2!
Anche uno studio successivo in doppio cieco, del dicembre 2004,ha confermato gli effetti favorevoli dgli inibitori dell’anidrasi carbonica sulla circolazione di sangue nell’occhio. (Januleviciene, I. 1; Harris, A. 2; Kagemann, L. 2; Siesky, B. 2; McCranor, 
Purpose: To evaluate the effects of dorzolamide/timolol fixed combination (D/T) compared to latanoprost on intraocular pressure (IOP) and
pulsatile ocular blood flow (POBF) in primary
open-angle glaucoma (POAG) patients.)

Eccovi ancora una  sperimentazione recente   che arriva alla conclusione che la vista è migliorata perché “la vaso costrizione durante l’ipocapnia (mancanza di CO2)causata dall’iperventilazione acuta viene impedita.....“ ovviamente dagli inibitori in questione e non dall’eliminazione dell’iperventilazione! ("Topical dorzolamide increases pericentral visual function in age-related maculopathy: pilot study
findings with short-wavelength automated perimetry. Acta Ophthalmologica Scandinavica. 83(2):154-160,April 2005)
Ed infine ecco uno studio italiano che ha messo in evidenza, anche per numerosi altri problemi (dai problemi di cuore alle ulcere, dall’epilessia all’osteoporosi)i benefici derivanti da questi inibitori, in relazione alla loro “funzione fisiologica relativa alla respirazione ed al trasporto di CO2/HC03. ("Carbonic anhydrase inhibitors and their therapeutic potential”. Claudiu T Supuran, Andrea Scozzafava
Università degli Studi, Laboratorio di Chimica Inorganica e Bioinorganica, via Gino Capponi 7, I-50121, Florence, Italy. cts@bio.chim.unifi.it)

Non vorrei però ottenere, con la citazione  di questi studi, anche nei lettori di questo notiziario, lo stesso effetto che otterrò probabilmente con l’ anziano paziente che ho menzionato, e cioè quello di far correre a comprare le medicine in questione (che hanno anche degli effetti collaterali e per le quali è necessaria una ricetta medica ed una consulenza del proprio medico)anziché  affrettarsi ad imparare la respirazione Buteyko, o a riprenderne la pratica per chi non abbia finora trovato il tempo e la perseveranza necessari all’inizio, finché la buona respirazione non sia divenuta automatica. E’ indubbiamente preferibile evitare  la respirazione eccessiva che porta a dissipare-soffiare via (“blow off”, come dice il dr. Sponsel) la preziosa CO2, anziché “indurre con l’astuzia“ (come dice sempre il dr. Sponsel) l’organismo a mantenere la CO2 nell’organismo tramite preparati farmaceutici.

2) A proposito di preparati farmaceutici, pur senza voler dissuadere nessuno dal prenderli se prescritti dal medico (a volte sono necessari), eccovi una piccola, rapida notizia: uno dei farmaci maggiormente impiegati in Italia e nel mondo (si vende senza ricetta) contro la febbre ed il dolore, il paracetamolo,   secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Hepatology dopo un’analisi che ha preso in esame un periodo di 7 anni, è la maggior  causa in assoluto di problemi di fegato. Il 51% dei problemi di fegato presi in considerazione nello studio è stato causato dal paracetamolo. La conclusione degli investigatori è che anche una dose di 7,5 mg è pericolosa se consumata per diverse settimane e inoltre, cosa che non tutti sanno, il paracetamolo non può assolutamente essere assunto insieme a numerose altre medicine o con alcool.

3)Sul numero di dicembre  della rivista australiana Nexus, che già nel 1999 aveva pubblicato un articolo del medico dr. Paul Ameisen sui benefici derivanti dal metodo Buteyko per l’asma, è stato pubblicato un nuovo, approfondito articolo redatto sullo stesso argomento dai coniugi Jennifer e Russell Stark, principali diffusori del metodo Buteyko in Nuova Zelanda (che avevano ospitato alcuni anni fa l’ultimo viaggio-incontro-corso per istruttori tenuto all’estero dal dr. Buteyko prima della morte avvenuta pochi mesi dopo).
L’articolo sarà riportato, ovviamente in italiano, in uno dei  prossimi numeri dell’edizione italiana della rivista Nexus; vale veramente la pena di leggere l’articolo che è interessantissimo.

