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E'uscita la nuova edizione del Libro "Attacco all'Asma... e non solo", in cui l'autrice di questi Notiziari, la Dr. Fiamma ferraro, espone un quadro completo ed approfondito delle basi teoriche e della pratica del metodo di respiro Buteyko





NOTIZIARI BUTEYKO  2002-05                         (Link ai Notiziari 2006- 10)
In questi notiziari,  dal titolo "Notizie Salutari", che sono inviati per e mail a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l'argomento, il consulente medico  ed incaricata della formazione degli istruttori per   Buteyko Italia, dr. Fiamma Ferraro fornisce, oltre alle novità sulle date dei corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per riceverlo basta inviarci una e mail. ( fiafer@yahoo.com ). Il contenuto dei Notiziari  può essere riportato, con indicazione completa della fonte e dell'autrice.. (tratto da "Notizie Salutari", scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per www.buteyko.it )

*  I  notiziari hanno scopo informativo e   non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.  Questo avviso vale per tutti i numeri dei nostri notiziari.

NOTIZIE SALUTARI (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                 Novembre 2005
L'inizio dell'inverno, delle giornate corte e del buio, induce a parlare di un argomento "deprimente", e cioè la depressione, fenomeno che si sta propagando con velocità supersonica nella nostra società del benessere. Nei libri medici la depressione è definita come uno "stato d'animo patologico che dura oltre due settimane, in cui si provano in modo esagerato ed inappropriato sentimenti di grande tristezza, vuoto e scoraggiamento". L'accento cade ovviamente sulla durata e parole "in modo esagerato e disappropriato". A tutti capita di sentirsi ogni tanto malinconici, sensazione che per fortuna non dura a lungo, così come è normale e non certo patologico essere molto tristi ed abbattuti nei periodi in cui si è colpiti dalle avversità della vita (decesso o malattie di familiari, perdita del lavoro, ecc.) e per fortuna spesso in queste circostanze siamo sostenuti da  risorse interne che non pensavamo nemmeno di avere e che riusciamo a mobilitare nei momenti in cui ne abbiamo più bisogno. La "depressione" come malattia è invece quello stato d'animo di disperazione e tristezza che  colpisce quando non vi sarebbe in realtà alcun motivo particolare per essere tristi, oppure in modo non proporzionale rispetto ai problemi che si sono presentati, e questo rende appunto le persone depresse ancora più tristi, facendole quasi sentire in colpa perché avrebbero tutto per essere felici e contente ma non lo sono.
Quanto alle cause di questo fenomeno, mentre ancora fino ad un decennio fa si tendeva a mettere l'accento sulle cause di natura psicologica e sui trattamenti psicoterapeutici, attualmente si dedica maggiore attenzione agli squilibri esistenti in alcune sostanze chimiche del cervello, chiamate "neurotrasmettitori". Nelle persone che soffrono di depressione si riscontra spesso un basso livello di dopamina, norepinefrina e serotonina.
Dal nostro punto di vista che, è inutile dirvelo, tende a dare la massima importanza al ruolo della respirazione, non possiamo non rilevare come l'ossigenazione e la circolazione del sangue nel cervello svolgano un ruolo della massima importanza nella formazione  di questi neurotrasmettitori. E' noto che i tessuti del cervello, anche se costituiscono solo il 2 % del peso del corpo, hanno bisogno di essere nutriti ed ossigenati dal 30% della quantità di sangue che circola nel corpo. Quando non arriva abbastanza sangue al ervello, oppure quando, pur arrivando abbastanza sangue, l'ossigeno non passa dal sangue al tessuto cerebrale, si possono verificare gravi problemi, tra cui anche gli squilibri nella produzione di neurotrasmettitori. Molti studi sono stati effettuati quanto al danno prodotto dall'iperventilazione (eccesso di respiro) alla fornitura d'ossigeno ai tessuti del cervello. Per rendersene conto immediatamente, si consiglia di andare al sito http://bp.edu/AboutBr%20What%20is.htm ,dove si vede un'immagine che dimostra, con un efficace impatto visivo, le conseguenze provocate nel cervello da pochi minuti di iperventilazione. Il riaddestramento della respirazione e l'eliminazione dell' "eccesso di respiro" con il metodo Buteyko sarebbero pertanto di un'estrema utilità per le persone che soffrono di depressione. Il problema però consiste nel fatto che in genere le persone gravemente depresse non riescono a trovare, anche quando siano teoricamente convinte della fondatezza del ragionamento, quel minimo di energia e forza di volontà necessarie per seguire, con costanza e regolarità, un programma di esercizi di respirazione. Può pertanto essere necessario ricorrere a medicine per uscire dal labirinto della depressione, almeno per quel tanto necessario  per mettersi in seguito a controllare il modo in cui si respira.
Le medicine in genere prescritte, (SSRI ed altre) anche se possono provocare consistenti effetti collaterali,   nei casi gravi sonno spesso inevitabili, e si sconsiglia comunque a chiunque di smettere improvvisamente di prenderle o comunque di fare alcunché senza aver consultato il proprio medico curante.
Nei casi meno gravi vi sono tuttavia anche dei rimedi naturali che si sono dimostrati efficaci:  la pianta medicinale più nota contro la depressione  è l'iperico (Hypericum perforatum). In Germania, dove è fornita dal servizio sanitario pubblico su prescrizione medica e  milioni di persone la prendono, numerose sperimentazioni cliniche in doppio cieco effettuate dal 1996 ad oggi, hanno dimostrato un'efficacia equivalente a quella dell'imipramina ed in alcuni casi anche del prozac, con effetti collaterali molto minori.  (Harrer et al.1999, Schrader 2000,  Woelk 2000, Brenner et al. 2000 e numerosi altri).
Ancor più importanti però sono gli studi che hanno dimostrato la carenza, nelle persone che soffrono di depressione, di alcuni elementi nutritivi, ed in particolare delle vitamine del gruppo B, di cui il cervello ha bisogno per produrre i neurotrasmettitori.(Bukreev 1978; Carney et al. 1990; Carney 1995; Fujii et al. 1996; Masuda et al. 1998; Bottiglieri et al. 2000; Zhao et al. 2001).
Un'altra sostanza naturale della massima importanza è la SAMe (S-adenosilmetionina), prodotta nel corpo dall'aminoacido essenziale metionina e dall'adenosintrifosfato, si trova in tutte le nostre cellule, dove svolge un ruolo importante quale precursore di numerose sostanze, tra cui la serotonina ed altri neurotrasmettitori.
Ricercatori dell' University of Alabama, Birmingham, hanno accertato che le persone depresse non producono abbastanza SAMe nei loro cervelli e numerosi studi hanno constatato l'efficacia del SAMe contro la depressione.  (Bottiglieri et al. 1994, Di Rocco et al. 2000). Tra l'altro, quando vi sono bassi livelli di SAMe, si riscontrano in genere livelli elevati di omocisteina, una sostanza di cui sono emersi negli ultimi anni numerosi effetti deleteri, tra i quali anche la depressione.
La sostanza naturale che tuttavia sembra avere il maggior effetto benefico contro la depressione, è costituita dai grassi omega 3, (EPA e DHA) contenuti nell'olio di pesce. Nel libro del dr. Andrew Stoll "The Omega-3 Connection" sono riportate pagine intere di studi che provano l'efficacia di questa sostanza (nei casi gravi occorrono almeno 2 gr. al giorno di EPA e DHA), contro la depressione, senza alcun effetto dannoso collaterale ma anzi con benefici anche in altri campi (contro l'infiammazione, per la fluidità del sangue e la circolazione ecc.).
Un ulteriore fattore negativo importante può essere costituito dalla mancanza di luce (è scientificamente provato l’effetto del clima sulla depressione ed è noto che gli italiani, anche se non si può generalizzare, sono in genere più allegri dei finlandesi, per merito anche del sole!) In alcune cliniche si trattano le depressioni gravi anche con delle lampade a luce solare intensa. Tutti quanti trascorriamo gran parte del nostro tempo in edifici e macchine, in cui non siamo raggiunti dalla parte benefica della luce solare. Le lampade  al neon sono particolarmente dannose, ma anche le lampadine normali non ci forniscono tutta la gamma dello spettro della luce solare. Sono in commercio delle lampadine che illuminano le case con una gamma più completa di raggi, che potrebbero essere consigliabili in particolare durante l'inverno.
Vi sarebbe ancora molto altro da dire su questa malattia, anche in merito agli squilibri ormonali (ad es. durante la menopausa) che possono provocare la depressione, ma la raccomandazione essenziale resta quella di seguire, non appena la depressione si è attenuata, un programma di esercizi di respirazione e di far attenzione, a titolo preventivo, a come si respira.

-Con il freddo  arriva anche l'influenza e quest'anno a questo problema si aggiunge il timore dell'influenza aviaria. Nei Notiziari degli scorsi inverni sono stati dati consigli utili contro i raffreddori e l'influenza, che consigliamo di rileggere. Il consiglio essenziale (scusate se siamo  monotone ma a volte si tende a dare molta importanza ai rimedi sofisticati e costosi e a trascurare invece l'importanza di alcune precauzioni elementari) è quello di fare attenzione, soprattutto in questo periodo a RESPIRARE DAL NASO E CON LA BOCCA CHIUSA, anche di notte. In questo modo, oltre ad evitare una sicura iperventilazione che diminuirebbe le nostre difese immunitarie, si ottiene che le mucose nasali trattengano molte sostanze dannose, tra cui appunto batteri e virus.
Se si notano già i primi sintomi dell'influenza, oltre ad intensificare gli esercizi di respirazione, è bene mettersi a letto al caldo e prendere alcune sostanze dalle note proprietà antivirali. 
Tra le piante con spiccata azione antivirale va segnalata poi in particolare l'Uncaria Tomentosa (una delle piante che crescono nelle foreste del Sudamerica, foreste che stanno sparendo a vista d'occhio, e con loro un'infinità di piante dalle eccezionali proprietà mediche non ancora esplorate), in particolare in una forma, recentemente scoperta, libera da alcune sostanze irritanti che si trovano invece nella forma consueta di Uncaria.

-DATE DEI PROSSIMI CORSI: il 10-11 dicembre a Milano, corso collettivo con la Dr. Fiamma Ferraro, in cui , oltre ad imparare la respirazione con il metodo Buteyko sarà possibile per chi lo desideri misurare la quantità di CO2 anche con il capnometro; gli interessati possono contattare Lucia La Stella, stellalu@tiscali.it, tel.0229528181

Concludiamo con tanti auguri a tutti di BUONE FESTE, BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO!
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NOTIZIE SALUTARI  (a cura della Dott. Fiamma Ferraro)
   Settembre 2005
Cari amici, spero  che abbiate trascorso delle buone vacanze, approfittando anche del tempo libero per dedicare più tempo del solito al miglioramento della respirazione!
Questa edizione speciale del Notiziario è dedicata al terzo incontro internazionale degli istruttori Buteyko, al quale ho partecipato a fine agosto, che ha quest’anno avuto luogo   a Glasgow (Scozia), su iniziativa di Jill Mc Gowan. Jill Mc Gowan è l’infermiera scozzese di cui si era parlato in una delle prime edizioni del Notiziario perché, dopo essere guarita, grazie al metodo Buteyko, dell’asma di cui soffriva dall’infanzia, aveva venduto il castello avito in Scozia per finanziare una sperimentazione in doppio cieco su varie centinaia di  asmatici, per provare con tutti i crismi della scientificità, l’efficacia del metodo Buteyko. La sperimentazione, nel frattempo conclusa, ha dato gli stessi ottimi risultati  di quella effettuata nel 1994 in Australia, presso l’Università del Queensland. Nonostante queste ed altre sperimentazioni scientifiche continuo a sentirmi dire, da alcuni colleghi medici, che si tratta di un metodo “scientificamente non provato”.
Quanto tempo dovrà passare prima che si prenda atto del fatto che l’efficacia del metodo Buteyko è “scientificamente provata”? Temo proprio che certi ambienti “scientifici”, la cui attenzione è diretta quasi esclusivamente verso i prodotti scientifici farmaceutici, prendano atto solo degli studi  di cui “vogliono”prender atto, mentre continuano a cercare pretesti per non considerare validi altri studi, per quanto condotti con tutti i crismi della scientificità.
Scusate la divagazione e torno all’incontro di Glasgow,  in merito al quale  indico alcuni dei punti salienti.
Erano presenti partecipanti da molti paesi tra i quali,  anche numerosi colleghi medici e scienziati; in particolare il Dr. Litchfield ha presentato una quantità impressionante di dati, tratti dalla letteratura medica, sui danni prodotti dall’”eccesso di respirazione” (iperventilazione), osservando come sia incredibile che di fronte a questa massa di prove, alcune della quali risalenti a molti decenni fa, i medici continuino, nelle normali visite mediche a non accertare se sussista uno stato di iperventilazione nei loro pazienti.
Era presente anche la vedova di Buteyko, Ludmila, con il figlio, Dr. Andrej Novozhilov, i quali hanno osservato che Buteyko ha lasciato una consistente massa di materiale non ancora divulgato, di cui cureranno la traduzione e diffusione. In particolare Andrey ha indicato come a Buteyko stesse molto a cuore l’eliminazione, prima dell’addestramento respiratorio, delle infiammazioni focali (in particolare tonsille, denti e gengive) nei pazienti ed ha insistito sul fatto che, per insegnare bene la respirazione ai bambini piccoli, i genitori devono essere i primi a preoccuparsi di respirare bene.
Molto originale è stata la presentazione di Clare Hobsley, una istruttrice appassionata di cavalli, che ha dimostrato che anche i cavalli, per le condizioni poco sane in cui sono tenuti (dovrebbero mangiare in modo sano e restare liberi nei prati e invece sono tenuti in stalle strette e surriscaldate, mangiando troppo  e male) tendono ad iperventilare, imitando del resto anche i proprietari (lo si vede dal movimento delle narici). Poiché ai cavalli non si può insegnare la respirazione Buteyko, Claire ha inventato un piccolo aggeggio di stoffa con il quale si riesce a ridurre la loro respirazione .
(Gli appassionati di cavalli possono trovarlo al sito www.equinebreathingtechnique.co.uk). In un filmino  girato da Claire, è stato impressionante vedere un vecchio cavallo di 28 anni che prima non poteva quasi muoversi e, dopo il riaddestramento respiratorio salterellava sui prati!
Infine, il Dr. Litchfield  ha presentato un congegno che consente di misurare in modo molto semplice e senza necessità di prelievi di sangue, la quantità di CO2 nell’organismo. Si tratta a mio avviso di un’aggiunta molto utile al classico addestramento Buteyko perché consente ai pazienti di controllare visivamente il loro progresso el’efficacia dei loro esercizi. Ho quindi subito comprato questo aggeggio per il mio studio medico e da allora, per chiunque vi entri, provvedo come prima cosa a misurare la quantità di CO2.
Ho constatato, ad ulteriore  conferma, se ve ne fosse bisogno, di quanto sostiene Buteyko, che sono pochissimi i pazienti in cui vi è la quantità di CO2 che viene indicata come “normale” nei libri di medicina, e che peggiori sono le condizioni dei pazienti, più bassa è la quantità di CO2.

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NOTIZIE SALUTARI  (a cura  della Dr. Fiamma Ferraro )  maggio 2005
1) A quanto  confermato da uno studio appena completato presso la Medical University of South Carolina, i cui risultati sono stati pubblicati sul periodico "Annals of Family Medicine", marzo/aprile 2005, una combinazione tra un' elevata presenza di depositi di ferro nel corpo con un'alimentazione ricca in ferro aumenterebbe notevolmente il rischio di ammalarsi di cancro.  Nello studio sono stati seguiti per un ventennio 6.300 adulti di un'età dai 25 ai 74 anni, arrivando alla conclusione che il 10% circa della popolazione americana ha dei depositi di ferro di un'entità pericolosa.
Come osservato dal direttore dello studio, la maggioranza delle persone non sa in genere di avere dei livelli troppo elevati di transferrina, visto che si tratta di un test che non è normalmente effettuato con frequenza, e possono verificarsi pericoli di seri danni alla salute se, senza prima misurare la saturazione della transferrina, si inizia una dieta con grandi quantità di carne rossa o si assumono integratori dietetici comprendenti ferro.
  La transferrina è una proteina che trasporta il ferro nel corpo, ed i livelli di saturazione di questa proteina sono un indicatore dell'entità dei depositi di ferro nel corpo. Prima si tendeva a considerare troppo elevati del livelli superiori al 60% mentre ora si è accertato che sarebbe preferibile restare al di sotto del 40%.
I livelli elevati di transferrina sono collegati ad un rischio più elevato di decesso per varie cause,  (a seconda dell'organo in cui è prevalentemente immagazzinato  il ferro in eccesso, fegato, pancreas o altri), e anche di tumore.
Ci è sembrato utile  riportare questi dati nel nostro notiziario: innanzitutto perché vi è un collegamento essenziale tra ferro ed ossigenazione dei tessuti.
L'ossigeno è trasportato dai globuli rossi del sangue, dai quali è poi rilasciato ai tessuti, (in modo tanto più efficace quanto maggiore è la presenza di CO2, come si mette in rilievo nella respirazione Buteyko), e quando si è anemici (e in molti ma non in tutti i casi l'anemia è causata da mancanza di ferro) nonostante la respirazione Buteyko non è possibile ottenere una ossigenazione ottimale dei tessuti. Il ferro è quindi, come tutti sanno, importante ed essenziale per la vita. Purtroppo anche da ciò, così come avviene per il respiro,  si giunge con troppa facilità alla conclusione, erronea del "tanto più, tanto meglio". Sia per il ferro che per la respirazione, pur ovviamente indispensabili per la vita, vale il principio che un eccesso può danneggiare la salute.
Il ferro e l'ossigeno provocano il fenomeno della ruggine e, detto in termini non scientifici, un
processo per alcuni versi analogo ad una ruggine interna si verifica quando vi è nell'organismo un eccesso di ferro e di respirazione.
In realtà, nella nostra opulenta società occidentale, il rischio dei danni provocati da un eccesso è quasi iù consistente di quello di una carenza di ferro, soprattutto negli uomini, nelle donne dopo la enopausa ed in chi non sia un bambino in crescita o una donna incinta, o non sia vegetariano (il ferro  contenuto nella carne, così come quello contenuto in genere negli integratori e preparati farmaceutici, è assorbito in quantità elevata dall'organismo, mentre quello contenuto nelle piante è assorbito nella percentuale del 5% circa). Restiamo quindi perplesse nel vedere le quantità troppo elevate di ferro  in genere inserite in numerosi integratori vitaminici e minerali,  da molti presi  nella convinzione che non possano che far bene. In realtà, prima di prendere un qualunque supplemento di ferro occorrerebbe accertare se si soffra effettivamente di una carenza di ferro, perché in caso contrario l'integratore a base di ferro potrebbe far male. E  occorre misurare a tale scopo la saturazione della transferrina e non solo la quantità di globuli rossi del sangue perché in alcuni casi l'anemia non è causata da mancanza di ferro.

2) Per restare sull'argomento dei danni provocati da un eccesso di sostanze, pur indispensabili alla vita, riportiamo anche il risultato di uno studio appena pubblicato dalla prestigiosa rivista medica inglese "The Lancet".  A seguito di uno studio effettuato presso il Manchester Booth Hall Children Hospital su 1300 neonati,   è stato accertato  che per la respirazione artificiale in certi casi  necessaria per i neonati è molto preferibile utilizzare dell'aria comprendente un tasso d'ossigeno non superiore a quello normalmente presente nell'atmosfera. L'utilizzo di ossigeno puro  ha infatti provocato  nei neonati una consistente riduzione del flusso dei sangue nel cervello.