4) A proposito di cose “interessantissime”, scusatemi se, in un moto di vanità d’ autrice, faccio un po’ di pubblicità al libro che ho scritto e che è appena uscito, con il titolo “Attacco alla Droga”; parla di una pianta africana abbastanza innocua (non è compresa nemmeno nell’elenco delle sostanze allucinogene allegato all’ultima rigorosissima legge in materia ed è attualmente in corso su di essa una sperimentazione universitaria anche in Italia) che riesce ad attenuare fortemente i problemi fisici delle crisi d’astinenza da droga e da alcool e nicotina. Il libro è pubblicato da quello che, per gli argomenti che sceglie, considero  il miglior editore italiano in questo campo: Roberto Romiti, che 5 anni fa, pubblicando  “Vivere di più respirando di meno” e poi “Attacco all’Asma” ha dato un grande contributo alla diffusione del metodo Buteyko. Spero ovviamente che nessuno dei lettori di questo Notiziario si trovi a fronteggiare problemi di droga o alcoolismo, ma se qualcuno ha  amici o parenti alle prese con questi problemi i 10 euro necessari per comprare il libro “Attacco alla droga” potrebbero essere tra i meglio investiti.(Può essere ordinato in libreria o direttamente all’editore B.I.S., via G.Falcone 20, 10013 Borgofranco d’Ivrea (TO)
e-mail: r.romiti@roberomiti.it, tel. 0125 752495, fax 0125 752595, www.roberomiti.it



NOTIZIE SALUTARI                                                           Gennaio 2006
A cura della Dr. Fiamma Ferraro e Rosa Maria Chicco 