- Abbiamo parlato spesso del diabete, malattia sempre più diffusa e conro la quale il metodo Buteyko può fare molto (è indispensabile però per chi soffre di diabete, procedere solo con la guida di un istruttore esperto e con stretto controllo medico).Vi sono inoltre numerose misure di supporto, in particolare per evitare le complicazioni.
Il diabete è un grande peso, anche psicologico, per gli ammalati, non tanto per la necessità di restare a dieta (la dieta alla quale si devono attenere i diabetici è più o meno uguale a quella che dovrebbe seguire chiunque voglia restare in buona salute) e nemmeno per la necessità di prendere medicine o fare iniezioni d'insulina, alle quali ci si abitua presto, ma piuttosto per il timore delle complicazioni che il diabete può causare: dai problemi ai reni a quelli agli occhi ed al sistema cardiocircolatorio. Uno stretto controllo del tasso di zucchero nel sangue (non deve essere nè troppo alto nè troppo basso) è ovviamente il primo requisito per evitare le complicazioni ed è stato provato che i diabetici ben controllati soffrono di queste complicazioni molto  meno di quelli mal controllati. A volte però, nonostante il buon controllo, le complicazioni appaiono ugualmente. Si ipotizza pertanto che mentre indubbiamente una parte delle complicazioni è causata dal tasso di zucchero, vi sia invece in alcuni diabetici una parte delle complicazioni che non è causata dal livello di zucchero nel sangue, ma da una causa primaria non conosciuta (scommetterei però sullo stato d'infiammazione cronica di lieve intensità!) che causa a sua volta sia il diabete sia i problemi considerati come complicazioni sorte dal diabete.
Lasciando da parte questo discorso sulla causa, sulla quale vi sarebbe molto da dire, torniamo al discorso di come evitare le complicazioni. Se si trovasse un preparato che consente di evitare queste complicazioni, i diabetici si sentirebbero quasi guariti e si tratterebbe per loro della migliore notizia possibile subito dopo quella della scoperta, ancora elusiva, di un modo per guarire il diabete. Ebbene, i diabetici possono prepararsi a questa buona notizia: la scoperta di un modo che consente con un buon margine di probabilità di evitare gran parte delle complicazioni dal diabete è già avvenuta, da molti anni! Non è possibile  -direte voi- se così fosse ne avrebbero parlato tutti i giornali e tutti i medici lo saprebbero e lo avrebbero consigliato. E invece questo preparato esiste:  si tratta di una forma modificata della vitamina B1. Anch'io ero scettica ma ho dovuto ricredermi dopo aver letto gli approfondimenti scientifici pubblicati su riviste di tutto rispetto. Anche se studi e sperimentazioni cliniche non fossero state effettuate, e vi fossero soltanto esperienze "aneddotiche" considerate scientificamente non rilevanti, varrebbe comunque la pena di prendere questo preparato, visto che è comunque sicuramente innocuo e non caro, ma ciò che lascia perplessi è invece che queste sperimentazioni scientifiche e studi clinici esistono (ovviamente sono stati fatti in gran parte su animali, perchè per accertare  con sicurezza che non si verificano complicazioni in un gruppo di diabetici occorrerebbe aspettare i 10-30 anni dall'inizio del diabete dopo i quali le complicazioni in genere si presentano, ma esistono anche studi fatti su persone che hanno fatto regredire le manifestazioni di polineuropatia ed hanno dimostrato come la benfotiamina blocchi i sentieri chimici che provocano i danni collegati alle complicazioni) e sono stati pubblicati su riviste scientifiche rinomate (ad esempio "Nature Medicine" del febbraio 2003); qualunque ricerca sulla banca dati medici  Pubmed consente di reperire numerosi articoli sull'argomento ( v. ad es. N.Karachalias et al. "Accumulation of frusosyl-lysine and advanced glycation end products in the kidney, retina, and peripheral nerves of spreptozotocin-induced diabetic rats", su Transactions of the Biochemmical Society, vol.31, part 6 (December,2003)1423-1425), in cui si afferma che "stanno emergendo le prove che l'assunzione di benfotiamina consenta di prevenire le complicazioni, macrovascolari, microvascolari e neurologiche, del diabete".
Ma cos'è esattamente la benfotiamina? Si tratta di una forma modificata della vitamina B1. Mentre la vitamina B1(tiamina) è solubile nell'acqua, la benfotiamina è solubile nel grasso, e può essere quindi assimilata ed immagazzinata meglio nel corpo. Non si tratta di un preparato farmaceutico brevettato  (non sto facendo propaganda per nessun medicinale), ma di una sostanza naturale non brevettabile e che chiunque puiò produrre e mettere in commercio. E forse questo spiega come mai la benfotiamina non sia molto conosciuta: non viè infatti alcuna casa farmaceutica pronta a spendere grandi cifre per organizzare seminari in cui invitare medici per esporre i vantaggi del proprio prodotto, o a fare pubblicità sui giornali per poi vedere, dopo esser riuscita a far conoscere il preparato, altre aziende libere di mettere anche loro in vendita lo stesso  identico preparato e raccogliere i vantaggi di una campagna pubblicitaria per la quale non hanno dovuto spendere nulla. E' questo il motivo per cui ad es. la Woerwag, che in Germania produce da diversi anni il "Milgamma" (a base appunto di benfotiamina), non ha fatto particolari sforzi per farlo conoscere ed ora, a seguito delle pubblicazioni sopracitate e grazie alla rapidità con cui le notizie si diffondono con internet, numerosi altri produttori di vitamine e medicine naturali, hanno messo in commercio pastiglie di benfotiamina.
Un effetto di prevenzione delle complicazioni che, a quanto pare e come dimostrerebbero alcune sperimentazioni effettuate, sarebbe ancora più forte e spiccato di quello della benfotiamina è attribuito dalla piridossamina, una forma modificata della vitamina B6. Una ditta americana, la  BioStratum, sta portando a termine le sperimentazioni cliniche per il proprio preparato (Pyridorin) a base appunto di piridossamina e, visto che si tratta anche qui di un preparato del tutto innocui, naturale e non brevettabile, altri produttori hanno iniziato a mettere in vendita pastaiglie di piridossamina (per ora, che io sappia, solo in America).
Infine, si è studiata si si sta ancora studiando, da anni, un'altra sostanza che, a quanto pare, evita le complicazioni del diabete: l'aminoguanidina. Si tratta tuttavia di una sostanza sulla quale, anche se è già venduta da alcuni (non in Italia) avrei alcune perplessità e non me lperché alcuni studi hanno dimostrato degli effetti collaterli, pur lievi. Meglio forse ripiegare sulla carnosina e sull'erba galega officinalis, che agiscono contro le complicazioni tramite meccanismi simili, anche se meno forti, a quelli dell'aminoguanidina.
Coraggio dunque! Anche se per ora è non si è trovato come guarire da tutte le forme di diabete (sono stati tuttavia scoperti nuovi medicinali efficaci sui ho scritto in precedenti interventi, e vi sono numerose terapie naturali che mi hanno dato buoni risultati) è possibile, controllando bene il tasso di zucchero nel sangue, facendo una vita sana (movimento e buona alimentazione) e prendendo inoltre le forme modificate di vitamine B sopra indicate, evitare le complicazioni del diabete.
Attenzione: dati gli aspetti problematici e delicati del diabete ripetiamoo qui, con enfasi ancor maggiore, il solito avviso: questo notiziario ha solo scopo informativo-divulgativo di carattere generale. Ogni ammalato è un caso singolo a parte e quindi prima di assumere le sostanze  menzionate nei miei interventi, anche se naturali, occorre consultare il proprio medico, che solo può valutare le possibili conseguenze ed eventuali  interazioni con altri farmaci. 
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NOTIZIE SALUTARI     (a cura e della Dott.ssa Fiamma Ferraro)            Marzo 2005
-- Ho partecipato ai primi di febbraio in Olanda all'incontro degli istruttori del metodo Buteyko in Europa, con l'intervento del figlio adottivo di Buteyko, il dr. Andrei Novozilov, e della vedova Ludmila Buteyko. (Per chi non lo sapesse perché riceve solo da poco questo notiziario, Buteyko è morto nel maggio 2003 ad 82 anni, per un improvviso arresto cardiaco; quando aveva poco più di 30 anni gli erano stati pronosticati pochi anni di vita a causa di una forma aggressiva di ipertensione  di cui soffriva, ed era stata proprio questa malattia a dare l'impulso determinante ai suoi studi ed alle sue scoperte sul respiro. E' poi arrivato all'età di oltre 80 anni in perfetta forma fisica e mentale fino all'ultimo,  viaggiando in continuazione tra Mosca, la Siberia, l'Australia e la Nuova Zelanda).
Durante l'incontro, durato due giorni, il dr. Novozilov ha confermato gli straordinari risultati che in Russia   sono ottenuti, non solo contro l'asma ma anche contro altre malattie, con il metodo Buteyko. In realtà in Russia il metodo è soprattutto applicato da medici ed in cliniche, e quindi Novozilov e Ludmila ascoltavano con una certa incomprensione le esperienze frustrant riferite da alcuni  istruttori non-medici provenienti da vari altri paesi quanto alle loro esperienze con l'ambiente della medicina "ufficiale", e le difficoltà che derivano per loro dal non poter cambiare, in quanto  non medici, le prescrizioni  relative alle medicine assunte dai loro alunni; in questi casi occorre trovare, come è stato ribadito nell'incontro, dei medici dalla mentalità aperta  (per fortuna ce ne sono molti) e disposti ad un lavoro di équipe con gli istruttori.
Una nota  relativamente ottimistica è invece venuta dalla Gran Bretagna, dall'istruttrice scozzese Jill Mc Gowan. Un po' di tempo fa avevamo riferito in questo notiziario che Jill Mc Gowan aveva ottenuto il premio di "Infermiera dell'anno" perché, dopo essere guarita, grazie al metodo Buteyko, dell'asma di cui soffriva da 40 anni, aveva venduto il castello degli avi in Scozia per finanziare una sperimentazione su larga scala (600 persone) del metodo Buteyko presso l'Ospedale di Glascow. La sperimentazione, come avevamo riferito, si è conclusa tempo fa con risultati estremamente positivi. Anche se il servizio sanitario pubblico britannico sembra titubante nel tenere fede all'assicurazione che a quanto pare aveva dato ( e cioè che in caso di esito positivo della
sperimentazione l'istruzione nel metodo Buteyko sarebbe stata messa  gratuitamente a disposizione degli asmatici dal servizio sanitario  pubblico) il metodo Buteyko è ormai molto diffuso e popolare in Gran Bretagna,anche tra i medici. Lo stesso principe Filippo ed il Principe Carlo non hanno a quanto pare avuto problemi a riferire pubblicamente che sono ricorsi con successo al metodo per problemi di sinusite e di circolazione.

- Numerosi bambini asmatici soffrono anche di eczema e dermatiti. Ci sembra a questo proposito utile segnalarvi un articolo apparso sul "Washington Post" del 12 febbraio, in cui si avvisa che è stato riscontrato un nesso tra alcuni tipi di cancro (linfoma e cancro della pelle) e l'uso prolungato di due creme comunemente prescritte e molto diffuse contro l'eczema sia per gli adulti che per i bambini. Si tratta delle creme Protopic ed Elidel, in uso anche in Italia. Le creme dovrebbero essere usate solo per brevi periodi e per bambini di più di 2 anni di età. Le creme sono attualmente propagandate in America in modo insistente e senza  adeguata insistenza sulla necessità di usarle solo per brevi periodi e non per bambini piccoli.

--Era noto da tempo l'effetto dannoso che può avere sull'udito la musica a tutto volume delle discoteche. Ora, a quanto riferisce la libera Università di Bruxelles, sembra che  questa musica possa danneggiare anche i polmoni, poiché in particolare i bassi a tutto volume potrebbero, a quanto pare, provocare vibrazioni dannose per il tessuto polmonare, che causerebbero leggerissime lacerazioni, dovute al fatto che il tessuto polmonare iniza a vibrare allo stesso ritmo della musica. E, per finire con le "buone notizie" ci resta da riferire che, a quanto pare, anche il bere succo di pompelmo, cosa che molti fanno convinti di fare qualcosa di buono per la salute (magari preferirebbero un buon caffè!) può far male. Uno studio appena pubblicato dall'Università di Amburgo  rivela infatti che il
succo di pompelmo, se preso insieme a delle medicine di uso molto comune(antiallergici, antidepressivi, medicine per il cuore e la circolazione, certi antibiotici, medicine per abbasssare la pressione, pillole anticoncezionali ecc.)può avere effetti molto dannosi per la salute, ed addirittura mortali. Particolarmente pericoloso sarebbe l'abbinamento tra succo di pompelmo ed alcuni antiallergici (Terfenadina) ed antibiotici (eritromicina). Ció perché il succo di pompelmo è metabolizzato dallo stesso sistema enzimatico  (citocromo-P450) che svolge  un ruolo nella metabolizzazione di più del 50% delle medicine più diffuse. E' pertanto consigliabile
assicurarsi che vi sia un intervallo di almeno 4 ore tra l'assunzione del succo di pompelmo e le medicine in questione.

--Infine, tra il gran numero di pubblicazioni in merito alla iperventilazione, consigliamo in particolare, per chi conosca abbastanza ben l'inglese, il libro  "Breathe Well Be Well"
("Respirate bene per stare bene") di Robert Fried, Ph D. Nel libro è contenuta una grandissima raccolta derivante dalla ricerca, durata 18 anni, di R.Fried sul rapporto tra l'iperventilazione e molte malattie che prima non erano mai state messe in rapporto con  l'iperventilazione.

---Nei libri "Vivere di più respirando di meno " e "Attacco all'Asma"  si parla, oltre che del metodo Buteyko, anche del metodo della "respirazione endogena" sviluppato dallo scienziato Vladimir Frolov. Il metodo è basato sugli stessi principi propugnati da Buteyko ed ottiene, anche se con una tecnica diversa, gli stessi risultati. Alcuni trovano più facile ridurre la respirazione con gli esercizi tipici del metodo Buteyko, altri trovano più facili da eseguire gli esercizi del metodo Frolov (il respiro è quanto di più individuale vi possa essere ). In realtà, in genere consigliamo piuttosto il metodo Buteyko, che è più naturale e non  ha bisogno  di nessun aggeggio, mentre per il metodo Frolov serve un congegno, anche se piccolo e non complicato.  Il metodo Frolov è consigliabile  soprattutto a chi non possa assolutamente respirare dal naso (ad es.per deviazioni del setto nasale ecc.). Abbiamo comunque deciso di approfondire un po' di più il metodo, insieme all'Organizzazione principale siberiana e, come potete vedere più sotto, ai primi di aprile avranno luogo due corsi su questo metodo.Dobbiamo comunque sottolineare che per questo metodo vi sonosolo sperimentazioni effettuate nei Paesi dell'ex-URSS che ne provano l'efficacia, e non anche, come per il metodo Buteyko, anche sperimentazioni effettuate nel mondo anglosassone. Le premesse, ed i fini da conseguire, sono comunque uguali nei due metodi; cambia solo la tecnica respiratoria usata.
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NOTIZIARIO BUTEYKO -Gennaio 2005.
-Tanti auguri di Buon Anno a tutti i lettori!
-Così come sta aumentando in continuazione il numero di bambini asmatici, è anche in crescita il numero di bambini alle prese con problemi di iperattività, mancanza di concentrazione ed aggressività. Per chi ci legge da un po' di tempo appare chiaro il nesso che vi è tra il modo di respirare dei bambini e le condizioni sopra citate. Ora però vorremmo mettere in luce un altro fattore che può causare problemi di iperattività ed aggressività e che è in gran parte ignorato. A quanto messo in luce da recenti ricerche vi sarebbe, in numerosi bambini iperattivi, una cronica carenza di vitamina B6 e di zinco. Questa carenza sarebbe causata da un difetto metabolico, del nome di "pirroluria", che porta questi bambini ad eliminare gran parte della vitamina B6 nell'urina, finché le riserve sono esaurite e di conseguenza  si verifica anche una grave carenza di zinco. La carenza di queste due sostanze provoca appunto i problemi psichici e comportamentali sopracitati. Inoltre la mancanza di vit. B6 provoca una mancanza di serotonina che a sua volta può provocare un appetito eccessivo per i dolciumi. In particolare nei bambini asmatici ed allergici la somministrazione di antistaminici e nei casi più gravi del cortisone, aggrava la carenza di vit. B6.
Un'alimentazione normale, pur sana, non è sufficiente  per ricostituire e mantenere nei bambini che soffrono di "pirroluria"  le quantità necessarie di vit. B6 e di zinco ed occorre intervenire con integratori (ovviamente non in base al principio del "fai da te" ma attirando l'attenzione del proprio medico su tale possibilità  affinché siano   prescritte le analisi del caso.)
-Un'obiezione che, come ci riferiscono i lettori e come constatiamo anche noi, viene spesso effettuata da alcuni (per fortuna non da tutti!) i medici nei confronti del metodo Buteyko è che non sarebbe "scientificamente provato". Questa obiezione non è fondata poiché, come abbiamo ripetutamente messo in luce, anche a voler ignorare le sperimentazioni cliniche effettuate nell'ex Unione Sovietica ed i risultati riferiti da migliaia di medici e pazienti, vi sono in Australia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna, i risultati delle sperimentazioni in doppio cieco che ne provano l'efficacia contro l'asma. Quanto ai danni prodotti dall'iperventilazione vi è da quasi un secolo una quantità impressionante di studi e pubblicazioni; (in appendice al libro "Attacco all'Asma" ne è riportata solo una minima parte).
La stessa obiezione di mancanza di prove scientifiche  è rivolta a molte terapie a base di preparati fitoterapeutici ed integratori vitaminici.  La conclusione che si dovrebbe trarre da queste affermazioni è che invece, per le medicina della farmacopea "ufficiale" l'efficacia e la sicurezza sarebbero provate in modo "scientifico". A tale riguardo appare tuttavia interessante citare quanto osservato dal direttore associato della FDA (la nota importante agenzia americana per il controllo dei farmaci), Dr. David Graham, il quale ha affermato che dagli 88.000 ai 139.000 americani avrebbero sofferto di attacchi cardiaci e colpi apoplettici  a causa dell'assunzione della sostanza rofecoxib, nel farmaco Vioxx della Merck, ora finalmente ritirato dalla circolazione, (dopo che fin dal 1996 un professore dell'Università di Stanford aveva messo in luce contro il pericolo); c'è solo da sperare che tra 8 anni  non verranno ritirati altri farmaci di cui ora ci è assicurata, in modo "scientifico", l'efficacia e sicurezza.
Particolarmente interessante per i nostri lettori (molti dei quali alle prese con problemi bronchiali e polmonari) è in tale contesto quanto affermato  nel primo congresso mondiale sulla salute polmonare  svoltosi a Firenze nel settembre 2000, in cui i medici specialisti riuniti hanno osservato che "vi sono centinaia di medicine prescritte in genere per una varietà di problemi, come la pressione elevata, allergie, reumatismi, alcune forme di cancro od anche comuni infiammazioni non respiratorie, che possono provocare ogni sorta di  malattie polmonari.
E' vitale che chi soffre di problemi polmonari dia un'occhiata al sito www.pneumotox.com (oltre all'inglese c'è una versione in francese ed una in spagnolo), in cui una schiera di esperti del centro medico universitario di Dijon, Francia, ha raccolto 4.200 riferimenti bibliografici riguardanti una cinquantina di malattie  e sindromi polmonari che possono essere provocate  da circa 300 medicine di comune somministrazione per problemi non polmonari.  Questo sito internet costruito dall'Università di Dijon, è regolarmente aggiornato ed è consultato ogni mese da 6000-7000 visitatori. Intendiamoci, non vogliamo con questo certo dissuadere dall'assumere i preparati farmaceutici citati nella lista (in molti casi possono essere indispensabili e di vitale importanza) e tanto meno invitare a ripiegare sempre s e solo sulle piante e medicine "naturali" (tra i preparati  che possono provocare danni ai polmoni, citati nella lista, vi sono anche alcune erbe); è tuttavia consigliabile che tali preparati vengano assunti solo dopo che il medico (e spesso dei medici non specializzati in malattie polmonari magari  non valutano l'eventuale pericolo per i polmoni dei preparati prescritti per problemi di altro genere) abbia valutato bene il quadro integrale presentato del paziente,  ed il rapporto rischi-beneficio.
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NOTIZIARIO BUTEYKO -Novembre 2004
-E' ormai diffusa in quasi tutti i supermercati tedeschi, del genere della nostra COOP, la vendita di bottiglie d'acqua minerale alla quale è stata aggiunta una elevata percentuale di ossigeno (non si
tratta ovviamente della nostra "acqua ossigenata", usata anche per schiarire i capelli, che ha una composizione molto diversa e non è bevibile). In quest'acqua minerale (ve ne sono molte marche, dalla Oxyvit alla Oxygizer ed altre) vi è una concentrazione di O2  del 50-70%. Nell'acqua sorgiva naturale la percentuale di O2 è del 12-14%, nell'acqua di rubinetto del 4-9% e nelle bottiglie d'acqua
minerale non frizzante del 2%.
Si pensava fino a poco fa che la quantità di O2 nell'acqua e nei cibi non avesse alcuna importanza per la salute, mentre a quanto si sta ora scoprendo l'O2, oltre a penetrare nell'organismo dalle due
entrate già note dei polmoni (la principale) e della pelle, può penetrare anche dal rivestimento interno del tratto gastro-intestinale, la cui superficie complessiva è di ben 200 mq,
contro agli 80-100 mq. della superficie polmonare. I primi studi  svolti sugli effetti dell'O2 introdotto mangiando e bevendo sono stati pubblicati nel 1968 da scienziati russi (tanto per cambiare!);
verso la fine degli anni '70 altri studi sono stati portati a termine dal dentista di Zurigo W.Ott, ma lo studio più approfondito sull'argomento è stato effettuato in Germania dal medico di origine
iraniana A. Pakdaman. In una recente sperimentazione condotta dal Prof. Wodick presso l'Università di Ulm, è stato dimostrato che un gruppo di sportivi ai quali era stata somministrata acqua con O2
resisteva più a lungo allo sforzo ed aveva una concentrazione di acido lattico inferiore rispetto al gruppo al quale era stata somministrata acqua normale. In realtà, nel sangue della maggior
parte delle persone vi è una percentuale di O2 più che sufficiente e l'ostacolo si pone nel passaggio dell'O2 dal sangue ai tessuti; la respirazione Buteyko è appunto diretta a migliorare questo ultimo,
decisivo passaggio, e a far giungere l'O2 al cervello, cuore ed altri organi. In alcuni casi tuttavia in cui l'ostacolo si presenta già in una fase anteriore (e cioè nel passaggio dell'O2 dai polmoni al
sangue, come avviene nell'enfisema ed in altre malattie in cui vi è un danneggiamento del tessuto polmonare) può essere utile, per far giungere più O2 al sangue, aggiungere, alle consuete porte d'ingresso costituite da polmoni e pelle, anche il tratto gastro-intestinale, bevendo acqua con molto ossigeno. Rimane tuttavia anche in questi casi opportuno preoccuparsi di migliorare, con una buona
respirazione, l'ultimo cruciale passaggio dell'O2 dal sangue ai tessuti.
2) Il collegamento tra canto e respiro è intuitivo ed evidente, anche se vi sarebbe molto da dire sul modo migliore di insegnare il canto.
Al giorno d'oggi però, a parte i professionisti, quasi nessuno, né bambini né adulti, canta. Si va tra l'altro quasi perdendo tutta una serie di canzoni che un tempo accompagnavano i vari lavori che
comportavano attività fisica (dalla mietitura alla vendemmia ecc.), che sta del resto anch'essa scomparendo, e questa mancanza completa  di movimento fisico e canto contribuisce al cattivo stato del modo di  respirare di una gran parte della popolazione. Il Prof. Buteyko, che  amava molto cantare e che anche nella sua ultima conferenza in Nuova Zelanda, pochi mesi prima della sua morte due anni fa, (in età avanzata ed ottima salute e piena attività fino all'ultimo) aveva  rallegrato tutti i partecipanti con una canzone ucraina, e usava dire che la lingua ucraina e quella italiana sono strutturate, grazie alla  presenza di determinate  vocali, in un modo tale da portare ad un
miglioramento della respirazione quando si canta in queste lingue.
3) L'insegnamento della respirazione Buteyko si va per fortuna diffondendo rapidamente  in Italia, grazie anche all'operato degli ormai abbastanza numerosi istruttori accreditati dalla nostra
Associazione, che effettuano corsi nelle varie città. Ognuno di questi istruttori  -e si tratta di un aspetto molto positivo ed interessante- arricchisce il classico insegnamento della tecnica di
respirazione Buteyko con quella che è la sua formazione ed esperienza personale. Così ad esempio Massimiliano Conte, grazie alla sua esperienza di oltre 15 anni di insegnamento dello yoga, è in grado di insegnare molto bene la respirazione diaframmatica (condizione indispensabile e necessaria, anche se di per sé non sufficiente, di una buona respirazione);  Gianni Girotto è esperto in Watsu (Shiatsu nell'acqua), tecnica che, tra gli altri benefici, contribuisce al rilassamento e facilita quindi l'apprendimento della tecnica Buteyko;  Fiamma Ferraro, con l'aiuto dell'ipnoterapia e di tecniche di biofeedback riesce a far superare alcune difficoltà nel riaddestramento del riflesso respiratorio e poiché è attualmente l'unico istruttore che è anche medico, può valutare se la tecnica Buteyko possa essere utilmente coadiuvata da misure di medicina fitoterapica, omotossicologica, bioenergetica, tecarterapia o altre.
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NOTIZIARIO BUTEYKO  -Ottobre 2004  . Con l'avvicinarsi della stagione fredda si assiste ad una moltiplicazione degli inviti a ricorrere alla vaccinazione contro l'influenza. Anche se una respirazione corretta e delle sane abitudini alimentari e di vita rendono poco suscettibili al contagio, non si intende qui certo dissuadere nessuno dal ricorrere a questa vaccinazione, che anzi per persone debilitate e prive di adeguate difese immunitarie può esser utile; si intende però consigliare di controllare con la massima cura gli ingredienti del preparato che il medico intende usare per la vaccinazione, per  assicurarsi che non vi sia il timerosolo o altri conservanti a base di mercurio. Chi ha tempo  troverà utile  leggere su internet (www.wnho.net/vaccine_coverup.htm) i risultati dell'inchiesta approfondita effettuata dal neurochirurgo americano Russel Blaylock, (autore anche di numerosi studi sui danni prodotti dall'aspartame e dal glutammato monosodico ) sugli effetti deleteri   del mercurio ancora contenuto in numerose vaccinazioni, contro l'influenza, l'epatite e purtroppo anche nelle vaccinazioni d'infanzia, (e il danno prodotto dal mercurio nei cervelli ed organismi in crescita dei bambini piccoli è ancora più grave). Una volta introdotto, è molto difficile far uscire il mercurio dall'organismo, anche con la terapia chelante. Sembra comunque che un'alga d'acqua dolce, la clorella, (venduta in molte erboristerie) riesca a legare e ad eliminare un certa parte del mercurio e di altri metalli tossici.
-Appare interessante una notizia riportata nell'ultimo numero della rivista tedesca Zeitenschrift", in cui, sotto il titolo:"Il potere del respiro" si informa che :l'inventore giapponese Yoshiro Nakamats, intestatario di oltre 2000 brevetti, tra cui quello per i dischetti per i computer e per gli orologi digitali, quando vuole farsi venire delle idee geniali si tuffa   nella sua piscina e resta sott'acqua finchè può resistere. Questa procedura può sembrare stravagante ma in realtà questo genio asiatico          ha ben presente la fisiologia del cervello: quando tratteniamo il respiro aumenta il contenuto in anidride carbonica (CO2) del sangue.  Il cervello interpreta questo aumento come una maggiore esigenza di ossigeno e dilata le arterie del collo affinchè una maggior quantità di sangue, e quindi di ossigeno, possa affluire al cervello...;basta aumentare di poco il contenuto in CO2 nel sangue per far affluire molto più ossigeno al cervello  e quindi per ottenere un aumento delle sue prestazioni."
Chi non ha una piscina in casa e non può seguire l'esempio del geniale inventore giapponese, quando si trova a dover impiegare al massimo il cervello ed ha bisogno di "idee geniali"(prima
di un esame o di un colloquio importante), potrebbe ottenere un risultato analogo con una bella sessione di esercizi di respirazione Buteyko!
-Per chi si trova alle prese con medici scettici (e, lo ripetiamo nuovamente, chi è alle prese con l'asma o altre malattie di una certa serietà, dovrebbe applicare la tecnica di respirazione con la
collaborazione ed il controllo del proprio medico, e per fortuna ci sono molti medici aperti che non partono subito dal presupposto del "non conosco questa tecnica Buteyko e quindi non può trattarsi, dato che non la conosco, di nulla di interessante ed efficace",  ed accolgono invece il suggerimento dei loro pazienti di approfondire e informarsi in proposito) pubblichiamo nuovamnete gli estremi dei
periodici medici in cui sono stati pubblicati i risultati delle sperimentazioni e studi effettuati sul metodo Buteyko. Tralasciando quelli in lingua russa, indichiamo solo quelli in inglese:
--Buteyko breathing techniques in asthma: a blinded randomized controlled trial. Bowler S,  Green A, Mitchell CA. Medical Journal of Australia, Vol 169, 7/21 December 1998:575-578.
--"A clinical trial of the Buteyko Breathing Technique in asthma as taught by a video." Opat AJ, Cohen MM, Bailey MJ, Abramson MJ. Journal of Asthma, 37(7), 667-564 (2000).
--"Effect of two breathing exercises (Buteyko and pranayama) in asthma: a randomized controlled trial." Cooper S, Osborne J, Newton S, Harrison V, Thompson Coon J, Lewis S, Tattersfield A.
Thorax August 2003; 58:674-679.
--"Buteyko Breathing Technique for asthma: an effective intervention." Patrick McHugh, Fergus Aitcheson, Bruce Duncan, Frank Houghton: The New Zealand Medical Journal. 12-December-2003,
Vol 116 No 1187.
"Health Education: Does the Buteyko Institute Method make a difference?" Jill McGowan, Education and training consultant in Asthma Management. Thorax Vol 58, suppl III, page 28) December 2003.