Buongiorno e Buon Anno a tutti, e speriamo che tra i  “buoni propositi” dell’anno nuovo vi sia anche quello di mettere un po’ di costanza ed impegno nell’esercitare la respirazione  in base ai principi raccomandati dal Dr. Buteyko! Sono ormai trascorsi 6 anni da quando, (con il libro “Vivere di più respirando di meno” (poi uscito nella seconda edizione, rivista ed ampliata, con il titolo “Attacco all’Asma”), con la fondazione dell’Associazione Buteyko-Italia e l’inizio del sito web www.buteyko.it, nonché con i corsi e le conferenza tenute  poi anche dai vari istruttori formati dall’Associazione), la conoscenza di questo metodo respiratorio di fondamentale importanza per la salute ha iniziato a diffondersi anche in Italia. Vorremmo ora provare a trarre un bilancio: molte persone ci hanno fatto conoscere i risultati stupefacenti ottenuti ma vorremmo ora rivolgere un invito più generale a chi ci legge: se avete provato, sia dopo aver seguito un corso, sia da soli (sconsigliato se non a titolo solo preventivo!) avete provato questa respirazione, vi saremmo molto grate se poteste comunicarci i risultati (o la mancanza di risultati), ed eventuali altre osservazioni. E’ ovviamente assicurata la piena riservatezza dei dati. Grazie fin d’ora ed ovviamente faremo conoscere a tutti su questo notiziario il bilancio che emergerà.
1)     Iniziamo con una buona notizia per chi soffre d’asma: una recente edizione della rivista scientifica americana  “Journal of Allergy and Clinical Immunology“ (vol.116, issue 3, September 2005) ha pubblicato i risultati di una sperimentazione clinica randomizzata in doppio cieco effettuata presso la Mount Sinai School of Medicine di New York, in cui è stato somministrato a pazienti affetti da asma di livello medio-grave un preparato da tempo usato nella medicina tradizionale cinese, formato dall’estratto di un fungo (ganoderma lucidum), e da due erbe (Radix Sophora Flavescentis e Radix Glycyrrhiza Uralensis). Il preparato, denominato ASHMI, ha dimostrato un’efficacia “notevole”, uguale a quella riscontrata nel gruppo di controllo trattato con cortisonici ma con il vantaggio dell’assenza degli effetti collaterali propri di questi preparati medicinali. Anche se correggere il modo di respirare è la prima, fondamentale misura per chi soffre d’asma, vi sono numerosi rimedi naturali (su alcuni dei quali abbiamo attirato l’attenzione nei numeri passati del Notiziario e di cui si parla anche nel libro “Attacco all’Asma”), che possono rafforzare ed accelerare il processo di guarigione.
2)     Un’altra sostanza importante per migliorare l’ossigenazione dei tessuti, che negli asmatici (ma non solo negli asmatici!) spesso è carente a causa del basso livello di CO2 è  l’acido pangamico, noto anche (o meglio, purtroppo poco noto!) come vitamina B 15. Questa nuova “vitamina” è stata scoperta 50 anni fa dall’americano di origine tedesca E. Krebs, conosciuto (o piuttosto, di nuovo, purtroppo poco conosciuto!) anche per la sua scoperta della vitamina B17 (amigdalina o laetrile), dalle proprietà anticancerogene. Su quest’ultima sostanza nei decenni scorsi sono state diffuse molte notizie infondate ed intendiamo tornare sull’argomento; per il momento,  chi è interessato  con una ricerca internet con i termini “vitamina B 17” potrà trovare informazioni interessanti. Secondo Krebs il cancro è, esattamente come lo scorbuto e la pellagra, una malattia da carenza di vitamine, in questo caso appunto la B17, contenuta in particolare nei semi (di albicocca, pesca ed altri frutti, nonché in altre sostanze come il miglio, bacche e molte altre, tutte quante in gran parte assenti nell’alimentazione moderna). In realtà il quadro è forse un po’più complesso e sconsiglieremmo assolutamente a chi è già ammalato di tumore di intraprendere una cura basandosi solo sulla B 17, mentre a scopo preventivo sembrerebbe un’ottima idea quella di cercare di mangiare un po’più di semi (delle mele, pere, uva ecc; se questi semi non vengono presi da soli ma insieme alla frutta che li circonda non si corrono rischi di sovradosaggio!) Tornando invece alla vitamina della ”ossigenazione”, e cioè la B15,   questa vitamina, scoperta da Krebs, è stata studiata   in particolare in Russia, dove le è stato dato l’appellativo di “ossigeno liquido”. A seguito degli studi riassunti in  un volume pubblicato dall’Accademia delle Scienze dell’URSS, nel 1965 il  Consiglio del Ministero della Salute sovietico ne aveva autorizzato la produzione per il consumo generale ed in particolare per agli atleti sovietici che partecipavano alle olimpiadi ne venivano somministrate alte dosi.,  poiché si era visto che aumentava di molto la resistenza fisica (i topi ai quali era stata somministrata erano riusciti a nuotare molto più a lungo dei topi ai quali non era stata somministrata, ed erano riusciti a sopravvivere molto più a lungo in un contenitore dal quale era stato eliminato l’ossigeno). Il Prof. Shpirt, dell’Ospedale