NOTIZIARIO BUTEYKO -Agosto 2004
1.  Segnaliamo un articolo interessante apparso sulla prestigiosa rivista britannica The Observer Magazine il 27 giugno, con il titolo "Every breath you take" (Ogni respiro che prendete), in cui si informa il pubblico sull'utilità del metodo Buteyko contro l'asma, di cui soffrono in Gran Bretagna 5,1 milioni di persone. L'articolo cita lo studio effettuato dall'Università di Nottingham, che ha confermato i risultati dello studio australiano del 1998, in cui gli asmatici che hanno effettuato gli esercizi Buteyko hanno potuto ridurre i broncodilatatori del 90% in meno di tre mesi. E' citato l'esempio dell'attrice Sam Perkins, che dall'età di quattro anni usava broncodilatatori   e da quando aveva 20 anni anche cortisone. Aveva provato  inoltre tutti i trattamenti alternativi, dall'agopuntura all'omeopatia, senza grandi risultati, ed era ormai divenuta allergica a tantissime sostanze. Dopo aver visto un documentario sul metodo Buteyko  ed aver effettuato gli esercizi prescritti si considera guarita e non ha più bisogno di medicine da 18 mesi.
L'articolo conclude con l'auspicio che il servizio sanitario pubblico inglese provveda ad offrire gratuitamente l'addestramento Buteyko per gli asmatici, ed alla domanda se  vi siano risorse finanziarie sufficienti per farlo (in Inghilterra i corsi serali o di fine settimana per imparare il metodo Buteyko per uso proprio costano sugli 880 euro ed anche più), risponde provocatoriamente che   non  vi sono risorse finanziarie sufficienti per non offrire Buteyko agli asmatici, poiché l'asma costa al Regno Unito due miliardi di sterline all'anno, con 74.000 ricoveri in ospedale ogni anno.
2. Il cervello è l'organo che più di tutti gli altri ha bisogno di ossigeno  (costituisce il 2% del peso del corpo ma ha bisogno del 20% del flusso di O2) e quindi non è difficile immaginare i danni che può provocare una mancanza di ossigeno nei tessuti di quest'organo così importante. In  numerose patologie, la quantità di sangue che giunge al cervello è insufficiente ed in questi casi il metodo Buteyko può migliorare a volte anche di molto la situazione, poiché perlomeno consente che dalla pur insufficiente quantità di sangue che circola nei vasi cerebrali, l'ossigeno passi più efficacemente, in maggiore  misura, ai tessuti cerebrali, ed in molti casi agisce, seppure a più lunga scadenza, tramite vari meccanismi, in modo da aumentare l'afflusso di sangue nei vasi cerebrali. Il metodo Buteyko non può tuttavia far aumentare questo afflusso quando la causa che lo compromette è di natura meccanica. Il dr. Buteyko insisteva molto sul fatto che il suo metodo non è sufficiente quando i problemi per l'organismo sono di natura meccanica". Poiché nell'Unione Sovietica dell'epoca  i trattamenti di osteopati e chiropratici erano quasi sconosciuti, Buteyko, pur insistendo molto sul fattore meccanico", non poteva dare il consiglio sul quale insistiamo invece molto noi, e cioè di far controllare comunque la propria situazione posturale da un bravo osteopata (di preferenza, per gli asmatici, addestrato nel metodo Gesret). A questo proposito ci sembra interessante segnalare quanto asserito  in merito  alla sclerosi multipla e ad altre malattie neurologiche come  il morbo di Parkinson e l'Alzheimer, dal medico  americano di origine cubana Fernandez Noda  e poi applicato anche a Madrid dai medici spagnoli Perez Fernandez e Castillo Recarte. Secondo Fernandez Noda   in molte  -non in tutte- le persone colpite da queste malattie, la causa principale è costituita da una diminuzione dell'afflusso di sangue al cervello, causata da un problema di natura meccanica che compromette il flusso di sangue attraverso l'arteria   vertebrale. Il dr. Noda ha infatti accertato che  molte persone colpite dalle malattie in questione, presentavano la cosiddetta "sindrome della costa cervicale",  (una compressione alla base del collo) in cui vi è una diminuzione del flusso di sangue al cervello, ed ha escogitato una tecnica chirurgica, più semplice di quelle generalmente usate in questi casi, che risolve il problema aumentando il flusso di sangue, e in questo modo è riuscito a quanto pare a guarire oltre 1500 casi. Il medico di Madrid Perez Fernandez, alla ricerca di qualcosa che potesse guarire la moglie colpita dalla sclerosi a placche, la portò in America dal dr. Noda che effettuò questa operazione  e, a seguito della guarigione della moglie, il dr. Fernandez ha introdotto questa tecnica in Spagna.
I problemi di natura autoimmunitaria ai quali viene in genere attribuita la responsabilità della sclerosi multipla secondo il dr. Noda sarebbero in molti casi una conseguenza secondaria ma non sempre necessariamente la causa primaria della sclerosi multipla. Non è detto ovviamente che il dr. Noda      abbia ragione ma dà da pensare, oltre al numero dei successi riportati, che giustificherebbero un approfondimento, il fatto che spesso vengano colpiti dalla sclerosi multipla dei giovani in piena attività, che magari sciando e facendo sport  e ginnastica incorrono in brutte cadute,  e  la  malattia si manifesta anche molto  tempo dopo, quando ormai si è  dimenticato l'incidente, con il quale non è quindi stabilito alcun collegamento. I dottori citati, prima di effettuare l'operazione, fanno ovviamente tutti gli accertamenti necessari per accertare che  sia effettivamente presente una "sindrome della costa cervicale", poiché sono i primi a mettere in rilievo che non sempre le malattie neurologiche citate sono causate da questa sindrome. 

NOTIZIARIO BUTEYKO Aprile 2004
1)          Durante un corso recentemente svolto, uno dei partecipanti scherzando, aveva osservato che, respirando poco, perlomeno si  inalava una   minor quantità  di tutte le sostanze velenose che, nelle grandi città, si trovano nell'aria! Purtroppo, pur senza farsi prendere dal panico  (e respirare di meno non risolve certamente questo tipo di problema) è vero che ormai l'aria che respiriamo si fa in realtà sempre più irrespirabile, ed anche chi ha la fortuna di vivere in montagna, lontano da strade ed industrie, non raramente ha, in casa o in ufficio, un'aria velenosa. In Italia se ne parla ancora poco, ma in Germania si è recentemente costituita una comunità d'interessi per tutelare le persone danneggiate dai "toner" contenuti nelle stampanti laser, apparecchi fax e fotocopiatrici. (sito web:  www.krank-durch-toner.de ). Finora si era in realtà parlato soltanto dell'ozono che, quando non sono ben mantenute, queste macchine possono emettere. A quanto pare invece, si sta scoprendo ora che anche gli apparecchi migliori  e nuovi emettono delle particelle infinitesimali ("nanoparticelle" che proprio per le loro dimensioni piccolissime, non sono trattenute già nel naso ma penetrano nelle vie respiratorie e si diffondono nel sangue e nei vari organi) di sostanze velenosissime; il benzolo, mercurio,cobalto, fenolo ecc.  , sono, a quanto pare, solo alcune delle sostanze dannose assorbite da chi, in uffici chiusi, si trova a lavorare per ore vicino a stampanti laser, con magari nella stessa  stanza delle fotocopiatrici e fax. La migliore difesa è in questi casi quella di aprire spesso le finestre e di arieggiare al massimo.  Il gruppo sopra citato riferisce infatti che persino nelle strade con molto traffico l'aria non è così irrespirabile come negli uffici male aerati e con  molte attrezzature tecniche. Preoccupante è, sotto questo aspetto, la tendenza moderna ad installare dappertutto l'aria condizionata e a tenere le finestre ermeticamente chiuse! Il gruppo si è inoltre attivato per chiedere che le stampanti laser vengano sostituite da quelle "a getto d'inchiostro" perlomeno nelle scuole, ospedali, case private e studi medici.
2)          Passiamo ad una notizia più tranquillizzante e gradevole! La prestigiosa rivista medica "British Medical Journal" ha pubblicato, già un po' di tempo fa, (2001;323:1446-9) i risultati  di uno studio effettuato dal ricercatore dell'Università di Pavia Luciano Bernardi e colleghi, dal titolo "Effetti della preghiera del rosario e dei mantra yoghici sui ritmi cardiovascolari autonomi", su 23 uomini e donne che per un certo periodo recitavano in continuazione l'Ave Maria ed il mantra "Om Mani Padme Om". A quanto accertato, durante questa recitazione il respiro diventava più regolare, e rallentava a 6 respiri al minuto. Questo ritmo lento di 6 respiri al minuto, osservano i ricercatori e particolarmente benefico, perché "sincronizza il respiro con i ritmi cardiovascolari, che hanno anch'essi un ciclo di 6 al minuto".
3)          Restando sull'Argomento dell'"Om" o "Hm", una rivista medica americana (American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine; 26 luglio 2002) pubblica i risultati di uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori, svedesi, che con un gruppo di 10 persone dai 34 ai 38 anni, ha accertato che, a quanto pare il cantare "HM" a bocca chiusa sarebbe uno dei modi migliori per evitare le sinusiti, e produrrebbe anche altri effetti benefici.
4)          L'inserto "Salute" di "La Repubblica" dell'11 dicembre scorso, in un articolo dal titolo "L'Anidride carbonica che ridona la linea", decantava i benefici della carbossiterapia, che nelle beauty farms francesi è utilizzata, attraverso microiniezioni, per curare varie problematiche, dalla cellulite alle alterazioni del microcircolo, dalle flebopatie agli accumuli di adipe. L'anidride carbonica, si legge, "agisce come una microscopica "pompa" che spinge il sangue nel labirinto dei capillari. Secondo i suoi sostenitori, la carbossiterapia migliora la circolazione sanguigna: inoltre, grazie al maggior apporto di ossigeno..". Fa piacere leggere, anche se qui per problemi relativamente futili, quello che Buteyko ha messo instancabilmente in luce negli ultimi 40 anni, e cioè che l'anidride carbonica non è un inutile gas di scarico ma è indispensabile per l'apporto d'ossigeno ai tessuti.

NOTIZIARIO BUTEYKO -Febbraio 2004
1) Fin dagli inizi del 1900 sono noti i problemi causati dall'iperventilazione, (respirazione meccanica eccessiva in relazione alle esigenze dell'organismo) e vi è sull'argomento una serie di articoli, pubblicati su prestigiose riviste scientifiche (in appendice al libro "Attacco all'Asma " vi è una lista di riferimenti bibliografici).Ciò nonostante, l'iperventilazione, nella sua forma lieve ma cronica, è raramente accertata e diagnosticata dai medici. Inoltre, sono più rari gli studi  e le pubblicazioni su una delle conseguenze dell'iperventilazione, e cioè l'ipocapnia (basso livello di anidride carbonica  ). Per questo, ci sembra interessante segnalare un articolo pubblicato  sulla rivista medica "New England Journal of Medicine" (J.Laffey e B.Kavanagh, 4 luglio 2002). Riportiamo alcune osservazioni tratte da questo articolo. "L'ipocapnia, quale aspetto comune a molti disordini di natura acuta, può avere un ruolo patogeno nello sviluppo di malattie sistemiche. Una serie crescente di prove indica che l'ipocapnia può produrre considerevoli effetti negativi, fisiologici e medici."
Dopo essersi soffermati sulle conseguenze negative che può avere l'iperventilazione durante il parto, gli autori osservano che l'ipocapnia è presente nelle persone che soffrono di apnea durante il sonno e che l'effetto della mancanza di anidride carbonica sulla diminuzione del flusso di sangue   al cervello è così drammatico  che quasi il 50% dei medici  d'emergenza, ricorrono appositamente all'ipocapnia in situazioni in cui questa riduzione è auspicabile, in caso di   incidenti e traumi che coinvolgano la testa. Come si osserva nell'articolo "l'alcalosi ipocapnica riduce il flusso di sangue al cervello per mezzo di una potente vasocostrizione, così riducendo la pressione intracranica". E' superfluo osservare che questa riduzione del flusso di sangue al cervello è invece, in situazioni normali, tutt'altro che auspicabile, e può compromettere un buon funzionamento  delle abilità intellettuali, per non parlare di guai peggiori., come l'ischemia cerebrale e cardiaca, l'asma e, come si conclude nell'articolo, la stanchezza cronica e le crisi di panico.
2) Ha sollevato clamore in Germania  il libro pubblicato dal Heilpraktiker (naturopata) tedesco Rolf Juergen Petry, dal titolo "Strofantina, la possibile vittoria sull'infarto", con la prefazione del prof. Hans Schefer, un cardiologo di fama. Sostenuto da migliaia di dati ed articoli  raccolti, Petry osserva come la strofantina (estratta da una pianta africana ed usata in passato da tribù africane per avvelenare le frecce) sia uno dei più importanti e benefici medicinali  per il cuore, e come questo medicinale (in commercio fin dal 1904) non sia in pratica più usato, per motivi errati e non chiari (le asserzioni in base alle quali la strofantina in forma orale non sarebbe assorbita nell'organismo e provocherebbe gli stessi effetti negativi della digitale sono già state, come dimostra Petry, controbattute  in modo incontestabile.  Petry elenca poi una serie incredibile di dati che dimostrano l'efficacia di questa sostanza: dal 1977 al 1987 un grande ospedale di Berlino ha ottenuto, avvalendosi della strofantina, le più alte percentuali al mondo  di sopravvivenza  dopo un infarto, superato solamente da una clinica di San Paolo del Brasile, che usava anch'essa la strofantina, ottenendo i seguenti risultati: nel 98,6% dei pazienti che l'avevano presa a titolo preventivo, una completa assenza di disturbi entro due settimane, e nei pazienti  portati all'ospedale con un infarto, efficacia entro 5-10 minuti per l'85%. Migliaia di medici tedeschi che negli anni 1980-1990 hanno somministrato questa medicina hanno riferito in modo eccezionalmente positivo sui risultati ottenuti.
Ciò nonostante,  si prevede che le autorità sanitarie tedesche, nonostante un secolo di risultati eccezionalmente buoni, senza un solo caso di effetti collaterali negativi, chiederanno ora, per la strofantina, l'effettuazione di un nuovo studio in doppio cieco su larga scala, che richiederebbe un costo di 10-15 milioni di euro, cifra che poche industrie farmaceutiche potrebbero sostenere, oltretutto per una medicina il cui brevetto è ormai scaduto. La ditta tedesca Brahms, che produce attualmente la medicina a base di strofantina usata in Germania, sembra ormai rassegnata a doverne interrompere tra breve la produzione, ed è questo il motivo che ha indotto Petry ad interrompere il suo lavoro per dedicarsi esclusivamente a scrivere il libro e a diffondere la notizia di quello che egli ritiene "uno dei più gravi errori medici del secolo" ( e cioè il mancato utilizzo della strofantina per le malattie di cuore, a vantaggio di operazioni e di altre medicine, molto più costose e ricche di effetti collaterali negativi).