nr. 60 di Mosca, nell’ osservare che “Verrà il tempo in cui in tutte le famiglie il contenitore di pangamato di calcio (B15) figurerà a tavola insieme al contenitore del sale”  consigliava  la B 15 a tutti coloro che soffrivano di problemi circolatori, asma, diabete e malattie della pelle, ed in genere contro l’invecchiamento. In un pubblicazione si legge che  questa vitamina “è caratterizzata dalla capacità dieliminare il fenomeno dell’ipossia (mancanza di ossigeno), stimolando la funzione di vari enzimi come la deidrogenasi e la citocromo ossidasi, promuovendo i processi di ossidazione del glucosio ed il  metabolismo proteico in particolare nel muscolo cardiaco. … Nell’esercizio fisico elimina il dolore provocato dall’accumulazione di acido lattico nei muscoli, causato dalla mancanza di ossigeno”.     In realtà la prima, più importante  misura da osservare per essere sicuri della buona ossigenazione di tutti i tessuti è respirare bene, ma per coloro in cui il tessuto polmonare è stato già danneggiato potrebbe essere molto utile anche l’assunzione della vit. B15. E’ una sostanza del tutto naturale che si trova in tutti i semi e in numerosi alimenti (in particolare i ceci ne sono ricchi) purtroppo   non molto diffusi nell’alimentazione moderna. Per assumerla in quantità sufficiente potrebbe quindi essere opportuno ricorrere agli integratori.
3)   Dopo le buone notizie, eccone purtroppo una meno buona, che conferma l’avviso che avevamo già diramato in una passata edizione del Notiziario: l’organizzazione americana  di consumatori, “Public Citizen”, ha accusato la nota casa farmaceutica GlaxoSmithKline di aver cercato di minimizzare il numero di decessi ed effetti negativi provocati dal  farmaco antiasmatico Salmeterolo. La nota rivista medica inglese The Lancet pubblica nell’ultimo numero sia le accuse di Public Citizen che la replica della casa farmaceutica, che sostiene di aver agito correttamente. In realtà, come avevamo scritto anche in una precedente edizione del notiziario, da tempo il farmaco in questione è sospettato di provocare gravi effetti dannosi (il che conferma quanto già 30 anni fa aveva detto il dr. Buteyko circa il pericolo dei broncodilatatori soprattutto di lunga durata) e le autorità, pur senza deciderne ancora il ritiro, avevano ordinato un inasprimento dell’avviso circa le cautele da seguire ed i possibili effetti collaterali. Nell’ultimo studio effettuato la GlaxoSmithKline, come sostiene il Public Citizen, avrebbe ottenuto che fosse preso in considerazione solo un periodo più breve  (28 settimane) rispetto al totale della durata, ottenendo così,  che la percentuale di rischio di decesso nel gruppo di asmatici che prendevano il Salmeterolo risultasse pari a “solo” due volte e mezzo quella del gruppo di controllo, mentre se fosse stato preso in considerazione l’intero periodo della sperimentazione la cifra sarebbe stata pari al quadruplo, e “statisticamente significativa”.
4)   Lo scienziato Ashley Woodcock, dell’Università inglese di Manchester, dopo aver preso in esame un certo numero di cuscini, in uso normale per periodi da 10 mesi a 20 anni, si è dichiarato sorpreso dall’enorme quantità di funghi  trovati su tali cuscini: oltre 16 specie, tra i quali anche l’Aspergillus fumigatus. Questi funghi, innocui in genere, possono provocare inconvenienti per gli asmatici ed essere pericolosi in genere per le persone con un’immunità gravemente compromessa; essi  trovano condizioni ideali per la loro crescita nel sudore diffuso quando si dorme (ricordiamo la raccomandazione di Buteyko di non coprire con troppe coperte  i bambini quando dormono). Mentre si ritiene in genere che siano più raccomandabili i cuscini a base di materiali sintetici, i risultati di Woodcock hanno messo in rilievo che i cuscini riempiti di piume sono risultati molto meno infestati da funghi.
5) Sulla nota enciclopedia gratuita internet, Wikipedia, è stata  inserita una voce riguardante la respirazione Buteyko, compilata a cura dell’istruttore australiano Peter Kolb, che ha fatto molto per diffondere il metodo Buteyko nel mondo di lingua inglese. Chi conosce l’inglese può trovarla al seguente link: http://en.wikipedia.org/wiki/Buteyko_method
Corsi: il 24, 25 e 26 di marzo avrà luogo  presso la sede dell’associazione (a Casciano di Murlo, vicino a Siena) il primo livello del corso per istruttori del metodo di respirazione Buteyko. Per i corsi introduttivi (per uso proprio), si raccomanda di prendere contatto con l’istruttore più vicino; sul sito dell’associazione (www.buteyko.it, alla voce “come imparare”) ne troverete l’elenco, con rispettivi indirizzi.Alcuni hanno una pagina web in cui sono elencate le date dei loro corsi.


 

Avviso importante: tutti i notiziari qui riportati hanno solo scopo informativo e, anche se alla  redazione ha partecipato un medico,  non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.


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