NOTIZIARIO BUTEYKO  Gennaio 2004
Cari amici,
-nella speranza che abbiate trascorso delle buone feste ci facciamo vive  innanzitutto con una notizia che potrebbe essere utile  dopo questi giorni di "celebrazioni".
In Russia, dove il clima induce a volte ad eccedere con le bevande alcoliche, consigliano un rimedio che a quanto par consente di evitare   i peggiori effetti dannosi sul fegato che conseguono ad un numero eccessivo di "brindisi": si tratta della carnosina. Questa sostanza naturale, contenuta nell'organismo degli uomini e degli animali, è stata scoperta a Mosca nel 1900 da ricercatori russi, ed ha molti usi.  L'alcol,  subito dopo essere stato bevuto, è ossidato nel fegato, dove è trasformato  in acetaldeide; per rimediare agli effetti negativi dell'acetaldeide l'organismo mobilita le sue riserve di L- carnosina, che ossida l'acetaldeide in acetato e poi lo metabolizza in acqua ed anidride carbonica.  In questo modo però le riserve di L-carnosina,  si esauriscono rapidamente. La L-carnosina è reperibile, quale integratore dietetico, da numerosi fornitori, in particolare da quelli che vendono supplementi per sportivi (alcuni di questi supplementi, diversi dalla carnosina, sono dannosi. Non vorremmo che, nel consultare le pagine di questi fornitori, vi lasciaste attrarre da alcuni altri prodotti), così come non vorremmo, con   la notizia che vi abbiamo dato, incoraggiarvi ad eccedere nel consumo di bevande alcoliche: la carnosina  non mette certo riparo a tutti gli effetti negativi che a lungo andare si verificano se si eccede nel consumo di bevande alcoliche.
-Un altro uso  della carnosina, nella forma della n-acetilcarnosina, è quello scoperto, sempre in Russia, da  un gruppo di scienziati guidati dal dr.MA Babizhayev , i quali  hanno provato, in studi durati oltre 10 anni,    pubblicati su riviste scientifiche (Babizhayev MA, Deyev AI et al. "N-acetiylcarnosine, a natural histidine-containing dipeptide, as a potent ophtalmic drug in treatment of human cataracts." Peptides, 2001,22:979-94; Babizhayev MA Yermakova VN et al."N-acetylcarnosine is a prodrug of l-carnosine in ophtalmic application as  antioxidant" Clin.Chim.Acta,1996,254,1-21), come delle gocce di n-acetilcarnosina  possano non solo prevenire ma anche migliorare la cataratta. In   sperimentazioni in doppio cieco della durata di 6 e 24 mesi, è stato trattato un totale di 49 pazienti; negli occhi trattati con le gocce di n-acetilcarnosina si sono registrati miglioramenti importanti: nel 42% dei casi la trasparenza del cristallino è aumentata del 12-50%; nel 90% dei casi l'acutezza visiva è aumentata del 7-10% e nell'89% dei casi il fastidio dei riflessi è diminuito del 27-100%. In  In nessun caso si è registrato un peggioramento della situazione, mentre nel gruppo placebo,
dopo 24 mesi la vista era peggiorata, nell'89% dei casi, del 17-80%.  
La carnosina,   se assunta per via orale non raggiunge a quanto pare le zone dell'occhio in cui dovrebbe svolgere effetto, inoltre la forma utile in questo caso non è la carnosina ma  appunto la N-acetil-carnosina. Questa forma speciale di carnosina  nelle sperimentazioni effettuate non ha dimostrato alcun effetto collaterale o controindicazione. Si usano 1-2 gocce negli occhi al giorno, per un periodo di 5-6 mesi. Le sperimentazioni effettuate hanno provato l'utilità  soprattutto per la cataratta ma sono in corso altri studi che riguardano altri problemi, come la degenerazione maculare senile.  -Un'altra notizia su  un argomento del tutto differente: è stata preannunciata in Germania in questi giorni l'imminente messa sul mercato di un piccolo  apparecchio che consente di stabilire i giorni fertili del ciclo mensile femminile. Sapete su quale principio è basato questo  apparecchio? Chi conosce l'argomento che più di tutti gli altri ci sta a cuore forse l'avrà già indovinato: sul tasso di anidride carbonica (CO2) nell'aria espirata! L'apparecchio, che si chiama "Novula",  è stato sviluppato dall'ingegnere  Stefan Veitenhansl, ed è stato sperimentato su 196 donne presso la clinica ginecologica universitaria di Norimberga. A quanto pare, 3-6 giorni prima dei giorni fertili, il tasso di CO2 nell'aria espirata diminuisce, per poi aumentare nuovamente in coincidenza con l'inizio dei giorni fertili. L'inconveniente? A parte il prezzo, che dovrebbe aggirarsi sui 400, per il momento sembra che l'apparecchio non sarà per il momento messo in vendita al pubblico; verrà commercializzata solo una versione più complessa,  destinata agli studi medici. Non resta quindi che ricorrere anche per lo scopo in questione al buon vecchio metodo della pausa-controllo, che, dipendendo dal tasso di CO2 nell'organismo, dovrebbe a quanto pare diminuire improvvisamente alcuni giorni prima, per poi aumentare improvvisamente nei giorni fertili. (Decliniamo tuttavia ogni responsabilità per eventuali nascite indesiderate causate dall'uso della pausa-controllo per questo nuovo scopo!). Ci sembra  comunque interessante constatare ancora una volta come la CO2 sia, in molti modi ancora da esplorare, coinvolta nei processi fisiologici più importanti dell'organismo e come questo, in previsione della possibilità del sorgere di una nuova vita , si preoccupi, a quanto pare in linea assolutamente prioritaria, di assicurare  un aumento del tasso di CO2 .
-Il " New Zealand Medical Journal ", 12 dicembre 2003, vol.116 nr.1187, pubblica i risultati di una sperimentazione clinica in doppio cieco effettuata in  Nuova Zelanda su un gruppo di 38 asmatici tra i 18 e 70 anni. Il gruppo trattato con la respirazione Buteyko, al termine dei sei mesi dello studio ha fatto registrare una diminuzione dell'85% nell'uso di broncodilatatori e del 50% nell'uso per inalazione di steroidi. Nel gruppo di controllo, trattato con altri metodi, non si è invece registrata alcuna diminuzione nell'uso di steroidi, mentre la diminuzione per i broncodilatatori è stata del 37%. La conclusione dello studio è quindi che  la respirazione Buteyko è "una tecnica sicura ed efficace per il controllo dell'asma, ed  offre benefici clinici  e di potenziale di risparmio farmacologico, che meriterebbero  ulteriori studi."
In realtà gli "ulteriori studi" ci sono già stati, sia in Russia negli anni '80, sia in Australia 10 anni fa. Quand'è che finalmente si trarranno le conclusioni pratiche    da questi studi ?

NOTIZIARIO BUTEYKO ottobre 2003
-Il Sidney Morning Herald" (uno dei piu' importanti quotidiani australiani)  del 23.10.2003, in un articolo dal titolo Una tecnica di controllo dell'asma in alternativa al Ventolin", riferisce su una nuova sperimentazione avviata in Australia dal Co-operative Research Centre for Asthma  ", per accertare se sia possibile ottenere risultati positivi contro l'asma mediante l'uso di  tecniche respiratorie, yoga e Buteyko. Lo studio durera' sei mesi e i dottori che li seguono non sanno quale tecnica stiano usando i vari gruppi nei quali sono divisi i pazienti. Appare   gia' ora evidente che un'elevata percentuale dei pazienti sta   dando segni di grande miglioramento, a quanto osservato da uno dei medici coinvolti.
-L'anno scorso, nell'avvicinarsi dei primi freddi ed avvisaglie di raffreddori ed influenza, avevamo riferito in merito ad un rimedio apparentemente strano, consigliato verso il 1920 negli Stati Uniti: si ipotizzava che il virus del raffreddore e dell'influenza entrasse nell'organismo dall'orecchio e si consigliava pertanto, alle prime avvisaglie di raffreddore, di  far penetrare nell'orecchio, con un contagocce, una decina di gocce di acqua ossigenata (H2O2) al 3%. Pur senza garantire nulla  (si riferiva semplicemente una notizia  letta!) osservavamo che alle prime avvisaglie di raffreddore, oltre a fare una sessione intensiva di esercizi Buteyko, non poteva far male provare anche  questo rimedio. Nei mesi successivi numerose persone   hanno telefonato per riferire che il rimedio aveva funzionato. (Non  sappiamo se l'effetto positivo sia stato prodotto  dalla H2O2 o piuttosto dagli esercizi Buteyko!)
Sempre sull'argomento dei raffreddori segnaliamo un altro rimedio, che viene   anche questo dalla Russia, ed e' basato semplicemente sul contrario del raffreddore" e cioe' sul calore (del quale ci si avvale del resto quando, alle prime avvisaglie di raffreddore ci si mette a letto con una borsa dell'acqua calda e con bevande "calde"!).  Si tratta di un piccolo apparecchio, detto PGG-01, qui in Germania e' gia'  usato da alcuni, che produce i suoi effetti benefici semplicemente tramite un riscaldamento delle vie nasali. A differenza delle gocce di H2O2 questo rimedio potrebbe in alcuni casi essere controindicato e quindi non andrebbe usato senza consultare un medico.
- Tra i fattori negativi che in alcuni casi impediscono    alla  respirazione Buteyko di esplicare 
tutti i suoi effetti  benefici e bloccano il progresso,   nel   libro "Attacco all'Asma" si cita la presenza di metalli tossici pesanti nell'organismo, tra cui in particolare il mercurio, presente in moltissime otturazioni dentali.  Il danno prodotto da questi metalli e' a quanto pare noto da tempo (se ne era tra l'altro discusso a lungo nel 1974 in una conferenza dell'OMS svoltasi a Firenze), e negli ultimi anni per fortuna la medicina sta di nuovo dedicando piu'attenzione a questo problema. A questo proposito riportiamo alcuni brani di un'interessante intervista effettuata in America al Dr.Andrea Frustaci, professore associato di cardologia all'Universita' Cattolica di Roma: abbiamo osservato un grande aumento (piu' di 10.000 volte)  della presenza di mercurio ed antimonio nel muscolo cardiaco di pazienti con una cardiomiopatia dilatata idiopaticanon ci aspettavamo questo risultato..l'uso di agenti chelanti per il trattamento della cardiomiopatia dilatata potrebbe essere promettente" (Sui benefici che puo' produrre la terapia chelante consigliamo le ottime pagine Web della  "Societa' Italiana Terapia Chelante", www.ifa.it)
Quanto all'altro fattore che spesso impedisce di ristabilire una respirazione ottimale, e cioe' le disfunzioni meccaniche  (malposizionamenti di vertebre ecc.), nel libro "Attacco all'Asma " si riferisce  sul metodo ostepatico "Gesret", che insieme alla respirazione Buteyko  produce risultati eccezionali nei casi di asma. L'osteopata di Bari, Massimo Valente, che ha studiato la tecnica Gesret ed ha anche portato a termine con la nostra Associazione la formazione come istruttore Buteyko, ci segnala un sito molto interessante in lingua spagnola, http://mitglied.lycos.de/buteyko  in cui   vengono presentati insieme i metodi Buteyko e Gesret come armi ottimali contro l'asma. Vale la pena di andare a vederlo.

-L'autorita' di controllo americana FDA ha per la prima volta approvato , a seguito dei risultati positivi  conseguiti in sperimentazioni cliniche in doppio cieco, un rimedio non farmacologico per il trattamento della pressione elevata del sangue. Si tratta di un apparecchio elettronico che, dopo aver analizzato la struttura del respiro di un paziente, sintetizza una musica individuale che induce il paziente, che tende ad adattare il suo modello respiratorio alla musica,   a respirare  -indovinate un po!- piu' lentamente e di meno. Gli studi, pubblicati nell' American Journal of Hypertension hanno dimostrato una diminuzione media di 14/9 mmHg dopo 8 settimane di uso. E' cosi' nuovamente confermato  quanto scoperto da Buteyko sull'importanza della respirazione nell'ipertensione, e con gli esercizi Buteyko si ottengono, in modo piu' efficace e senza necessita' di costos apparecchi, risultati ancora superiori, come dimostrato dallo stesso Dr. Buteyko che, all'eta' di 35 anni, era stato indotto proprio dalla sua pressione troppo elevata, ad approfondire lo studio della respirazione ed era riuscito, grazie alle sue scoperte, a guarire.
Il nome dell'apparecchio e' RespErate" e chi voglia saperne di piu' puo' andare sul sito dei produttori americani: www.resperate.com
                             +++++++
NOTIZIARIO aprile 2003 (a cura di Rosa Maria Chicco e della Dr. FIamma Ferraro)
Cari Amici,
poiché continuano ad arrivare all'Associazione richieste del libro "Vivere di più respirando di meno", ormai quasi esaurito, siamo liete di comunicare che ne è uscita la seconda edizione .
Abbiamo inoltre avviato un gruppo di sostegno in rete nel quale è possibile dialogare, riferire le proprie esperienze e chiedere consigli ed informazioni. Ricevo infatti molte lettere e telefonate da parte di persone che hanno sentito parlare del metodo e mi chiedono dei chiarimenti e credo che le mie risposte, se date nell'ambito del gruppo, potrebbero venire a conoscenza di più persone ed essere più utili; inoltre in questo modo non solo io, ma anche altri potrebbero rispondere, dando, sulla base delle loro esperienze, consigli ed informazioni. Chi desideri iscriversi  al gruppo può farlo andando alla pagina iniziale del nostro sito.
Sta iniziando ad avere una certa fama anche in Italia Glenn Doman, fondatore degli "Istituti per il raggiungimento del potenziale umano", rinomati negli Stati Uniti ed in altri Paesi, diretti al potenziamento dell'intelligenza nei bambini, sia normali che cerebrolesi. Ciò che però pochi sanno è che una parte importante dei programmi utilizzati in questi Istituti utilizza dei sistemi che hanno dei punti di contatto con le scoperte del dr. Buteyko, poiché si cerca di potenziare l'afflusso di ossigeno al cervello aumentando il livello di anidride carbonica nell'organismo. Per saperne di più è possibile andare al sito www.iahp.org e cliccare sulla bandiera italiana per leggere il testo in italiano.
                                             
NOTIZIARIO BUTEYKO -Novembre 2002
1. Con l'arrivo della stagione fredda iniziano ad imperversare i  raffreddori e le influenze. Se si riesce ad accorgersi delle prime avvisaglie, dei primi sintomi quasi impercettibili, è in genere
possibile bloccarli  sul nascere, con qualche seduta intensiva di esercizi di respirazione Buteyko, che servono comunque., anche se il raffreddore è già conclamato, a renderne il decorso più lieve.
Segnalo inoltre una notizia curiosa: nel 1928 un medico americano, Richard Simmons, ha ipotizzato che i virus del raffreddore e dell' influenza entrino nell'organismo non dal naso o dalla bocca ma dal
canale delle orecchie. Questa ipotesi è stata   confermata da un gruppo di ricercatori tedeschi che,  nel 1938, hanno a quanto pare ottenuto grandi  successi nella cura di queste malattie da raffreddamento  immettendo,
ai primi sintomi, 12-14 gocce di acqua ossigenata (H2O2) al 3% nell'orecchio.
Si ripete la procedura  altre 2-3 volte ad intervalli di 2 ore.  Ve lo segnalo poiché è un rimedio completamente innocuo, anche per i bambini (basta fare attenzione a non fare entrare l'acqua ossigenata nell'orecchio.
3. I nostri sforzi diretti a far conoscere sempre di più il metodo Buteyko anche in Italia stanno iniziando a produrre dei buoni risultati. Numerosi settimanali ed un programma televisivo ne hanno parlato.  Ci stanno quindi giungendo  tantissime chiamate, e richieste di informazioni da parte di persone che vorrebbero subito potersi recare da un istruttore
Buteyko. C'è un grande bisogno di istruttori che, come avviene per i medici di base, dovrebbero essere ovunque facilmente raggiungibili.

4-Programma del corso per istruttori:
1.La respirazione Buteyko come terapia 
  Introduzione ai concetti di respirazione normale ed anormale.
Come valutare ed analizzare  la respirazione delle persone.
2.Elementi di anatomia e di fisiologia.
  Descrizione della struttura anatomica dell'apparato respiratorio.
  Effetti della malattia sulla struttura e sulla funzione dei polmoni.
  Omeostasi e respirazione.
  Respirazione esterna. Ventilazione, perfusione e diffusione.
  Respirazione interna. Metabolismo anabolico e catabolico.
  Controllo neurologico e chimico della respirazione.
  Rassegna di  sperimentazioni e studi.
3.Meccanismi della respirazione.
Sintomi  collegati a fattori meccanici.
4.Sindrome dell' iperventilazione.
Sintomi delle malattie come risposta del corpo all' iperventilazione. Rassegna delle ricerche.
Iperventilazione cronica e cambiamenti metabolici.  Fattori che rendono cronica l' iperventilazione.  L'anidride carbonica nel corpo.
5.Fattori che interessano respirazione e salute.
  Concetto della reazione di disintossicazione.
Infezioni e respirazione croniche. Mancanza di ormoni steroidei. Importanza dei minerali.
Malattie dell'apparato respiratorio. Asma, enfisema, bronchite.
Uso di farmaci.  La respirazione Buteyko nell'asma.
Attacchi di panico e di ansia. Sforzi, emozioni e respiro.   
Controindicazioni, precauzioni e raccomandazioni fondamentali.
Controllo del progresso.  Esercizi con i bambini. Addestramento,
esercitazione e respirazione atletica. Funzioni fisiologiche nello
sport.   Raccomandazioni pratiche

"NOTIZIARIO BUTEYKO   (a cura di ROSA MARIA CHICCO e della Dott.ssa Fiamma Ferraro                  Settembre 2002
Questa è la prima edizione del breve notiziario che d'ora in poi  vorremmo pubblicare a scadenza trimestrale (se ci riusciremo!), per tenervi al corrente  sulle nostre iniziative e su alcune interessanti novità nel campo della respirazione e in genere della medicina  naturale. Se non desiderate ricevere il notiziario per favore fatecelo sapere, e soprattutto, se  avete un indirizzo di posta elettronica che non conosciamo comunicatecelo; ci farete risparmiare molte spese postali.
Ci farebbe inoltre piacere ricevere commenti, annunci , suggerimenti e notizie da diramare.
La popolarità del metodo Buteyko sta aumentando sempre di più, in particolare in Australia, dove un po' di tempo fa aveva sollevato clamore la notizia che il direttore nazionale della Glaxo  (celebre ditta farmaceutica che produce alcune delle medicine più usate dagli asmatici), di fronte ai risultati  constatati con la tecnica Buteyko aveva dato le dimissioni dalla sua carica ed aveva intrapreso l'attività d'istruttore  di tale tecnica. Più recente è la notizia che in Inghilterra un'infermiera e lettrice universitaria, Jill McGowan, guarita grazie alla respirazione Buteyko da un'asma di cui soffriva da 25 anni, ha venduto la sua casa per disporre dei fondi necessari per avviare una prima sperimentazione in Inghilterra, (che ovviamente nessuna casa farmaceutica era disposta a finanziare!),che ha dato risultati  ottimi risultati (in poche settimane il 90% dei pazienti ha   potuto rinunciare ai broncodilatatori).  Per il suo impegno Jill McGowan ha ricevuto il premio "Infermiera dell'anno" per il 2002
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Per quanto riguarda l'Italia,  Buteyko Italia ha finora organizzato, a partire dall'anno scorso,  corsi introduttivi (sufficienti per chi, senza particolari problemi di salute, vuole imparare il metodo per uso proprio), a Siena, Verona, Treviso e Roma, ed ha partecipato, con conferenze, a mostre ed esposizioni (da ultimo alla fiera "Ti Sana" di Lugano.) I corsi sono stati svolti da Rosa Maria Chicco (fondatrice e presidente onorario dell'Associazione),  che, dopo aver appreso il metodo Buteyko con Alexander Stalmatsky, Leonid Motin e Rosalba Courtney, ha conseguito il titolo formale di istruttore dal "Buteyko Training Centre"  australiano ed ha introdotto per prima il metodo Buteyko in Italia nel 1999. L'attività di Buteyko Italia è ora portata avanti soprattutto dal medico, dr. Fiamma Ferraro, autrice del libro "Attacco all'Asma.. e non solo" (fiafer@yahoo.com, www.saluteglobale.com )
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Avviso importante:   In questi notiziari,  dal titolo "Notizie Salutari", che sono inviati per e mail a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l'argomento, il consulente medico  ed incaricata della formazione degli istruttori per   Buteyko Italia, dr. Fiamma Ferraro fornisce, oltre alle novità sulle date dei corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per riceverlo basta inviarci una e mail. ( fiafer@yahoo.com ). Il contenuto dei Notiziari  può essere riportato, con indicazione completa della fonte e dell'autrice.. (tratto da "Notizie Salutari", scritto dalla Dr. Fiamma Ferraro per www.buteyko.it )

I  notiziari hanno scopo informativo e   non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.  Questo avviso vale per tutti i numeri dei nostri notiziari.

                                                                           AI NOTIZIARI 2006-10
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